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Bus. Una vittoria piccina picciò
C’era una volta una città tutta piena di fumo grigio e puzzolente.
C’era il Signore di quella città e c’erano i suoi scagnozzi a cui tutto quel fumo andava bene, perché significava che si muovevano tante auto e quindi si potevano dare tante multe e tanti, tanti altri soldi entravano nelle casse grazie ai parcometri.
Ma c’erano anche i cittadini che erano stanchi sia del fumo grigio e puzzolente sia di dover spendere tutti quei soldi per ingrassare i potenti e così usavano i mezzi pubblici. Allora il Signorotto ed i suoi scagnozzi decisero di “riorganizzare” il sistema dei trasporti pubblici: un taglio qui, un allungamento di percorso lì, una riduzione d’orario là…
Per il momento la storia si ferma qui: non si sa ancora se ci sarà un lieto fine, ma ciò che è certo è che i cittadini non ci sono stati e compatti sono insorti: raccolte di firme partite da consigli pastorali, studenti e lavoratori; serate ad hoc organizzate nelle circoscrizioni; presidi che intervengono per dire che quei tagli costringerebbero gli allievi ad assurdi “giri dell’oca” in giro per la città prima di poter finalmente approdare a scuola. E poi ci sono gli autisti. Anche loro a protestare, naturalmente, ma arrivano fino a proclamare scioperi dall’adesione altissima.
Perché la “riorganizzazione” prevede, tra le altre cose, che vengano allungati i turni di lavoro degli autisti senza però aumentare loro lo stipendio né assumere nuovo personale: insomma, si lavora di più e gratis.
“La Provincia” di oggi, 25 maggio, ha reso noto che il Palazzo ha diffuso un annuncio secondo il quale l’entrata in vigore dei nuovi orari “potrebbe” slittare dal 12 giugno, come previsto, al primo luglio e la stessa nota precisa che “i tecnici hanno verificato la possibilità di mantenere il tracciato della vecchia linea 12, che collega Maslianico con i quartieri a Sud di Como”.
Insomma, una vittoria piccina picciò per i cittadini che contrastano il Signorotto locale, una momentanea “sospensione della condanna”, ma la guerra è ancora lunga e la storia aspetta un lieto fine.

