June
13

Il Gruppuscolo

C’è una cosa che sta iniziando a preoccuparmi moltissimo nella politica comasca.
L’idea che un "gruppuscolo di amici" si costituisca partitino, associazione, e quant’altro, ed a tale titolo pretenda di sedersi ad un tavolo e "trattare" per affermare una qualche micro-identità ma, in realtà, per trovare uno spazio al sole al leaderino locale, di solito autonominatosi tale.

E’ un problema serio che può produrre danni non indifferenti. Molti sono, purtroppo gli esempi.
Il caso tipico ce lo presenta il giovane signore che si definisce segretario dell’Associazione Radicale di Como.
Ci dica qualcosa di interessante su lavoro e scuola pubblica e, soprattutto, lo faccia dire alla Rosa nel Pugno, se tale entità ancora esiste.

I radicali di Como, che sono certamente pochissimi, non sono l’avanguardia illuminata del liberalismo democratico e non ci sono masse da "evangelizzare" di cui loro hanno la rappresentanza, visto che sono in grado di comprendere quello che gli altri non capiscono.
Non rappresentano nessuno, in realtà, ed in particolare se pretendono di schierarsi nel centro-sinistra dopo che Pannella li ha portati per anni a spasso nei verdi territori del centro-destra ed ha cambiato, repentinamente, schieramento solo quando ha avuto la percezione che Silvietto non ce la faceva.
E per un pelo non sbagliava pure il cavallo vincente.

Non parliamo poi della penosa sceneggiata relativa al Senato dove il Vate non è stato eletto e, quindi, solo ex post, si mette a contestare la legge elettorale.
Non abbiamo bisogno di gente che ci ripete le cose che dice Radio Radicale, siamo in grado di ascoltarle e capirle anche da soli.
Per di più gente in confidenza, da lungo tempo, con alcuni "politici" di Forza Italia tra cui  il capogruppo (prima della conversione mistica) Rallo e persino Gatto.

Un appello al centro-sinistra lariano

Prima di tutto Margherita e Ds si mettano d’accordo tra loro su due o tre nomi di coloro che potrebbero essere candidati per l’Ulivo e, in particolare, su un minimo comune denominatore programmatico.
Poi, ma solo dopo questa fase, si incontrino con tutti coloro che rappresentano qualcuno e qualcosa, come Rifondazione, e cerchino un punto di incontro in modo tale da schierare l’Unione a Como con un adeguato livello di unità.

Quelli che non entrano in questo percorso lasciateli a casa, non saranno i loro pochi voti che possono cambiare i destini di una campagna elettorale amministrativa come quella di Como.
Possono, in realtà, solo creare disorientamento ai potenziali elettori.
Si facciano la loro bella listina fai da te ed auguri.

Se qualcuno ha qualcosa da dire come persona, ed è portatore di un certo consenso su temi ed idee specifiche per la città, il luogo dove può, e deve, trovare espressione potrà essere la lista in appoggio al candidato sindaco.
Vediamo di avere un pò di rispetto per i frastornati elettori del centro sinistra ed i gruppuscoli iperminoritari lasciamoli perdere.
Nella vita vediamo di avere delle priorità.
A proposito di priorità, quelli che sono già stati in consiglio comunale per più di due mandati a fare, più o meno, l’opposizione non ricandidiamoli.
Se non capiscano facciano pure, anche loro, una  listina civica.
Sarebbero molti di più i voti in arrivo che i voti in uscita.
Io non me li vedo gli elettori Ds che votano per la lista civica Rinaldi/Sapere, così per fare un esempio.

