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Vergini in affitto
La "vexata questio" delle liste civiche appassiona i politologi lariani che sono tanti quasi come i potenziali allenatori della nazionale.
Non infierisco sul caso comasco già trattato, con lievità, da un risorto Ghino di Tacco (che saluto) e non estendo a Paco che ormai è immaginabile tenga le sue riunioni nel salotto di casa dell’unico beneficiario dell’iniziativa.
E’ bello sapere che aiutiamo Magatti a mantere la numerosa famiglia con i gettoni di presenza in commissioni e consigli ma, forse, la politica sarebbe anche altro.
C’è, viceversa, una lista civica molto meglio organizzata a Cantù denominata "Lavori in Corso", forse per fare un’involontaria e sottile ironia sul fatto che nella ridente cittadina in oggetto l’unica attività che va a mille è quella delle costruzioni, e ci sono cantieri e gru in ogni dove.
Alle scorse elezioni quest’aggregazione ha raggiunto il ragguardevole risultato di superare il 15%.
La Lega ha eletto, in ogni caso, la dipendente di un noto speculatore immobiliare a sindaco col 52%, ma il risultato non è disprezzabile partendo da zero.
Come si fa si chiederanno i molti potenziali interessati ?
Risposta : si lavora sul territorio a lungo, coinvolgendo giovani e meno giovani, si contattano tutte le possibili associazioni presenti, ecc.. Ovviamente si conta sul fatto che il centro-sinistra si presenti diviso, as usual, e si va avanti con quel tanto di demagogia populista che permette di prendere voti a destra (molti anche tra i leghisti), al centro ed a destra.
A questo si aggiunga un leaderino locale che parla, parla, e presenzia, presenzia, al punto da sembrare essere andato a scuola dall’assessore allo spreco, ed il gioco è fatto.
Naturalmente, nel ripresentarsi, si dice che gli altri non sono intelligenti e preparati come loro e che votare per la listina del leaderino è un "voto utile" perchè loro dal 15% andranno al 30% !!!
Fondamentale, inoltre, avere la Provincia che ti appoggia e ti fa intervenire su ogni cosa con grande evidenza.
Senza il giochino riesce meno bene.
Se poi, parlando male anche dei partiti di centro-sinistra anche se tu sei stato per anni nella federazione giovanile comunista, riesci a convincere che non hai nessuna appartenenza politica lo schema funziona anche meglio. Addirittura a 360 gradi.
Ma se, nell’occasione del rinnovo delle cariche di revisore dei conti del Comune, accetti di votare il candidato di AN Scarsella (ex revisore del Comune di Como, indagato e carcerato nel 2003 per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti) in cambio della nomina del fratello del coach di Cantù Basket in quota alla tua listina civica mi spiegate dove sta la differenza con gli altri politici presenti nel consiglio comunale ?


Leadirino? Qui es? E’ lo stesso che è stato per anni nella federazione giovanile comunista? Ma esiste a Como?
Comment by Anonymous — 09/29/2006 #
Yes, lui.
La Fgci esisteva, e forse potrei anche dire lottava con noi.
La Sinistra Giovanile di Como è un ectoplasma, allo stato dell’arte.
Visti i “senior” ed il deputato/ologramma/segretario provinciale ad interim non è che la cosa possa molto meravigliare.
Comment by S.Just — 09/29/2006 #
Egregio Signore, Le ricordo a proposito del Suo appunto quanto segue: 1) il dottor Scarsella non è l’ex revisore del Comune di Como, bensì il Presidente del Collegio dei Revisori in carica, sino all’imminente scadenza del mandato ( non piu’ rieleggibile poichè ha già svolto due mandati, cioè il masismo consentito dalla normativa vigente).
2)il dottor Scarsella è stato assolto da tutte le infamanti accuse per non aver commesso il fatto; ovviamente la notizia da sbattere sulle prime pagine dei giornali per settimane e settimane doveva essere solo quella del suo arresto, infischiandosene del fatto che lo stesso sarebbe potuto essere innocente, come poi confermato nella prima ed unica udienza, che lo stesso aveva una moglie in stato di gravidanza al terzo mese che magistrati d’assalto, incompetenti e primedonne, non permettevano si recasse a San Vittore ed un padre malato terminale di leucemia bisognoso di assistenza.
