May
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Dopo il regolamento del verde, il piano del verde. Elisabetta Patelli - Consigliere Comunale - Verdi

Ospito volentieri un intervento del Consigliere Patelli, Verdi, relativamente ad un piano verde per la città…perchè giustamente va pianificato non si può andare avanti così a vista…
Intanto continua la raccolta firme della petizione per salvare l’amico PINO, le firme possono essere consegnate : 
il Gruppo Ambiente 2 febbraio in orari di negozio .(pomeriggio), il Pianeta Animale, entrambi in via Anzani 27. (pomeriggio), Birreria 35 ,da mirtilla (alimentari bio via borsieri), Caaf Cisl via brambilla.
Oppure scaricate la petizione da qui  raccogliete le adesioni vostre e degli amici e poi lasciate i moduli con le firme nella casella di posta del Consigliere Elisabetta Patelli in Comune e NON all’ufficio protocollo del comune 
in allegato la Proposta di Deliberazione da sottoporre all’esame del Consiglio Comunale. Approfittate come al solito nel fare le Vostre domande…visto la disponibilità del consigliere ad un confronto con la cittadinanza.
SPB
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La presenza del verde nelle città , la quantità e qualità degli spazi ad esso dedicati sono alcuni degli indici principali di civiltà e di vivibilità delle nostre realtà urbane.
Dopo aver predisposto e discusso nelle sedi istituzionali e con la società civile il regolamento del verde pubblico e privato  che  e’ una delle poche azioni di agenda 21 approvati, che sara’ prima o poi oggetto di illustrazione e votazione in Consiglio Comunale, è venuta l’ora di iniziare a predisporre un altro strumento che si affianca ai più tradizionali strumenti di pianificazione urbanistica e che consentirà di mettere a punto, gestire e definire il ruolo del verde a Como; si tratta del piano del verde, un documento progettuale che si occupa della organizzazione e pianificazione del verde urbano .

Diversi ricercatori hanno messo a punto questo strumento regolatore del verde, ma poche città italiane lo stanno attuando.

L’obiettivo è ambizioso : progettare il territorio in modo ambientalmente sostenibile. Il verde dovrà essere oggetto di una progettazione che ne esalti le innumerevoli funzioni, sociale , culturale, ecologico-ambientale attraverso la sua capacità di regolazione del microclima e di abbattimento delle sostanze inquinanti, la capacità di isolamento acustico e visivo la capacita’ di essere ecosistema per specie animali,, la funzione protettiva, ricreativa e sociale.Progettare il verde negli spazi urbani in modo da restituirgli una funzione centrale è un obiettivo importante, soprattutto quando si realizza in ampi spazi, le nostre città, che rischiano di perdere importanti elemento di naturalità.

Regolare il verde attraverso una pianificazione organica significa organizzare i profili del terreno, valorizzare gli elementi vegetali nella dimensione orizzontale ed in quella verticale, organizzare le zone planimetriche individuando funzioni specifiche, studiandone le proporzioni, ricostruendo il paesaggio non solo come elemento di arredo, ma nella complessità che comprende anche, ad esempio il recupero della viabilità naturalistica.

Le funzioni del verde urbano e delle sue tipologie ( funzione ecologico ambientale, funzione estetico-architettonica, sociale, terapeutica, culturale e didattica, protettiva e ricreativa) devono essere considerate in una prospettiva eco-sistemica, per ripristinare qualità e naturalità agli spazi che,fortemente urbanizzati ed antropizzati , rischiano di pregiudicare in modo irreversibile il rapporto tra la nostra esistenza e la natura.

Verde di arredo, giardini storici, spazi verdi di quartiere, parchi urbani, verde stradale, viali alberati, aiuole spartitraffico, verde funzionale ( sportivo, scolastico, orti urbani ecc.) devono potere essere letti in una prospettiva eco-sistemica resa tale da una progettazione naturale integrata.
Si tratta di una sfida difficile, in un’epoca storica dove si è perso finanche il gusto del camminare, ma da perseguire con coraggio e perseveranza. 

A Como manca una visione organica del verde che si basa essenzialmente sulla concezione del verde come mero orpello, a volte un ingombro. Il verde risulta quindi residuale, superficiale ed e’ il primo a farne le spese quando si tratta di nuove edificazioni o di progetti di ristrutturazione(vedi cedro, ma vedi anche Fulda o La Filanda o cipressi Monumento ai Caduti…).Il verde e’ mercificabile a basso costo(vedi Villa Geno o rondo’ svincolo  Como Sud, oppure anche le dotazioni di standard dei piano attuativi-interstizi di aiuole poco fruibili). Il verde e’ manutenuto in modo  confuso e poco efficace, in parte in concessione, in parte a carico del Comune e in parte la manutenzione e’ oggetto di scambio(Villa Geno e  rondo’ uscita Como sud).

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  1. All’inizio di via Zezio si trova una piccola area verde che assomiglia sempre di più ad una giungla. Stupita, sono venuta a conoscenza del sistema di appalti che obbliga le aziende ad effettuare 3 tagli all’anno. Tra un taglio e l’altro quest’area raggiunge un livello di disordine e sporcizia che dovrebbe far vergognare l’amministrazione: immondizia, escementi e insetti nocivi rendono inaccessibile il verde.
    Ben venga un piano che regoli anche queste aree periferiche (=che i turisti non vedono)!

    Comment by Lucia — 05/30/2006 #

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