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La pistina….
Pensavo che la pista ciclabile più idiota di Lombardia si trovasse a Saronno. Giuro, ne ero convinta: una striscia di asfalto che fa il giro di un isolato e riconduce al punto di partenza mi sembrava abbastanza idiota per ambire a tale titolo. Invece mi sono sbagliata: Como è riuscita anche in questo caso a far di peggio. In Via Cadorna, angolo Via Mugiasca, ci sono infatti una quindicina di metri di asfalto “decorati” col simbolo dell’omino in bicicletta.
Chiaro segno che quella dovrebbe essere una pista ciclabile. Ora: o l’aspirante ciclista si rassegna a percorrere avanti e indietro quei 15 metri, transitando sempre e soltanto davanti al bar che si affaccia su questa “pista ciclabile”, oppure si arrende all’evidente presa per i fondelli. E questa meraviglia fa il paio con un’altra “pista ciclabile”: quella che si estende per la bellezza di 30 metri circa, in perfetto rettilineo, lungo Via Gallio sino all’incrocio con Via Innocenzo XI.
Lo confesso, ho un’idea romantica delle piste ciclabili: secondo me dovrebbero condurre da un punto A ad un punto B, e in questo le “pistine” di Como rispondono alle mie aspettative, ma il piccolo particolare è che punto A e punto B dovrebbero distare tra loro almeno un paio di chilometri e, se proprio si volesse strafare, da questo tragitto A/B potrebbero ramificarsi altre piste che conducano ai punti C, D, E e via dicendo. Tanto per tornare sul concreto, la pista ciclabile in via di realizzazione che collegherà Saronno con Gerenzano ritengo potrebbe venir presa ad esempio.
Esempio non proprio fulgido, forse, ma almeno ha il pregio di collegare tra loro due Comuni diversi e non soltanto il numero civico 3 di Via Taldeitali con il numero 7 della stessa via!
Il sospetto – ma qui faccio un pochino l’avvocato del diavolo – è che qualcuno con queste “pistine” voglia lucrarci, dal momento che l’Unione Europea finanzia la realizzazione di piste ciclabili… A pensar male si fa peccato, ma forse si indovina…
Link interessanti:
http://web.tiscali.it/vmoretti/articoli/articolopisteciclabilibottom.htm
http://www.bicitalia.org/
http://ec.europa.eu/environment/cycling/cycling_it.pdf


Se pensiamo che a Brescia ci sono 80 chilometri di piste ciclabili che portano dalla fascia intorno sino al centro !
Pensare poi che il centro di Como è pedonalizzato in misura molto grande da anni e, quindi, la bicicletta dovrebbe avere il massimo sostegno visto che poi può circolare senza ostacoli.
Ma, ovviamente, al centro bisogna arrivarci senza essere investiti da un Suv.
Bisogna anche avere un vero progetto di mobilità e lavorarci con coerenza per anni.
Non andare avanti a caso come fa la giunta comunale in base ai vari solleciti ricevuti da chi vuol costruire parcheggi e, ovviamente, vendere i posti auto a caro prezzo.
Un assessore che abbia il senso delle priorità si preoccuperebbe di insistere con le ferrovie per avere parcheggi di corrispondenza sicuri per le biciclette, per avere la possibilità reale di trasportare le stesse su alcuni treni locali per poterle usare in città e, last but not least, si impegnerebbe al massimo per sostenere il progetto di metropolitana leggera da Cantù ed Olgiate verso Como con snodo strategico ad Albate per incrociare la ferrovia da e per Milano.
Un sindaco ed un assessore che pensassero alla città , ovviamente.
Veda il centro-sinistra, quando finisce di discutere su chi è più bello e più intelligente, di mettere questi aspetti come una delle assolute priorità del proprio programma.
Altrimenti perchè dovrei votare per loro se non hanno idee diverse dal centro-destra anche su temi di questo tipo ?