Le ricordo che l’assoluzione per non aver commesso il fatto rende giustizia allo stesso professionista da sempre impegnato nel sociale a favore della categorie meno abbienti e coinvolto ingiustamente in un caso del quale era completamente estraneo.
Ma come si spiega che a fronte di settimane in prima pagina al momento dell’arresto, si è contrapposto solo un trafiletto in un angolino della prima pagina, il giorno successivo alla Sua assoluzione? Le sembra corretto tutto cio’? A puro scopo informativo, Le rammento che è in corso una causa d risarcimento milionaria che il dottor Scarsella in caso di vittoria, devolverà interamente ai servizi sociali.
3) Si ricordi che episodi terribili come quelli accaduti al dottor Scarsella, non sono augurabili a nessuno, poichè portano alla privazione della libertà che è la cosa piu’ terribile che si possa imporre ingiustamente ad un uomo, poichè lascia scolpite nell’animo profonde ferite che solo l’amore di coloro che hanno da subito creduto nella sua innocenza ha potuto rendere ‘ sopportabili e che persone dall’animo gentile come Lei fanno riaffiorare periodicamente.
La invito, se proprio non ne puo’ fare a meno, a ricordare questo triste episodio del quale lo stesso dott. Scarsella è stato vittima, in maniera completa, ricordando cioè che lo stesso è stato ingiustamente detenuto e successivamente giustamente assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. grazie
Comment by vivacomo — 10/6/2006 #
Che il Dr.Scarsella fosse rimasto Presidente del Collegio Revisori del Comune di Como fa parte di quelle notizie che è molto difficile avere, se non si è direttamente coinvolti, visto che il livello di trasparenza e di E-Democracy del Comune stesso non è proprio ai massimi livelli. Come già sanno i frequentatori abituali del blog.
Che l’epilogo della vicenda penale sia stato favorevole al professionista citato non può che farmi piacere per lui e lo immaginavo, ovviamente, visto che in caso contrario non sarebbe più stato in grado di svolgere la professione di commercialista e di revisore in quanto radiato dagli organismi professionali.
La citazione della nomina era riferita, in realtà , al gruppo di AN ed alla maggioranza di centro-destra che avrebbero anche potuto proporre altri nominativi qualificati (visto che l’80% e più dei commercialisti appartiene politicamente al centro-destra) lasciando il Dr.Scarsella ad altre attività inerenti alla professione potendosi dedicare anche, con maggiore attenzione rispetto al passato che è stato citato, alla selezione della propria clientela di privati e di aziende.
Quindi, in sintesi, si voleva ricordare al centro-destra che la nomina ad una carica pubblica di rilievo (come quella di Presidente dei Revisori di un Comune con 36.000 abitanti) è una scelta politica importante che andrebbe ponderata con attenzione e non dovrebbe essere dettata solo dal fatto che la casella da riempire sia “pertinenza” di AN.
Tutto qui.
Meraviglia un pò, ad un osservatore esterno, che nessuno dei precedenti professionisti incaricati sia stato confermato o che nessuno abbia accettato il rinnovo dell’incarico.
Si dovrebbe, quindi, dedurne che il ruolo del nuovo Presidente dei Revisori sarà molto impegnativo e mi auguro che lui ed i suoi colleghi (tra cui quello “designato” da Lavori in Corso) abbiano messo in agenda molte giornate di lavoro per assolvere al meglio a quest’incarico professionale.
Buon lavoro.
Comment by S.Just — 10/6/2006 #
Apprezzo parzialmente il Suo cambio di atteggiamento, leggemente piu’ moderato e Le ricordo che è preoccupazione di tutti i professionisti e non solo del dr. Scarsella quella di cercare di selezionare la propria clientelaal meglio, ma Le pongo una questione, come farebbe Lei, da professionista a conoscere quello che i propri clienti fanno nella loro vita privata? Sa clienti o soggetti apparentemente candid potrebbero essere nella vita privata tutt’altro!