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  1. Scusa Sir Proudhon ma la politica ha diritto di farla solo chi è grande e grosso? Le minoranze non contano niente? E’ questa la tua concezione della politica? Applicata alla vita civile allora vuol dire che i buddisti non hanno diritto a praticare la loro religione perchè minoritari, oppure i tirolesi a parlare la loro lingua? In democrazia ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione ed ha il diritto di fare politica se vuole e mi preoccupa quando qualcuno dice di tacitare qualcun altro, sia esso a destra o a sinistra.
    Ti ricordo che la Lega Lombarda quando è nata erano in 4 gatti e adesso guarda quanti sono. Forse è questo che ti preoccupa che i Radicali prendano piede … o forse l’hanno già fatto, visto questo post. Se i radicali comaschi sono davvero un gruppuscolo di amici non vedo di che ti preoccupi, che male possono fare ‘4 amici al bar’ come canta Gino Paoli.
    Non parliamo poi dei voltagabbana, ce ne sono ovunque, sia a destra sia a sinistra, sia in ambito nazionale sia in ambito locale, perciò non mi sembra sia questo il problema.
    Allora qual’è il problema? Perchè questo attacco diretto? Non è che quei 4 sventurati di radicali hanno pestato i piedi a qualcuno oppure … stanno facendo proseliti.
    Io mi preoccuperei molto di più di chi scrive frasi razziste sui muri o di chi fonda il Movimento Per La Liberazione Dei Nanetti Da Giardino, visto che questi nanetti sono poi semplici statuine in gesso e non esseri viventi. Credo che in politica ci siano priorità ben maggiori di chi esprime le proprie convinzioni democraticamente.
    Visto poi che a te basta ascoltare Radio Radicale per sapere già quello che diranno i 4 sfigati allora limitati a leggere L’Unità per sapere quello che diranno i leader locali comunisti, è lo stesso mi pare.
    Come democratico non posso che schierarmi dalla parte di chi si vuole far tacere, d’accordo o no con le loro opinioni; si può dissentire, si può controbattere MAI imbavagliare. qualcuno.

    Comment by Ulisse — 06/13/2006 #

  2. No Ulisse, leggiti i commenti del loro segretario..Giuseppe Violetta in questo post [ click ]e poi in questo [ click] e capisci il problema, diciamo che come non ci sono più le mezze stagioni non ci sono più i radicali di una volta..oggi sono radical-chic.. (Esempio: non un commento sulla vicenda Bennet nonostante gli fosse stato esplecitamente richiesto)..vedi tu…

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/13/2006 #

  3. Ok Sir Percy, Giuseppe Violetta non si è espresso sulla questione Bennet ma non mi sembra che gli altri esponenti politici che normalmente intervengono sul blog si siano invece espressi. Nemmeno gli esponenti dell’opposizione che normalmente sono solerti ad intervenire hanno detto una sola parola.
    Parlare di Bennet vuol dire parlare di miliardi e quindi di potere, se NESSUNO e vorrei sottolinearlo questo nessuno ha espresso una sola parola un motivo ce l’avranno. I soldi possono stroncare una carriera politica, finchè ne parlo io che non ho cariche pubbliche nè politiche è una cosa ma l’opinione di un esponente politico seppur di una forza piccola come quella radicale un’altra.
    Se chi ha le spalle ben più solide delle sue che si è appena affacciato alla politica se ne è ben guardato dall’esprimere un’opinione perchè dovrebbe farlo lui?

