November
29

Due concezioni della libertà individuale

Due modi, opposti, d’intendere la libertà degli individui si manifestano nella vicenda di Piergiorgio Welby e nella sua richiesta di eutanasia. E’ inutile che io dica da quale parte sto.

Da un lato, ci sono le parole chiarissime e limpidamente liberali di Federico Punzi, che in una lettera a Liberazione, scrive, tra l’altro: "La vicenda di Welby non è un caso limite, ma il più emblematico e dal punto di vista liberale il più semplice da risolvere, che non concede alibi ai portatori di una concezione etica del diritto. Di fronte alla volontà di Welby, espressa hic et nunc, nel pieno delle sue facoltà mentali e rispetto a una malattia irreversibile e all’ultimo stadio, non c’è «soluzione condivisa» che possa valere se non la sua. Fare una legge sull’eutanasia non vuol dire imporre a tutti i cittadini nelle condizioni di Welby la scelta del cittadino Welby, ma consentire a ciascuno di vivere la morte secondo la propria etica e la propria coscienza. Non farla, invece, vuol dire imporre ai tanti cittadini Welby una scelta non loro. Queste due posizioni non possono essere messe sullo stesso piano negoziale. Qualsiasi compromesso tra di esse violerebbe la libertà di Welby e il principio di laicità. Vi pare una posizione estremista? Piuttosto la chiamerei radicale, nel senso che la libertà individuale spesso va difesa radicalmente."

Dall’altro, invece, ci sono le parole di Paola Binetti, la senatrice ultracattolica della Margherita, che ha dichiarato - riporto da un articolo apparso ieri su La Stampa -: "Welby non troverà nessuno che si voglia far carico della sua vita. Nemmeno la moglie avrà questo coraggio. Nemmeno i radicali, ora a loro Piergiorgio serve vivo: hanno fatto di lui un altro Luca Coscioni e, quando sarà morto, ne troveranno un altro. Prego il Signore che voglia prenderlo con sé per rispetto nei suoi confronti". Il corsivo è mio e serve a sottolineare - come se ce ne fosse bisogno - il disprezzo e il cinismo a malapena mascherati dalla presunta "pietà" pelosa dei cattolici dogmatici e fondamentalisti.

Io sto da parte della libertà di scelta dell’individuo.

cadavrexquis

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  1. > Io sto da parte della libertà di scelta dell’individuo

    Ma se un individuo è in grado di decidere della sua vita, vuol dire che è nel PIENO delle sue facoltà mentali.

    Lo uccideresti, in questo caso? Non stiamo parlando di un vegetale in coma, dove al limite ci sarebbe la storia dell’accanimento terapeutico…

    Comment by Luca — 11/29/2006 #

  2. Secondo me, non ci sara’ mai una soluzione. Si oppongono due filosofie diverse. Finche’ ci sara’ una persona che crede di aver ricevuto la vita per dono di una divinita’ (qualunque essa sia),, si sara’ una persona contraria all’idea di disporre liberamente di se stessi. Qualunque legge dividera’ i cittadini.

    Comment by S — 11/29/2006 #

  3. @s: vero, è come discutere dell’uovo o la gallina. Forse è meglio non discuterne, è quasi tempo perso…

    Comment by Luca — 11/29/2006 #

  4. Non saprei cche cosa dire. Personalmente riterrei ogni essere umano nel possesso delle capacita’ intellettive, di scegliere se smettere di soffrire. In principio, chi si permetterebbe di condannare un suicida per essersi dato la morte? Sarebbe un accanimento ingiusto e perfino oltraggioso della memoria del defunto.
    Ma sono consapevole che alcuni priincipi etico-religiosi ostacolano questo tipo di approccio in cui l’uomo non deve niente a nessuno (se non ai propri genitori che l’hanno concepito).
    Mi semrba tuttavia che impedire “ope legis” a una persona lucida di staccare le macchine che lo tengono in vita sia paradossalmente poco umano. Nei fatti, se una persona vuole morire senza causare danni al prossimo, perche’ impedirglielo? E sappiamo tutti che e’ questione di lana caprina: non c’e’ strumento concreto che possa impedirlo, basta il consenso di un altro essere umano. Se si vuole legiferare sull’etica, d’accordo. Ma non siamo in Iran o in Cina, forse dovremmo accettare tutti che ognuno ha delle convinzioni degne di rispetto fintanto che esse non calpestino i miei diritti.

