November
30

Diciamo qualcosa di sinistra : Quinta Puntata

Personale Comunale e Consulenze

Altro tema poco trattato.
Chi si propone per gestire l’amministrazione comunale dovrebbe anche farci sapere come intende gestire i rapporti con i sindacati del personale interno e che politica intende fare in questo campo.
Premesso che sarebbe opportuno impegnarsi ad una "moratoria" delle assunzioni, e della concessione di consulenze, per il primo anno di amministrazione, i punti da affrontare possono essere almeno questi :

1. Richiesta formale in consiglio comunale, da parte della minoranza consigliare, di un documento informativo che dica quanti sono i dipendenti comunali (ed i consulenti) e quanti sono quelli delle società controllate dal comune.

2. Il totalone così ottenuto doverebbe essere agevolmente suddivisibile per area funzionale, od operativa, indicando il numero di dirigenti, impiegati direttivi, impiegati, personale esecutivo e consulenti (numero consulenti e costo annuale complessivo)

3. Stima del personale che dovrebbe andare in pensione nel prossimo triennio.

4. Altre informazioni a discrezione del presentatore della richiesta…

Sulla base di quest’informazione può essere pensato un vero e proprio programma d’intervento con alcune priorità da contrattare con le rappresentanze dei dipendenti :

* incentivazione e concessione del part-time con modalità tali da garantire il miglior servizio al cittadino e, nello stesso tempo, una situazione utile per i tempi delle persone che lavorano in Comune.

* può essere rivisto anche l’orario di lavoro ed i tempi d’apertura degli uffici, sempre con lo spirito di cui sopra.

* accordo quadro per consentire la massima mobilità (attraverso forme d’incentivazione al personale che si sposta di settore e di mansione) al fine di garantire costanza d’efficienza nei servizi al cittadino con particolare priorità ai servizi sociali, alla scuola, …

* revisione attenta di tutti i contratti di consulenza in essere cessando quelli hanno raggiunto gli obiettivi per cui erano stati stipulati o che possono essere surrogati attraverso la mobilità del personale comunale e/o con forme d’incentivazione dello stesso.

* non c’è alcun dubbio che la revisione delle consulenze è una delle poche strade che può portare a concreti, ed importanti, risparmi in modo tale da poter finanziare adeguatamente tutti gli incentivi, che sono assolutamente necessari per stimolare un "cambio di passo" della macchina comunale.

* formazione reale, non finalizzata solo a far lavorare i "consulenti" amici, del personale allo scopo di far svolgere meglio i compiti assegnati ed, eventualmente,  sostenerne un cambio d’incarico.

Un capitolo a parte riguarda la struttura informatica comunale.

Se il buongiorno si vede dal sito internet direi che dovrebbe essere totalmente da rifondare.

Ma può anche essere messa meglio di quello che si può immaginare ed il sito internet è uno scandalo da imputare ad altri.
In ogni caso al responsabile dei servizi informatici si proporrà un incarico biennale con obiettivi chiari e con tempi di realizzazione vincolanti.

Se non raggiunge gli obiettivi lo si accompagna cortesemente fuori dal Comune e si incarica un altro al suo posto.

Vale lo stesso anche per tutti gli altri dirigenti al vertice del Comune.

Se raggiungono gli obiettivi, ovviamente, saranno correttamente compensati.

I soldi per finanziare i risultati raggiunti dal personale verranno anche dal risparmio ottenuto rinunciando al "lusso" del city manager che, in una dimensione come quella comasca, è veramente impensabile.

E’ sufficiente che sindaco ed assessore al bilancio siano persone capaci di gestire una piccola squadra di dirigenti.

Se non sono capaci di fare questo, da soli, è meglio che non si propongano per questi incarichi e facciano altro nella vita.

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  1. Insomma, vuoi gestire il comune applicando i più sani principi di conduzione aziendale, di stipula di rapporti, di trasparenza, di efficienza amministrativa.
    Mi fa piacere che ciò per te significhi “dire qualcosa di sinistra”, ma penso che l’obiettivo sarebbe meglio raggiunto mettendo insieme un gruppo di cittadini competenti che siano al di sopra del dualismo destra-sinistra (sovente identiche nell’inefficienza amministrativa) che non siano mai stati coinvolti in passato nella politica.
    Proponiti come sindaco che ti voto sicuramente. Se hai bisogno di un assessore dimmelo (alla cultura, alle finanze, ai rapporti con la curia - scherzo -).
    Mi piacerebbe fare l’assessore ai lavori pubblici e vedere le facce incredule degli abituali fornitori del comune quando si sentirebbero dire che “no, grazie, abbiamo preso un altro fornitore che costa il 30% meno”).
    City manager da centinaia di migliaia di euro all’anno ? Un buon piccolo industriale o dirigente d’azienda alla vecchia maniera potrebbe gestire il comune in modo efficientissimo e brillante per molto meno, magari anche perchè si sentirebbe orgoglioso di fare bene qualcosa per la comunità. A Como di gente così ce ne è quanta se ne vuole.
    Ma il sistema della politica non è permeabile a queste persone.

    Comment by Condorcet — 12/1/2006 #

  2. @ Condorcet tu poni una sottolineatura un pò troppo “aziendalistica” a mio giudizio.
    L’analisi dei problemi può essere fatta in modo simile a quello che tu ipotizzi ma la soluzione mi appare meno assimilabile a quelle praticabile in una società privata.
    Tra l’altro non vorrei cadere nello schema tipico della destra dove basta che uno abbia un’aziendina e, per default, è certamente in grado di gestire al meglio un comune.
    Non è così, per molti aspetti, e la vicenda di Albertini a Milano lo testimonia ampiamente.
    Viceversa, l’attività positiva svolta da Veltroni o da Chiamparino non si spiegherebbe visto che non hanno nessuno esperienza manageriale pregressa.
    Prima di tutto, stiamo parlando di un ente che dovrebbe fornire servizi con la bellezza di un migliaio di addetti (così ad occhio e croce, ma mi piacerebbe leggere un dato puntuale).
    Non conosco quasi nessuno di Como che abbia lavorato nel management di un’azienda di questa dimensione.
    In ogni caso, vista la profonda, e visibile, demotivazione di molta parte del personale, la ricerca delle soluzioni non
    può che passare per un accordo, difficile ma assolutamente necessario, con le rappresentanze sindacali magari mettendo in campo un pò di intelligenza e di creatività nel ricercare soluzioni.
    Ovviamente servono anche un pò di soldi che vanno ricercati dove è possibile trovarli, cioè nelle consulenze ed eliminando il lusso del city manager, per fare un esempio concreto.

    Comment by S.Just — 12/1/2006 #

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