February
27

Ordini professionali: riforma in senso liberale delle norme per l’accesso alle professioni.

Visto la disponibilità di alcuni politici appartenenti al centro-destra ad essere in dialogo diretto con i cittadini, attraverso lo strumento del blog, ritengo sia il caso che anche chi si riconosce nel progetto di società portato avanti dall’area politica del centro-sinistra si esprima su degli specifici punti programmatici.

Non avendo cariche amministrative mi permetto di affrontare un tema più generale.

Mi presento : mi chiamo Giovanni Introzzi, risiedo vicino a Como, ed attualmente lavoro come commercialista, e socio di una società professionale di revisione, a Milano.

In precedenza, ho lavorato, con incarichi di responsabilità crescente, per  note società multinazionali come Heineken Italia e Bmw Italia.

Ho 46 anni, ed in occasione della presentazione del nuovo progetto Rosa nel Pugno a Como ho ritenuto che questa aggregazione laica, liberale, radicale e socialista, fosse un buon motivo per uscire dal silenzio di questi anni visto che il momento è importante ed è utile, ed opportuno, ora e non domani, dare un proprio piccolo contributo personale per far crescere quest’iniziativa che può riproporre, a tutti coloro che si riconoscevano in quest’area politica, uno spazio di espressione, e di azione, contro i vari fondamentalismi pericolosi che si aggirano, da tempo, nel nostro paese e che, mai come in quest’ultimo periodo, si fanno sentire in modo forte e cercano di indirizzare verso obiettivi illiberali il dibattito e l’azione della politica.

Per tutti questi motivi ho anche ritenuto di accettare la candidatura per il Senato, volendo, ovviamente, solo testimoniare pubblicamente la mia convinta adesione al nascente progetto politico della Rosa nel Pugno.

Vista la mia attuale esperienza professionale desidero scrivere un breve commento su uno dei 31 punti programmatici della Rosa nel Pugno (Fiuggi - 07/02/2006) : Ordini professionali: riforma in senso liberale delle norme per l’accesso alle professioni

Ritengo che, come spesso sottolineato anche in sede europea, il nostro ordinamento professionale, e la concreta attività degli ordini, non siano totalmente adeguati rispetto alle esigenze di garantire a tutti l’effettiva possibilità di svolgere un’attività professionale nel nostro paese (non solo, quindi, a chi ha la fortuna di essere figlio di professionisti affermati) e di garantire un accettabile livello di libera concorrenza.

Molti sono i punti da affrontare, ed a cui trovare una soluzione che non mantenga in essere, talvolta, privilegi che possono essere considerati quasi di tipo medievale.
L’accesso alle professioni comporta lunghi periodi di praticantato che, in mancanza di norme precise e cogenti, si traducono spesso in un demotivante periodo in cui il malcapitato giovane praticante lavora moltissimo, impara pochissimo e viene pagato in modo inadeguato rispetto alla prestazione fornita allo studio. Come sempre esistono eccezioni, ma si devono alla signorilità personale di singoli professionisti, non ad un sistema di regole che porti ad un miglior risultato.
Gli ambiti di esclusiva attività per gli iscritti ad un ordine professionale dovrebbero essere valutati con molta attenzione.
La gestione disciplinare non dovrebbe essere competenza dei singoli collegi territoriali e dovrebbe essere svolta da un organismo pubblico. Inoltre, andrebbe risolta con chiarezza la questione di cosa succede se un professionista viene condannato penalmente.
In particolare, il ruolo di un eventuale patteggiamento (che consente una riduzione di pena, ma dimostra anche che il professionista ammette di aver compiuto l’azione illegittima di cui viene accusato) deve essere valutato con attenzione per evitare di lasciare senza sanzione, a livello disciplinare, professionisti che hanno posto in essere comportamenti assolutamente censurabili.
Le incompatibilità professionali dei singoli professionisti, e soprattutto degli appartenenti a studi associati, non sono completamente chiarite a livello normativo e vengono concretamente definite attraverso l’utilizzo di norme deontologiche che non hanno, ovviamente, valore di legge.
Rimane ancora in sospeso la definizione di una normativa per le società professionali e dovrebbe essere anche valutata  una norma che metta in correlazione l’importanza dell’incarico ricevuto con un limite massimo di risarcimento che può essere chiesto per responsabilità professionale.
In caso contrario, sembra che il sistema oggi tuteli i terzi e le società ma, in concreto, nessuna assicurazione sarà in futuro disponibile a garantire potenziali oneri per danni professionali teoricamente senza alcun limite e, di conseguenza, le richieste giudiziali di risarcimento a questo titolo rischiano di rimanere senza possibilità di essere pagate effettivamente ai danneggiati.