    Comment by S — 11/29/2006 #

  5. Come si legge oggi su Repubblica la Binetti rappresenta a stento sè stessa e pochi altri ultras cattolici.
    La maggior parte dei cattolici italiani mostra di avere una sensibilità totalmente diversa e maggior disponibilità ad un confronto su un tema molto difficile per tutti (non solo per i cattolici, ovviamente).
    Prima di tutto conoscere le soluzioni che nei paesi civili si sono studiate, o già applicate, su questo tema ed affrontare almeno il tema del testamento come proposto da Veronesi (quello che avrebbe potuto essere un ottimo sindaco di Milano, al posto della Moratti, ma che è stato ritenuto troppo “laico” da tanti geni della politica che vivono senza responsabilità nel centro-sinistra lombardo).

    Comment by S.Just — 11/29/2006 #

  6. Io non sono favorevole all’eutanasia, da buon cattolico-bigotto-esponente delle nuove (o vecchie) forze dell’unico male del mondo…
    Stranamente, ma solo per voi, sono però convinto che ognuno sia libero di fare un po quello che vuole, e a questo proposito anche il povero schiavo cattolico ha il dovere di fare qualcosa….

    Comment by Emanuele — 11/29/2006 #

  7. Questo post parla di un argomento serio su cui è già molto difficile esprimere un’opinione sforzandosi di essere razionali.
    Esprimioci, quindi, con il necessario rispetto per i, purtroppo, molti Coscioni e Welby che devono anche subire il desiderio di molti di dare opinioni gratuite, come quelle espresse dalla Binetti e dai suoi fans, su ogni cosa seria su cui si dovrebbe, prima di parlare, informarsi e riflettere a lungo.
    Come cittadini, non come credenti.
    I due piani non si intersecano necessariamente nonostante la posizione in merito delle gerarchie cattoliche.
    Per fare un esempio importante, personalmente ritengo che sia moralmente indegno indurre una donna a ricorrere all’aborto ma questo non mi ha impedito di raccogliere le firme per consentire il diritto di molte donne a non morire d’aborto.
    Aggiungo che, sul punto, ritengo parallelamente necessaria l’introduzione nelle scuole di una vera educazione sessuale per tutti i giovani e la diffusione dei consultori per promuovere l’utilizzo degli anticoncezionali al fine di evitare gravidanze non volute.
    Questa sì una vera iniziativa per contrastare le interruzioni di gravidanza costantemente ostacolata dalla chiesa in questo paese.
    La legislazione dello stato deve, in molti casi, preoccuparsi della realtà sociale come è (non come si vorrebbe che fosse) e cercare di intervenire per tutelare le fasce più deboli applicando, se necessario, il principio del male minore.
    Nessuno ha il dovere di utilizzare una facoltà concessa da una legge dello stato ed ha tutto il diritto di ritenere un certo comportamento eticamente criticabile.
    Ma si riferisca a sè stesso non a tutti i cittadini italiani.

    Comment by S.Just — 11/29/2006 #

  8. Se penso che lo stato “etico” vuol dire che una persona come la Binetti si sente in diritto di decidere per tutti cosa è giusto fare e cosa non è giusto fare provo una sensazione di grande disagio e mi chiedo il motivo, a parte la captatio benevolentia verso la gerarchia vaticana, per cui molti elettori del centro-sinistra si sono trovati a doverla votare al Senato.
    Auguriamoci che cambino veramente la legge elettorale così in parlamento tutti questi pasdaran non ci tornano sicuro se gli elettori di centro-sinistra potranno almeno esprimere una preferenza.

