June
27

L’amico di Campione d’Italia…ritrova la parola per i Referendum..

Per il Senatore di Alessio Butti il risultato del voto significa due cose:"il comitato per il «sì» si è mosso bene. Siamo riusciti a convincere la gente della bontà della nostra proposta e questo è positivo. Purtroppo non è bastato per garantire la vittoria a livello nazionale. È un segnale politico
forte per le prossime amministrative: il centrodestra deve rimanere unito
"…

Bene, grazie al referendum il Senatore ritrova la parola dopo averla persa  qualche giorno addietro quando sempre il quotidiano "La Provincia" annunciava che il Senatore sulla vicenda Campione d’Italia aveva scelto la via del silenzio e dichiarava al quotidiano "A che titolo dovrei parlare di Campione? Io non conosco neppure il presidente del casinò, che nessuno, dico nessuno, mi ha mai presentato in questi anni. Non ho nulla da dire"…. si è però espresso sul Sindaco "Una sola cosa posso e voglio dire , io esprimo la mia massima e piena solidarietà umana al sindaco di Campione, Roberto Salmoiraghi, sottolineo solidarietà umana per la condizione di privazione della libertà in cui si trova"…ad oggi Salmoiraghi è ancora dentro…con il Nobile Rizzani preso ancora nella sua torretta domiciliare…

Strano però che il Senatore non si sia ancora espresso sulla vicenda e rifiuti di parlarne anche  perchè  durante il governo Berlusconi si era occupato molto da vicino del Casinò, facendo approvare nella Finanziaria del 2003 una modifica all’assetto della società che gestisce la Casa: grazie a un accordo con la Lega, che all’epoca esprimeva i ministri Umberto Bossi, riforme, e Roberto Maroni, lavoro, fece entrare Varese sia nell’assemblea (misura però mai attuata, nonostante le proteste degli interessati), sia negli utili, che invece la provincia ha regolarmente incamerato negli ultimi due anni….per non parlare poi come riportato nell’articolo di ALBERTO STATERA su Repubblica dell’ 01/11/2005 dal titolo "Nuovi casinò: An e gli amici d’azzardo" , di altri favori, che qui riporto perchè illuminante…"Puntuale come ogni anno, l’«homo ludicus» è ricomparso in Parlamento tentando di saltare sull’arca della legge finanziaria, sommersa da 3.300 emendamenti. A firmare quest’anno l’emendamentotormentone che prevede l’istituzione di un casinò in ogni regione d’Italia, salvo in quelle in cui già esiste, sono stati i senatori Giuseppe Specchia e Giuseppe Bongiorno.

Naturalmente di Alleanza Nazionale. Diciamo naturalmente, perché da quando è al governo, An è il partito più ludico ma non il solo della maggioranza, quello che spinge di più per tappezzare l’Italia di case da gioco.
Per capirne il motivo, basta andare indietro di un paio d’anni, alle fotografie che immortalavano il leader di An e ministro degli Esteri Gianfranco Fini impegnato in prodezze subacquee in un caraibico mare cristallino, pubblicate da un giornale sotto il titolo "Fini tra gli squali".

Quelle foto furono scattate nell’isola di Saint Maarten, di fronte al Beach Plaza, uno dei quattro casinò gestiti ai Caraibi dalla Atlantis World, multinazionale offshore, partner dei nostri Monopoli di Stato nel business (complessivamente 4 miliardi di euro) delle slot machines ufficiali, collegate direttamente col ministero del Tesoro "per sfuggire alla criminalità organizzata". Che ci faceva Fini davanti al Beach Plaza? Ce l’aveva portato Amedeo Laboccetta, esponente napoletano di An, vecchio amico di Francesco Corallo, azionista di riferimento con il 22% della Atlantis World.
Figlio di Gaetano, detto Tanino, celebre latitante catanese legato al boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola, Francesco Corallo è l’imperatore dell’isola caraibica: case da gioco, alberghi, persino il giornale locale. Ma Saint Maarten e le attività collegate a Santo Domingo e in Canada hanno cominciato a stargli strette e, fatto l’affare delle slot machines, candidato a quello da 500 milioni dei giochi via Internet contenuti nella precedente finanziaria, ora vuole fortemente monopolizzare il ricco mercato italiano del gioco d’azzardo con decine di case da gioco. La lobby ludica di An, capeggiata dal viceministro per le Attività produttive Adolfo Urso, dall’avvocato Giancarlo Lanna, suo fedele ed ex commissario della federazione napoletana del partito, e dal deputato di Como Alessio Butti, titolare della società che gestisce i contratti pubblicitari del casinò di Campione, sta facendo di tutto per dargli una mano.

