December
31

Ipocrisia Mortale…

Ci sono 5 infermiere Bulgare ed un medico Palestinese che il 20 Dicembre sono state condannate a morte… a Tripoli.

Sono 5 Bulgare… di cui scusate il termine non frega niente a nessuno… sono li… nelle galere libiche dal 1999 non da ieri… prima di Saddam.. ma nonostante gli appelli di Sofia, non ho visto Pannella fare scioperi della Fame, Napolitano ricordare che l’Italia non approva la pena capitale, non ho sentito Berlusconi dire niente.. Prodi si.. ma il minimo sindacale, dietro pressioni del governo bulgaro… non ho letto editoriali di nessuno, non ho visto partire campagne… niente..

Insomma mi domando se per un Dittatore sanguinario genocida quando viene eseguita la giusta pena, parte poco prima una campagna di richesta clemenza (senza proporre valide alternative) e dopo una campagna di condanna.. per questi non si muove una foglia… forse che contano meno.. danno meno visibilità… insomma cosa ci guadagna un politico a prendere forti posizioni per sti 6 sfigati? Niente se non far arrabbiare Gheddafi… e la cosa non è buona visto che lui investe in Italia…

Ma vediamo nel dettaglio la loro storia…delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese, accusati di avere inoculato il virus dell’Hiv a 426 bambini libici, 53 dei quali sono mort,  e che sono stati condannati a morte  dalla giustizia libica.

Il  16 febbraio  1999: Tripoli annuncia l’arresto di alcune infermiere bulgare che lavorano all’ospedale di Bengasi. Il  7 febbraio  2000: Apertura del processo contro cinque infermiere e un medico bulgaro, oltre che contro un medico palestinese.
 
2 giugno: Sofia annuncia che le infermiere hanno denunciato di essere state torturate durante l’inchiesta.
 
16 giugno 2001: Viene richiesta la pena di morte contro i sette imputati, che si sono dichiarati non colpevoli.
 
17 febbraio 2002: Il tribunale del Popolo di Tripoli rinvia il dossier alla procura, per assenza di prove in merito all’accusa di "omicidio premeditato".
 
3 giugno: La procura conferma l’accusa di "provocazione di un’epidemia" e avvia una nuova procedura.
 
26 agostp: La camera d’accusa di Bengasi rinvia il caso dinanzi a un tribunale penale della città. Due infermiere e il medico palestinese che avevano riconosciuto i fatti durante gli interrogatori di polizia affermano dinanzi alla camera che le loro deposizioni sono state estorte con la forza.
 
8 lugglio 2003: Il processo riprende per essere immediatamente aggiornato.

3 settembre: Testimoniano il professore francese Luc Montagnier e quello italiano Vittorio Colizzi. Per loro, il contagio deriva dalle cattive condizioni igieniche dell’ospedale.
 
 8 settembre: Il procuratore chiede la pena di morte, la parte civile un risarcimento di 4,3 miliardi di dollari per i bambini contagiati.
 
6 maggio 2004: Le infermiere e il medico palestinese sono condannati a morte e il medico bulgaro a quattro anni di reclusione per "traffico di valute". I sei presentano appello. A dicembre, Sofia rifiuta una proposta di Tripoli di chiudere il caso pagando dieci milioni di euro per ogni paziente contagiato.
 
7 giugno 2005: La magistratura di Tripoli rilascia dieci ufficiali libici accusati di aver torturato i cittadini bulgari per estorcere le loro confessioni.
 
23 dicembre: Accordo Tripoli-Sofia per la creazione di un fondo di compensazione internazionale a vantaggio dei bambini libici contagiati dall’AIDS.
 
25 dicembre: La Corte suprema accoglie il ricorso dei sei imputati e ordina un nuovo processo.
 
11 maggio 2006: Apertura di un nuovo processo a Tripoli.
 
29 agosto: Il procuratore chiede la conferma della pena capitale nei confronti dei sei imputati.
 
31 ottobre: Gli avvocati della difesa denunciano che gli imputati hanno subito torture.

 4 novembre: Ultima udienza: gli imputati professano nuovamente la loro innocenza, la pena capitale è richiesta.
 
19 dicembre: I sei imputati sono condannati a morte. Decidono di fare appello dinanzi alla Corte suprema della Libia. È l’ultima volta che possono farlo.