    Comment by S.Just — 11/29/2006 #

  9. la Binetti è una senatrice democraticamente eletta ed esprime un’opinione condivisa da tanti elettori su un argomento sul quale si richiede al parlamento di legiferare. Non puo’ in nessun modo imporre comportamenti di nessun tipo a nessuno, porta avanti una opinione legittima come sono legittime quelle di chi non la pensa come lei, la questione verrà eventualmente decisa con una deliberaone a maggioranza del parlamento. Questi sono i fatti, e per qualcuno che se lo dimentica spesso questa cosa strana si chiama democrazia.

    Comment by marco — 11/29/2006 #

  10. Si Marco anche poter esprimere la propria opinione è uno delle anomalie della democrazia. Pensa puoi anche criticare un deputato senza essere scomunicato,oppure come in passato finire sul rogo, a differenza della teocrazia vaticana.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 11/29/2006 #

  11. Caro Marco il ragionamento sarebbe corretto se la Binetti avesse fatto parte di una lista senatoriale su base regionale ed avesse raccolto il necessario consenso (leggi preferenza) da parte degli elettori del centro-sinistra per andare in Parlamento.
    Lei era semplicemente stata messa nella testa di lista (al primo od al secondo posto) in due o tre regioni.
    Nessuna verifica, quindi, del consenso da parte degli elettori dell’Ulivo.
    Come, peraltro, nessuna verifica neppure per la Camera altrimenti, nel caso lariano, la Dr.sa Benzoni sarebbe ancora segretario provinciale dei Ds.

    Comment by S.Just — 11/29/2006 #

  12. Il diritto di disporre pienamente della propria vita è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona.
    Esso viene esercitato addirittura in ambienti che invece promuovono l’idea che ciascuno di noi appartiene a qualcun altro (un’altra persona, una divinità, un’idea, un apparato politico o religioso).
    Gli italiani, che non sono per niente fessi, da sempre predicano male e razzolano bene. Ovvero vanno in chiesa e mandano i figli a messa, ma sono favorevoli al divorzio, al controllo delle nascite, all’aborto, all’eutanasia (in travolgente maggioranza), alla libertà di vivere liberamente la propria sessualità, ecc. ecc.
    L’augurio è che l’accentuato italico individualismo sappia presto liberarsi delle ultime tracce di ipocrisia e che ciascuno si senta libero non solo di di vivere, ma anche di esprimere pubblicamente le proprie idee e opinioni.
    Quanto questo sia sentito come necessità è dimostrato da questo blog.
    Quanto questo sia ancora difficile è dimostrato dalla necessità dell’anonimato.

    Comment by Condorcet — 11/30/2006 #

  13. Ad ottobre è morta mia nonna.
    Sono praticamente cresciuto con lei.
    Un brutto male, fulminante, non le ha lasciato scampo.
    Fino al momento in cui i medici hanno iniziato la terapia del dolore, è stata lucida, presente e, soprattutto, sofferente.
    Lei era una persona cattolica, Vera Cattolica, credente e praticante, per lo meno fino a quando il fisico l’ha sorretta.
    Gli ultimi anni ha praticato la sua fede guardando la messa la domenica mattina (le stesse che la laicità benpensante attuale vorrebbe per lo meno ridurre, se non abolire).
    Dicevo, ha sofferto e molto.
    E non potevo farci nulla.
    Perciò, caro s.Just, se scrivo un post, lo faccio seriamente.
    Ho vissuto sulla mia pelle, e così come me tanti altri, cosa vuol dire il non poter eliminare le sofferenze di una persona che ami per legge.
    Ecco perchè dico che ogni cattolico dovrebbe in qualche modo capire che c’è qualcosa da cambiare. Mi riferisco al cattolico perchè, proprio per le sue convinzioni e la sua educazione, è spesso la persona più difficile da raggiungere.
    ecco perchè, nonostante ci dipingano come schiavi (da qui il mio commento sopra),dobbiamo dimostrare che il libero pensiero non deriva dal credere o meno; se uno crede non pensa, e non pensa se non si libera dal credo. Questo è il quadro in cui oggi il cattolico viene visto. Io sono un credente favorevole per esperienza diretta, non perchè ho voglia di scrivere quattro cazzate di commento ad un post.
    Non voglio nemmeno dirti che sono a favore o meno di una delle due persone protagoniste dell’articolo. Non le conosco.
    Quando si parla di eutanasia io penso solo a mia nonna…
    Non ho bisogno di informarmi, e riflettere troppo per parlare, mi basta ascoltare e ricordare e lo faccio sempre e solo con il massimo rispetto.
    Sono un cittadino e un credente, non posso essere uno senza essere anche l’altro, ogni decisione, pensiero, parola deriva da entrambi.
    Sarò “sbagliato” ma sono fatto così.

