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La guerra dell’Onu
Lo dico ora perché magari al primo vero scontro, o alla prima autobomba con morti e feriti, qualcuno si sveglia, a destra come a sinistra e inizia ad attaccare il bottone delle prefiche con il classico “ve lo avevamo detto noi che era rischioso†o comincia ad avvertire il solito “mal di panciaâ€
La risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dice che le forze dell’Unifil sono autorizzate a usare la forza lungo la cosiddetta Linea Blu, il nuovo provvisiorio confine tra Libano e Israele, sia qualora fosse minacciata l’attuazione del proprio mandato, sia qualora soggetti civili dovessero trovarsi sotto il tiro dell’una come dell’altra forza.
Le regole d’ingaggio chiariscono bene come i militari dell’Unifil possano pure organizzare in via preventiva misure di controllo e di “difesa†e non solo respingere eventuali attacchi o situazioni di inferiorità . Organizzare autodifesa e “autodifesa preventiva†nel linguaggio dei conflitti a bassa intensità significa accettare l’eventualità del conflitto con tutte le sue conseguenze. Si considera possibile l’uso di “forza letale†per difendere le forza armate libanesi messe sotto scorta Onu, ma solo se la minaccia e’ armata. Tutto questo senza che vi sia l’obbligo di disarmare Hezbollah. Missili israeliani e libanesi pari sono. Infine, è bene ricordare che il mandato dell’impegno militare scade il 31 agosto 2007, non tra qualche settimana.
Per la precisione il punto 12 della risoluzione dice che si “autorizza la UNIFIL a prendere tutte le azioni necessarie nelle aree in cui tutte le forze sono presenti e nelle loro capacità , a assicurare che questa area non sia utilizzata per operazioni ostili di nessun tipo, a resistere ai tentativi di impedire con l’uso della forza dallo svolgere i suoi compiti come da mandato del Consiglio di Sicurezza, e a proteggere il personale delle Nazioni Unite, le strutture, le postazioni e gli equipaggiamenti, a garantire la sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni Unite, gli operatori umanitari e, senza pregiudicare la responsabilità del governo del Libano, a proteggere i civili da minacce contingenti di violenza fisicaâ€.
Cioè, siccome Israele il conflitto non lo ha vinto, questo semplice fatto non significa che le ragioni di un “conflitto†abbiano cessato di esistere. Ora però sono quelle che ha imposto l’Onu.
Non voglio mica dire che l’Unifil sia sul sentiero di guerra, però anche se l’esercito italiano adotterà il codice militare di pace per l’operazione, tutti i militari e i paesi che li hanno inviati vanno su di un fronte che è quello della guerra israelo-libanese e anche di quell’ordine mondiale che dopo fallimenti e illusioni non può fare a meno di prendere le cose sul serio, a maggior ragione dopo lo scacco iracheno della disciplina della guerra preventiva.
L’augurio è che tutto si risolva in una bella opera di ricostruzione del paese con tanti piccioli per tutti, che non ci sia bisogno neanche di una fionda, che si trovi il modo per far camminare un accordo che stabilizzi la regione, ecc. ecc., ma effettivamente, qualunque sia il risultato che la missione porterà a casa, è da mettere nel conto un sacrificio di vite umane assai più alto (per tutti i contingenti) di quello patito in Iraq. E dinnanzi a una simile eventualità l’Onu non potrà tirarsi indietro come di ritorno da una passeggiata.


In realtà , siamo in Libano per dare mercato all’Impregilo ed alle imprese che ricostruiscono infrastrutture (come fatto dopo il 1982).
E’ uno spot pagato da tutti noi che costerà circa 220 milioni di euro per il primo anno. Speriamo che costi solo in denaro e non in vite umane.
La questione palestinese non la risolveremo certamente con questa scampagnata un pò pericolosa.
Infatti, a Gaza si continua a morire ed in Cisgiordania si continua ad essere presi a calci dai coloni ed ad essere separati dalla rigogliosa terra di dio da ogni genere di apparato (muri, ceck-point) ecc..
