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Pensiero alternativo?
Un altro mondo è possibile? Sembra un ritornello giorotondino ma anche il Giuliano, il nostro Amato, vi ha ceduto con un bel saggio. Qui vogliamo dire del tema quasi fosse un refrain leibniziano. Tant’è! Guardammo con interesse alla proposta di Attac che si batteva per la Tobin tax; e la stessa Attac si segnala, a quanto pare, alla Commissione Europea, per aver prodotto un testo alternativo di Costituzione Europea.
L’occasione ci è offerta da Bergamo Scienza inutile domandarsi perchè certi eventi di vera cultura non si svolgano a Como…Domenica 1 ottobre interverrà Bjorn Lomborg. Autore del saggio The Skeptical Environmental-list un testo affascinante che rivoluziona il modo di pensare l’esistenza umana e che buona parte del pensiero riformista e di sinistra dovrebbe seriamente prendere in considerazione. Forse siamo ancora legati ad una visione anni ‘70 e ‘80 in cui credevamo che bastasse un impegno scritto e qualche briciola del Pil per sostenere le disastrate economie del Terzo e poi del Quarto mondo per capire la profondità di tale pensiero. Alternativo. Tant’è!
Un ex attivista di Greenpeace nel 2004 lancia il Copenhagen Consensus ; rinnega l’impegno ambientalista per come lo aveva vissuto. Il Time lo inserisce tra le cento persone più influenti del mondo. E poi il mito…accreditato come colto e influente, ridisegna la mappa delle priorità del pianeta. Con un seguito di peso: collabora con la Georgetown University , ambasciatori di tutto il mondo (ci piace ricordare Cina, India, Pakistan e Tanzania). E’ un intellettuale, ora forse nei primi 15 per influenza mondiale. E anche diversi Premi Nobel ed economisti si sono spesi per la causa. Di cosa si occupa il nostro?
Diciamo subito che ha deciso di cambiare la scala delle priorità per il mondo. Secondo Lomborg solo un intervento sul vasta scala con il sostegno convinto di tutti può cambiare davvero le cose (per esempio in California).Con effetti comunque non soddisfacenti. Kyoto per esempio non è una priorità per il pianeta! Lomborg ha capito che non possiamo risolvere tutti i problemi del pianeta e lo dice.
Non ci sono risorse sufficienti per affrontare e risolvere tutti i problemi dell’umanità, meglio stabilire delle priorità. Sul trattato di Kyoto, ad esempio, l’analisi costi-benefici non si traduce in un impegno coerente, per Lomborg: servono troppe risorse (pubbliche e private) per ottenere un vero risultato. Risultato che relega Kyoto al 13° posto tra le cose urgenti da affrontare. Il lavoro si basa proprio sull’analisi costi-benefici come metodo di base.
Anzichè applicare il trattato con le quote verdi, Lomborg propone di destinare lo 0,5% del Pil dei Paesi ricchi per ricerca e sviluppo su tecnologie sostenibili e rinnovabili o su tecnologie che riducano l’effetto serra (avrebbe un sesto del costo del protocollo di Kyoto, per il quale ogni dollaro speso dà un ritorno pari a 0,25 $). E il punto coglie al cuore: se i PVS cresceranno utilizzando la vecchia tecnologia allora il disastro è assicurato.
Ma questo è un ragionamento lungo.
Vogliamo solo ricordare le priorità del Copenhagen Consensus:
1) Controllo dell’Hiv;
2) Fornitura delle Vitamine ai popoli in carenza alimentare (le malattie per assenza da vitamine sono le più diffuse e le vitamine costano meno delle proteine!);
3) liberalizzazione del commercio (e siamo d’accordo: basta sovvenzioni agli agricoltori Usa e Francesi);
4) Controllo della malaria;
5) Sviluppo di nuove tecnologie agricole;
6) Approvvigionamento d’acqua per le comunità;
7) Abbassamento del costo iniziale di un lavoro.
Andiamo a Bergamo domenica?

