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Calcio Como….Il treno ripassa…
Il Calcio Como 1907 Martedì prossimo, 6 giugno, saprà o meno se diventerà una succorsale dell’Inter o meno…e questo non sarebbe un male ma sarebbe la esima volta che si perde una grande occasione…
Dopo aver appurato l’assenza di Imprenditori Lariani,anche se Amici di Como, disposti ad investire veramente nel calcio,anche perchè oramai la giovanile è già dell’Inter e il centro di Orsenigo è dei Barzaghi…si profilerebbe ancora una volta l’enemisa tragedia…la scomparsa del Calcio Como 1907…e la perdita dell’unica cosa rimasta forse, la sua storia….
Come scritto tempo fa Infatti questa è una esima opportunità di rinascita, di fare pulizia e di costruire da zero un vero club sportivo, di essere un esempio anche per le altre società. Infatti al Calcio Como 1907 erano rimasti sostanzialmente due cose:
1) Il centro di Orsenigo ….
2) Il suo nome ed il suo prestigio, è pur sempre una squadra che esiste da 98 anni….
Il primo è andato, non è più di proprietà del Calcio Como, il secondo presto se ne andrà..diventando Inter filiale di Como…tutto questo comunque grazie al nostro primo cittadino che onestamente se ne è sempre fregato…non vorrei citare esempi ma basta vedere il Sindaco di Firenze…certo bacino differente ma si è dato da fare…
Comunque sia il Calcio Como ha ancora una risorsa che non può essere venduta perché intangibile, una risorsa boomerang che può essere fonte di ricchezza e che deve far sentire il suo peso in maniera civile, I tifosi, che sono in primo luogo cittadini.
Una risorsa che può se vuole rifondare e far ripartire questa società, certo ci vuole coraggio ma se vuole può farlo.
La tifoseria deve farsi sentire dalle autorità in maniera civile,organizzarsi e guadagnare credibilità, diventando da intangibile a essere tangibile…al fine di riuscire ad imporre quello che è un modello vincente è cioè l’azionariato popolare, secondo il classico modello spagnolo.
Prendiamo il caso del Real Madrid, club che non è quotato in borsa, ma dispone di un diffuso azionariato popolare e di un portafoglio di attività profondamente diversificato.
Essere presidenti del Club è un onore e lo si diventa tramite elezioni, ogni candidato presenta un programma con precisi obiettivi ed impegni , tra i quali investire quattrini, portare giocatori ed allenatore di un certo spessore e le elezioni per il presidente del club, cui partecipano tutti i soci, diventano anche in un certo senso addirittura un surrogato delle elezioni politiche.
Il presidente è a termine e se ha lavorato bene viene solitamente rieletto altrimenti lascia spazio ad altri.
Grazie a questa politica e con una programmazione di lungo periodo stilata all’inizio degli anni ’90, quando ancora conseguiva risultati sportivi non all’altezza della propria tradizione e del bacino di utenza di una capitale europea. I risultati, dapprima in campo nazionale e successivamente all’estero sono arrivati dopo alcune stagioni, ma si sono rinnovati con costanza sino ad oggi, dando al club un’immagine vincente.
Le linee guida che hanno orientato i suoi percorsi nell’ultimo decennio sono state tre:
• Sviluppo del patrimonio clientela
• Sviluppo del patrimonio immobiliare
• Sviluppo del capitale giocatori
Le recenti difficoltà finanziarie della società sono state prontamente superate cedendo parte dell’ingente patrimonio immobiliare. (se facciamo un parallelismo….se c’era ancora Orsenigo…)
L’azione di sviluppo e promozione immobiliare nell’edilizia residenziale e commerciale compiuta dalla società madridista ha suscitato l’interesse degli operatori che vogliono sfruttare la grande visibilità del club.
Gli abbonati alle partite del Real si tramandano di padre in figlio il diritto di rinnovo e pagano l’abbonamento in rate mensili attraverso la banca posseduta dal Real Madrid.
Gli azionisti e gli abbonati costituiscono da sempre un mercato captive e una fondamentale fonte di finanziamento per la società.