Difficile pensare ad una pace tra un analfabeta disoccupato ed un altezzoso colono che è lì perchè antiche scritture, di dubbia affidabilità oggettiva, definiscono quella terra che ha espropriato come sua per diritto divino.
Peraltro, siamo andati in Iraq perchè così ci ha chiesto il consiglio d’amministrazione dell’Eni (Nassirya, infatti era la zona petrolifera che ci aveva assegnato Saddam).
Meno facile capire perchè siamo in Afghanistan.
Non vorrei arrivare a pensare che il principale prodotto del paese (l’eroina) possa essere di “interesse nazionale”.
Mi sembrerebbe veramente un pò troppo.
C’è da dire che nell’ultimo triennio la produzione di papavero da oppio è esplosa pur in presenza di un notevole schieramento militare che, a quanto pare, non ha nelle sue “regole d’ingaggio” l’obbligo di contrastarne produzione e traffico.
Forse anche perchè, se volessimo veramente applicare il diritto, saremmo immediatamente presi a fucilate da tutto il paese che abbiamo “riportato alla democrazia”.
Mala tempora currunt.
Comment by S.Just — 08/29/2006 #
Dunque. I rapporti tra gli Stati esistono. E la diplomazia compresa la politica estera sono strumenti per tenerli, rafforzarli, indebolirli, mutarli, in un modo o nell’altro.
Qui non ci sono educande e ti di dico: non vi è dubbio che su Nassirya e Impregilo il tuo sguardo sia oggettivo. Anche su eroina e papaveri mi sentirei quasi di condividere il tuo pensiero.
Per quel che riguarda le antiche scritture lascerei eprdere. La questione è politica e va affrontata laicamente sia guardando a una parte come all’altra.
Però scampagnata non è. Anzi, sennò non si è capito un granché. Se D’Alema parla di Onu a Gaza nei prossimi mesi, come conseguenza di questo impegno in Libano, non dice una cosa tanto epr dirla. Poi magari non ci riesce però l’impegno è enorme.
I morti spero anch’io nn vi siano solo dico che se vi saranno basta leggersi la risoluzione e le regole d’ingaggio per capire che i militari sanno perfettamente che andare a morire sulla Linea Blu è qualcosa di più di un’eventualità . Io mi riferivo a questo aspetto della vicenda. Quindi se lo sanno loro da oggi sarebbe bene non farsi illusioni noi a partire da domani.
Comment by francesco — 08/29/2006 #
Sono concorde sul fatto che non sia possibile semplificare come, per stare al gioco del blog, si è un pò obbligati a fare.
Siamo sempre stati letti come filo-arabi (almeno prima del governo del nano mentiroso) e quest’antica collocazione internazionale (ricordiamoci in particolare Andreotti, Craxi ed Intini che, non è un caso, ha la delega per l’area medio-orientale) un pò ci tutela visti i rapporti politici ed economici, in particolare, con l’Iran.
Ciò non toglie che, se qualche cosa va storto noi saremo sulla linea di tiro e spero avremo la dignità di comportarci diversamente dagli olandesi a Sebreniza dove hanno lasciato massacrare oltre 7.000 civili (uomini, donne e bambini) senza fare una piega.
Comment by S.Just — 08/29/2006 #
Noi non possiamo che essere filo arabi. Basta prendere una carta geografica e guardarla.
Anch’io spero molto nella dignità dei nostri.
Anzi ne sono convinto.
Comment by francesco — 08/29/2006 #
Sinceramente mi sembra di leggere “Il Principe di Machiavelli”
Comment by speaker's corner — 08/29/2006 #
“Power for the sake of the power”
Comment by speaker's corner — 08/29/2006 #
Dimmi di che cosa parli, speaker, e poi ti risponderò :-)
Perchè non ho capito.
Comment by francesco — 08/29/2006 #
S. Just, gli italiani faranno come gli olandesi in Bosnia e i canadesi in Ruanda, e per un motivo molto semplice: nelle missioni Onu ogni intervento deve essere autorizzato da un burocrate dell’Onu, su richiesta del comandante in capo della missione. Dopo il celebre pianto del generale canadese Roméo Dallaire, infatti, Usa e Regno Unito (con tutte le colonie che ancora formalmente lo compongono, incluso il Canada) hanno sempre visto in maniera estremamente negativa le missioni Onu da cui, se possibile, si sottraggono. I soldati in Libano non avranno nessun potere, ed Hezbollah tornerà più forte di prima.
