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Caro Romano
Caro Romano,
è la sesta o la settima volta che ti scrivo? Non mi ricordo più, però so che ogni volta mi ripeto sempre che sarà l’ultima, forse sperando di non trovare più lo spunto per sentire di doverlo fare ancora. Le dita hanno iniziato a prudermi il giorno che ho visto sui giornali la foto della magnifica torta celebrativa, tu intento a soffiare sulla candelina del “cento”, proprio come una bonaria e sdentata nonnina di un paesino della Barbagia, attorniata dai nipoti di terza e quarta generazione. Mi prudevano le dita, mentre mi chiedevo: “Che avranno mai da festeggiare?”
Un po’ di sollievo l’ho provato quando ho appreso dell’iniziativa di Repubblica, con la quale si invitavano i lettori ad intervistarti inviandoti una e-mail; diligentemente mi sono attenuta alle regole dettate dalla redazione e così, in modo assai breve ti ho chiesto: “Perché ci hai tradito?”. Tranquillo Romano, non me la sono presa per il fatto che tu non mi abbia risposto, non ci sono mai rimasta male, nemmeno quando dal tuo sito ci spronavi a partecipare con le nostre idee e pure le mie, obbiettivamente per nulla peregrine, cadevano nel vuoto senza neppure il tonfo dello schianto. Poi ho letto le risposte e mentalmente mi sono congratulata con te, per la tua abilità nel compiere salti mortali e cadere sempre a piedi giunti.
E’ quella torta Romano. Io non l’ho proprio digerita!
Caro Romano, ho sentito l’esigenza di scriverti dopo aver letto delle polemiche sulla prossima legge sul conflitto di interessi; la destra insorge pur non conoscendone i contenuti, il governo (vedi che miglioro? Non ho scritto, la sinistra) si affanna per sottolineare che non sarà una legge “contro silvio”.
Ah! No?
E dimmi Romano, contro chi dovrebbe essere, allora, questa legge?
Continuate a ritenerci spettatori passivi della nostra stessa vita, e deve essere per questo che Fassino spiega che “è opportuno avere una legge che regoli il conflitto di interesse, non una legge punitiva, ma responsabile per regolare in modo sereno questa materia ”.
Oppure le dichiarazioni del Presidente del Senato Franco (Francesco?) Marini che avverte di accantonare ogni volontà punitiva, perché le leggi dello Stato si fanno per risolvere i problemi, non per punire.
Dicevo, voi continuate a sottovalutarci, a non tenerci nella dovuta considerazione. Ammetto che da semplice cittadina, non condizionata dalla responsabilità di governo a volte tendo a rivalutare persino le purghe di Stalin, ma è solo l’attimo della rabbia e della delusione, magari per la legge sull’indulto, o sull’ennesima guerra alla quale partecipiamo, o alla finanziaria che non riesce mai a mettere le mani nelle tasche di chi ce le ha assai piene, nemmeno nelle vostre, ma poi passa, e torno ad essere moderatamente e coscienziosamente arrabbiata. Ed è allora che ti scrivo, quando sento l’offesa del vostro inesistente coraggio. Caro Romano, se non siete i primi voi ad essere temerari, non potete chiedere a noi di essere votati al sacrificio.
Il coraggio che vi è mancato e che vi manca è quello della rivalsa che potrebbe ridarci l’orgoglio dell’essere italiani. Il messaggio che avreste dovuto dare è che mai nella vita, avreste fatto sì, che mai più si potessero vivere in Italia altri cinque anni di berlusconismo. So bene che il vostro governo nasce proprio dalle macerie dei disastri di quello precedente, ma quello che vi sfugge è che Noi, vi abbiamo dato il mandato di aggiustare le cose, la nostra rabbia, la nostra difficoltà di vivere, la nostra stanchezza per una sopravvivenza che purtroppo e destinata a continuare.
Attendo con ansia il 16 settembre, per sapere quanto vi siete americanizzati, per conoscere meglio il progetto del “blind trust” e che possiate spiegarne il funzionamento a Peppuccio Urru, agricoltore del basso Campidano, o ad Annixedda Murru, casalinga di Fonni.
Magari poi ti scrivo ancora.
Saluti
Rita Pani (APOLIDE)


Quasi quasi preferivo il Berlusca, almeno con lui potevo dire ‘io non l’ho votato’ e prenderne le distanze, col Romano invece mi prudono i piedi, ho una gran voglia di menare calci. Chissà perchè?
Comment by Ulisse — 08/31/2006 #
Eh quando si dice essere democratici… negare la legittimità dell’avversario… capisco perchè rimpiangi le purghe staliniste.
Comment by Anonymous — 08/31/2006 #
Condivido il senso di tristezza di questo post. Quando ho visto la foto con la torta ho provato una tristezza profonda.
Sapevo di aver contribuito ad eleggere un democristiano a presidente del consiglio ma non immaginavo che fosse così sprovveduto da fare cose tanto inutili e prive di un qualsiasi messaggio positivo per gli attoniti spettatori del centro-sinistra.
Poi ho letto che le nomine per la Rai sono più difficili che mandare le truppe in Libano ed anche qui ho provato tristezza e mi sono chiesto se l’età che avanza potesse in qualche modo influire.
