May
29

Sono rose…..ma appassiranno

L’altro giorno Marco Bracchi ha scritto a La Provincia una lettera nella quale dichiarava di essere lui il pericoloso attentatore della pistola d’acqua…lettera che qui riporto…"Leggo molto divertito le affermazioni del sindaco Bruni riguardo l’episodio violento subìto da un ragazzino all’uscita del consiglio comunale del 4/4/06. Ebbene, quel ragazzino, in realtà più che ventenne, sono io. Avevamo presenziato pacificamente il consiglio comunale sopportando lo sproporzionato spiegamento di forze dell’ordine, l’identificazione e la perquisizione per assistere al consiglio. Volevamo ottenere che si affrontasse prioritariamente la tragedia accaduta a Rumesh,scoprendo dopo mezzanotte che nulla era stato detto o fatto. Chiedo al sindaco se possa dire no con la stessa forza anche ad altri tipi di violenza e strumentalizzazione. Perchè s’egli considera violento uno spruzzo d’acqua proveniente da una pistolina verde fosforescente pagata 1.50€, mi chiedo come non possa condannare uno sparo vero, anche se involontario.

Egli parla continuamente di sicurezza per i cittadini, quando un cittadino di vent’anni è da 2 mesi in un letto d’ospedale, proprio a causa di questa sua ossessione. «Dobbiamo amministrare per garantire ai cittadini le condizioni di vita in città migliori possibili».
Afferma. Il signor sindaco chi considera come cittadini? S’è forse accorto che tutti questi giovani, writers o no, hanno bisogno di migliori condizioni di vita in città? A me pare di no. Se fosse coerente con le sue affermazioni, avrebbe ascoltato la voce di centinaia di ragazzi che da due mesi chiedono un confronto vero con l’amministrazione e da anni maggiori spazi di aggregazione. Ragazzi che non sentono più questo problema come strettamente politico, ma come un’emergenza sociale. Ragazzi che pur davanti alla più grande espressione di violenza avvenuta nella nostra città (lo sparo a bruciapelo ad un ragazzo in pieno pomeriggio da parte di un tutore dell’ordine) hanno saputo rispondere, nonostante tutta la rabbia e la frustrazione, in modo determinato e pacifico chiedendo giustizia, trovando addirittura un modo ironico (la pistola d’acqua) per manifestare il proprio dissenso, nonostante la tragicità dell’evento che li ha colpiti."

Ha fatto bene a fare outing così ha chiuso una faccenda che dire patetica…è dire poco…ed ha evitato che venga strumentalizzata…e questa lettera inoltre è da considerarsi un primo passo….verso il dialogo..ora questi giovani hanno fatto un altro passo in avanti e chiedono ufficialmente il dialogo attraverso le pagine de La Provincia dove in un articolo di Claudio Bustaffa i Giovani condannano le scritte ai muri della città, segnalando il «disagio sociale» che ci sta dietro. Sono pronti a intavolare un confronto con il Comune a patto che quest’ultimo cessi la «politica dell’oppressione ». Chiedono poi di partecipare più attivamente alle manifestazioni organizzate a Como, per riportare vitalità a una città «addormentata ». Sono queste le proposte messe sul piatto dai «Giovani in movimento» in sintesi chiedono spazi…da poter gestire..uno spazio rigorosamente autorganizzato, dove studiare, suonare, organizzare laboratori, mostre e concerti ed altre attività creative.

Ora questi ragazzi hanno fatto più di un passo per cercare un dialogo…ma sono convinto che cadrà nel vuoto, troppi gli interessi ed il disinteresse…inoltre se sperano che venga ricreato un "Centro Sociale"…a Como si illudono..la storia ci ricorda di un posto che si chiamava BOX è stato chiuso e lasciato li a marcire….ancora oggi…inoltre  Azione Giovani non gradisce… preferisce andare a fare le serate a Mezzegra…e i giovani di sinistra..non si esprimono, ma preferiscono ad una struttura autogestita dai giovani un centro coordinato dall’amministrazione…la si potrebbe fare accanto alla sede del nucleo…così si completa il ciclo…

Insomma Cari Ragazzi, so che siete intelligenti, pensate che la vostra età passa presto purtroppo e non fatevi prendere in giro…fatevi sentire…in maniera civile come al solito, ma sono perplesso…perchè per Bruni "Centro Sociale" e "Moschea" sono bestemmie…e visto che è un fervente praticante…non mi sorprenderebbe una risposta del tipo "ma come ci sono gli oratori…."..in tutti i casi io incrocio le dita e spero che questa amministrazione dimostri che non segue solo la facile via della repressione….

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  1. Com on !! Sappiamo bene che per certa gente i centri sociali sono gestazione di rivoluzione..difficilmente gestibile dalla giunta comunale ..
    Nelle stanze di chi comanda la baracca, la paranoia e’ regola di vita.

    Comment by Speaker's corner — 05/29/2006 #

  2. bene, gente. ci candidiamo per l’anno prossimo? :-D

    Comment by diablita — 05/30/2006 #

  3. Soltatnto 2 precisazioni:
    1)il termine “centro sociale” non è mai stato usato in nessuna delle nostre riunioni, è stato liberamente selezionato dai giornalisti (così come per altri dettagli che scoprirete).

    2)Stiamo preparando la rettifica e “l’incontro” con il Sindaco Bruni tenendo presente dubbi e motivazioni di tutti, nessuno escluso.

    Nicola Navone

    PS:
    ho scoperto il vostro Blog con sorpresa e stupore un mese fa. Grazie per questo spazio “comune” dove commentare liberamente ciò che accade a Como.

    Comment by Nicola Navone — 05/30/2006 #

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