Comment by Anonymous — 08/30/2006 #
@ Francesco. Era una considerazione a caldo tra me e me sull’ affermazione “non possiamo essere che filo arabi”
Il nuovo Principe fa il leone, e’ forte e’ coraggioso, proprio come il leone, re della foresta.. E chi non ama chi scaccia l’oppressore? E se tutto questo buonismo gladiatore fosse solo un gioco di potere? E se il principe dopo essersi guadagnato il bene del popolo diventasse “VOLPE” ?
Ammetto la mia confusione .. quello che ho detto non voleva essere una provocazione , e’ solo un dubbio, una specie di diffidenza politica.
Comment by speaker's corner — 08/30/2006 #
In buona sintesi condivido la perplessità espressa da Speaker
Comment by S.Just — 08/30/2006 #
Insomma, avete scoperto ora che da un bene possa nascere un male, e soprattutto viceversa?
A voi pare che la situazione potesse essere lasciata marcire nello stallo di un conflitto tra Israele e Hezbollah, nel vuoto pneumatico della politica internazionale?
Il vero dubbio è se l’Onu saprà fare il suo mestiere, se si otterranno dei risultati.
E poi spiegatemi come ci si trasforma in “volpe” in un caso come questo e quanto questo osti con la politica propriamente intesa.
Comment by francesco — 08/30/2006 #
Non ho fatto nessuna scoperta sono solo un piccolissimo issimo issimo “Free thinker”
dove sta il problema?
Comment by speaker's corner — 08/30/2006 #
Chi sono io x affermare chi sono i buoni e chi sono cattivi?
God onnipotente?
Comment by speaker's corner — 08/30/2006 #
Anche io come tutti, del resto sono uno che dice quello che pensa. Però la domanda era quella dopo :-)
Comment by francesco — 08/30/2006 #
Ritengo che molti di coloro che commentano il post abbiano, a suo tempo, sostenuto l’esame di Diritto Internazionale quindi mi astengo da illustrare i punti fondamentali dell’attuale carta dell’Onu.
Vista la situazione de facto delle politiche portate avanti dagli stati dotati di veto, ed in particolare quella degli Stati Uniti, sulle missioni internazionali tutti sappiamo che le vittime tra i militari rappresentano, alla fine, un grande problema politico per tutti i governi occidentali che, quindi, cercano di evitare ad ogni costo tale eventualità col risultato di rendere tristemente inefficaci tali missioni.
Sappiamo tutti che gli stati nazionali vengono ricondotti “alla ragione” solo attraverso convincenti sanzioni di carattere politico ed economico se, ovviamente, le stesse sono praticate con convinzioni da tutti gli stati più importanti.
Se ci sono dei “free raiders” ovviamente gli altri stati si tirano subito indietro.
Il problema, quindi, mi appare la posizione americana (che l’Onu vorrebbe cancellare perchè ritenuta un covo di comunisti terzomondisti) ed anche quella degli stati dotati di un diritto di veto che oggi non ha più nessuna ragione politica d’essere.
Il consiglio di sicurezza dovrebbe essere composto da dieci nazioni permanenti (quindi includendo Brasile, Giappone, India, Nigeria o Sud Africa, Egitto) per meglio rappresentare le persone e non solo il denaro.
Gli altri membri a rotazione come oggi.
Però nessun diritto di veto.
Non può esistere una situazione dove un solo stato blocchi qualsiasi iniziativa.
Revisione integrale della carta dell’Onu e decisione dell’assemblea generale su cosa tenere in vita (per esempio il tribunale penale internazionale, e cosa chiudere perchè ormai un evidente spreco di soldi - come alcune organizzazioni dell’Onu che servono solo a distribuire soldi ai propri funzionari in modo assolutamente scandaloso).