Mi auguro si apra un dibattito su quest’argomento che è importante per evitare alle imprese di questo paese di sopportare oneri impropri, per ingiustificate rendite di posizione, e garantire ai giovani più brillanti di poter pensare all’esperienza professionale come ad uno sbocco effettivo e non come ad un mondo dove sia molto difficile entrare.

Attendo le vostre considerazioni ed i vostri commenti.

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  1. Nel ringraziarla per la sua attenta analisi,credo che sia opportuno alleggerire il paese da interessi corporativi, gli ordini professionali rallentano i nuovi professionisti nella loro entrata sul mercato del lavoro.Saranno i loro clienti a valutare la serietà ed il criterio del merito potrà garantire la naturale selezione che solo un libero mercato può garantire,e non certo nepotismi di antico stampo.Mi viene in mente ad esempio la frequente fuga di amministratori condominiali con la cassa dei depositi di onesti condomini e chiedo quali garanzie abbia dato l’iscrizione all’ordine…!
    La reputazione del singolo professionista è data dal suo quotidiano comportamento e non dall’appartenenza ad una corporazione.

    Comment by Anonymous — 02/27/2006 #

  2. Caro Giovanni,
    sono perfettamente d’accordo con te sulla necessità di una rottura nell’impiantro corporativo che soprattutto alcuni ordini professionale tutt’ora detengono.
    Concordo anche sulla necessità di un maggior rigore nei confronti di chi viene condannato, o ammette tramite patteggiamento un reato penale civile o amministrativo.
    Peccato che a reggere le sorti della Rosa nel pugno comasca sia l’ex delfino lariano di Craxi, poi diessino, Andrea Parini.

    Comment by ebbenesì — 02/27/2006 #

  3. La Rosa nel Pugno è un progetto collettivo e di medio termine che si regge sull’entusiasmo, e sulla militanza, di molte persone tra cui anche Andrea Parini che è persona intelligente ed appassionata, che merita di essere conosciuta personalmente e non per sentito dire.

    Comment by Giovanni — 02/27/2006 #

  4. Mi associo al dispiacere di Ebbenesì. Peccato che a reggere le sorti della Rosa nel pugno comasca sia l’ex delfino lariano di Craxi, poi diessino, l’intelligente e appassionato Andrea Parini.

    Comment by MarcoMiglia — 02/28/2006 #

  5. Trovo poco appropriata l’ironia di marcomiglia visto che non comprende un paio di punti fondamentali.
    Io non sono mai stato iscritto al partito socialista nè ai Ds, ma ritengo che coloro che hanno militato in queste formazioni politiche meritino il massimo rispetto umano.
    L’attacco personale ad Andrea Parini è triste e si commenta da solo.
    La politica è altro rispetto a questo.
    Vorrei leggere considerazioni sul merito del programma politico, per esempio sul punto trattato dal post.
    Ripeto, inoltre, che la Rosa nel Pugno è un progetto politico dove nessuno è chiamato a “reggere le sorti” da solo.
    Questo concetto politico appartiene a chi crede negli “uomini della provvidenza” o cose simili e, quindi, si situa molto lontano dal modo di intendere la politica di tutti quelli che si riconoscono nella Rosa nel Pugno.

    Comment by Giovanni — 02/28/2006 #

  6. Io non ho attaccato personalmente nessuno e credo di essere libero di poter esprimere il mio parere personalissimo su un movimento politico anche in base alla dirigenza che si sceglie.
    Sono molto più vicino agli ideali socialisti di quanto tu possa immaginare, ma considero il craxismo una fase poco qualificante dell’esperienza socialista italiana. Se questa mio opinione offende chiedo venia, non è questa la mia intenzione.
    Condivido pienamente il post di Ebbenesì in ogni suo punto, anche in quelli dove apprezza i punti programmatici proposti.
    Condivido perfino la tua definizione ‘intelligente e appasionato’ di Andrea Parini’. Pensa un po caro Giovanni.

