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Bennet..una catena in tutti i sensi../3
"Valorizzare le risorse umane, offrendo ai collaboratori la possibilità di arricchire le proprie conoscenze e capacità per crescere insieme all’azienda." questo è lo slogan della catena a cui comunque si è scalfitto un anello…ieri con lo scalpello del giudice del Lavoro del Tribunale di Como….
Anche se come riportato in un commento di una cassiera la situazione è sempre molto critica:" Ciao sono proprio io,una vera cassiera del Bennet.Una di quelle che “hanno sempre un sorriso per te”. Un sorriso amaro.Che si spegne man mano che gli articoli passano sullo scanner perchè sono già cinque ore che lavoro senza interruzione.E se penso che ancora ho 2 ore da lavorare…sento già di farmela addosso! Da un quarto d’ora ho comunicato la mia necessità all’avancassa. Dice che ora non si può, che non c’è tempo. Va bene, aspetto, faccio un altro carrello.. Poi un’altro. L’avancassa non mi chiama, sembra quasi che a lei la pipi’ non scappi… eppure in mezz’ora di tempo ne passa! Davanti a me la cassa é aperta e lavora a pieno regime. Dietro di me, anche. Sapete che vi dico……………………. Io in bagno ci vado…… Non voglio fare la fine di qualche collega che “in quei giorni” è tornata a casa ROSSA dalla vergogna….e non solo!!" testimonianza che fa riflettere come nel caso capitato…alla cassiera ed all’amica che non vengono neanche viste come clienti…spero sia seguita da altre e poter dar voce ai numerosi dipendenti del bennet….casi che possono essere raccontati nei commenti oppure alla mia email.
Comunque il giudice del Lavoro del Tribunale di Como Beniamino Fargnoli ha accolto un ricorso presentato dalla Filcams Cgil di Como per comportamento antisindacale nei confronti della catena di supermercati Bennet, Il giudice ha riconosciuto la violazione dell’articolo 9 della Legge 125 del 1991 che obbliga tutte le aziende con più di cento dipendenti a redigere, almeno ogni due anni , un rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, in materia sia di assunzioni che di formazione, passaggi di categoria o qualifica, promozioni, il tutto al fine di garantire, tra l’altro, anche una effettiva parità di trattamento tra i due sessi.
Il Tribunale ha ordinato di trasmettere alla rappresentanza sindacale aziendale di Tavernola, e al consigliere di parità regionale, tutti i rapporti che avrebbero dovuto essere redatti dal 1991 in poi….e adesso cosa succederà? Perchè il non averli mai recapitati rappresenta un comportamento antisindacale.
Il segretario della Camera del lavoro Alessandro Tarpini ha dichiarato: "È evidente che senza
quei rapporti diventa quasi impossibile sia la contrattazione sia l’esercizio di una minima azione a tutela delle lavoratrici che nella maggior parte dei casi (circa l’80%) sono sottoposte a un regime di part-time pressoché imposto".
La CGIL si è mossa appunto per la gestione dei contratti a tempo parziale, infatti negli ultimi mesi, sono stati ascoltati i resoconti di 153 dipendenti ed ex dipendenti della catena, tutti part-time e per l’80% donne.
Secondo il sindacato È un sistema selvaggiamente flessibile, che troppo spesso configura nei confronti delle dipendenti di sesso femminile svantaggi importanti, sia per quanto attiene alla qualità della vita in genere, sia per quanto concerne la possibilità di formazione o carriera. È un utilizzo della manodopera che discrimina il genere femminile.
Armando Messineo segretario generale Filcams l’ha chiamata Sentenza storica, i segretari Ivan Garganigo e Roberta Sfardini hanno confermato che insisteranno con la presenza: "Lavoratori e lavoratrici devono sapere che siamo qui per aiutarli, al Bennet occorre cambiare".
L’avvocato Luca Guaglione, che ha assistito la Filcams," il giudice del Lavoro ha riconosciuto due principi: Intanto che il diniego delle informazioni dovute per legge ai rappresentanti dei lavoratori rappresenta un comportamento antisindacale ma, soprattutto, che la questione femminile è materia di interesse sindacale".
Per confutare la tesi della discriminazione nei confronti delle lavoratrici donne, il sindacato ha elencato le cifre relative alle vertenze contro la catena 97, tra dipendenti ed ex dipendenti, 57 donne e 40 uomini… questi solo 5 di quelle lavoratrici ha o aveva un contratto a tempo determinato,il resto tutti a part-time…e pensare che invece la clientela dovrebbe essere per la maggior parte femminile ma quella non viene "discriminata"…..


Come donna e come lavoratrice ti appoggio e ti sostengo in pieno. So che non serve, purtroppo, ma tu ed i tuoi colleghi (maschi e femmine, indistintamente) avete tutta la mia solidarietà .
Comment by Vivian Bach — 06/7/2006 #
In una città come Como questa è una sentenza importante.
Comment by Ulisse — 06/7/2006 #
..più passano i giorni e leggo di questa vicenda più la mia considerazione di un pezzo della società comasca, anche di quella in teoria a me vicina scende sotto terra.Sinistra se cei batti un colpo, ma è possibile che cgil sia sola in questa vicenda di civiltà ??Dove sono cisl e uil, i parlamentari i politici l’associazionismo,il mondo della cult,ura, cazzo se le cose che abbiamo letto in questi giorni fossero vere anche solo per la metà (vorrei ricordare che un giudice ieri ha emesso una sentenza di condanna del bennet) ci troveremmo di fronte ad una cosa enorme.1500 uomini e donne, in provincia di como vengono trattati come fossero dei moderni schiavi. ma cazzo cose deve succedere per muoversi, per fare un’interpellanza, una presa di posizione qualcosa…
Comment by optometrist — 06/7/2006 #
Per questo bisogna insistere…sempre e diffondere…i link…internet serve…bisogna fare massa critica…
Comment by Sir Percy Blakeney — 06/7/2006 #
Caro sir Percy
seguo il blog da tempo considerandolo,pur con i limiti dello strumento, come uno degli spazi di libertà rimasti in questa città .
Questa volta però c’è di più, non esito a dire che si sta realizzando su questa vicenda una delle più belle e interessanti inchieste giornalistiche degli ultimi anni in questa città .
Anch’io come emerso in molte note sono davvero sconcertato dall’assenza di chi, politica e sindacati(cgil a parte),dovrebbe su una vicenda così inquietante esprimere un giudizio netto, in fondo la cosa riguarda migliaia di famiglie a Como.
Comunque complimenti, davvero, propongo di unificare le tre sezioni e di provocare ulteriormente i grandi assenti sulla vicenda.
adelante
Comment by Anonymous — 06/7/2006 #
Ho creato appositamente la categoria “La catena” dove sono aggregati tutti i post…dedicati appunto alla catena…poi spero di ricevere altre testimonianze e comunque continuare…
Comment by Sir Percy Blakeney — 06/7/2006 #