    Comment by Emanuele — 11/30/2006 #

  14. @ Sir Percy: ma con te si riesxce a fare un ragionamento serio e pacato senza che tu debba tutte le volte evocare roghi, Inqusizioni, scomuniche e queste amenità? io da cittadino italiano libero sono contrario all’eutanasia, ritengo legittima l’opinione di chi è favorevole pur non condividendola, ragionare in questi termini è troppo difficile? Perchè se ad ogni argomento il ritornello è sempre quello dell’Inqusizione eccetera eccetera, la discussione a mio modo non ne guadagna

    Comment by marco — 11/30/2006 #

  15. Cari amici
    noi ce l’abbiamo con i cattolici NON perchè vanno a messa, come dice Emanuele, o perchè ritengono di vivere come credono le loro convinzioni. Anzi, siamo tutti pronti a difendere la loro libertà di praticare qualunque culto e di comportarsi come credono.

    Ce l’abbiamo con le gerarchie ecclesiastiche (notare: NON con i cattolici) perchè attraverso pressioni ideologiche e politiche portano via a noi italiani una decina di miliardi di euro all’anno.
    Ce l’abbiamo con le gerarchie ecclesiastiche perchè hanno la cattiva ancestrale abitudine (di cui i roghi furono certamente un emblema) prima di colpevolizzare, poi di costringere gli altri a pensare e comportarsi come loro prescrivono.
    Tutto qui.
    Se ciascuno se ne sta tranquillino al suo posto, per noi può pensare quello che vuole, fare quel che vuole, comportarsi come crede, vivere le esperienze belle e brutte della vita nei modi che meglio crede, senza che nessuno abbia il diritto di interferire.
    E’ chiaro ?

    Comment by Condorcet — 11/30/2006 #

  16. allora, ricapitolimo un attimo le ORRENDE colpe del vaticano oscurantista-bigotto-schiavista-nazifascista unico vero responsabile del male nel mondo:
    -impedisce con le sue forze occulte agli africani di usare il preservativo (ma non di trombare fuori dal matrimonio, cosa che eliminerebbe o quasi la diffusione dell’AIDS);
    -tramite alcune pericolose sette osa organizzare raccolte di generi alimentari che -udite udite- servono anche a sfamare le suore (notoriamente miliardarie)! Incredibile! E io che pensavo vivessero solo di avemarie!
    -Nonostante una certa ostilità dell’intellighenzia (di cui noi facciamo parte) riescono a manipolare occultamente le masse (vedi referendum sulla fecondazione!) sottraendole alla nostra guida illuminata
    -stesso per l’eutanasia: quello che sosteniamo noi è la verità, mentre la chiesa è convinta di sostenere la verità, ma sono solo pregiudizi. Noi invece CONOSCIAMO la verità perchè siamo gli intellettuali, e rispettiamo tutte le opinioni che coincidono con la nostra.
    Ragazzi, che cattivoni! La chiesa ai savi di sion gli fa una pippa come complotto mondiale!

    Comment by a.n. onymous — 12/1/2006 #

  17. Premetto che sono d’accordo con l’eutanasia, perchè a priori credo che ogni persona debba essere libera di vivere ed agire secondo i suoi valori, quando il peso di tali azioni ricade solo sulla sua persona.

    Chi siamo noi “tutti” cattolici e non, per permetterci il lusso di decidere se per Welby sia meglio vivere o morire?
    E’ una sua scelta, lucida e consapevole, e come persona ha pieno diritto che venga rispettata.

    La vita è un dono di Dio, mah? Vorrei poter definire la sua un dono, ma oggettivamente a me pare un supplizio.