Inoltre non so da quale fonte giornalistica abbia dedotto che l’80% dei professionisti appartenga al centro destra, me La fornisca, grazie, sono curioso.
Ritengo che la scelta del Presidente del collegio dei revisori sia stata ponderata attentamente dagli schieramenti politici che sono al governo della città e come da sempre avviente, due vengono scelti tra i partiti della maggiornaza e uno tra quelli dell’opposizione, o mica vorrebbe stravolgere questi criteri? Ne sarei ben contento, vorrebbe allora dire che tante testine presenti nelle fila del governo Prodi, potrebbero essere sostituite da validi mistri del centro-destra…….o forse la scelta va ponderata quando si devono scegliere politici del centro destra mentre quando la sinistra lottizza i vertici Rai ( vedi caso Minum),i tecnici dei Ministeri, i vertici amministrativi dei Colossi industriali a partecipazione statale ecc.ecc.., va tutto bene? Attendo una Sua risposta
Comment by vivacomo — 10/7/2006 #
Lasciando perdere i massimi sistemi, che la vedono impegnata a difendere il centro-destra con tanto affetto, concordo con lei che le nomine dei revisori negli enti pubblici siano, quasi sempre, politicamente uno scandalo.
Infatti lo schema di legge, due alla maggioranza ed uno all’opposizione, ha creato un pò di suoi colleghi a servizio dei vari partiti e movimenti con buona pace della correttezza professionale, dell’etica, ecc…
E visto che Lei viene nominato in quota AN devo supporre che il Suo caso non sia troppo diverso.
Come per l’assegnazione degli incarichi in Tribunale, un altro scandalo di dimensioni notevoli, sarebbe meglio ricorrere alla nomina per sorteggio pubblico suddividendo i professionisti disponibili in due o tre categorie in base all’anzianità di iscrizione all’Ordine.
Così, magari, qualche giovane collega ottiene incarichi che l’aiutano a far esperienza senza dover portare borse, e fare anche di peggio, a colleghi “prestigiosi” o senatori della Repubblica.
Questo in una società giusta e rispettosa degli interessi pubblici che si dovrebbero, primariamente, tutelare.
Per quanto riguarda la clientela : avvocati e commercialisti sanno benissimo se una persona si comporta eticamente ed intuiscono facilmente, con un pò di esperienza, quando sarabbe il caso di lasciare gli incarichi ricevuti.
Se non è più possibile farlo, o si sente un certo disagio a farlo, vuol dire che il professionista è poco accorto o, spesso, troppo avido.
Comment by S.Just — 10/7/2006 #
Caro Sir, Lei forse ignora che dietro ad incarichi di tipo politico c’è la fiducia che un partito ripone nei nominati, frutto di lunghe appassionate e disinteressate militanze e nel caso di AN, ad esempio, risultato di anni di attivismo politico esercitato in tempi in cui essere di destra voleva significare essere additato come un appestato e da emarginare ed ostacolare in tutti i modi ed a tutti i livelli professionali e non. Chi ha fatto attività politica solo per passione per decenni, senza aver alcun tornaconto ma solo ed esclusivamente perchè credeva e crede in alcuni ideali ben identificati, ha impiegato del gran tempo sottraendolo alla propria famiglia ed alla propria professione, con grande soddisfazione personale di carattere prettamente filosofico e morale escludendo nella maniera piu’ assoluta il concetto in base al quale dare al partito significa pretendere dallo stesso.