    Comment by MarcoMiglia — 02/28/2006 #

  7. Hai massima libertà di espressione, ovviamente, io volevo solo ricondurre il discorso nell’ambito dei contenuti.
    Segnalerò ad Andrea Parini i vostri commenti per consentire direttamente a lui di esprimere la sua opinione sui temi che voi evidenziate.

    Comment by Giovanni — 02/28/2006 #

  8. Vorrei solo puntualizzare che non ho nulla di personale contro Andrea Parini, di cui riconosco l’intelligenza, la preparazion politica e la dialettica.
    Semplicemente, non lo ritengo rappresentativo del mio concetto di politica. Una considerazione, la mia, che si basa sul passato partitico del nostro, è vero. Passato che lo stesso non ha mai, e aggiungo, con coerenza, rinnegato. Resta il fatto che quel passato politico secondo me rimane tutt’ora parecchio ingombrante. Vorrei ricordare che persino la sua militanza tra i Diesse comaschi, senza voler scomodare per forza il povero Craxi, non è stata brillantissima, sempre in termini politici. Forse è per questo che è passato alla RNP.
    Un’ultima cosa, l’impronta laica e radicale del partito in questione sono apprezzabili, ma il programma non prescinde mai da chi lo deve implementare.

    Comment by ebbenesì — 02/28/2006 #

  9. Parto dalla fine. Prima di tutto penso che tutte le persone, in un partito democratico ovviamente, siano utili ma non fondamentali.
    Il vero problema nasce dal dover constatare che la politica sul territorio locale è stata spazzata via e tutto si svolge in oscure sagrestie (anche progressiste, talvolta).
    Le persone sono importanti per la politica ed il nostro sforzo collettivo e di far ritornare all’impegno persone che, come me e molti che scrivono sul sito, ne sono da anni lontani.
    Inoltre, la priorità rimane quella di sollecitare la presenza di più giovani possibile e, quindi, sono andato ieri personalmente, insieme alla coordinatrice e candidata alla Camera Gabriella Barbaro, a volantinare davanti all’Università.
    A 46 anni ho ritenuto utile ed opportuno fare questo e ne sono contento.
    Alcuni giovani si sono dimostrati sinceramente interessati agli argomenti che proponiamo e confido che, in un tempo ragionevole, si possa avere maggiore presenza di questa componente essenziale per ogni forza politica.
    E’ un lavoro lungo e dovrà essere proseguito, con impegno, anche dopo le elezioni politiche che sono unicamente un passaggio, importante, di questo nuovo progetto politico.

    Comment by Giovanni — 02/28/2006 #

  10. Ti faccio i miei più sinceri complimenti e auguri, caro Giovanni. Io ho qualche anno meno di te, non moltissimi, ma sono d’accordo sul fatto che a furia di lasciar fare agli altri, gli altri fanno nelle sagrestie, come ben dici tu. Il tuo impegno è encomiabile, lo dico sinceramente. Speriamo che questi sforzi che, per il momento, sembrano dare nuova linfa a una Sinistra che per anni è stata in agonia, portino presto ai risultati che, mi sembra di capire, entrambi auspichiamo.

    Comment by ebbenesì — 03/1/2006 #

  11. Ti ringrazio per quello che scrivi.
    Avrei piacere anche ad un dialogo più diretto e mi permetto di segnalarti lo spazio di dibattito

    http://rosanelpugnocomo.wordpress.com/

    Se andate lì e mi lasciate un commento su qualsiasi post dopo posso tenervi direttamente informati sulle varie iniziative che si riuscirà a mettere in movimento sia adesso che, soprattutto, nei mesi che verranno.

    Comment by Giovanni — 03/1/2006 #

  12. Buon lavoro Giovanni

    Comment by MarcoMiglia — 03/1/2006 #

  13. Grazie,

    io la vedo come un percorso di breve ma, soprattutto, di medio termine quindi determinazione e costanza sono utili.

    Comment by Giovanni — 03/1/2006 #

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