    Quello che mi chiedo è perchè i cattolici invece che porgere l’altra guancia si ostinino ad infierire nella vita di persone che non condividono il loro credo.

    Siate buoni lasciateci vivere o morire in pace secondo le nostre convinzioni, come noi facciamo con voi.

    Comment by Daniele — 12/1/2006 #

  18. Parliamo per un attimo di preservativi e di Aids.
    In Europa, e non solo nel resto del mondo, l’infezione ha ripreso a trasmettersi e, purtroppo, colpisce molto la fascia dei giovani tra i 15 ed i 25 anni.
    I numeri assoluti sono impressionanti e secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanita’ ogni due ore un italiano si infetta.
    Gli eteresessuali rappresentano ormai quasi il 50% dei casi.
    Con la quota di tossicodipendenti stabile intorno al 35% (grazie allo scambio di siringhe ed alla prostituzione) e con gli omosessuali in diminuzione grazie alle loro autonome campagne d’informazione.
    Il contagio avviene sempre di più anche all’interno delle famiglie (grazie a coniugi poco intelligenti oltre che adulteri) ma mi interessa parlare soprattutto dei giovani.
    Il problema sta nel conflitto tra l’opera d’informazione della scuola (non sempre all’altezza e talvolta inesistente) ed il nulla delle famiglie (in prevalenza ovviamente) per non dire di taluni pazzi che indicano il preservativo come “non utile” per evitare la diffusione del contagio.
    In Francia, nazione che torna spesso quando si parla di cose di normale intelligenza, si parte con una campagna d’informazione rivolta alla popolazione giovanile con inclusa la vendita di preservativi ovunque (tabaccherie e scuole incluse) al prezzo di 0,20 centesimi al pezzo (2 €uro alla confezione da 10).
    Il ministro della Salute italiano Turco mi sembra abbia dichiarato che non considera il tema una “priorità”.
    Spero di aver capito male, in caso contrario “I have no words”.

    Comment by S.Just — 12/1/2006 #

  19. @Condorcet

    Scusa…Faccio fatica a crederti

    Comment by Emanuele — 12/1/2006 #

  20. @Condorcet

    Ho dimenticato un pezzo.. :-)

    ” molti si sono adattati o anche hanno piacere a vivere da schiavi…”

    ” Chi sostiene una cosa così improbabile come l’esistenza di un dio o del trascendente in generale dovrebbe accollarsi l’onere della prova.
    Personalmente mi vergognerei di affermare che i fiumi scorrono verso la sorgente senza addurre prove inconfutabili, perchè altrimenti verrei preso per pazzo.”

    Scusa…Faccio fatica a crederti

    Comment by Emanuele — 12/1/2006 #

  21. Personalmente penso che si stia perdendo il senso della morte inteso come momento del percorso di un individuo.
    Siamo bombardati da trasmissioni che ci dicono come fare per vivere a lungo, ritrovati scientifici o parascientifici per illuderci di vivere all’infinito. E la morte viene demonizzata come se fosse un qualcosa da estirpare, che egoismo e superbia questa umanità che si vuole sostituire al Creatore immortale!
    La Chiesa in questa difesa della vita ad ogni costo ritarda l’incontro con il Signore, l’entrata nella vita eterna vera destinazione per il Cristiano.
    C’è una discrepanza tra la mortalità del corpo e l’immortalità dell’anima!
    Credo che sia più umano e forse anche Cristiano che una persona, tenuta in vita artificialmente, possa decidere di fermare la propria esistenza senza ulteriori sofferenze, e se credente,avvicinarsi a Dio.
    Come è già stato fatto presente, anche Giovanni Paolo II ha preferito morire in Vaticano piuttosto che rimanere in vita in una camera d’ospedale, magari con dei tubi infilati nei polmoni per respirare.

    Comment by coldax — 12/1/2006 #

  22. Vero, per questo da cattolico ne sono favorevole… Anche se per un cattolico, a dire il vero, è molto difficile perchè la vita è un dono.