Comment by S.Just — 08/30/2006 #
L’antisemitismo alla s. just (”…un altezzoso colono che è lì perchè antiche scritture, di dubbia affidabilità oggettiva, definiscono quella terra che ha espropriato come sua per diritto divino.”) mi fa semplicemente vomitare. Allora,per dirne una, l’Italia cos’è? L’invenzione di pochi signori che 150 fa decisero che l’Italia, località geografica priva di popolo, dovessere essere una nazione. A meno che vogliamo chiamare popolo un meticciato di latini, greci, fenici, etruschi, galli, normanni, celti, goti, longobardi, franchi, germani e quant’altri che si sentono popolo solo quando c’è da celebrare i trionfi altrui, dei ragazzi delle varie nazionali sportive. Anche noi, allora, viviamo su “terre espropriate”; peraltro, per nostra fortuna, nessuno ha mai pensato di sterminarci. Cosa che, con gli Ebrei, il genere umano si è invece divertito a fare, quasi fosse il suo sport preferito, dalle origini della storia ad oggi. Già , gli Ebrei spesso hanno molti soldi e, per certe persone, questa è una colpa. Evidentemente, tale da far sì che quelle persone non si meritino una terra dove vivere in pace.
Comment by Anonymous — 08/31/2006 #
Caro anonimo io non sono assolutamente antisemita e non accetto quindi la tua poco documentata definizione. Leggiti alcuni miei post e potresti meglio valutare la mia posizione anche sulla shoah.
Aggiungo che considero l’esperienza dei kibbutz laici di Israele come una delle pochissime espressioni di vero socialismo concretamente messe in pratica con un risultato positivo.
So peraltro distinguere uno stato laico da uno stato che si muove sempre più sospinto da motivazioni religiose, o pseudoreligiose, e, quindi, provo preoccupazione, in egual misura, per tutti coloro che affermano di agire in nome di dio.
Anche i nazisti, infatti, sterminavano in nome di dio, vorrei ricordare (Got mit uns).
Mi limito, quindi, a trovare politicamente insensata la presenza di alcuni fanatici, per esempio, a Nablus il che obbliga l’esercito israeliano a gestire cinque ceck-point ed a vessare, nei fatti,una popolazione palestinese di circa 100.000 persone che vorrebbe vivere normalmente in questa zona della palestina.
Non è accettabile il gioco intellettuale che se non sei concorde con la politica di Israele allora sei un nemico degli ebrei ed un amico dei terroristi.
Ho letto poco tempo fa : IL RESPONSABILE DELLE RISORSE UMANE, di ABRAHAM YEHOSHUA te lo consiglio come tutti gli altri suoi libri.
Dopo possiamo riprendere, pacatamente, il discorso.
Comment by S.Just — 08/31/2006 #
Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio su questo blog di parlare della guerra in libano…se aspettavamo Sir stavamo fraschi (basta con la solita risposta tipo: scrivilo tu, etc etc perchè stavolta non regge, scrivi sempre su tutto, ti sei accanito su campione e su butti e AN, ma su sto argomento niente: troppo scomodo? )…faccio i miei complimenti a insolitacommedia.it.
dal post si evince che questa è una missione di guerra molto più pericolosa di quella in iraq. volevo sapere dove sono finiti quei pacifinti di sinistra che hanno tolto le bandiere della pace dai balconi e fanno i finti tonti…è vero che c’è una risoluzione ONU, ma…se uno è contro la guerra è contro la guerra…o no? perchè non ci sono più girotondi? dove sono tutti quei partiti di sinistra che si strappavano i capelli per la guerra in iraq? ah già , sono al governo…e per una poltrona si sa…
complimenti, bella coerenza!
Comment by RUNA — 09/4/2006 #
Runa mi viene il dubbio che tu non sappia leggere , leggiti un po di post su questo blog… riguardo alla guerra in Libano a mia firma.. e ne riparliamo.
Comment by Sir Percy Blakeney — 09/4/2006 #
Ximo ephedra….
Ximo ephedra….
Trackback by Ximo ephedra. — 08/20/2008 #