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Le ultime stoccate..
Dalle Lettere all’araldo… oggi la perla è quella di Luciano Forni ex-Senatore DC oggi riciclatosi nella Margherita, una missiva che ci fa capire che è IMPOSSIBILE la nascita del Partito Democratico fin quando ci saranno zavorre del genere, che vedono il RIFORMISMO, i DIRITTI CIVILI, come nemici e che corrono dietro al voto cattolico… pronti a far tutto e di più per tornare in sella, più belli e forti di pria… pronti a combattere Pacs, interruzione di gravidanza e parto indolore.. e per ricordarci che dovete soffrire….
Avvilire la famiglie significa porre le premesse del disordine
Chissà se quanti sono angosciati da ciò che avviene nella scuola e nella società per la perdita di senso della dignità e della serietà da parte dei giovani pensano alle cause? Chissà se di fronte al dilagare della violenza si è disposti a trovare le ragioni profonde?
In genere si fanno discorsi complicati e si inseguono le elucubrazioni di psicologi e di sociologi, talvolta di moralisti, che danno spiegazioni spesso contraddittorie, che lasciano fuori però ogni riferimento alla responsabilità personale. La realtà è diversa: la causa è di ricercarsi nell’uomo, nelle sue convinzioni e nei suoi comportamenti conseguenti.
Voglio qui richiamare il principio classico: Bonum ex integra causa. Malum ex quocumque defectu (Il bene deriva da ordine e perfezione; il male da ogni cedimento e mancanza). Per questo si dà importanza all’educazione al bene (bonum), evitando mancanze (defectus).
La famiglia in tutto questo processo ha un ruolo determinante. Se la famiglia fondata sul matrimonio, che fa assumere responsabilità precise, è ordinata al bene con una continuità senza pause, l’educazione dei figli sarà anch’essa ordinata. Se la famiglia è una convivenza di un uomo ed una donna, o di due uomini, o due donne, finalizzata al soddisfacimento di esigenze emozionali magari profonde e, in questo, tutto si esaurisce, non può esserci educazione dei figli, laddove, naturalmente o artificialmente, ci sono. Da questo derivano poi le conseguenze che abbiamo lamentato.
Nota di SPB: Se non fosse chiaro praticamente, secondo Forni, (cognome..che mi evoca tristi ricordi) cari amici etero e gay (si si tutti e due…) se vi sposate (preferibilmente in chiesa,OVVIO) siete persone che perseguono il Bene ed i Vostri figli saranno dei Bravi Bambini, mentre se invece convivete…no siete dei viziosi…magari amate.. ma sempre viziosi siete…e quindi i Vostri figli crsceranno male! Capito!…
Se poi solo in base a ragioni statistiche, vogliamo riconoscere, per legge, come famiglia, (anche se lo sottaciamo) qualsiasi unione, distogliamo l’istituto familiare dal suo bene ultimo, cioè l’educazione dei giovani. Se è precaria la famiglia non ci sarà nessuna norma certa di comportamento salvo il non uccidere, ed il non rubare (nella forma più classica).
La società fondata sulle famiglie, non solo e non tanto sulle aggregazioni sociali, ne soffrirà e obbligherà lo Stato, come sta facendo, a legiferare per contenere i disordini derivanti dal primo e grave cedimento sulla famiglia. La legislazione, già in atto, proibisce ed ordina comportamenti già insiti nel percorso verso il bonum (da non drogarti, non ubriacarti, fino a non mangiare disordinatamente, non fumare, non fare sesso prima di 13/14 anni, rispetta le donne, onora i bambini, ecc…).
Nel 1600 è iniziata casistica minuta nell’osservanza della morale che per i Cristiani e gli Ebrei sono i dieci comandamenti. Oggi purtroppo l’uomo, come diceva il Porta della sua «Ninetta del Verzè», è una “vigna senza sciès”, una vigna senza recinzioni, dove gli animali, pascolano e distruggono. E’ inutile fare sottili distinzioni fra diritti personali e riconoscimento delle unioni di fatto (tutte quelle possibili), Avvilita la famiglia così come descritta nella costituzione e nella legge sui diritti della famiglia, saggia e moderna, votata dopo il riconoscimento del divorzio, si pongono le condizioni di ogni disordine.
Per questo ha ragione la Chiesa, non perché è dogmatica, opprimente, ma perché, come diceva Giovanni XXIII, è «mater et magistra» con un’esperienza, umana prima che spirituale, di secoli.
Luciano Forni
Como


Mi chiedo come si possano dire castronerie simili, quanti figli di ‘buone famiglie’ ne combinano di ogni, dallo spaccio di coca allo stupro, tutti figli di gente per bene, persone rispettate, bravi professionisti e bravi cattolici.
Tutte queste parole sono solo frutto di demagogia spicciola dette al solo ed unico scopo elettorale.
I problemi sono altri, prima di tutto ci vuole una seria politica per la famiglia non come quella che abbiamo oggi che fa ridere, in secondo luogo la realtà cambia e far finta di non vederla porta solo guai, oggi molti giovani convivono, come molti divorziati che non se la sentono di affrontare un altro matrimonio, la morale pubblica è cambiata, quarant’anni fa ci si scandalizzava per le gambe delle Kessler oggi non ci si scandalizza nemmeno per le foto discinte messe in primo piano in tutte le edicole. Sono fenomeni che non si possono ignorare, le cose sono due o si vive in un mondo tutto nostro che non ha niente a che vedere con la realtà e allora si tirano fuori simili cavolate oppure lo si fa solo per qualche scopo recondito pur sapendo che sono stronzate, come quel tale Calderoli che emana una legge elettorale pur sapendo benissimo che è una legge pessima (e lo ammette pure).
La gente, le famiglie, oggi non hanno bisogno di parole ad effetto hanno bisogno di soluzioni, la brava e bella famigliola alla mulino bianco, oggi è preoccupata per la figlia che convive con il ragazzo e non ha alcuna tutela, è preoccupata per il figlio o la figlia omosessuale che vine discriminato/a e si ritroverà a dover combattere in una società bigotta e chiusa.
La famiglia oggi non riesce ad arrivare a fine mese perchè il costo della vita è praticamente raddoppiato dall’introduzione dell’euro ma non gli stipendi che invece sono sempre uguali.
Bisogna dare soluzioni a questi problemi non riempirsi la bocca di belle parole che non concludono niente.
Comment by Ulisse — 12/31/2006 #