Le colpe dei padri non ricadono sui figli e Francesco Corallo, a quanto risulta, è incensurato. Ma la sua biografia suscita qualche ambascia. Nel 1999 in Bolivia, come raccontò L’Espresso, il suo nome fu fatto in relazione alla scoperta di alcuni casinò clandestini e a un traffico di droga, in cui era coinvolto il suo amico Marino Diodato, marito di una nipote del dittatore Hugo Banzer, titolare in Italia di una società per la commercializzazione di slot machines. Ma non fu neanche mai processato. Anni prima, quando il padre Tanino fu protagonista dello scandalo di Sanremo, il tentativo di mettere le mani sulla casa da gioco pagando mazzette a politici della Dc e del Psi, che costò anche la prigione all’ex sindaco di Imperia e oggi ministro Claudio Scajola, poi assolto, Francesco aveva soltanto 22 anni. E a tutt’oggi non c’è nessuna conferma del rapporto della Drug Enforcement Agency che vuole Francesco in "elevata posizione" nel clan mafioso Santapaola.
Sono decenni che da ogni parte d’Italia e da esponenti di tutte le forze politiche, non certo solo di An, viene la richiesta di aprire nuovi casinò.

Niente moralismi, per carità, il gioco d’azzardo è un’attività di massa e un business che tiene in piedi città come Venezia e regioni come la Val d’Aosta.
Purché Fini e Urso abbiano ben presente che lo Stato lo deve regolare rigorosamente e soprattutto non metterlo in mano a multinazionali criminali, facendone il veicolo di usura e riciclaggio di denaro sporco."…questo nel 2005 ma poi sappiamo che la cosa si è evoluta e cambiata….

Ora io capisco ma  il nostro Senatore aveva  appoggiato l’elezione di Salmoraighi come Sindaco a Campione…ed ora non dice niente…? Favore poi restituito politicamente quando Alessio Butti,nel 2006 in corsa per il Senato, fu definito pubblicamente dal Sindaco Salmoiraghi “amico di Campione”….e perchè quando si parla di Campione si arrabbia tanto…come aveva fatto con Report (nel 2000) con il servizio di Marco Iovene tanto da riportarne in commissione di vigilanza…. come scritto nell’ 82º e 83º RESOCONTO STENOGRAFICO della Commissione di vigilanza…intervento poi passato al rapporto della COMMISSIONE PARLAMENTARE per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi….

Ed infine perchè i vertici locali di AN fanno lo scarica barile….e tutti  in questi momenti di crisi e disconoscono… come nel caso di Sofia capo politico di Salmoiraghi, Verda e Pastrolin che appartengono al suo partito e rappresentano i vertici del Municipio, sapendo poi che l’Amministratore Delegato, nonché Direttore Generale, nonché Capoarea Marketing,
nonché Capoarea Ristorazione sono di espressione AN
…dichiarando,dalle pagine de "La Provincia"  che il comando è nelle mani della Lega "la società da tempo è nelle loro mani" quando si sa che Campione d’Italia è un feudo di AN (considerato che tale partito è amministrativamente dominante a Campione, controllando il Sindaco, il Vicesindaco ed un Assessore [tre componenti su cinque della Giunta]) e del Sen. Alessio Butti….(Il Sen Butti, nel passato ha avuto prove di affetto oltre ai voti per esempio i contratti del Casinò con l’azienda di marketing di cui era consigliere delegato) e quindi questo comportamento non è bello…non è giusto dimenticarsi degli amici,da così tanto tempo per altro, nel momento del bisogno…

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