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Strategia dell’attenzione
Sindaco, giovani, elezioni
Il “Caso Rumesh” e la Festa della Repubblica hanno fornito l’occasione al Sindaco Bruni di compiere finalmente un passo avanti. Per i primi cinque anni da amministratore pubblico (tre da assessore nella giunta Botta e due da presidente dell’Acsm) era stato – come dire – antipaticamente distaccato. È il suo carattere. Nei primi quattro anni da sindaco l’antipatia connaturata ha assunto un più preciso aspetto d’arroganza che rischiava rotture interne alla sua coalizione e incapacità di collegarsi agli avversari. Poi la svolta di questi giorni.
Fossimo non sul lago ma sulla strada di Damasco potremmo parlare di caduta, ma qui è un’ascensione. Sul Caso Rumesh il Sindaco di Como Bruni ha mantenuto la barra dritta raggiungendo facilmente la meta: vincere in Consiglio comunale (il suo intervento finale è stato un pezzo politico di notevole bravura, appena appena venato da sarcasmo – da leggere: Caso Rumesh: i verbali delle discussioni in Consiglio Comunale -, per niente condivisibile ma questa è un’altra faccenda); poi rivelare i contrasti interni alle Minoranze (compito che gli riesce e che gli è molto congegnale) e infine re-incollarsi la sua Maggioranza malandrina.
Inoltre: l’operatività del Nucleo di Polizia Giudiziaria, un nuovo prestigio personale, una immagine di moderato e – persino – di simpatico giovane padre della città. È riuscito a far dimenticare il suo sorrisetto sarcastico (vedi: Comoin-azione: Una cronaca: Gli Sventurati sorrisero) andando a trovare (dopo due mesi!) la vittima (Rumesh) e aprendo la strada alla visita dell’agente colpevole. Non è alta politica questa?
In attesa dell’apoteosi finale che avverrà nei cieli lariani al prossimo tempo della Notte Bianca (10 giugno) c’è stata la Festa della Repubblica. Microfono in mano, in piazza del Duomo, simpatico e gioviale (roba mai vista) ha fatto gli onori di casa ai cittadini, alla banda, alle autorità. Non è un miracolo questo?
Mezz’ora dopo, trasferiti autorità e cittadini all’ex Fulda, altra cerimonia di dedicazione della piazzetta al senatore ministro Mario Martinelli. Sorvolando sul fatto che lo spazio era già stato “dedicato” mesi fa si è ripetuta la scena ad uso della festante popolazione. Non è amore questo?
Ci vuole poco davvero a far contenti i cittadini: basta una nuova maschera e un costume di scena adatto e la commedia va avanti. Fino alle future elezioni.
Gerardo Monizza


Che bello, sono anche io un pò commosso.
Mi riprendo subito pensando che, in ogni caso, tornerà a fare il commercialista e qualcun altro prenderà il suo posto con certamente non minor arroganza.
Comment by S.Just — 06/3/2006 #
E’ bello avere persone attente, capaci e presenti che ci facciano notare aspetti dei nostri amministratori e della nostra città che troppo spesso trascuriamo.
E’ bello e importante che ci sia un canale di informazione attendibile e non di cronaca da “spazi a pagamento” tipo i nostri scandalosi quotidiani locali asserviti a questo o a quello.
E’ bello che il livello degli interventi di questo canale di informazione sia di qualità , tanto da farlo diventare (per me lettore e cittadino e contribuente…) un appuntamento fisso e da promuovere affinchè cresca e si diffonda sempre di più.
Che bello.
Gerardo e altri veri cronisti di questa nostra quotidianità comasca, avanti così. Ci aprite gli occhi sul futuro.
Comment by Conte di montecristo — 06/4/2006 #
ciao
volevo esprimerti qualche parere sul caso rumesh e in particolare sul NUCLEO DI SICUREZZA, sperando che tu ci possa trovare qualche spunto utile per i tuoi articoli :)
se vuoi qualche delucidazione ulteriore contattami pure
Anche se riconosco che le scritte in centro non van bene non sono assolutamente d’accordo con i metodi che il comune ha usato x combatterle, che puntato tutto sulla repressione rifiutando il dialogo con i writers, anche quelli che agivano pienamente nella legalità (come possono testimoniare Gianni e Giuseppe).Questa politica del comune ha avuto esiti a mio parere disastrosi visto che:
1-per conseguire i risultati di cui il comune si vanta il cosiddetto nucleo ha usato metodi violenti e intimidatori, tanto che alla fine si è arrivati a sparare a bruciapelo alla testa a un ragazzo reo di non essersi fermato a un alt
2-la situazione delle scritte in centro si è aggravata proprio con l’istituzione del nucleo, visto che alcuni ragazzi l’han vista come una sfida e han intensificato l’attività (come testimoniano le stesse telefonate intercettate dal nucleo)
3-la situazione non si è cmq risolta in seguito alle multe come aveva promesso il comune, visto che le scritte sono riapparse (è proprio questo motivo che il comune usa come pretesto x reistituire il nucleo), i muri sono ancora sporchi e i privati non son stati risarciti
risultato: UN TOTALE FALLIMENTO
senza contare il fatto che adesso i ragazzi devono aver paura che un vigile in borghese possa fermarli metterli al muro e far partire un colpo alla testa per sbaglio
Comment by cittadino comasco — 06/4/2006 #
Caro “Cittadino Comasco”. Non so se il commento è indirizzato a me, comunque ne tengo conto.