Una fedeltà così assoluta ai colori e alla tradizione di questo club si deve ovviamente agli straordinari successi sportivi ottenuti (il Real Madrid è il club di maggiore successo nelle competizioni internazionali), ma anche alla spettacolarità che da sempre contraddistingue lo stile di gioco della squadra.
L’elevata attenzione alla selezione dei giocatori ha consentito di mantenere ed incrementare allo stesso tempo i proventi generati dal proprio “capitale-calciatori”. Con questo termine non si intende, ovviamente, una voce nella sezione delle immobilizzazioni dello stato patrimoniale, bensì la capacità di generare reddito attraverso i diritti legati allo sfruttamento dell’immagine di questi atleti di valore sportivo e notorietà eccezionali.
A titolo esemplificativo possiamo segnalare che in occasione delle presentazione del neoacquisto Zidane, le televisioni spagnole pagarono al Real Madrid 1,2 milioni di euro. Inoltre, grazie all’ingaggio dei giocatori più forti del mondo, con il merchandising delle camisetas (le magliette da gioco personalizzate) la società ha incassato nel 2003 l’enorme cifra di 138 milioni di euro.
Immagine che si conferma anche in annate meno generose di vittorie, grazie alla straordinaria forza economica della società, che anno per anno regala ai propri sostenitori il più forte giocatore in circolazione, affiancandolo a quelli già in rosa.
Il Real Madrid è il modello della società di calcio entrata nel circolo virtuoso, e che si autoalimenta, dei trionfi sportivi e del benessere economico.
Certo il Calcio Como non è il Real Madrid, ma può puntare ad essere un Chievo, un’Udinese, un Palermo , un’ Atalanta, un Cagliari, basta volerlo veramente.


La storia del Calcio Como è un perfetto esempio di una città che dorme e che se ne frega, sindaco in testa ma via via fino all’ultimo cittadino. E parlo da non tifoso, cioè da uno a cui il calcio non è mai piaciuto ma che considera il Calcio Como e le altre società sportive comasche una ricchezza ed un onore, non un onere.
Comment by Ulisse — 06/5/2006 #
@Ulisse: “E parlo da non tifoso, cioè da uno a cui il calcio non è mai piaciuto ma che considera il Calcio Como e le altre società sportive comasche una ricchezza ed un onore, non un onere”.
Purtroppo con l’onore e la ricchezza morale nel calcio moderno si fa ben poco! Al Calcio Como serve un presidente che spenda, tifosi che vadano allo stadio e comprino i diritti TV.
@sir: l’esempio del real non è molto edificante vista la grossa manovra di speculazione edilizia portata a termine.
Le squadre italiane che hai citato Cagliari e Palermo non sono assolutamente un esempio di autoalimentazione dai propri successi sportivi (Ricorda Zamparini a Venezia). E il Chievo che nel 2005 ha venduto ad una società di factoring i diritti televisivi per la stagione 2009?
Comment by Luca — 06/5/2006 #
Luca al como il Calcio è stato sempre un problema…nel senso che quando era in A non si è mai sfruttata l’occasione…i tifosi delle altre squadre non sono tutti hooligan … e li si che volendo c’era indotto….. con il real hanno anche speculato ma non l’hanno spogliato…e lasciato li..a marcire, qui la società ha prima venduto il centro sportivo di orsenigo al Presidente che poi se ne è andato per metterci il figlio ed i dirigenti nell’ultima stagione c’erano più dirigenti che giocatori….,tutti i settori giovanili ora sono Inter ed alla società è rimasto il cerino in mano..
Zamparini bisogna vedere il perchè di Venezia non vorrei che sia lo stesso motivo di Preziosi..infatti tutti e due ora investono nelle nuove squadre che hanno rilevato, per quanto riguarda l’attività di Factoring non è reato è normale per fare cassa…ed i bilanci sono in regola e mi sembra che il Chievo sia un po di anni in serie A con ottimi risultati.
Comment by Sir Percy Blakeney — 06/6/2006 #
C’è un candidato alle amministrative di Como che vuole rendere il Calcio Como una società ad azionariato popolare..
Comment by caterina — 04/25/2007 #