May
17

L’intervento in Consiglio di Serena Tessaro - DS -

Pubblico l’intervento di Lunedi sera del Consigliere  Serena Tessaro ,durante il Consiglio Comunale,visto che lunedi prossimo torneranno in consiglio può essere uno spunto per continuare il confronto civile con i nostri amministratori. 
Nel contempo reitero l’invito agli altri consiglieri indipendentemente dal partito politico di appartenenza e che desiderassero intervenire o pubblicare i loro interventi e/o considerazioni  ad inviare gli stessi presso la mia casella di posta elettronica : Sir Percy Blakeney
SPB
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L’intervento,per chiarezza, inizia dopo quello di Pasquale Buono (Fi) : "I writer potrebbero avere spazi, ma a Como non ci sono. Non siamo né a Roma né a Napoli"….
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Dice bene il collega Buono: la richiesta dei gruppi di minoranza è secca, nella sua semplicità. Il nucleo va sciolto. Rumesh sta meglio, vero; ne siamo tutti felici, vero; non è quello di prima, e non lo sarà sicuramente. Altrettanto vero. Per senso di responsabilità, per dare un segnale vero di assunzione di responsabilità il nucleo va sciolto. Andava sciolto senza indugio oltre un mese fa.

Apprezzo le “buone intenzioni” che animano le premesse della mozione della maggioranza ma, al di là di queste, non trovo reali risposte ai quesiti posti dalla cittadinanza sul tema della sicurezza, del nucleo e, non ultimo, di cosa accadrà del giovane Rumesh. Mi spiego meglio:

Trovo doveroso esprimere formalmente a nome del Comune di Como al giovane Rumesh, alla sua famiglia ed alla sua comunità cingalese il rincrescimento per l’accaduto e la più sincera solidarietà, ma non mi basta: trovo sia facile dire “sono addolorato per l’accaduto”, come del resto il Sindaco ha già fatto, soprattutto se si disegnano i fatti come inevitabili sciagure dovute a un destino cinico e baro. Manca l’assunzione di responsabilità. Amministrativa e politica. Certamente né Sindaco né Assessore erano in pattuglia quel giorno, ma la scelta di istituire il nucleo, di farlo lavorare in un determinato modo e con determinati stili è responsabilità loro. Non per illazioni mie, ma perché così è scritto nell’atto che sancisce l’istituzione del nucleo. Allora mi spiace, ma “sono dolente” proprio non basta. Il minimo sarebbero state le dimissioni dell’Assessore, che puntualmente non sono avvenute… Perché il Sindaco non voleva! C’è sempre il libero arbitrio, c’è sempre l’autonomia di giudizio. Ce l’hanno i ragazzi, che si mobilitano ma non si fanno manipolare da nessuno, credo e rivendico che ce l’abbiano tutti coloro che siedono abitualmente in quest’aula.

Nella mozione di maggioranza si parla di “valutare eventuali forme di sostegno alla famiglia da attuarsi nell’immediato”. Lodevole, ma non basta valutare e non basta l’azione nell’immediato (che nel frattempo, grazie alla sollecitudine della maggioranza circa i tempi di discussione dell’argomento, è già passato): occorre invece agire concretamente a sostegno della famiglia, garantendo il supporto dei servizi sociali fin d’ora, perché grandi sono le esigenze organizzative ed economiche e, soprattutto, al momento del rientro in famiglia: allora, più di ora, le esigenze di assistenza, supporto, integrazione diventeranno pressanti.

Credo però che tutto ciò, oltre che doveroso, non sia sufficiente: credo che Sindaco e Giunta, con particolare riferimento all’Assessore Scopelliti debbano rivedere radicalmente la modalità di gestione del rapporto con la città in questo ultimo mese. Chi sta al governo della città ha rivendicato e continua a rivendicare perentoriamente di “non aver sbagliato” e, anzi, che si costituiscono garanti circa il fatto che “chi ha responsabilità ne risponda”. Io ho due forti sensazioni: la prima è che del bisogno di chiarezza, di responsabilità sulle azioni e le scelte, questa Amministrazione non abbia voglia di rendere conto ai cittadini; la seconda è che, in fondo, il vigile coinvolto nell’episodio risponderà per tutti… soprattutto per chi ha deciso per lui. Anche l’agente è un elemento “debole” in questa storia: sicuramente ha delle responsabilità individuali che saranno chiarite nelle sedi opportune, ma ho l’impressione che Sindaco e Assessore siano stati davvero molto solleciti a “scaricarlo”…