    Comment by Ulisse — 06/13/2006 #

  4. Caro Sir Proudhon,
    la Rosa nel Pugno va al di là dei radicali e dei socialisti. E’ un soggetto politico, meglio un progetto, a cui credo. In questo panorama politico dove da anni ormai le istanze laiche liberali e socialiste non vengono considerate perchè troppo impegnati alla ricerca spasmodica del voto cattolico, anzi vaticano e il partito democratico se mai si farà sarà una riedizione del compromesso storico, ecco che la Rosa nel Pugno è salutare. Certo che per la sua riuscita bisogna uscire dallo schema SDI + Radicali, ma arrivare ad un partito unico a cui si aderisce direttamente senza prima passare da uno dei due soggetti fondatori. Questo aiuterà noi socialisti a sperimentare nuove forme di comunicazione politica perchè accetteremo anche l’essere movimento e i radicali sapranno finalmente liberarsi dal padre padrone, Giacinto detto Marco Pannella. Per quanto riguarda Giuseppe Violetta, non lo conosco bene per giudicarlo, è da poco uno dei coordinatori della RnP, certo spero che riesca a farmi ricredere sul giudizio che fin’ora ho dato del gruppo radicale comasco. Ma la RnP è un progetto troppo importante per me non fermarsi di fronte a questi piccoli ostacoli. Aspettiamo la fine del mese e la convocazione della costituente della RnP, allora ci diranno come essere direttamente rosapugnoni con organismi propri ed eletti direttamente senza autoproclamazioni o ruoli dati per esclusione. comunque tra un anno non penso che a Como non debba essere presentata una lista RnP, non vorrei fare un bagno come a Milano. Ma manca ancora un anno, yié beseder (qualcosa accadrà).

    Comment by giulia parini bruno — 06/13/2006 #

  5. @Ulisse: Non fermarti al mio esempio ma leggili tutti i commenti..di quel post..però.. in particolare gli ultimi..
    @Giulia Parini Bruno: Sulla laicità dello stato e le ingerenze vaticane qui sfondi una porta aperta… non penso che RNP si liberi del suo proprietario così…
    Per come realmente sono è bastato vedere le scene di Pannella in Senato oppure la stessa Bonino…che voleva la poltrona della difesa…
    Per la politica locale tocca vedere che ragionano come Giacinto…(con le autoproclamazioni e la caccia alle poltrone che non hanno e difficilmente avranno) perchè sono completamente slegati dai problemi cittadini….e quando ci provi a portarli sull’argomento sfuggono non rispondono…io non ho letto un intervento non solo qui,dove vengono affrontati, ma sul sito del Segretario.
    Cito alcuni esempi:
    Sul sito del segretario la laicità viene trattata riportando la versione stenografica di quanto viene detto a Radio Radicale …ma sembra difficile andare a fare battaglie sui singoli casi specifici…ed è questo che io mi aspetto dall’associazione Radicali liberi di Como…come una forte condanna e battaglia verso chi, come Maggiolini, marchia gli omosessuali come malati o le donne che interrompono la gravidanza come assassine…. non ho letto un rigo, sul problema dell’informazione locale in mano alla chiesa…invece li vedo solo parlare di massimi sistemi ..e di politica astratta… ma se gli fai notare che non hanno i piedi per terra e che si devono rimboccare le maniche ti prendi pure di quello che non capisce…con il classico vittimismo…vivono con la concezione che deve essere l’elettore ad andare da loro e non viceversa…(portate i vostri problemi al nostro tavolo scrive Violetta)..dimostrando che il classico farsi prossimo…non esiste nella loro maniera di fare politica…viene seguita la linea del faremo quando saremo eletti..mentre già oggi se si vuole si può fare.. e fin quando ragionano cosi..è palese che non andranno oltre lo 0, perchè se si vogliono cambiamenti veri serve gente che si rimbocchi le maniche da subito…che si metta in gioco e che dimostri…cosa sa fare…ed onestamente non hanno incominciato con il piede giusto…

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/14/2006 #

  6. Una cosa è sicura: anche nel 2007 il centro-destra vincerà le elezioni a Como.

    Ritengo pertanto che sia arrivato il momento per l’opposizione di centro-sinistra locale (con o senza il trattino, vedete voi…) di approfittare del processo in atto a livello nazionale, di fare chiarezza al proprio interno, di puntare al partito unico (qualunque sia il suo nome) e di lasciare al proprio destino i gruppuscoli espressione solo di velleità personali di visibilità e carriera politica.

    Al diavolo Moretti e l’altro (non mi ricordo il nome, scusate), al diavolo Paco e le liste civiche: tanto anche con i loro voti il centro-sinistra non vincerà.

