30
Per le primarie
Credo che mai come in questo momento sia opportuno che il centrosinistra organizzi le elezioni primarie anche a Como per stabilire le candidature a Sindaco e alla Presidenza della Provincia con cui la coalizione vuole presentarsi alle ormai prossime elezioni amministrative di primavera.
L’input nazionale per lo svolgimento di questo passaggio solenne può davvero consentire di riattivare il circuito democratico riannodando un filo politico che le forze vincitrici delle ultime elezioni politiche hanno lasciato in sospeso.
Ma non esiste solo una ragione formale per organizzare le elezioni primarie. Se fosse un puro passaggio organizzativo allora si risolverebbero nella celebrazione di un rito interno alla logica dei partiti che non porta valore aggiunto. E’ opportuno che i partiti guidino con attenzione e coraggio questo momento sapendo di essere un punto di riferimento imprescindibile. Infatti saranno le sedi naturali dei Ds e i Circoli della Margherita a essere centri di riferimento per incanalare il consenso. Sapendo che vi è l’esigenza di riprendere le molte istanze presenti sul territorio provinciale e di portarle ad una sintesi organica. Sarebbe velleitario considerare UNICO lo stimolo alla partecipazione indotto dai partiti. La forma politica tende ad avere maggiore libertà, sintomo che comunque ci sono molte espressioni sociali che cercano dialogo e portano istanze reali che vanno ascoltate.
Mettendo insieme tutte le energie disponibili e proponendo candidature davvero competitive si può pensare di trovare una piattaforma credibile per contrastare il centrodestra meno incline a forme di partecipazione diffusa in cui sia davvero ascoltato il volere di quel corpo sociale che si vuole rappresentare. Tra l’altro non comprendo appieno come il più grande partito italiano, Forza Italia, in una realtà blindata come quella lariana necessiti di un commissario politico in servizio permanente. L’idea che si nominino i dirigenti e non si scelgano quadri politici e candidature con un leale confronto mi sembra inaccettabile, ma è uno schema che giudico dall’esterno e pertanto ne dissento.
La mia impressione è che bloccare oltremodo le energie interne ad un partito porta all’esplosione di tensioni. Credo quindi che siamo vere le ragioni di chi ha deciso di "spaccare" all’interno di Forza Italia e ancor più lo siano quelle di chi, come Veronica Airoldi in An, con atti di coraggio decide di chiamarsi fuori da un partito nel quale ha militato per anni. Alzando lo sguardo trovo ancor più sconcertante che Fini abbia potuto escludere Storace dall’esecutivo nazionale di An. Senza ripetermi dico semplicemente che ho un’altra idea della democrazia partecipativa.
Le primarie come momento sistematico per la ricerca di confronto, di proposizione e di mobilitazione mi sembrano un segnale positivo che le forze dell’Unione possono lanciare agli elettori. Allontanando il sospetto che solo qualcuno decida chi e come ci sia presenta alle elezioni, quelle che si terranno nella prossima primavera.
Semmai vorrei porre all’attenzione delle forze politiche l’idea di creare un sistema aperto di elezione primaria. Se lo scopo è quello di rimotivare la gente e di trovare energie e passioni che possono dare un impulso decisivo per una svolta sul nostro territorio allora è altrettanto vero che a nessuno interessa escludere persone dalla competizione o puntare solo su dinamiche di partito o appartenenza dichiarata. Quello che suggerisco è semplicemente che, come in alcune realtà americane, si consenta a tutti i cittadini di partecipare. Di esprimere liberamente il proprio apprezzamento per una candidatura e se possibile anche per un programma che sia ricco di contenuti per un’affermazione convincente alle elezioni.
Mi piacerebbe pertanto che in tempi rapidi, senza che l’agenda dipenda sempre da fattori esterni, i partiti politici promuovessero le condizioni per affrontare questo momento sapendo che c’è tanta gente che vuole dire la propria e portare un contributo. Così si alzerà di certo il livello politico e si potrà arrivare ad una forma di partecipazione consapevole e matura. E per chi guarda al Partito Democratico si potrà dire di aver posato una prima pietra di questo futuro senza tema di trovare solo per via congressuale una scorciatoia per risolvere i tanti problemi e per superare i tanti limiti che la coalizione di Governo sta incontrando.


