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Metodo di scelta per un candidato sindaco del centro-sinistra
Per quanto attiene al centro-destra è inutile interessarsi perchè tutto si svolgerà in stanze oscure e con un incrocio di pressioni e promesse su cui nessun cittadino "semplice" può influire.
Non si mettono certo a chiedere ai cittadini. Non chiedono neppure a tutti i partiti della presunta coalizione.
Veniamo al centro-sinistra. Per evitare di ripetere errori precedenti propongo un metodo democratico-matematico.
Prendiamo le percentuali ottenute alle politiche al Senato ed attribuiamo un peso ad ogni partito in base ai voti ottenuti.
Per fare un esempio Margherita 10,78 ed Insieme per l’Unione 5,00.
Il totale fa 39,83.
Ogni partito può proporre un candidato al tavolo comune ma, in questo caso, non lo può votare.Diventa candidato sindaco del centro-sinistra quello che ottiene almeno 26,00 (cioè il 65,2 % dei voti ricevuti al Senato dall’Unione).
Ipotizziamo, così per verificare il metodo, che sia proposto un candidato dalla Margherita.
Sarà necessario il sostegno di Ds (9,17), Rifondazione (6,36), Insieme per l’Unione (5,00) più altri partiti per almeno (5,47).
Si possono fare poi varie combinazioni ed ipotesi a vostra discrezione.
In tutti i casi, si ottiene una certa garanzia di democrazia interna e di reale accettazione da parte di tutti del candidato senza concedere impropri diritti di veto a nessuno.
Aggiungerei una postilla personale : non riterrei candidabile nessuno con parenti, sino al sesto grado, eletti nel centro-destra.


Caro Sir!
Che bel metodo! In confronto il metodo d’Hont è da prima elementare!!!
Non credo che si possano utilizzare questi espedienti per scegliere i candidati perchè poi alla fine chi vota non guarda molto allla matematica!
A meno che il centro-sinistra non voglia ancora una volta matematicamente fare l’opposizione!
Comment by Platone — 05/29/2006 #
Io coglierei il senso di una piccola provocazione che suggerisce di guardare al fatto che la Margherita a Como ha ricevuto circa il 27% dei voti dell’Unione ed i Ds il 23%.
Se ne deduce che, pur messi insieme, arrivano al 50% circa dei voti del centro-sinistra e, quindi, un percorso, ed un metodo, democraticamente condiviso (quale che esso sia) eviterebbe che loro si mettano d’accordo, in separata sede, su nomi che dividono invece che unire lo schieramento.
C’è un solo nome tra quelli che girano che potrebbe non essere automaticamente un perdente ma, temo, non si farà carico di questa campagna elettorale.
Rimane il fatto che, anche sconfitti, sarebbe meglio evitare di portare in consiglio comunale dei reperti archeologici della politica e persone che, da tempo, mostrano un atteggiamento più che rassegnato e disponibile a tanti piccoli compromessi.
Comment by S.Just — 05/29/2006 #
Io più sottolineo la postilla…secondo si dovrebbe partire da li, cui aggiungere chi siede da 15 anni all’opposizione è pregato di non ripresentarsi…
Comment by Sir Percy Blakeney — 05/29/2006 #
Cari amici,
qui cascherebbe a fagiolo il problema del ricambio della classe politica italiana!
Ma è mai possibile che in Italia i due candidati premier fossero entrambi oltre al limite della pensione mentre nel resto d’Eurpoa i leader politici abbiano da poco terminato il liceo?!!!
Se guardiamo ai top manager delle grandi aziende è tutta gente che non ha ancora 40 anni!!!
Non mi dilungo perchè altrimenti mi farei prendere la mano!!!!
Comment by Platone — 05/29/2006 #
La scelta di Ferrante a Milano, e la sconfitta del centro-sinistra, fanno pensare che, forse, un pò più di coraggio politico servirebbe per allaragare ulteriormente i ristretti spazi del centro-sinistra lombardo.
Venendo a Como sgombrerei la mente da tanti calcoli, e piccole furbizie, e proporrerei alla città una lista unitaria con molto rinnovamento nelle candidature proposte.
Cercherei, inoltre, di candidare una donna di valore, ed a Como ce ne sono, con un’età intorno ai 40 anni proveniente da un’esperienza professionale significativa (medico, avvocato, commercialista, fate voi..) con passione per il sociale, reale capacità di ascoltare gli altri, e disponbilità a fare una “vera” campagna elettorale.
Se il centro-sinistra è diverso, ed è diverso, deve esprimerlo anche simbolicamente.
Alla candidata-sindaco va certamente consentito di avere una lista civica a suo sostegno che cerchi di rivolgersi a tutta quella significativa parte di città che è assolutamente scontenta delle gestione amministrativa del centro-destra comasco.
La campagna elettorale dovrebbe essere, a mio giudizio, organizzata, e sostenuta, da una piccola squadra di persone che, in caso di auspicabile vittoria, andrebbero a costituire la giunta.
E’, infatti, opportuno che si mettano a disposizione con le loro competenze e, soprattutto, siano disponibili ad ascoltare quello che i cittadini chiederanno loro nei tanti incontri pubblici che, spero, vengano organizzati sia per temi che nelle diverse zone della città .