    Chissà che per la prossima tornata elettorale (2012 ??) non si riesca a combinare qualcosa…

    Comment by Flavio — 06/14/2006 #

  7. L’opinione di Flavio è assolutamente sottoscrivibile, visto che è basata su un realismo assoluto e razionale.
    Quando una squadra perde in continuazione si cambia, e non si continua pedestremente nell’errore.
    Il progetto della Rosa nel Pugno è, per ora, qualcosa di molto incompiuto se si limita alla somma di due elementi molto eterogenei come Sdi e Radicali.
    Se non ci sarà, a partire dal 1 luglio di quest’anno, e non dell’anno del mai, un vero nuovo partito aperto ai non iscritti, ma di area laica e progressista, il progetto stesso è già morto prima di partire.
    La costituzione di un’associazione radicale a Como, dopo moltissimo anni di nulla, serve solo a creare problemi ad un progetto di questo tipo creando uno “sfogatoio” identitario, e velleitario, di cui tutti noi avremmo potuto fare a meno.
    I partiti che compongono l’Ulivo hanno il dovere di svegliarsi dal loro sonno, mettere da parte il personale politico giurassico, proporre una squadra molto rinnovata e con alcune idee programmatiche forti.
    Gli altri partiti del centro-sinistra, a parte Rifondazione che ha un peso elettorale significativo, mettano insieme una lista comune di sostegno al candidato sindaco e la compongano con gente di valore, con contenuti e progetti, non con parolai stanchi.
    Tutto il resto è assolutamente inutile e personalistico.
    Il signore di cui non ti ricordavi il nome, che si presenterà con Moretti, si chiama Frisoni un democristiano di lungo corso che, onestamente, ha anche lui un’età ed una carriera politica che dovrebbe consigliargli di fare altro nella vita.

    Comment by S.Just — 06/14/2006 #

  8. Leggo rararamente queste pagine.
    Parafrasando Guccini, qui si trova con una certa facilità chi ha “tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo”.
    Credo che questo tipo di
    e-lettori
    si meriti esattamente quello che a Como c’è: una destra forte e prepotente.

    Trovo che abbondi il “sentito dire” (letto, appunto, da quei due giornali di destra che fanno la storia e le opinioni in questa città) e che non manca maI il “qualunquismo”, malcelabile dietro pseudo-analisi, talora anche saccenti e presuntuose.
    Fatico a trovare qualcosa di costruttivo: vedo ivece esltarsi, in chi scrive, l’IO smisurato e quella stessa autoreferenzialità che viene imputata, spesso, ai vari Moretti, Sapere e Rinaldi.

    Non riesco a intravedere una possibilità di dialogo costruttivo con chi pratica questi stili comunicativi (di sinistra ??). Se, come molti credono, un’alternativa politica per questa città è fondata nella qualità delle relazioni e degli stili “praticati” nel centro-sinistra (una vera cultura alternativa), quste pagne sono disarmanti. E’ vero: qui governerà la destra,e ancora per molti anni.
    Così ai nostri buoni
    e-lettori
    non sarà tolta la possibilità di continuare a scambiarsi i loro preziosi pareri.

