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Non ci sono più le mezze stagioni…
Ora che si debba scomodare un professore dell’Iulm, farsi fare una consulenzina, per sentirsi dire una cosa che sulla carta è interessante ma che di per se è irrealizzabile per una serie di molteplici fattori, fra cui per esempio l’assenza di un vero associazionismo dei commercianti e cooperazione tra gli stessi,nessuno andrà a dire all’altro quanto realmente sta vendendo…e che ha dei problemi..per esempio…e nessuno aiuta l’altro…anzi magari spera che il concorrente chiuda..
Pensare di Fare della città murata un centro commerciale a cielo aperto,illustrare questa ricetta per far sopravvivere i negozi di vicinato alla pesantissima concorrenza degli ipermercati, sapendo poi in pieno centro esiste una Coin con Standa al piano di sotto e che in ticosa faranno un’altro bell’esselunga.. mi sembra onestamente una presa in giro ed un’ulteriore spreco di danaro…
Vedere poi che ci hanno pure fatto una conferenza in occasione del congresso ‘Tendenze e sviluppo del commercio in provincia di Como‘ organizzato al Palace Hotel dall’Ente Bilaterale del commercio lariano e sentirsi dire "I centri storici, come quello comasco, sono dei veri e propri distretti commerciali naturali , e come tali vanno valorizzati e organizzati. Ci vuole un responsabile, che si occupi ad esempio delle istanze dei vari negozi in termini di pulizia, illuminazione e sicurezza, una simile soluzione aumenterebbe la competitività degli esercenti indipendenti nei confronti delle grandi distribuzioni. Dobbiamo imparare ciò che di buono ci insegnano i centri commerciali: regia e coordinamento"….
Sentire il presidente dell’Ente Bilaterale e di Filcams Cgil Armando Messineo "La mia idea è riappropriarsi delle botteghe, dei negozi, dei centri storici che vengono ogni giorno svuotati dai centri commerciali. Riappropriarsi del centro storico, però, significa anche sviluppare una reale sinergia tra privati e istituzioni. Bisogna ricreare un tessuto produttivo e commerciale piccolo ma concertato"….
L’incredibilie è che sono intervenuti vari personaggi come testimonial del congresso…provenienti anche dall’estero e da altra università…il tutto per dare credibilità al congresso…a Messineo a Gianni Monetti direttore della Confcommercio di Como, e Stefano Franzoni, segretario regionale Uiltucs….e fare un po di pubblicità all’Assessore Enrico Gelpi, assessore comunale al Commercio, che si dice affascinato dall’idea….il quale dichiara "Se guardiamo la logistica del posizionamento dei negozi in centro storico, di fatto la gente vi cammina già come se si trovasse in un centro commerciale. La proposta mi sembra innovativa e utile: qualora i privati riuscissero a organizzare una regia comune, un unico interlocutore con cui relazionarsi, noi saremmo pronti a fornire il nostro apporto in termini di servizi. Illuminazione, pulizia delle strade, sicurezza, per i parcheggi alle porte della città murata esistono già alcuni autosilo e grandi parcheggi. Si potrebbe pensare come accade nei centri commerciali di agevolare le tariffe di posteggio a chi, tramite uno scontrino, dimostra di aver fatto acquisti nel ‘centro commerciale all’aperto’. Salvare il commercio al minuto è anche un interesse dell’amministrazione comunale ma, ovviamente, i commercianti dovrebbero creare all’inizio una sorta di lobby, un gruppo di interesse trasparente e costruttivo"….
Tante belle parole…ma forse non si rendono conto di una cosa forse di due, la prima che all’Ipermercato o al Centro Commerciale i prezzi sono notevolmente inferiori rispetto che alla boutique del rapanello in centro..e che comunque ripeto il Centro Commerciale + Supermercato esiste con la vera sinergia tra Coin e il sottoscala che andrà alla Standa…e quindi questi progetti mi sembrano veramente duri da realizzare…per non parlare dell’area in Viale Innocenzo…dove troviamo Conbipel, GS e tra poco al posto della ticosa lo Store Esselunga…e che Como non è New York a piedi, non in macchina dal duomo alla Conbipel oppure al futuro store ci si mette 5 minuti….


…..e intanto?
Domani Primo Maggio il Bennet è aperto: cosi recita il cartello all’interno dello stesso supermarchette.
Da non cristiano invidio la ferma osservanza del giorno dedicato al riposo nella religione Musulmana e in quella Ebraica.
La Domenica,Il giorno del Signore è diventato il giorno di lorsignori, mentre Papa e Vescovi continuano a discutere se usare o meno un fottuto preservativo, magari venduto di domenica da una osservante e pratricante cattolica lavoratrice in affito, in un super marchette.
Cosi vanno le cose.
Comment by Leinonsachisonoio — 04/30/2006 #
Non solo anche al GS…alla faccia della festa dei lavoratori..
Comment by Sir Percy Blakeney — 04/30/2006 #
beh i lavoratori hanno bertinotti presidente della camera che dedica a loro l’elezione mentre si costruisce un bel casale in umbria…
Comment by corengia claudio — 04/30/2006 #
@leinonsachisonoio..Pensavo che i preservativi nell’Italia del 2006 fossero distribuiti automaticamente dalle machine dislocate nei bar a nelle stazioni..
Comment by Speaker's corner — 04/30/2006 #
E’dura immaginare sensi di colpa per l’acquisto di un preservativo.
Comment by Speaker's corner — 04/30/2006 #
Bhe è pazzesco che il 1/5 festa dei lavoratori i lavoratori dei supermercati, assunti con contratto a termine da una societa di somministrazione (lavoro temporaneo) lavorino…per 2 lire nei supermercati..
Questo grazie al precedente governo che ha storpiato la legge Biagi, che sarebbe corretto chiamare legge Maroni due.
Comment by Sir Percy Blakeney — 04/30/2006 #
Il precariato è un problema sociale serio ed a Milano serissimo.
Io conosco laureati di valore che passano da uno stage di tre/quattro mesi all’altro facendo solo i segretari/e per 500/600 euro al mese (quando sono fortunati).
Non è questa la flessibilità utile alle imprese.
La flessibilità deve essere contrattata a livello categoriale e non può riguardare più del 15/20% della forza lavoro di un settore specifico.
Temi da affrontare, oltre alle tutele, sono quelli dell’apprendistato (che viene utilizzato in modo indecente) e quello degli stage e dei tirocini professionali che devono avere una regolamentazione ed un chiaro limite per evitare abusi evidenti ed indecenti che demotivano profondamente anche i giovani di valore (pochi ma ci sono) che hanno studiato, si sono impegnati e si impegnano, e non sono figli di “qualcuno” o raccomandati da “qualcun altro” o dalla Compagnia dell’anello magico (vescovile).
Comment by S.Just — 04/30/2006 #
Sui preservativi.
A parte il fatto che in Italia costano tantissimo, dovrebbero essere messe macchine distributrici nelle scuole superiori come in molti altri paesi europei.
Chissà chi si oppone ?
Indovinate da soli o volete un aiutino ?
Lasciamo perdere.
Comment by S.Just — 04/30/2006 #