Il compito della politica è trovare un giusto mix tra esperienza umana e professionale e capacità di gestione amministrativa e politica che, in ogni caso, è necessario avere.
Comment by Giovanni Introzzi — 05/30/2006 #
Ma la scelta del candidato dell’Unione sarà democratica oppure calata dal cielo ed imposte dopo lunghe cene carbonare? perchè il discorso è che il csx si deve sdoganare ma lo deve fare sia nella forma ma sopratutto nella sostanza… se si vuole avere un candidato vero…
Non vorrei che la scelta del prossimo candidato perdente,come da tradizione, avvenga tramite incontri serali come quello che dovrebbe esserci stasera… e che non ci propangano un altro Butti per l’amore del cielo…oppure quelli che siedono all’opposizione da 20 anni…
Comment by Sir Percy Blakeney — 05/30/2006 #
Ma chiare e limpide primarie ove gioco forza tutti i partiti ed esterni ai partiti si metta in gioco, squadernando esperienze, panni puliti (o sporchi), simpatie antipatie e capaci squadre di sostegno, cominci a coinvolgere la popolazione nella scelta cosa che, magari, stimola una maggiore partecipazione, anche critica no eh…..
Chi si deve mettere in gioco tra battitori liberi e non saprebbe già che qualcuno che gli fa le pulci lo troverà e una bella scrematura iniziale ci sarebbe già e si eviterebbe giochi strani, o almeno se ne eviterebbero molti.
Comment by Sergio — 05/30/2006 #
Continuo,
inoltre un candidato con un imprimatur popolare si sentirebbe e potrebbe agire in modo più libero da condizionamenti di partito o almeno con un guinzaglio più lungo, tutto dipenderebbe dal peso della sua lista civica.
Il recupero della fiducia dei cittadini, un modo di operare trasparente e, principalmente per il bene della città , sono doti e modus operandi strettamente necessari in questa situazione di profondo scollamento tra cittadinanza e amministratori pubblici.
Certo l’esperienza nella gestione è importante, ma una certa indipendenza dai partiti, una sicura volonta di operare per il bene della città e una certa sicurezza nella gestione di una squadra composta dalle persone adatte ai loro compiti sarebbe il top.
Comment by Sergio — 05/30/2006 #
Sergio in teoria le primarie da te descritte sono una bella cosa ma non sono aperte a tutti…ma solo a chi esprime questo o quel partito..quindi il rischio per esempio è di trovarsi un Butti in lizza per le primare con la Margherita…Persona degna ed onesta..ma onestamente il fratello del sen.. ritrovarselo a candidato sindaco sarebbe una beffa…ne basta ed avanza uno a far politica
Comment by Sir Percy Blakeney — 05/30/2006 #
Sir dice: “in teoria le primarie da te descritte sono una bella cosa ma non sono aperte a tutti…ma solo a chi esprime queto o quel partito”
Non direi, a Milano si sono presentati Dario Fo, Milly Moratti e Davide Corritore…
Comment by Flavio — 05/30/2006 #
E’ necessario uscire dai salotti e dai ristoranti e fare incontri pubblici per raccogliere informazioni e suggerimenti e scrivere un programma condiviso dai più.
Il nome del candidato sindaco non è in grado, miracolosamente, di cambiare da solo la situazione se non c’è un vero lavoro dietro.
Bisogna anche dire che c’è un numero straordinariamente di “uomini senza qualità †disponibili all’incarico ed un minimo di “identikit†andrebbe fatto per evitare insensate auto-candidature.
Comment by S.Just — 06/8/2006 #
Botta1, Botta2, Bruni. Dopo quasi 3 lustri possiamo fare un saldo: com’è andata?
E’ stato un mix di tre cose: abitudine alla pancia piena, previsioni sbagliate e mancata percezione del feed-back: la somma è una specie di anestesia da onnipotenza che all’improvviso rende impotenti.
Non è qualcosa di molto simile, ciò che ha fatto suicidare il comunismo?
Noi cittadini di Como, anche noi abbiamo cantato la canzoncina, ma in playback, muovendo solo la bocca per non stonare e per non farci sentire.
Eravamo in ritardo, ancora intenti agli errori precedenti: continuavamo a succhiare la tetta della tranquillità ormai avvizzita; invece di valorizzare il prodotto, abbiamo svalutato la moneta con cui pagarlo: cioè la nostra intelligenza e la nostra capacità di creare.
Ci siamo tenuti la tenia nella pancia, e per qualcuno è diventata così grossa da controllare oggi il cervello e le mani. In un città di trasformatori, cui servono innanzitutto energia e intelligenza, guardate come abbiamo ridotto la nostra energia e la nostra ricerca.
Non è mai troppo tardi per guardarsi allo specchio. Abbiamo una brutta cera, ma finalmente sappiamo che è questione di salute, del maquillage ormai chi se ne frega.
Come contributo alla terapia ecco dieci cosette apparentemente ovvie. Una per sera da domani sera.
Dieci pensieri ovvi. Se ci credete, un manifesto per il nuovo rinascimento.
Nil desperandum
Continua…..
Comment by Anonymous — 10/10/2006 #