    Comment by Anonymous — 06/14/2006 #

  9. Anonimo, con chi ce l’hai ???

    Fai pure i nomi…

    Comment by Flavio — 06/14/2006 #

  10. Como ha una destra di questo tipo grazie al benessere economico, molto elevato e diffuso, al fatto che è una città di bottegai e, last but not least, grazie al fatto che i Ds sono totalmente inesistenti e, per di più, in perenne lite tra loro.
    Le liste civiche, peraltro, non servono a nulla e sono il bacino di cultura della non politica.
    Probabilmente il centro-sinistra continuerà a perdere a Como ma, chiedo all’anonimo estimatore di Guccini, lui preferisce rimanere a parlare di alta politica al bar o preferirebbe vedere l’Ulivo/Partito Democratico/Chi se ne frega del nome, darsi una mossa e ritornare in mezzo alla gente ?
    Può non succedere nulla di importante, ma non è del tutto detto.
    Altrimenti perchè diavolo sono stati chiesti nome, cognome ed indirizzo a quelli che hanno partecipato alle primarie se poi della loro opinione non frega nulla a nessuno ?
    Il gruppuscolo che ha gestito, diciamocelo pure, molto male le cose sino ad oggi, in effetti, non ha un interesse personale a lasciare spazio ad altri.
    Ma per il nostro interlocutore non fa nulla.
    Lasciamo fare agli “esperti” e rimettiamoci anche noi a sentire un pò di musica che aiuta ad estraniarsi dalla realtà.
    Mi sembra una strada utile solo a coloro che devono andare in consiglio comunale, e nelle commissioni, a fare presenza ed incassare i relativi gettoni.
    Siamo tutti in attesa di essere contraddetti con tanti concreti fatti e di poter dire che c’eravamo sbagliati e che ci scusiamo per la sfiducia dimostrata verso l’avanguardia del progresso rappresentata dai candidati del centro-sinistra per le prossime amministrative.
    Attendo di essere stupito.

    Comment by S.Just — 06/14/2006 #

  11. Non comprendo,
    Non comprendo la virulenza verso un gruppo, di cui faccio parte, che si è ricostituito il 15/5/2006, e che quindi avrebbe il pieno diritto di un periodo di rodaggio.
    In ogni caso, il gruppo in questione, si è formato quale sostegno alla costruzione della RnP e quale tavolo aperto di dibattito alle componenti liberali, radicali, libertarie di Como e provincia.
    quindi, non comprendo il voler pretendere una posizione su tutto e su tutti da una Associazione dalla veneranda età di mesi 1, ed in particolar modo, delle posizioni in senso locale, cosa ben poco
    adusa a questo tipo di organizzazione, che si ripromette di adoperarsi in tal senso, ma che da buona matricola, ripeto, ha ben diritto ad una ‘luna di miele’.
    E invece no i fautori dei grandi sistemi ‘per vincere’ sono lì pronti ad azzannare la facile? preda, i fustigatori del ‘So ben io quello che ci vuole’ già conoscono quali saranno gli sviluppi, i programmi che si stanno valutando, le proposte che si faranno che, essendo figlie di Pannella non possono che nascere con il DNA marcio.
    Sono stato ad una riunione con Sarfatti per la costituzione dell’associazione per il PD.
    Sinceramente, prima non volevo morire democristiano ora non voglio morire catto-comunista.
    Il tutto è semplicemente incentrato nella unione di comodo dei DS e della Margherita, senza spazio alcuno alla partecipazione della cosiddetta società civile se non come etichetta a sostegno e copertura di un nuovo/vecchio partito consociativo e spartitorio.
    Qualcuno si è riempito la bocca con la parola lavoro e scuola pubblica, a questo qualcuno vorrei ricordare che, se ha studiato le dinamiche del lavoro, è solo una buona fluidità dello stesso che può comportare delle sinergie attive, e nel programma della RnP (i famosi 31 punti di Fiuggi) molta importanza si dà al riordino degli ammortizzatori sociali visti in una ottica di sostegno al lavoratore e non alle aziende decotte.
    Salario di disoccupazione di buon livello e riqualificazione sono i cardini principali di quella Legge Biagi che il centro-destra aveva fatta sua solo parzialmente trasformando una flessibilità necessaria in precarizzazione e mercato del lavoro senza regole, o almeno senza organismi di controllo validi.
    Ma ovviamente questo non rientra nelle tematiche del lavoro, si parla di cavoli fritti.
    Cari Sir Percy, Sir Proudhon, Saint Just, saremo pronti a confrontarci presto sui programmi per Como, se vorrete, visto che già lunedì 19/6 ci sarà una riunione in merito della RnP.
    Per il resto se questi attacchi virulenti e con ben poco fondamento sollazzano il vostro ego, ebbene chi sono io per non lasciarvi divertire, nulla.