Poi ho vista sul venerdì di Reppubblica il faccione di Veltroni che si auto-candida per il 2011 ed anche qui ho provato la tristezza.
Preferisco non pensare al Partito Democratico ed alla situazione di Como (dove il centro-sinistra ormai è in clandestinità e senza una proposta di ragionevole intelligenza da anni) per non peggiorare la situazione.
Ad ogni giorno la sua pena.
Comment by S.Just — 08/31/2006 #
Intanto le prime maschere cominciano a cadere.
“l’esecutivo guidato da Romano Prodi ha varato misure di liberalizzazione promosse da ministri — Bersani e Visco —che appartengono ai Ds.” dice Fassino sul Corriere. Così ci conferma che TPS è solo uno specchietto per allodole, il vero ministro dell’economia è Visco, in unione con Bersani… (il primo PACS italiano, mi vien da dire…)
Chissà quando ci svelerà il nome del primo ministro…
Mala tempora currunt.
Comment by Anonymous — 09/1/2006 #
Domanda x tutti, pro o contro: Secondo voi fare una legge sul conflitto di interessi (o modificare quella già in essere) è una priorità per il paese? non sto chiedendo se sia giusto o meno farlo, ma se sia giusto farla ora, dopo appena cento giorni di governo, tutto qui…
a voi.
Comment by Emanuele — 09/1/2006 #
Questo secondo Governo Prodi mi ha ridato una certezza: in Italia può, anzi, deve governare solo ed esclusivamente il centro-sinistra.
L’unica fomula politica-governativa che ci consentirà di uscire dal pantano e di navigare in acque tranquille.
Però serve un atto di coraggio: buttare a mare la sinistra radicale, estranea alla cultura governativa occidentale, e imbarcare i centristi in modo da governare con tranquillità .
Prodi si comporta da ex-DC, D’Alema ricalca le orme di Andreotti, allora perchè non far entrare anche Casini?
Le mie non sono battute, ma quando ciò accadrà avremo fatto la nostra rivoluzione a 360° dopo tangentopoli.
Ah ovviamente affinchè tutto sia a posto, serve costituzionalizzare all’opposizione Berlusconi e Bossi. Fini potrebbe dare un appoggio esterno in una evntuale e nuova “solidarietà nazionale”.
Vi piacerebbe una situazione del genere? Personalmente la auspico, almeno non avremo più tra i piedi Berlusconi & comunisti!
Comment by coldax — 09/1/2006 #
Coldax, per i dissidenti liberisti&liberali è previsto un contributo per rilocalizzarsi oltremanica, che so, magari nella pace delle highlands scozzesi? Se è così, son d’accordo.
Altrimenti “no, no, no; io non ci sto”.
Perchè, sai com’è, nell’italia dei carrozzoni statali, delle poche grandi imprese e dei milioni di lavoratori dipendenti, delle tasse per mantenere burocrati inetti, delle scuole pubbliche standardizzate, delle università -diplomifici io non mi sentirei molto a mio agio.
Comment by Anonymous — 09/1/2006 #
Potremmo anche sognare la rivoluzione liberale dove lo Stato è libero e sovrano e non limitato.
Ma il connubio tra socialismo e cristianesimo in politica è l’unica via governativa per questo paese.
E’ per questo che non capisco la presenza della Bonino, e dei radicali in generale, in questa compagine governativa bianca-rosa-rosso-verde!
Dobbiamo mettercelo in testa agli italiani piace morire democristiani o almeno con il compromesso.. meglio se storico!!
Comment by coldax — 09/1/2006 #
L’idea che esprimi @Coldax mi sembra un pò troppo semplificante e ti ricordo che i numeri non consentono di imbarcare Casini scaricando tutta la sinistra “radicale” e pure quelli della Rnp.
In questo caso non ci sarebbe la maggioranza neppure alla Camera.
Un monocolore democristiano di minoranza, con l’appoggio esterno dei fascisti mi sembra un’idea un pò eccessiva.
Almeno per ora.
Inizio a capire che il Partito Democratico morirà in culla e, devo dire, inizio ad auspicarlo.
Inoltre, ritengo che a primavera avremo occasione di rivotare, mi auguro almeno potendo esprimere una preferenza, ed in quest’occasione saranno gli elettori a decidere cosa fare veramente di questo paese.
Se voteranno in massa la nuova democrazia cristiana vorrà dire che tu hai ragione ed io torto.
Ma questa area politica potrebbe rimanere sempre sotto il 20%, a mio giudizio, e quindi non capisco perchè dovrebbe pesare come se avesse la maggioranza politica nel paese.
Purtroppo, e sono io il primo a dirlo, il resto della presunta area “cattolica” frequenta la chiesa il meno possibile, vive del suo qualunquismo becero e, quindi, può votare nei modi più disparati grazie anche alla “spintarella” mediatica della tv.
Quindi immaginare rivincite identitarie che si sostengano col consenso e col voto di coloro che cattolici non sono (come presumibilmente la grande maggioranza dei Ds) mi sempre un pò eccessivo ed un pò vellitario.
Comment by S.Just — 09/2/2006 #