September
18

Libertà e superiorità

La lectio magistralis tenuta dal papa a Ratisbona è un breve ma compatto messaggio tramite il quale si riafferma con schiettezza, ormai abituale, il pensiero della Chiesa cattolica in questo primo scorcio di nuovo millennio. La lettura consente, al di là delle polemiche e soprattutto dell sue interpretazioni, di vedere come per questo nuovo pontificato non esista il dialogo con chicchessia se non partendo dal presupposto che non si è alla pari.

Sulla ragione (e i suoi rapporti con la fede) non si può prescindere dal riconoscimento del contesto di superiorità morale e intellettuale della fede cristiana rispetto sia a chi si avvicina alle questioni con argomentato scetticismo sia a chi lo affronta partendo da una posizione di fede alternativa, segnatamente quella islamica.

Niente di nuovo, perciò.

Benedetto XVI parla dei suoi trascorsi da professore universitario a Bonn a partire dal 1959, dei contatti umani e professionali ravvicinati tra docenti, sostenendo che “l’università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche”. Spiritosamente Ratzinger conclude il racconto affermando che la “coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra università c’era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva – di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell’insieme dell’università, era una convinzione indiscussa.” (grassetto mio)

La prosecuzione della lectio ormai nota a tutti e qui riportata succintamente. Riferisce di un dialogo tenutosi tra l’imperatore di Costantinopoli, Manuele II Paleologo, e un persiano colto non identificato, intorno al 1391 presso Ankara (oggi, guarda caso, in Turchia). Il dialogo venne poi annotato dallo stesso imperatore proprio durante l’assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1405. Il pontefice cita il filosofo e teologo Khoury riferendosi ad Allah come di un’entità totalmente “trascendente”, intendendo il nesso tra la “parola rivelata” di Maometto e l’insieme delle categorie logiche (e religiose) non date per deduzione di ragione, ma talmente libere da potersi esimere dal rispetto della ragionevolezza. E’ la volontà assoluta di Allah che decide (come anche Duns Scoto, nella cristianità espose con la dottrina della volontà ordinata e che il pontefice ricorda). Da ciò l’Islam ne trarrebbe un certo afflato per la violenza che sotto la forma del jihad (o guerra santa, anche se la traduzione non è esaustiva) sottometterebbe le qualità dell’anima, consacrata a Dio, a vantaggio di quelle del corpo (secondo le parole dell’imperatore Paleologo).

Considerato che agire contro Dio significa agire contro la ragione, qui si fonderebbe, secondo Ratzinger, ciò che è greco nel senso migliore (bontà sua) del termine, cioé il logos e la tradizione biblica “rinnovata” da Giovanni l’Evangelista che sembra dialogare con gli antichi quando inizia il suo Vangelo con il famoso: “In principio era il logos”, nel doppio significato di ragione e parola, cioè comunicabile. Perciò - conclude il papa facendo sue le opinioni di Manuele II - “partendo veramente dall’intima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Non agire “con il logos” è contrario alla natura di Dio.” Come a dire senza questo nesso non si dà né fede né ragione e perciò neanche civiltà e Dio vero.

Ma la prosecuzione della lettura è assai istruttiva e procede nel canovaccio descritto inzialmente. Il tasto che il pontefice preme è sempre quello della sintesi perfetta tra il meglio del pensiero che il tempo storico produce e la verità rivelata cristiana.

Non voglio fare polemiche. Solo accenno alla storia dell’Islam trionfante in Europa, con la quale si dimostra che il rapporto tra le fedi durante la dominazione araba in Andalusia prima della cacciata dell’ultimo re di Granada Boabdil (1492) fu e sarà incomparabilmente di qualità superiore per moderazione e tolleranza rispetto a quello che già era capitato e sarebbe nuovamente accaduto di lì a poco a musulmani e ebrei ed eretici negli Stati cattolici. Il che dimostrerebbe e anche pericolosamente che se la conquista europea di El Andalus fu un atto di guerra non tutto fu guerra nel mondo islamico, così come laddove la provvidenziale fusione del sapere di Cristo con quello di Aristotele e Platone non sembrava aver dato alle generazioni successive (e neanche a quelle precedenti) dell’imperatore assediato a Costantinopoli abbastanza sapere da contemplare odio verso la guerra e anche amore verso il diverso nella fede.

Continuare a discutere di fedi in nome della fede e delle teologie facendosi beffe dei fatti è il solito discutibile servizio culturalista, astratto e anche un po’ pericoloso.

Il papa si è scusato ma è del tutto inutile.

Dire a un musulmano che la sua religione “dimentica” qualcosa della sua relazione con l’Antico Testamento fa tutt’uno con l’idea che i musulmani hanno qualcosa da imparare dall’Occidente. E’ a mio parere questa la relazione dominante a livello politico e psicologico tra “noi” e “loro”, non le differenze teologiche. E poichè è vero che noi abbiamo qualcosa da insegnare - e mi riferisco alle questioni della democrazia e della laicità dello Stato - il servizio reso dal papa a tutti noi, credenti o meno che si sia, non è stato un passo nella direzione giusta.

Proprio la Chiesa cattolica che sui temi della guerra e della pace aveva guadagnato una rispettabilità universale può aprire porte fino ad oggi chiuse o quasi. Ma non lo può fare come se l’umanità fosse alle sue dipendenze anziché il contrario. La sua posizione pacifista è del tutto evidente e coerente. Ora c’è bisogno di dimostare che non esiste altro Stato che non sia quello laico, che siamo tutti nudi davanti al nemico e che questo nemico non è Allah ma la mancanza di libertà.

Francesco

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  1. Grazie Darwin perche’ hai contribuito a togliermi le bende dal cervello.

    Comment by speaker's corner — 09/18/2006 #

  2. Ma allora perchè dal piano teologico e filosofico si è passati alle urla della piazza?
    Ho sempre attaccato chi infanga il credo altrui, ma questa vicenda delle affermazioni del Papa sono una mistificazione da parte del mondo islamico radicale.
    Il fatto e che tutti si buttano nella mani degli estremisti per giudicare la politica occidentale.
    Manteniamo divisi i piani di discussione teologica da quelli politici, altrimenti non se ne esce più.
    Poi i radicali islamici sbagliano bersaglio perchè uniscono l’odio contro l’occidente e le sue perversioni con la Chiesa Cattolica, anche lei su posizioni critiche di questa società occidentale.

    Comment by coldax — 09/18/2006 #

  3. Bhe sono un po come i leghisti, ma sai come mi fa specie è il silenzio dei moderati in medio-oriente

    Comment by Sir Percy Blakeney — 09/18/2006 #

  4. Soltanto in Medio Oriente?
    Una presa di posizione delle organizzazioni islamiche italiane che sprecano denaro pubblicando deliri sui quotidiani non sarebbe necessaria?
    Il silenzio dei moderati è colpevole quanto le urla dei fanatici

    Comment by Marco Migliavada — 09/19/2006 #

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