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Sull’antifascismo: la seppia e l’inchiostro…
In questo clima da guerra ideologica permanente, in cui o si è fascisti o si è comunisti, è fatale che per alcuni solo il comunista è antifascista.
In realtà l’antifascismo accomunò un fronte molto ampio, non solo la sinistra liberalsocialista, che di comunista e di sovietico aveva davvero poco, non solo gli stessi comunisti, ma anche cattolici e soprattutto liberali (un nome su tutti, Benedetto Croce). E’ questo ampissimo fronte, dalle motivazione ideologiche più disparate, che appoggiò e favorì l’avanzata dell’esercito di liberazione americano quando fu il momento di schierarsi dalla parte dei liberatori. Anche gli Stati Uniti erano ovviamente antifascisti e antinazisti, come lo sono tutt’oggi, e per dare dei comunisti agli americani ci vuole molta fantasia, ma più che altro molta mala fede.
Il fatto è che questa contrapposizione estrema fascismo/comunismo fa molto gioco dal punto di vista elettorale, all’occorrenza serve alla tattica, come alla strategia. Il suo primo maestro è ovviamente Berlusconi: sulla contrapposizione esasperata tra la destra e i comunisti si è giocato molto del recupero elettorale, ma è chiaro che si tratta solo di un pretesto.
Per fare un esempio: personalmente non condivido l’impostazione ideologica di Bertinotti, ma è chiaro che non lo vedremo mai bollire un neonato. Però questa estremizzazione fa gioco, perché l’elettorato più viscerale ama la grande macelleria, il grande effetto speciale, l’istinto più che la ragione, il matador più del travet.
Detto questo, non lasciatevi abbindolare da chi fa un uso eccessivo e continuato dell’estremizzazione, sia a destra che a sinistra, il più delle volte è un argomento fuorviante, è l’inchiostro della seppia, che serve a intorbidire le acque e a mascherare le magagne dell’operato, gli obiettivi falliti, le guerre intestine di successione, gli intrighi di corte e gli sprechi di palazzo…..


Una sintesi perfetta.
Vorrei ricordare molte eminenti personalità che hanno partecipato a Giustizia e Libertà : i fratelli Rosselli, Gaetano Salvemini, Piero Gobetti, Emilio Lussu, Ugo La Malfa.
Giustizia e Libertà portava il fazzoletto verde e la sua consistenza numerica era inferiore solo a quella delle Brigate Garibaldi.
Definirli dei “comunisti” rasenta la pura imbecillità .
Grazie a Forma Mentis per averci offerto questo punto di riflessione.
Comment by S.Just — 05/2/2006 #
Non so niente, ma quando sento la parola “fascista” mi viene in mente un dittatore e gli squadristi che tagliano la testa a chi non la pensa come loro e la parola “comunista” mi fa venire in mente divisione dei beni..siamo tutti uguali, una massa che pensa insieme, un popolo convinto che lo stato distribuisca benefici in modo uguale. Forse le parole: “fascista e comunista” non hanno piu’ senso, hanno fatto il loro tempo. Alla fine del gioco la liberta’ e’ la sola cosa che conta, ma allora come si fa a credere alla politica?
Comment by Speaker's corner — 05/2/2006 #
Ma la politica non è una fede, è un esercizio di approssimazione, e per come la intendio io, un luogo comune dove si cerca di risolvere problemi comuni, venendosi incontro, se è possibile
Comment by formamentis — 05/2/2006 #
@formamentis. Ci provo.
Comment by Speaker's corner — 05/2/2006 #
Il bene comune e’ la parte bella della politica.. la mia paura e’ che l’individuo rischia di perdere il suo valore.Ma questa e’ solo una mia paura, non fa testo.
Cambiando totalmente discorso la BBC annuncia che Berlusconi oggi ha dato le dimissioni e il presidente della repubblica ha chiesto di rimanere in carica per una settimana prima di lasciare definitivamente il lavoro. Il Berluska deve dare il preavviso come tutti i comuni lavoratori.
Comment by Speaker's corner — 05/2/2006 #
Il bene comune (ma io ho parlato di ‘luogo comune’ della politica) è comunque una questione che non si può eludere.
Se la per la sinistra radicale il bene comune è l’uguaglianza delle condizioni sociali ed economiche, per il liberale il bene comune non è che la condizione in cui ogni bene individuale viene soddisfatto (ma la condizione è che ogni bene individuale non può limitare quello degli altri individui).
Parlando di ‘luogo comune’ intendo semplicemente un problema che ci accomuna, la politica è quel problema che ci accomuna, volenti o nolenti.
Comment by formamentis — 05/2/2006 #