    Comment by Sergio — 06/15/2006 #

  12. Sergio l’associazione avrà anche un mese..ma le persone sono le stesse…e sono sul mkt politico da molto tempo… quindi… scusami.. ma non sono d’accordo..
    Del resto anche se fossero tutti personaggi nuovi, cosa che non è, da dove arrivano dalla luna?
    Sorvolo,ma neanche tanto, sul fatto da parte del segretario dell’associazione di venire sul mio blog cercando di fare arruolamento senza invarmi neanche una mail…ma questo è un problema di educazione postando un commento completamente off-topic…

    Ma non posso sorvolare che quando gli si è chiesto semplicemente  di esprimere una posizione sul Bennet…ed altri problemi noti della città e la risposta è stata ancora una volta di tipo arruolativo…sullo stile comizio alla “Vota Antonio”  parlando di massimi sistemi, di laicità, di solite cose..di cui è bene parlare…dimenticando dove vive..cosa grave specie se poi lo scopo era fare proselitismo..tentativo per altro ti ricordo fatto in maniera scorretta..e maldestra..ma questo lo giudicherai tu..ti rimetto i link..leggiti i commenti Giuseppe Violetta in questo post [ click ]e poi in questo [ click] e fammi sapere..cosa ne pensi…
    Spero solo che approfitti dell’estate per maturare…perchè concorderai con me che un partito localmente ha bisogno di persone presenti sul pezzo e non di stenografi di radio radicale…oppure di spammer..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/15/2006 #

  13. @ Sergio - Nel caso del Bennet non siamo di fronte ad alcuna azienda decotta.
    Sono i lavoratori ad essere, in ogni caso, sfruttati e gli ammortizzatori sociali rinnovati, ex proposta originale Biagi, non migliorerebbero in modo significativo la loro situazione di forza lavoro precarizzata
    ed in balia dei loro capetti.
    Qui manca la voce delle maggior parte delle forze politiche del centro sinistra di Como e pure di parte del sindacato.
    Come si può difendere da solo uno che può essere messo in strada senza alcuna motivazione ?

    Comment by S.Just — 06/15/2006 #

  14. In generale, per parlare dei temi del lavoro nelle aziende forse sarebbe il caso che le stesse aziende siano conosciute e frequentate.
    Altrimenti si tratta di vox clamantis in deserto.

    Comment by S.Just — 06/15/2006 #

  15. Per Sergio ti riporto il commento di Flavio che sintetizza:
    “Tanto per picchiare il ferro fin che è caldo…

    Queste frasi dello scritto di Violetta:

    Sir Percy, il sito avrà i miei contributi, ma dato che li pretende ORA, mi permetto di farle notare che è nella volontà di ciascun commentatore quando e come intervenire.
    —–
    I temi che lei sottopone all’attenzione dei visitatori sono di estrema rilevanza, nella maggior parte dei casi, anche se non in assoluto.
    —–
    Per una forza politica, che sta nascendo in questi giorni in ambito locale, sicuramente non debbono mancare le opportunità di raccolta di informazioni.
    —–
    Ma ogni forza politica ha il diritto di veicolare le proprie posizioni tramite i mezzi che ritiene più opportuni;
    —–
    Le rispondo, ci giudichi per quel che faremo e per quel che diremo nei modi che riterremo più appropriati
    —–
    Lei sarebbe ovviamente benaccetto qualora volesse sottoporre analisi o soluzioni concrete alla nostra associazione e per adoperarsi di conseguenza.
    —–

    danno la solita impressione: non fate troppe domande e lasciate fare a noi, che (i politici) lo facciamo di professione !! :-(

    Spero di sbagliarmi… ” e la risposta del segretario… “:) Come volete. Mi pare diate tutti giudizi prima di conoscere. E senza fare il vostro nome e cognome. Potremmo essere uniti nelle medesime battaglie, ma mi sembra che il livello di confronto non sia altissimo. Un saluto.
    ps: portate tutto ciò di cui vorrete discutere ai nostri tavoli, che da qui alla prossima primavera saranno numerosi, e potremmo pararne e discutere vis a vis. Questo per me è contatto diretto con le questioni e le persone. Forse farlo dietro uno pseudonimo non è così edificante. Sopratutto se si fanno domande e si esigono risposte.”