E poi che Lei affermi che chi sia nominato dai partiti in incarichi di tipo professionale sia considerato al servizio esclusivo del partito stesso è una Sua non condivisibile opinione; infatti Lei confonde probabilmente il ruolo del revisore dei conti professionista asessuato politicamente, con quello dell’amministratore pubblico che per forza di cose è ben schierato ed allineato, ebbene uno è il controllore e l’altro è il controllato con il piccolo inciso che il controllore in caso di particolari leggerezze o diciamo sviste, risponde personalmente ed illimitatamente per gli errori compiuti anche con i propri beni personali…., e non credo siano i 500 euro mensili lordi ( che coprono parzialmente l’aumento dell’assicurazione professionale obbligatoria richiesta per espletare tale incarico) percepiti da un revisore in un comune di 40.000 ab. che remunerano adeguatamente tali responsabilità . Io considero che dietro a tali servizi di tipo esclusivamente pubblico, miranti cioè a salvaguardare il cittadino e la correttezza degli atti amministrativi nel loro complesso ci debba essere da parte del revisore esclusimanete un profondo senso civico e basta. Bisogna poi osservare che al fine di ottenere risultati efficienti occorre avere la piena collaborazione degli uffici preposti e degli stessi dirigenti che devono far emergere anche i casi diciamo.piu’ particolari……altrimenti allora si che il revisore non puo’ conrollare quello che fanno ad es. i circa 1000 dipendenti di un Comune come quello nel quale Lei probabilmente risiede…..
Diverso è invece il caso a cui Lei fa riferimento, quello del Tribunale con i suoi incarichi, qui la politica non c’entra.
Trattasi esclusivamente di interessi personali di particolari personaggi che si dividono la pagnotta…ma chi ha il coraggio di combatterli? Io ci ho provato per ben due volte con due esposti nella città in cui Lei presumibilmente risiede….con l’esito che Lei saprà sicuramente immaginare….
La questione clienti invece Lei non la vuole proprio capire. Lei insiste sull’etica del cliente, ma ripeto cosa diavolo puo’ sapere Lei se il Suo cliente che apparentemente è un buon padre di famiglia, e che Lei segue contabilmente, la sera si comporta illeggittimamente o ancora peggio distrae dalle società risorse finanziarie per loschi affari? Non sarà mica logico coinvolgere il professionista contabile e renderlo responsabile delle nefandezze compiute dai propri clienti solo perchè ccoinvolgerlo potrebbe far parlare di se’ sui quotidiani per tanto tempo e magari potrebbe far fare carriera a qualche magistrato d’assalto incompetente e superficiale? Sa la professione è divenuta un’attività a grande rischio personale, oramai si domanda di tutto di piu’ al puffo commercialista, di fare il lavoro dei Cancellieri del tribunale, degli impiegati degli uffici imposte, degli agenti della g.d.f., degli ispettori dell’UIC, ecc. sempre maggiori responsabilità , che non sempre i giovani professionisti sanno valutare. Io nella professione cerco di consigliare i miei collaboratori …a cambiare professione…..no scherzo….ma sicuramente di non fidarsi mai di nessuno ma solo di se stessi, e di studiare sempre e di credere sempre in quel concetto di Stato che forse e purtroppo esiste solo nel mio immaginario….ma sognare è bello….e costa poco..con i tempi che corrono……un caro saluto
Comment by vivacomo — 10/8/2006 #
Lei mi conferma quello che non troppi sanno.
Cioè gli elettori pensano che i Comuni siano controllati da revisori esterni e professional ed invece devono sperare solo che i dirigenti comunali siano persone oneste e non condizionabili dal politico di turno.
La nomina politica del revisore lo riduce ad essere debitore verso chi lo nomina, poco utile ai cittadini e pagato molto meno di quanto dovrebbe esserlo se svolgesse un lavoro profondo, indipendente e qualificato.
I riflessi dei rapporti tra società controllate o partecipate (come Acsm o CSU) sul bilancio comunale dovrebbe far riflettere sulla complessità dell’incarico.
Accettare una nomina perchè me la propongono gli amici politici con cui ho condiviso tanti anni di “militanza” mi appare triste e non dovrebbe essere fatto se ho la certezza, che Lei esprime, di non poter svolgere in modo adeguato e professionale il lavoro che mi viene proposto.
Limitarsi ad aumentare i massimali della polizza professionale, e sperare che non succeda nulla di grave, mi sembra un atteggiamento da irresponsabili.
Sono sempre curioso di sapere come mai i colleghi che vi hanno preceduti nel triennio precedente a Cantù non sono stati presi in considerazione per una nuova nomina o se, come possibile, essi stessi hanno rifiutato di accettare.
Nel caso si guardi bene intorno perchè ci sarà più di un motivo.