    Comment by Emanuele — 12/1/2006 #

  23. Certo che la vita è un dono di Dio.
    Ma è anche vero che bisogna considerare ciò che è naturale da ciò che è artificiale.
    E’ un ragionamento semplicistico, me ne rendo conto, ma una persona come Welby vive di vita propria o per una macchina? E quest’ultima è contemplata come strumento di Dio o dell’uomo e della sua potenza?
    Ecco il contrasto per la Chiesa e la sua difesa della vita, ma nello stesso tempo è materialista sul concetto di morte!
    Mi piacerebbe sentire le giustificazioni di quelli che sostengono la parte del Vaticano. Per aprire un sereno confronto e per capire di più le motivazioni sulla contrarietà a casi come quelli di Welby ed altri.
    Vedo che ci sono cattolici molto più avanti rispetto alle idee della gerarchia ecclesiastica!

    Comment by coldax — 12/1/2006 #

  24. Il problema non sta infatti nell’essere atei, cattolici o mussulmani.

    Quando comunque i valori religiosi sono sottoposti al vaglio di un intelligenza, allora la convivenza diventa possibile e anzi piacevole.

    Quando manca l’intelligenza, allora siamo di fronte all’estremismo religioso, con i problemi che vediamo ogni giorno.

    Io credo che alla fine tutto stia nella capacità di mettersi veramente nelle sue braghe (pantaloni) e capire che vita sia quella.
    Se capitasse a me gradirei molto che per petà qualcuno mi aiutasse a morire.

    So che al suo fianco ha un sintetizzatore per poter parlare, sicuramente in qualche modo può controllare tale macchina, non sarebbe possibile modificarla affinchè potesse essere lui stesso a controlare la sua morte (sia iniezione sedativo sia scollegamento del ventilatore polmonare)?
    La modifica del macchinario sarebbe legale e nessuno potrebbe essere incolpato di una morte che lui stesso ha “causato”.

    Comment by Daniele — 12/1/2006 #

  25. Non è che se a decidere di morire un altro allora tutti gli altri non devono potersi esprimere. Lo stato rappresenta tutti, la legge che consentirebbe l’eutanasia sarà dello stato e ciò che è dello stato importa tutti i consociati.
    La “contro tesi” “Non sei tu a decidere di morire quindi lascia fare agli altri ciò che vogliono se ciò non ti importuna direttamente” non è dunque valida.
    Detto ciò, io sono comunque favorevolissimo all’ eutanasia.
    Porterei tuttavia più attenzione nel dibattito alla figura del medico che si troverebbe comunque a togliere una vita, anche se per sua scelta volontaria.

    Comment by Anonymous — 12/2/2006 #

  26. Non sò cosa vorrei se fossi un malato terminale,figuriamoci se dovessi decidere per un altro.
    Mi sembra sbagliato proporlo come confronto tra laici e cristiani,infatti il medico che dovesse praticare l’ignezione, cattolico o no, come potrebbe sentirsi sapendosi concausa della morte di un altro?

    Mio padre a 92 anni venne cateterizzato, non acettando questa situazione si strappò tutti i tubi e dopo tre giorni morì.

    In quel periodo ho visto in corsia un 94enne messo in dialisi.

    Ho conosciuto il prete dell’ospedale, mi ha spiegato
    le sue difficoltà con i medici, che per ragioni etiche legate al giuramento di Ippocrate,pensano che la morte sia una sconfitta per la medicina e per questa ragione si sentono autorizzati in ogni momento ad usare qualunque terapia anche la più cruenta per evitarla.

    Credo che il vero problema sia propio lì nel momento in cui si decidono le terapie,dobbiamo essere informati e ci devono essere dati tutti gli elementi per decidere con serenità se è una giusta cura o un accananimento terapeutico che dobbiamo avere la possibilità di rifiutare.

    Oggi negli ospedali con più i medici sono di fama con meno ascoltano i malati e i suoi familiari sopratutto se quest’ultimi non sono “nessuno”,

    se ci si proponesse una legge per migliorare questo credo che verrebbe votata da tutti,ma è sempre stato considerato utopico togliere potere a chi “conta”.

    Comment by Anonymous — 12/3/2006 #

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