    Risposta che come scritto correttamente da flavio “..oto anche una certa supponenza nel tuo discorso: se volete dirci qualcosa portate le vostre offerte al nostro tavolo…
    Ma fare qualcosa di attivo, ad esempio lo sforzo di ascoltare, no eh ??? Troppa fatica…
    Meglio aspettare, seduti comodamente al tavolo (o magari su una poltrona consiliare), che qualcuno si degni di venire a raccontarvi le sue idee e richieste…”…fai tu tira le conclusioni…e leggiti i commenti del Segretario sul quel post…penso ti farebbe bene…per una tua valutazione

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/15/2006 #

  16. Vorei chiarire,
    a San Just visto che il discorso in tal senso è interpersonale che quando facevo riferimento alle aziende decotte non certo intendevo il Bennet.
    In merito alla situazione del lavoro all’interno del Bennet, è ovvio che una situazione di degrado dipende sicuramente e principalmente da una mancanza di forza del sindacato e della RS aziendale e locale quindi, l’intervento a livello politico è decisamente relativo, se non per far conoscere a livello locale il problema.
    Il rispetto dei contratti di lavoro, il rispetto della giurisprudenza in merito ai licenziamenti è compito unico dei danneggiati, certo opere di sostegno ad eventuali lotte sindacali intene o, se possibili, azioni di boicottaggio sanzionatorio a livello locale allargato potrebbero essere utili, ma un intervento diretto di forze politiche potrebbe essere controproducente.
    In merito alla volontà di estraniarsi e altre cosine del genere, qui bisogna decidere se quello Radicale è un gruppo di 4 amici al bar e quindi di che poltrone si va cianciando, oppure siamo una forza da circoscrizione o consiglio comunale.
    A voi l’ardua sentenza.
    In ogni caso le risposte sono di fatto dilatorie perchè di molte cose ancora non si è discusso e si deve farlo al più presto e l’invito a portare argomenti e tesi a confronto voleva solo essere un approccio al dibattito ed alla discussione e non tutto quel pò pò di ante e retroscena proposti.
    In merito alla ‘vecchiaia’ dei personaggi, avrei da ridire, il segretario è un ‘ragazzo’ di 38 anni, sembra, ne abbia 25, mai salito nemmeno lontanamente alla ribalta politica, la tesoriera idem come sopra, unica vecchia guardia è il presidente, come è anche giusto che sia.
    Quindi l’asserzione di chiedere semplicemente un pò di tempo per renderci conto delle problematiche del territorio, ripeto per una associazione di questo tipo che normalmente ha sempre curato più i problemi nazionali che quelli locali, mi sembra doveroso.
    Grazie in ogni caso della cortesia di ascoltare le mie controrepliche.
    Sergio De Muro