Comment by S.Just — 10/8/2006 #
Lei mi conferma di non conoscere quasi nulla di cio’ che vuol dire esercitare una libera professione salvo sparare a zero con discorsi preconcetti da classico uomo di sinistra:
1) Il revisore deve per forza di cose lavorare in simbiosi con i dirigenti, non potrebbe essere altrimenti, il suo è un lavoro di controllo contabile e non sugli atti dell’Ente, pensa di poter essere lo zorro di turno ( o forse il don chisciotte) e da solo stabilirsi in Comune con una tenda ed intervistare tutti i giorni i dipendenti comunali, dall’usciere al sindaco per poi mettersi su l’elmetto ed andare in giro con i vigili per la città ? Le sue affermazioni sono fuori luogo e prive di buon senso.
2)Il professionista non decide liberamente di adeguare la polizza, ma è obbligato a farlo dalla legge…è una polizza della quale ne farebbero a meno gran parte dei professionisti… Io grazie a Dio in 16 anni di professione non ne ho mai avuto bisogno di usarla….
3)Noto che Lei si rattrista molto facilmente per il fatto che un revisore accetti una nomina dal consiglio comunale, ma cosa vorrebbe che i revisori vengano eletti alla lotteria della befana? Pensa che quello del revisore sia un ruolo per il quale sia sufficiente una laurea e nessuna esperienza, o pensa che i partiti nominino solo professionisti disposti ad immolarsi a rischiare la propria pelle per nascondere chissà che cosa….ma pensa che i professionisti siano così stupidi? La moralità e laretitudine in campo professionale sono alla base di tutto!
E poi chi Le dice che i vecchi revisori contabili non siano stati confermati perchè non all’altezza dell’incarico? Provi ogni tanto a rovesciare la medaglia e a non andare avanti sempre con i paraocchi.A meno che Lei sappia altre cose ed allora da persona corretta quale è… mi informi e vedrà che non lo farà invano…, chi di dovere troverà pane duro per i suoi denti, a prescindere dal colore politico…grazie e alla prpossima
Comment by vivacomo — 10/8/2006 #
Secondo me un revisore di un ente pubblico non dovrebbe avere rapporti di nessun tipo con le forze politiche, un po come Moggi amico di Bergamo e Pairetto (mi scusi per l’esempio Vivacomo)
La soluzione è semplice basta prendere società di revisione di un certo cabotaggio, con vere referenze e non il revisore della porta accanto che vive in via esclusiva di consulenze agli enti ed amici dei politici, si fa in tutte le parti del mondo non capisco perchè in Italia no.
Comment by Sir Percy Blakeney — 10/9/2006 #
Su come esercitare una libera professione, su come ci si deve comportare sotto il profilo personale ed etico, se me lo consente, preferirei evitare di prendere lezioni da lei.
Per inciso, vorrei anche dirle che mi considero assolutamente un liberale, per quanto progressista in materia sociale, anche se mi rendo conto che la sua incultura politica (ampiamente condivisa con i suoi amici) considera chiunque non la pensi come voi, nell’ordine, un “comunista”, un “fesso” (non capisce cioè che così va il mondo), ecc..
Il suo punto di vista è chiarissimo ed io concordo con Sir Percy sul fatto che la figura del revisore espressione di una parte politica, come lei ci conferma citando la sua lunga “militanza” tra i fascisti prima ed i post-fascisti dopo, non può essere ritenuta di garanzia per tutti i cittadini.
Che la legge preveda questo meccanismo lo sappiamo tutti.
Che esistano leggi sbagliate da modificare anche.
Questa è una di queste leggi.
Piuttosto che un percorso di selezione di questo tipo preferirei l’elezione a sorteggio tra coloro con almeno 10 anni di anzianità di iscrizione all’ Ordine Professionale.
Tornando ad un argomento da lei trattato in precedenza vorrei dirle che un commercialista è il primo a sapere, e molto spesso l’unico a sapere, che un proprio cliente mantiene un tenore di vita assolutamente sproporzionato rispetto alla propria attività economica ufficiale ed alle proprie dichiarazioni dei redditi.
Tanto che lo stato italiano le chiederebbe di segnalare le situazioni di presumibile riciclaggio di denaro.
