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Bus. Cronache di una disfatta annunciata
Ieri sera mi sono intrufolata alla riunione presso l’ottava circoscrizione, a Sagnino, nella quale è stato discusso il piano di riordino dei mezzi pubblici locali. Stanza straripante gente di ogni età, dai giovani studenti agli anziani, tutti uniti per far fronte comune contro dei cambiamenti che porterebbero disagi indicibili. Qualche volto noto di conducenti di autobus, giunto a dare la testimonianza di chi su questi mezzi e lungo queste vie ci passa tutta la giornata lavorativa.
Presente anche una buona rappresentanza della famiglia Butti (presidente di circoscrizione da una parte, presidente di Azione Giovani di Como dall’altra… va beh.), e di politici locali dei più disparati schieramenti più o meno influenti.
Ovazione quando il promotore del comitato, che – è bene ricordarlo – senza troppa pubblicità ed in pochi giorni ha raccolto oltre 2600 firme, ha detto all’assessore D’Alessandro che non si capiva come mai un piano per il trasporto pubblico fosse rimasto chiuso in un cassetto, inutilizzato, per oltre 6 anni e soltanto adesso si pensasse bene di rispolverarlo, senza tener assolutamente conto dell’incremento demografico che la circoscrizione ha subito in questi anni, complice anche un piano regolatore ben noto alla stessa maggioranza.
Scroscio di applausi quando lo stesso promotore ha evidenziato come quello che viene spacciato per “studio” dei trasporti pubblici locali sia in realtà consistito nell’arrivo di tanti giovani volenterosi che hanno contato quante persone salivano e scendevano dagli autobus, come fossero state pecore, ben guardandosi dal domandare a chicchessia cosa ne pensava del servizio pubblico.
Il povero D’Alessandro prima è uscito con l’infelice battuta “oggi le firme sono di moda”, attirandosi le ire della popolazione lì convenuta; forse sarebbe bene spiegargli che la raccolta delle firme, altrimenti nota col nome di petizione, non è una moda ma è l’unico strumento che resta in mano alla plebaglia allorquando le porte dei potenti restano chiuse, l’unico mezzo per far sentire la propria voce quando “chi comanda” si ostina a voler fare orecchie da mercante… Poi, non contento, forse in un impeto di masochismo, ha detto che “non si può tener conto delle esigenze del singolo”, evidentemente non vedendo che di “singoli” non ce n’erano: c’è una comunità che ad una sola voce chiede che le linee di bus esistenti non vengano toccate! Sconfitto su tutti i fronti, il poveretto biascicava spiegazioni insensate (d’altro canto non poteva essere altrimenti: come si potrebbe dare un senso ad un cambiamento simile? Qualche esempio? Bene: oggi i ragazzini che da via Deledda vanno alle medie a Como prendono la linea 11; dopo il cambiamento proposto, dovrebbero prendere due autobus: uno che collega via Deledda con il resto di Sagnino, il secondo per scendere da Sagnino a Como. Geniale, no? Inoltre un autista SPT ha fatto notare che questo i ragazzini dovrebbero farlo per l’andata, mentre potrebbero essere addirittura 3 gli autobus da cambiare al ritorno, visto che le percorrenze sono diverse!). Uniche due decisioni sensate prese, la non completa soppressione della linea 12 (che da settembre vedrà garantite le corse del mattino, del rientro per pranzo e delle ore d’uscita dagli uffici) e la rinominazione della temibile linea 6+, che avrebbe ingenerato incredibile confusione negli utenti, in linea 7. Poi, la follia: il cambiamento si farà e, dopo un anno di prova, si valuteranno i risultati. Mi appello, da cittadina, agli altri fruitori del trasporto pubblico e, se ce ne sono, ai politici dotati di senso critico e di ragionevolezza: ieri è stato dimostrato palesemente che questo piano dei trasporti fa acqua da tutte le parti. E che uniti si possono ottenere i risultati. Quello di ieri sera non è stato l’ultimo atto, ma solo una delle battaglie che insieme possiamo vincere!


Come possa D’Alessandro parlare con un minimo di autorità in materia è veramente incredibile. Questa è la stessa persona che da una lato taglia le corse per alla periferia e dall’altro concede 22 (ventidue!) pass per la città murata (CON PARCHEGGIO!) per i FINANZIERI IN PENSIONE! Ma un minimo di vergogna, no? Ma andate …
Comment by Anonymous — 06/15/2006 #
Quello che inquieta è anche la visione del giornale La Provincia, che ieri faceva passare come una vittoria dei cittadini il fatto che si dovranno prendere due bus per girare a Sagnino mentre oggi con uno non solo giri agevolmente Sagnino, ma passi pure da Como a Tavernola a Sagnino a Ponte Chiasso…
Comment by Vivian Bach — 06/16/2006 #
Io usavo spesso il bus alle superiori (quando pioveva) e adesso raramente per andare all’università . L’11 è sempre pieno, è l’unico Bus di Tavernola (tutta Tavernola) e al massimo avrei soppresso qualche passaggio dalle 10 alle 12. Non sono bene informato sulla faccenda, ma mi è sempre sembrato strano che l’1 ci fosse ogni 10 minuti dalle 6 alle 24. Inoltre l’1 passa, da ponte chiasso a como, da strade dove cè sempre un altro Bus(11-13-6). L’11 invece è l’unica possibilità per chi abita nella zona tra Sagnino e Tavernola e non vedo possibile una diminuzione delle corse.
Comment by Anonymous — 06/22/2006 #
A proposito di aziende pubbliche,della loro gestione e dei risultati delle gestioni. Vi siete accorti che SPT Linea ha bilanci in perdita e presidente leghista; Villa Erba perdita e presidente leghista;
Casino’ di Campione idem.
Coincidenze?
Oppure tre indizzi fanno una prova?
Comment by lector — 06/24/2006 #