E come loro tutte le esecuzioni che vengono fatte in Cina… (non sono proprio 1 o 2) Iran, gli stessi Stati Uniti… anche li niente il silenzio, ma forse anche in quel caso parliamo di gente comune.. non ci sarebbe ritorno pubblicitario…

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  1. E’ un po’ la solita storia, se ad attaccare sono gli USA apriti cielo, succede il finimondo, se ad attaccare è la Siria, l’Iran, la Palestina o Bingo Bongo non succede nulla.
    Due pesi e due misure.
    Due anni fa due ragazzi minorenni (16 e 17 anni) sono stati impiccati in Iran con l’accusa di omosessualità, a parte le organizzazioni omosessuali nessun’altro si è mosso.
    Per Saddam si è mobilitata l’Unione Europea, per dei poveri cristi che vengono ammazzati quotidianamente non si muove nessuno.

    Comment by Ulisse — 12/31/2006 #

  2. Ho la brutta impressione che le infermiere e il medico sono pedine sacrificabili in uno schifoso gioco con la Libia. Saranno uccisi per mantenere l’ordine interno già traballante, e per il quieto vivere (commerciale) l’Europa farà qualche protesta, ma niente di reale.
    Gheddafi non è un dittatore come Saddam? Oppure sono già pronti a beatificare anche lui?

    Comment by Periferico — 12/31/2006 #

  3. Qualche reazione c’è stata, ma è stata vergognosa: si condanna la pena di morte, ma senza voler irritare Gheddafi. Qualcuno - non ricordo più chi, forse D’Alema o Prodi, ma magari sbaglio - ha chiesto la “grazia” per le cinque infermiere e il medico. Cosa ancora più vergognosa, perché la grazia si chiede per i colpevoli condannati, non per degli innocenti ingiustamente condannati. Per degli innocenti si chiede giustizia!

    Comment by stefano — 12/31/2006 #

  4. Credo che il tirarsi la “giacchetta”….su questi temi……non sia corretto.
    Se sia più o meno condannabile la soppressione di un dittatore assassino……o questa vicenda……
    Capiamoci………..già il fatto che delle persone siano sottoposte a tortura per estorcere una Verità…..è condannabile….
    Per il resto parliamo sempre di dittature…che ci aspettiamo…..!?

    Ma guardiamoci in casa nostra…dove la libertà di stampa …………… viene manipolata…..ci vengono propinate notizie distorte…..e false.

    Tutti a pensar al nostro orticello………………auguri di buon anno ai dipendenti Bennet……e a tutti i giornalisti e alle categorie minacciate.

    Comment by Morgana — 12/31/2006 #

  5. Ciao,
    complimenti x il post!
    Volevo chiedere se qualcuno sa di qualche iniziativa o campagna x chiedere giustizia x il caso citato.
    Intanto ne approfitto per segnalare un caso simile e la possibilità di aderire ad una campagna per intervenire in proposito:

    http://www.radio.rai.it/radio1/zapping/index.cfm

    Se qualcuno venisse a conoscenza di qualcosa di simile per il caso descritto nel post o altri analoghi, lo prego di farmelo sapere via mail, all’indirizzo:

    guido_migliardi@hotmail.com

    grazie mille,
    ciao,

    Guido

    Comment by guido — 01/11/2007 #

  6. Solidarietà alle infermiere bulgare condannate
    Marco Baratto*

    Lo scorso 22 dicembre una la corte penale di una nazione che si affaccia sul Mediterraneo (la Libia, ndr) ha condannato alla pena capitale cinque infermiere bulgare e un medico palestinese nonostante che la comunità scientifica internazionale abbia dimostrato la totale innocenza in merito ad un presunto contagio di persone.
    Trovo sconcertante che l’opinione pubblica internazionale non si sia sufficientemente mobilitata esprimendo, non solo la condanna contro una simile sentenza, ma neppure la dovuta solidarietà al governo della Bulgaria (da poco entrata nell’Unione Europea) ed alle autorità Palestinesi.
    Sarebbe corretto che ogni assemblea elettiva del nostro Paese si faccia portatrice di un ordine del giorno nel quale si ribadisce non solo la contrarietà alla pena capitale ma anche la vicinanza e la solidarietà del popolo italiano a quello bulgaro in questo particolare momento.
    Inoltre, in occasione della ormai imminente settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, sarebbe un gesto di vero ecumenismo nei confronti della Chiesa Ortodossa Bulgara se in ogni Chiesa si pregasse per la liberazione di queste sfortunate infermiere e del loro collega.

    * Marco Baratto, Associazione Culturale Euromediterranea

    Comment by ass.culturale euromediterranea — 01/22/2007 #

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