Quindi, non racconti favole belle.
Lei, come gli altri colleghi che la pensano come lei, sapete benissimo (od avete diciamo così un molto ragionevole sospetto) di assistere un riciclatore di denaro sporco, un usuraio od un delinquente con varie specializzazioni.
Il voler continuare a farlo è una scelta, comprensibile visto che è clientela che paga la “professionalità ” altrui se utile al business, ma, se mi consente, sotto il profilo etico assolutamente non accettabile.
Lei, nel caso specifico, essendosi trovato coinvolto a causa di loschi traffici di suoi clienti (associazione mafiosa - traffico internazione di stupefacenti) in una vicenda penale molto pesante, come ha ricordato nel suo primo intervento, dovrebbe essere assolutamente concorde con me che l’esperienza le abbia suggerito molta attenzione nella selezione della sua clientela.
Comment by S.Just — 10/9/2006 #
A proposito delle ultime riflessioni:ossrevo quanto segue:
le società di revisione di un certo cabotaggio… hanno lavorato bene in Parmalat, vero? Sa in Italia sono le uniche a poter fare da revisori contabili alle società stesse alle quali tengono la contabilità ….controllori e controllati…bene bene…che sintomo di sicurezza per i cittadini che ne sottoscrivono le azioni con i risparmi accantonati in decenni di sacrifici. Vedo che siete informati male.
Inoltre non prendo lezioni di politica da chi mi accusa di incultura politica senza approfondire alcun argomento serio, ma offendendo solo perchè non la penso come lui. Sappia che io mi considero piu’ moderato di Lei, e non trovo alcuna soddisfazione nell’offenderLa, ma sono in questo blog perchè ritengo interessante discutere con voi di argomenti quotidiani anche di carattere politico e magari prendere da vostre informazioni per poter lavorare meglio.Grazie.
Inoltre non continui a ripetere sempre le stesse cose, il revisore di cui parliamo non è stato mai accusato di associazione mafiosa ( legga gli atti La prego, non persista nella Sua ignoranza), ma ingiustamente di associazione a delinquere ecc. ecc.ed è stato completamente assolto per non aver commesso il fatto, ha capito? O si diverte cosi’ tanto a ripetere solo la prima parte del problema che ha investito il professionista apportandoli danni irreparabili alla vita professionale e familiare, e non il fatto che cio’ sia ingiustamente avvenuto per un clamoroso errore giudiziario?
Sul punto riguardante i clienti, vedo che si vuole non comprendere il problema;il professionista non sempre puo’ conoscere cio’ che fa nella vita privata il proprio cliente!!! Ovvio che se è dimostrabile, anche minimamente, che il professionista sapesse qualcosa allora sono il primo a dire che andrebbe radiato dall’ordine e condannato, ma nel caso in questione si è trattato di un clamoroso errore giudiziario dettato da una foga giustizialista priva di ogni fondamento.
Noto che non mi avete fornito alcuna risposta in merito ai misteri del comune in questione….gradirei, se realmente ci fosse qualche problematica particolare….di avere qualche dritta….
Infine concordo con voi che la prudenza è d’obbligo ma purtroppo non sempre sufficiente a salvaguardare il professionista, che segue le pratiche sino al limite dettato dalla privacy personale dei propri clienti, anch’essa punibile penalmente se violata illecitamente….ma in Italia si vive così ma questo è un altro capitolo ….
Comment by vivacomo — 10/9/2006 #
Senti, passo al tu perchè sei più giovane di me, lascerei per un attimo da parte il dibattito sull’attività di revisione (concordo peraltro sul fatto che la maggior parte dei commercialisti italiani non ha conoscenza su come essa dovrebbe essere svolta, ai sensi di legge e secondo la deontologia professionale).
Per Cantù leggiti il commento dei revisori uscenti al bilancio di previsione 2006 e da solo comprenderai che la loro non riconferma ti dovrebbe un pò preoccupare.
Quindi tieni libere un pò di giornate da qui a fine anno che ti servirà un pò di tempo per approfondire.
Comment by S.Just — 10/9/2006 #