E non si può limitare tutto alla responsabilità personale: qualcuno ha individuato le persone che compongono il nucleo, qualcuno ha stabilito il tipo di competenze, di operazioni, di responsabilità e carichi di lavoro. Lo stesso qualcuno che ha messo il nucleo a indagare sulle timbrature dei dipendenti comunali, mettendo collega contro collega, lo stesso qualcuno che “si accontenta” della insufficiente dotazione e formazione per tutto il corpo di Polizia Locale, lo stesso qualcuno che in questi anni ha fatto finta di non vedere la continua “fuga” di vigili da Como, ignorando i segnali evidenti che qualcosa non va e trovando l’escamotage per costringerli a restare qualche anno, in modo da tamponare le perdite… Tutto questo ha pesato sulle condizioni di lavoro del nucleo e pesa tuttora sulla qualità dello stare al lavoro di tutti i nostri vigili. Ma pare che questo non sia un problema….

Evidenziare questi problemi non significa non avere stima del nostro personale e del loro lavoro. La  stima mia personale e politica e quella della cittadinanza al Corpo della Polizia Locale è assolutamente fuori discussione: i nostri agenti fanno un lavoro duro, costante, prezioso, garantendoci sicurezza e rappresentando uno dei primissimi rappresentanti del Comune, validi interlocutori per tutti i cittadini. I vigili sono il Comune, i vigili siamo noi.

Così come è fuori discussione la necessità di proseguire nell’impegno per la sicurezza. Il punto è come.

Bruni sulla stampa in questi giorni da’ chiaramente l’idea del suo “Come”: repressione. Non aspettava altro che due tag su un muro per dire “ve l’avevo detto, alla città serve maggior repressione, serve un nucleo specializzato, i ragazzi di questa città non si sanno comportare…”. Solo su una cosa sono d’accordo con il Sindaco: le case e la cosa pubblica non vanno danneggiate. Ma ci sono diversi modi per ottenere il risultato. Botta ne aveva un’altra, leggermente diversa… che naturalmente al Sindaco Bruni non piaceva e non aspettava altro che l’occasione giusta per far saltare l’accordo con i giovani, cosa che puntualmente ha fatto… Il collega Rudilosso ha fatto proposte molto intelligenti sul tema, ha saputo creare sinergie interessanti con il territorio e creare proposte nuove e concrete, ma non è stato ascoltato…

Perché la Giunta non ha interesse ad occuparsi dei giovani? No, non è corretto: con alcuni selezionatissimi gruppi di giovani il Sindaco si relaziona e fa progetti, la Giunta concede contributi… Assolutamente ben venga la valorizzazione dell’impegno del Rotaract o dei giovani del Soroptimist, sono energie positive e vanno incentivate. Ma c’è dell’altro, in città. Ci sono molti giovani, non necessariamente con le medesime risorse culturali, ambientali ed economiche della “Como bene”, ma che hanno tutto il diritto di vivere serenamente la città, sentendosi, appunto, cittadini a pieno titolo.

Riprendo il collega Buono ancora una volta: dice che la città ha potenziale turistico, che non è bello vederla imbrattata e che non c’è spazio per iniziative giovanili come Napoli o Milano… Per fare iniziative turistiche si, che siamo come le grandi città (penso alla notte bianca), per i nostri ragazzi no… Potremmo finire come Venezia: bellissima, ma viva solo per i turisti. Un bel danno, per i comaschi.

I fatti dicono però che l’orario del Centro di Aggregazione di Rebbio sono ridotti rispetto a cinque/dieci anni fa, che lo spazio dell’informagiovani è troppo piccolo e poco promosso per le decine di migliaia di giovani di Como, che le attività dello sportello lavoro sono state sospese, che non ci sono spazi, anche gestiti da educatori e animatori (non necessariamente il centro sociale che fa tanta paura ad AN e Lega) per i giovani in età di superiori ed università. Poca, troppo poca cittadinanza, troppo facile la scelta di repressione della Giunta.