Forse il problema è solo che un candidato disposto a fare una vera campagna elettorale ed a presentare un minimo di programma potrebbe sovvertire facilmente lo schema dei piccoli segretari di Como.
E’ un rischio minimo, ma pur sempre un rischio, quindi la soluzione sarà quella di perdere tutto il tempo possibile e di celebrare, se proprio si deve, un rito inutile.
Ci sono persone che le primarie le chiedono da settembre quindi direi che siamo molto oltre il tempo massimo per organizzare qualcosa di minimamente serio.
Comment by S.Just — 11/30/2006 #
Certo le primarie! Un gran sogno. Avanti tutta. Senza attendere. Ciao
Comment by Anonimo — 11/30/2006 #
E’ diverso tempo che le aspettiamo e che speriamo in cambiamenti, solo che non ne vedo cambiano i nomi, ma non le teste anzi forse peggiorano, ma del resto capisco “squadra che perde non si cambia”.
Comment by Deluso — 12/1/2006 #
Tutte belle parole, ma penso che cadranno nel vuoto delle menti vuote del triste direttorio di quello che è un abbozzo di partito democratico, che nascerà solo dopo la riunione programmatica e spartitoria delle poltrone. Ora non gli serviamo, che gli frega di far le primarie, che gli frega degli elettori? Tanto i giochi sono fatti
Comment by Anonymous — 12/1/2006 #
Secondo me hanno paura di perdere gli agi che hanno accumulato in tanti anni di colpevole e silente opposizione e quindi anche concordando con il pensiero esposto devo dire che è pura utopia. Rassegnamoci.
Comment by Francesco Malinverno — 12/1/2006 #
Diciamo che per le primarie a Como si conta sull’arrivo, per ora non ancora visibile, del “generale inverno”.
Rinvia oggi, rinvia domani, una riunioncina preliminare ed una dopo i pasti e, poco a poco, le primarie diventano qualcosa di inutile.
Sapevo che nella Margherita la tecnica del rinvio può avvalersi della presenza di maestri indiscussi certo vederli con la sponda degli inerti Ds di Como lascia senza parole.
Una domanda : ma dopo aver cambiato il segretario provinciale rinnovare anche il direttivo della città di Como non potrebbe essere il caso ?
La risposta me la dò da solo : dopo le elezioni.
Il problema è sempre quello : come mai a Como squadra che perde non si cambia ? Il detto popolare sarebbe un pò il contrario, mi risulta.
In ogni caso non fa niente, fate tutto in camera caritatis e proponeteci il nulla, sia umano che progettuale.
Noi attendiamo pazienti e, anche se, come nel mio caso, non lo abbiamo fatto mai voteremo Rifondazione.
Chissà se vedere Rifondazione al 10/12% a Como fa riflettere i “non radicali” che forse qualcosa di progressista, se non persino di “sinistra” , si sarebbe potuto anche dirlo.
Il voto amministrativo ci farà capire meglio di quanto potremmo essere ascoltati con delle “primarie” che nessun di lor signori vuole veramente organizzare.
Comment by S.Just — 12/1/2006 #
Dai raga, non credo che non faranno le primarie, non saranno mica così fessi.
Comment by Anonymous — 12/1/2006 #
Potrebbero organizzare una caccia al tesoro per trovare il seggio.
Gli indizi si possono trovare all’interno delle dichiarazioni di Furgoni e di Vivarelli.
Speriamo non sia troppo difficile individuare il luogo e che non usino frasi tipo : de l’automne Blessent mon coeur d’ne langueur Monotone
Comment by S.Just — 12/1/2006 #
Magari a Senna insieme alla Margherita… :-D
Comment by Sir Percy Blakeney — 12/1/2006 #
Percy qua il sondaggio l’avete fatto già da qualche mese…
Mi sembra che a volte “la base” arrivi prima dei vertici ma a quanto pare cambiare la punta dela piramide non servirà a nulla…
Comment by GiovaneHolden — 12/4/2006 #
No ma che punta quella che copia i discorsi… caro Giovane Holden… seguono il detto “Squadra che perde non si cambia”.. :-D poi dal comportamento è palese che della base non gliene può fregar di meno…
Comment by Sir Percy Blakeney — 12/4/2006 #