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Antisemitismo in banda FM….
Preoccupazioni che l’antisemitismo latente in Polonia, membro dell’Unione Europea, stia riemergendo sono state alimentate dall’incidente accaduto nei giorni della visita del Papa in Polonia nel quale il capo rabbino del paese, Michael Schudrich, è stato accoltellato da un anonimo assalitore al grido "la Polonia ai polacchi".
Schudrich, originario di New York, e l’ambasciatore israeliano David Peleg hanno detto che considerano l’attacco un isolato atto di vandalismo, ma sono preoccupati per la decisione della maggioranza "Legge e Giustizia" ad invitare nella coalizione l’estrema destra della "Lega delle famiglie polacche", queste preoccupazioni sono da prendere in seria considerazione perchè come riferiscono diplomatici occidentali l’attuale governo ha forti collegamenti con Radio Maryja, un’emittente cattolica che trasmette opinioni xenofobe, ed hanno dichiarato alla Reuter "Quando permetti a un estremista di destra, un partito xenofobo nella coalizione, questo dà potere agli ultranazionalisti e a quelle persone a cui piace andare in giro per la città a urlare cattiverie alla ricerca della rissa" e questo ci dovrebbe far riflettere su certe coalizioni, che scendono a compromessi con gli estremisti nel nome della libertà…
Vi è tuttavia da dire che la Santa Sede è intervenuta richiamando i vescovi polacchi alla reale missione di Radio Maryja in mano alle destre xenofobe come descritto nell’ interessante articolo Polonia: fermate Radio Maryja di Vocedimilano.it scritto da Marcello Peluso , che qui riporto…anche se però poi continuano…
Polonia: fermate Radio Maryja
Politica, antisemitismo ed estremismi filo sovietici nelle trasmissioni di Radio Maryja in Polonia. Interviene la Santa Sede.
Lontani i tempi di Solidarnosc e delle lotte per la liberazione da un sistema chiuso ed oppressivo, la Polonia riscopre oggi un’anima intollerante e xenofoba, conservatrice e nazionale, contro quella liberale e democratica che aveva visto il paese entrare nell’Unione Europea appena un paio di anni fa.
Portavoce inconsueto di questa ondata di intolleranza proprio la radio che dovrebbe fare della pace e del dialogo i propri stendardi: Radio Maryja (http://www.radiomaryja.pl/). Attenzione però! Non si tratta della nostrana Radio Maria (http://www.radiomaria.com/), la superstation che da Erba, con un segnale sempre pulito, ha raggiunto in venti anni gran parte del mondo e che in Polonia non trasmette se non dalla vicina Ungheria e Germania, ma di una radio guidata da un certo padre Tadeusz Rydzyk, il quale sembra aver smarrito pecorelle e lume della ragione nei messaggi tutt’altro che apostolici inviati nei mesi scorsi dalla radio: “Gruppi ebraici hanno tentato di intascare tangenti da ambienti politici polacchi in cambio del loro appoggio all’ingresso della Polonia nella Nato, gli ebrei vogliono umiliare la Polonia davanti al mondo chiedendole soldi per i beni lasciati nel Paese, gli ebrei sono un racket ed hanno tratto vantaggi economici dall’Olocausto, una vera Olocausto SpA”.
Discorsi antisemiti da leggere anche in chiave politica se è vero che l’emittente ha avuto un ruolo di primo piano alle ultime elezioni parlamentari e presidenziali, con i suoi tre milioni di ascoltatori, sostenendo la destra nazional-conservatrice dei fratelli Lech e Jaroslaw Kaczynski ed il Partito conservatore “Legge e Giustiziali” (PiS), nella cui coalizione fan parte i due partiti di minoranza di estrema destra: l’euroscettico “Autodifesa” e l’ultracattolica “Lega delle Famiglie”, costola del potentissimo network Radio Maryja.
Padre Tadeusz Rydzyk aveva trascorso gli anni Ottanta in Germania dedicandosi al commercio di auto di seconda mano ed all’organizzazione di pellegrinaggi alla Madonna di Medjugore. Arrivato a Torun negli anni Novanta, grazie ad un imponente sostegno economico di dubbia provenienza, ha iniziato la sua avventura mediatica.
Le trasmissioni, tuttavia, non sono passate inosservate alla Santa Sede che, per voce del Nunzio Apostolico, monsignor Jozef Kowalczyk, ha chiesto ai vescovi di richiamare all’ordine Radio Maryja.
Così, se al governo Polacco l’accaduto non scandalizza, in nome di una democratica pluralità di voci il Nunzio Apostolico ha letteralmente perso la pazienza.
Per questo motivo lo stesso Nunzio ha richiamato i vescovi polacchi a ‘ricordare’ che la reale missione di Radio Maryja è quella di obbedire al servizio pastorale, e non alla politica, e prendere provvedimenti al fine di superare le difficoltà che si sono create per posizioni estremiste assunte dalla radio.


L’antisemitismo polacco è preoccupante e bisogna dire che il Santo Padre è intervenuto per rimettere in carreggiata la radio in questione. Speriamo che la sua decisa presa di posizione venga ascoltata.
Comment by Ulisse — 06/5/2006 #