February
28

Si inizia sempre così….

Inizia la censura di stato, oggi con un sito di scommesse domani con qualche cosa d’altro, tanto il cittadino è un bambino e va tutelato ma spremuto….insomma per una volta copiamo noi i cinesi… un prodotto che fa paura: la censura…ed il proibizionismo…ed il dubbio il passo successivo sarà quello di chiedere a google o altri motori di ricerca di censurare i siti per l’Italia….

Di seguito l’articolo di punto informatico pubblicato oggi a firma Gilberto Mondi
SPB

Italia, traffico internet sotto sequestro di Gilberto Mondi 
Via libera dal Governo e dai Monopoli: l’Italia è il primo paese occidentale che reindirizza l’utenza da un dominio legittimo ad una propria pagina. Un precedente pericoloso autorizzato dalle istituzioni

Roma - I Monopoli dello Stato lo avevano detto ed ora, grazie all’intervento normativo della Finanziaria, è stato fatto: il nostro paese è il primo nell’intero occidente democratico ad aver istituzionalizzato il web hijacking, odiosa pratica di sequestro dei siti web fin qui appannaggio di truffatori, cracker e phisher di varia natura.

Basta un attimo per averne conferma: è sufficiente recarsi sul sito http://www.williamhill.co.uk/. Si scopre così che il dominio intestato ad uno dei più antichi bookmaker inglesi, William Hill, società rispettata nel Regno Unito e conosciuta in tutto il Mondo, non è più a disposizione dell’azienda ma è sotto il giogo delle autorità italiane: gli utenti italiani infatti non possono più accedervi. E lo stesso accade con altri 516 siti.

Chi ancora riuscisse ad accedervi non si preoccupi: presto il suo provider aggiornerà la rete. Come? C’è persino una pagina dedicata del MIX che lo spiega, agli italiani e ai cop cinesi che fossero digiuni delle ultime tecniche di filtering.

Mi si dirà che strumenti per arrivare comunque su quel sito ce ne sono tanti. Ed è vero, chiunque bazzichi darknet e dintorni conosce più di un tool utile ad aggirare un simile strumento di censura. Ma va da sé che non intendo utilizzare qualcosa in più del mio browser per accedere a quel sito, intendo invece rivendicare il diritto di tutti gli italiani di recarsi in rete a proprio piacimento su qualsiasi spazio web.

Non c’è altro modo per dirlo: l’Italia, obbligando provider e gestori dei backbone di connessione ad agire in questo modo, ha intrapreso una via perniciosa, quella sulla quale fino ad oggi si erano avventurati soltanto regimi illiberali. Ogni riferimento alla Cina, all’Arabia Saudita, al Vietnam è oggi non solo legittimo: è doveroso.

La questione è evidentissima: qui si vuole da un lato punire un’azienda europea che non intende soggiacere agli obsoleti monopoli nazionali, dall’altro frantumare la libertà degli utenti italiani, non più in grado nemmeno di leggere quello che è pubblicato su quel sito, di studiare le politiche adottate da William Hill e dai suoi omologhi, di capire come funzionano le scommesse web. Viene loro inibita la possibilità di formarsi un’idea propria su quel sito.

Il testo con cui l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato ha rimpiazzato la home page di William Hill trasuda ignoranza delle cose della rete: si sostiene che il sito è oscurato perché l’azienda non ha licenza per operare in Italia. Si ammette, cioè, che l’accesso a qualsiasi informazione pubblicata su quel sito, dalle FAQ alla policy sulla privacy, è stato inibito. Non solo il gioco, infatti, ma anche tutto il resto, dall’aspetto grafico agli indirizzi email di William Hill. Ciò significa che è di fatto vietata anche la sola navigazione web.

Non mi si fraintenda: credo sia doveroso per un paese che rispetti la legalità, concetto peraltro demodé in Italia, darsi da fare per impedire che questo meraviglioso medium che è Internet venga usato con finalità illegali. Ben vengano quindi tutti gli strumenti utili a reprimere comportamenti illeciti. Ma c’è un limite che non è stato rispettato, quello del diritto all’accesso all’informazione. Se quanto è stato fatto non verrà ritirato, i responsabili avranno dato vita ad un precedente che non sappiamo - non lo sanno loro e non lo sappiamo noi - dove potrà portare.

Mi dicono che i bookmaker inglesi stiano ricorrendo alle istituzioni europee perché l’Italia venga condannata per il suo clamoroso gesto. Certo, spero che l’Unione Europea si dimostri per una volta all’altezza, ma mi riempie di tristezza sapere che per cancellare un’odiosa censura italiota, superficiale e rozza, ridicola persino sul piano tecnologico oltreché claudicante su quello giuridico, ci sia bisogno di attendere l’intervento interessato di un nugolo di società di scommesse d’Oltremanica.

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  1. Prima passi. Internet è nel mirino. Sfugge alla censura, al controllo del potere. Stiamo attenti perchè la loro lunga mano sta arrivando. D’altra parte che abbiano un’idea distorta della libertà di stampa ne hanno dato prova anche ieri durante la trasmissione Iceberg di Tele Lombardia. Ospite della trasmissione il giornalista Marco Travaglio che incalzato dai presentatori esponeva il suo parere sulle recenti dichiarazioni di Berlusconi in tema di magistratura. Un esponenete della lega, di cui non ricordo il nome, lo interrompeva più volte chidendogli in nome e per conto di chi parlasse. Ovviamente, Travaglio rispondeva che stava facendo il suo lavoro: ovvero il giornalista, il cronista che racconta dei fatti di cui è a conoscenza. Di nuovo veniva incalzato dal leghista che lo accusava di essere un politico, viste le accuse precise che faceva. Insomma invece di replicare alle parole di Travaglio contrapponendo semmai altre tesi, lo accusava di essere un comunista. A costoro pare strano, ma soprattutto pericoloso, se un giornalista ancora osa fare informazione, raccontare dei fatti peraltro supportati da prove e spesso da condanne definitive. D’altra parte anche in questo piccolo contesto, il “nostro” blog, ci siamo spesso presi dei comunisti, solo perchè proviamo a fare domande o a raccontare ciò che nessun altro fa.

    Comment by Sir Francis Drake — 02/28/2006 #

  2. I segnali per la censura c’erano già tutti, del resto basta fare due più due non dimentichiamoci che nonostante il bel vestito nuovo che si è dato il ministro degli esteri viene da un partito di ex(!?) fascisti, in quanto ai leghisti non hanno mai brillato per democrazia e Berlusconi … se osa paragonarsi a Napoleone è tutto detto (nessuno gli ha ricordato che nelle barzellette chi si crede il Corso sta in manicomio?).
    Io sono vicino al mondo dell’open source che Berlusca & C. considerano un’eresia da comunisti staliniani ed il fiato sul collo lo sentiamo da un po’, quando in Italia è arrivato Bill Gates lo hanno accolto come un capo di stato; senza nulla togliere ai meriti di Mr. Windows rimane pur sempre un semplice capitalista, per fortuna il paese reale è un po’ diverso.

    Comment by Asterix_62 — 02/28/2006 #

  3. bro. steve harris video productions

    Comment by serega — 02/5/2008 #

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