Provo a rispondere:
- Si è fatta molta confusione mischiando il Caso Rumesh con i writers (che nel Caso non c’entrano nulla come hanno dimostrato i writers abbandonando subito il campo della contestazione);
- Si è voluto mettere in discussione l’opera dei writers (faccio notare che è sempre più espresso il dubbio che essi abbiano il diritto di pitturare i muri della città ) faccenda - comunque - che nulla c’entra con il Caso;
- Concordo: il Comune non ha capito la valenza dei writers e nulla ha fatto per capirla;
- Spostando l’azione dal Comune al Nucleo di Polizia locale quasi nessuno sa (tranne i writers coinvolti) quale è stata la strategia adottata: tutt’altro che repressiva. Se invece fosse stata violenta una dozzina di ragazzi sarebbero al Bassone (questa cosa è importante per definire il rapporto Polizia writers);
- Lo sparo (accidentale, igiustificabile e gravissimo) non ha nulla a che fare con i metodi del Nucleo (avrà buon gioco a dimostrarlo - domani sera al Consiglio comunale - il Sindaco nella sua relazione sul lavoro del Nucleo);
- Dopo le manifestazioni a favore di Rumesh c’è stato un ritorno di scritte in centro, ma chi si occcupa di queste faccende sa benissimo che non sono una reazione all’atteggiamento del Comune quanto una “azione” in sé di alcuni giovanissimi;
Conclusione: il Comune ovvero la Giunta ovvero il Sindaco si sono comportati come al solito ovvero male. Prontezza e saggezza avrebbero limitato i danni, ma questo non sta nel loro stile.
Domani, prima del Consiglio comunale, proverò a raccontare come sarebbe stato possibile ricostruire i fatti da cui tutto ciò è dipeso.
Se si fosse prestata attenzione alla ricostruzione degli eventi, secondo la mia modesta opinione, avremmo risparmiato molte inutili azioni e avremmo trovato soluzioni migliori. Ma ciascuno ha preferito stare sulle proprie posizioni. Come sempre.
Gerardo
Comment by Gerardo — 06/4/2006 #
Sul fatto “(…)che essi abbiano il diritto di pitturare i muri della città (…)” non sono d’accordo: i proprietari dei muri hanno il diritto di tenere i muri come vogliono loro (nei limiti delle regole previste in materia, sia paesaggistiche che di sicurezza, ovviamente…). Che si creino sistemi perchè si faciliti l’incontro tra chi vorrebbe dipingere e chi è disposto a concedere, okay… ma è un discorso molto diverso.
Sul fatto che si debba fare di più (per quel che mi pare di capire, anche concedere un sassolino da colorare sarebbe un grosso passo in avanti al momento…) per dare degli spazi adeguati ai writer, distinguendo tra questi e i volgari imbrattatori, sono però certamente d’accordo. Pensare che basterebbe che il Sindaco ricordasse ciò che aveva fatto a suo tempo la giunta di cui era assessore.
Già … solo che mi vien da pensare… adesso assessore in materia c’è Scopelliti… assessore a sicurezza, politiche giovanili e sport se non sbaglio… non dev’essere facile spiegargli che i soldi spesi per sport ed attività giovanili possono diventare risparmi nella spesa per la sicurezza.
Mi viene però anche da pensare ai miei anni di liceo: tra studio, allenamenti sportivi, passione per la musica (suonata e ascoltata) e per i libri, di tempo libero (inteso come tempo in cui non avevo niente/non sapevo cosa fare) me ne rimaneva poco, e mi davano un certo fastidio, oggi al ricordo mi fanno un po’ tristezza, molti compagni di scuola che non studiavano, vivevano senza interessi, passando le giornate al bar, tra un bicchiere ed una sigaretta ad ammazzare il tempo aspettando la sera… Mi pare che questo male, la povertà di interessi dei giovani, si stia aggravando, e le colpe non possono essere tutte di chi siede nel palazzo comunale. Io non credo che il grande problema dei giovani di oggi sia la mancanza di spazi, ma piuttosto la mancanza di interessi, di idee, troppo abituati, grazie al benessere conquistato dai genitori, ad avere tutto, ad averlo subito e ad averlo senza fatica.
Perciò credo che, da un lato, ci sia necessità di fare politiche giovanili, dall’altro i giovani devono capire che il tutto subito che può funzionare tra le mura di casa non vale nella vita in generale… è anche questa una lezione di vita. D’altronde, tutti i musicisti, scrittori, attori e sportivi (o qualunque lavoratore agli inizi) ricordano i “duri anni della gavetta”, o no?
Comment by Anonymous — 06/4/2006 #