Comment by S.Just — 09/17/2006 #
Grazie Vivian, hai riportato a galla un problema annoso: Como e le bicilette. Ma cosa devono fare i comaschi che intendono spostarsi a Como in bicicletta? dove si può lasciare una biciletta legata se non a pali, staccionate, cartelli stradali, grate… occupando marciapiedi, sollevando l’ira dei passanti o dei proprietari dei “parcheggi improvvisati”… che a volte reagiscono sgonfiando gomme, pigliando a calci, o come mi è capitato… togliendo il sellino? Hai mai provato a lasciare la bici a Como Borghi per andare una giornata a Milano? io, grazie ad un “parcheggio improvvisato” non ho più trovato la bici. Ora, fatta l’esperienza, continuo il parcheggio selvaggio, ma con la mia bici si devono portare via anche un pezzo di stazione
Comment by dal castello d'If — 09/17/2006 #
Già , il problema non è di destra o di sinistra, ma soltanto di volontà di operare per il bene della città . Ha ragione S. Just ad affermare che a nulla vale votare per la sinistra se poi ci si ritrova con le stesse problematiche che la destra non ha voluto o saputo risolvere per decenni.
Altro problema verissimo è quello sollevato dal Castello d’If: nella centralissima via Cesare Cantù, in prossimità del mercato, costerebbe davvero tanto sistemare un paio di griglie per le bici? E fare lo stesso in prossimità delle stazioni ferroviarie causerebbe davvero un tracollo del bilancio comunale?… Ai posteri l’ardua sentenza…
Comment by Vivian Bach — 09/18/2006 #
A mio marito è stata portata via la bicicletta parcheggiata regolarmente nell’apposito piccolo spazio alla stazione delle ferrovie nord di Camerlata…sicuramente l’impavido ladro attrezzato aveva già puntato il mezzo nei giorni precedenti, visto che aveva lo strumento adatto per tagliare la grossissima catena! Peccato, perchè a Como, più che in altre città italiane, la bici è un mezzo di trasporto usatissimo, anche sulle lunghe distanze e in zone scomode o appena collinari dell’immediata periferia. Avrò sempre in mente la viabilità di Vienna, città in cui il ciclista è rispettato e favorito nei suoi spostamenti, al pedone e all’automobilista è vietatissimo invadere il suo territorio! Nel messaggio prima del mio si suggerisce di installare un paio di griglie per le bici in via Cesare Cantù…peccato che nei giorni di scuola sotto Porta Torre c’è un’orribile invasione di moto, parcheggiate bene in fila dagli studenti, ma che deturpano il nostro bellissimo centro storico.
Comment by Anonymous — 09/22/2006 #
Il parcheggio auto “preteso” a gran voce dai consiglieri comunali espropriando una zona di centro storico per evitare di fare anche due passi a piedi la dice lunga sulla filosofia del centro-destra (ma non solo, purtroppo).
Nei paesi civili in una città come Como tutti, a partire dal sindaco e dalla giunta si farebbero obbligo morale di girare in bicicletta e con i mezzi pubblici per far vedere alla cittadinanza che è assolutamente possibile.
L’ho già detto in un’altro commento, ma lo ripeto : il primo ministro svedes Olaf Palme è stato ucciso (ancora oggi non si sa perchè e da chi) uscendo dalla stazione della metropolitana mentre andava a teatro (quindi, purtroppo per lui, senza scorta).
Pensate ai tanti che dispongono di auto ed autista che si aggirano, boriosi, in questa città e fate le debite proporzioni.
Le auto blu andrebbero tutte abolite e quando esiste la necessità di andare a prendere un ospite importante (ufficiale intendo) Comune e Provincia noleggiano la loro bella auto con autista, previa gara per definire un prezzo minimo per l’amministrazione.
Pensate quante persone stipendiate in meno vedreste ad aspettare la moglie che fa shopping od il piccolo politico di turno che si attarda alla festiciola del partito od alla riunione di corrente.
Comment by S.Just — 09/22/2006 #