    Comment by Sergio — 06/15/2006 #

  17. @Sergio:Sorvolo sull’età fisica del segretario…la notizia è quasi uno shock…quindi reitero il consiglio di approfittare del sole… mi tocca constatare che veramente state sulla luna… come fai a scrivere “In merito alla situazione del lavoro all’interno del Bennet, è ovvio che una situazione di degrado dipende sicuramente e principalmente da una mancanza di forza del sindacato e della RS aziendale e locale quindi, l’intervento a livello politico è decisamente relativo, se non per far conoscere a livello locale il problema.
    Il rispetto dei contratti di lavoro, il rispetto della giurisprudenza in merito ai licenziamenti è compito unico dei danneggiati, certo opere di sostegno ad eventuali lotte sindacali intene o, se possibili, azioni di boicottaggio sanzionatorio a livello locale allargato potrebbero essere utili, ma un intervento diretto di forze politiche potrebbe essere controproducente.
    ” proponi il boicottaggio che danneggia solo i dipendenti perchè l’azienda rispiarmerebbe sui lavoratori…(visto che sono precari) dici che la politica può far poco…se non addirittura essere contropruducente..?Ma li hai letti i post ed i commenti dei lavoratori del Bennet? ma cosa è la politica secondo te? se non occuparsi della città e dei cittadini, dei problemi e risolverli?… mah…di questo passo andrete in negativo….con le preferenze…se ci arrivate alle elezioni perchè con questo approccio fossi in Voi mi inizierei a preoccupare per la raccolta firme…

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/15/2006 #

  18. Pur avendo difeso Violetta, mi ritrovo ad essere concorde con Sir Percy le forze politiche possono fare molto, ad esempio all’atto pratico chi dà le autorizzazioni per costruire nuovi supermercati? Chi concede le licenze? Non certo io nè la buon’anima di mio nonno, sono i politici. Questo è solo un caso ovviamente. Sappiamo tutti benissimo che in Italia non si può costruire un impero come quello del Bennet senza un appoggio politico, quindi la politica c’entra eccome, non giriamo la testa dall’altra parte, c’è già tanta altra gente che lo fa.

    Comment by Ulisse — 06/15/2006 #

  19. Ma che girare e girare la testa.
    Io non ho mai visto risolvere problematiche di questo tipo a politici. Osservare che il boicottaggio danneggerebbe solo i precari è assurdo. Il ‘tesoro’ di una catena come quella del Bennet e di altri grandi distributori sono i consumatori, merce da fidelizzare il più possibile.
    Se noterete il più ‘moderno’ dei gruppi l’Esselunga tende a farsi notare con operazioni di beneficenza, aiuti, è la prima catena ad aver fatto le linee naturali e Bio, insomma sono tanto buoni, ma e qui sta il ma, anche loro a porcatelle sul lavoro non scherzano.Ora con una campagna di boicottaggio che, se esplode, avrà vita breve perchè la catena si farà 4 conti in tasca e preferirà alleggerire il giogo, o se non esplode, è meglio chiuderla lì sempre a breve periodo, si va incidere proprio sull’immagine dell’azienda, ed in quanto ai precari, se sono licenziati (alcuni)per il boicottaggio, vorrà dire che ci sono altre possibilità in una altra catena che assumerà per maggiore lavoro.
    In ogni caso il problema è dato dalla bassa sindacalizzazione del settore specialmente in queste zone.

    Comment by Sergio — 06/15/2006 #

  20. Sergio mi stai veramente deludendo…sul serio.. metti tutto insieme… cosa vuol dire “in quanto ai precari, se sono licenziati (alcuni)per il boicottaggio, vorrà dire che ci sono altre possibilità in una altra catena che assumerà per maggiore lavoro.”.. certo finchè non licenziano te sei tranquillo…con i prodotti bio e il pane integrale…e le uova di gallina ruspante..magari con un bel menu veg..ma per favore..come ti ho scritto prima basterebbe un banchetto in piazza duomo,magari la domenica…prima della messa..e dopo.. dove i radicali segnalano questi fatti…ai consumatori…ed invitano per esempio,attraverso una petizione, il Sindaco e l’assessore al commercio a prendere una posizione visto che la sede della catena è a Como…

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/15/2006 #

  21. Senza contare che anche il Bennet fa beneficenza: vedi i soldi dati recentemente all’Elisoccorso.

    E la relativa pagina pubblicitaria sulla Provincia: beneficenza anche quella… :-)

    Comment by Flavio — 06/15/2006 #

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