Ragionare anche su questi temi, nel ripensare ai fatti di un mese fa, può aiutarci sia a ripensare la linea e gli stili di questa maggioranza in materia di sicurezza, sia per rivedere radicalmente il sistema delle politiche giovanili in città, permettendo ai nostri ragazzi di crescere e sentirsi cittadini e costruendo con loro un rapporto positivo con l’ente pubblico. In un colpo solo, più sicurezza per tutti e giovani adulti più sereni.

Soprattutto, non posso condividere quanto traspare dall’ultima frase del punto C della vostra mozione: “E che ciò avvenga prima di adottare qualsiasi ulteriore provvedimento che abbia per oggetto il “nucleo della sicurezza” entro il 31 maggio 2006”. Francamente, credo che stani il vero spirito della vostra mozione: prendiamo tempo, aspettiamo che la situazione smonti, poi possiamo ricominciare da capo… ma non si può più ricominciare da capo

Per tutte queste ragioni, non posso far altro che respingere la mozione della maggioranza e sostenere ancora una volta con forza che il nucleo vada definitivamente chiuso

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  1. Intervento preciso e che pone le due vere questioni.
    Baste parole, soprattutto quelle arroganti.
    Il nucleo “speciale” è un’emerita stupidaggine (per non usare un termine più giovanile che rende meglio l’idea).
    Ma last but not least : dove diavolo vanno i ragazzi a Como ? A parte bere birra sino a stordirsi, che possono fare ?
    Un centro sociale con la possibilità di provare per i gruppi musicali, per quelli che vogliono far teatro o danza od una qualsiasi attività artistica è un’ipotesi che non interessa ai giovani ed alle giovani da maritare bene del Rotaract ?
    Probabile, ma la giunta comunale è lì che si informa su cosa si può fare per i giovani ?
    La giovane Tessaro ha dimenticato che a Como ci sono gli oratori .
    Se poi tu non sei cattolico, o non ci vuoi andare, allora sei proprio un giovane di sinistra che non merita la nostra attenzione.
    Più o meno ti ho dato anche la risposta che sindaco e giunta non si degnano di dare nel loro delirio autoreferenziale.

    Comment by S.Just — 05/17/2006 #

  2. qualcuno si ricorda cos’erano il rock club 52 ed il box 202 in piazza roma?! spazi autogestiti, dove si faceva tutto questo!! putroppo 10 anni fa tutto questo e’ finito per una finta motivazione di ristrutturazione dei locali, mai avvenuta! perche’ questi spazi di aggregazione giovanile (e non solo) danno cosi’ fastidio? forse non si vuole facilitare la discussione.. non si vuole far aprire gli occhi alle persone!! aiutoooo

    Comment by olmo — 05/17/2006 #

  3. mitico il box!

    Comment by kjwy — 05/18/2006 #

  4. Box e rock club rappresentavano una nicchia di aggregazione, c’era addirittura una sala di incisione (prima del monopolio del nerolidio). Effettivamente in tutti questi anni il palazzo è rimasto allo sfascio!

    Comment by Sir MecBeth — 05/18/2006 #

  5. questo’ e’ il punto!PURE IL PALAZZO E’ RIMASTO ALLO SFASCIO!potrei capire una ristrutturazione o il cambio funzionale di uno spazio dovuto a scelte del privato, ma visto che e’ stato solo sgomberato.. perche’ lasciare l’ennesimo edificio del centro storico(e non, chiaramente) abbandonato a se stesso e alla polvere??!!
    li’ c’erano musica, graffiti, aggregazione… le preoccupazioni della societa’ contemporanea!!ahhhhh

    Comment by olmo — 05/19/2006 #

  6. Non ti puoi attendere attenzione verso i giovani da parte di chi giovane non è mai stato tanto era impegnato a far carriera.
    Sono mondi che non comunicani tra loro.

    Comment by Lillo — 05/19/2006 #

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