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Necrofilia politica
Dopo il prode Ferrando, che da una costola di Rifondazione comunista aveva partorito il "Partito comunista dei lavoratori", ecco che settimana scorsa è nato, da un’altra costola, il "Partito di alternativa comunista" di tale Francesco Ricci. Ormai ho perso il conto: quanti sono i "partiti comunisti" in Italia? Sei, sette, otto? A me tutti questi - da Bertinotti in giù, fino ai suoi epigoni in sedicesima - fanno l’effetto di sciacalli che si accaniscono su una carogna ormai putrefatta. C’è ancora qualche brandello di carne da rosicchiare da quell’atroce e feroce fallimento storico che è stato il comunismo? Che cosa gli ci vuole ancora prima che aprano gli occhi? Più li guardo, li sento parlare e leggo le loro dichiarazioni - Ricci annuncia "un convegno internazionale per ricordare la Rivoluzione d’ottobre" -, più mi rendo conto che il comunismo è stato - ed è - davvero una religione: nessuna smentita storica lo può scalfire. E mi verrebbe da ridere, se solo non ci fosse da piangere.
In un’altra pagina del Corriere della Sera, da cui ho appreso la notizia della nascita del nuovo zombie comunista, leggo un’intervista con Ramon Mantovani, duro e puro di Rifondazione comunista. All’Italia propone come modello il Venezuela di Chavez, con le sue nazionalizzazioni e con la "cubanizzazione" progressiva che sta mettendo in atto laggiù.
Oggi, dice Mantovani, "nazionalizzare come ha fatto Chavez è controcorrente. E’ alternativo rispetto alle principali teorie economiche del momento". No, più che controcorrente e alternativa, questa ricetta si è rivelata fallimentare tutte le volte in cui la si è applicata. E’ la solita vecchia fissa comunista di accentrare tutto nelle mani nello stato e, di conseguenza, creare una casta di burocrati, pletorica e parassitaria, che immiserisce la popolazione. E io non capisco perché uno stato onnipotente e onnipresente dovrebbe essere considerato più "buono" e più affidabile o offrire più garanzie degli equilibri che si formano, di volta in volta, nei mercati. Fatto sta che, se dipendesse da me, io a questa gente non darei da amministrare nemmeno il condominio dove abito.


Io ci ho sempre creduto, e ci credo ancora. Diro’ di piu’: se il comunismo (non il totalitarismo, attenzione) non funziona, la colpa e’ degli uomini. Se fossero animali sociali e non iene assetate di sangue (e denaro), il mondo sarebbe migliore. Io ho il mio stipendio di 1000 euro, sono felice e non aspiro ad arricchirmi sulla pelle altrui. Ogni giorno vado al lavoro con lo spirito di servizio verso tutti quelli che incontrero’. Non sarebbe bello che il denaro venisse democraticamente distribuito per rendere tutti i cittadini piu’ simili? C’e’ chi ha tre automobili e chi neanche la bicicletta. Perche’? Potremmo averne tutti una e vivere senza grandi invidie.
Infine, lo Stato e’ lo Stato: a chi affidarsi altrimenti? A Bruni? A Gaddi? A Berlusconi?
Ritengo ancora che uno Stato forte sia meno pericoloso di un individuo forte.
Comment by S. — 01/11/2007 #
ciao. Mi pare che Lameduck ti avesse mandato una giusta risposta: vabbe’ ma se il comunismo è morto, sta tranquillo no? (nn ricordo le parole esatte ma il senso era questo). Io aggiungo “mangia”
cloro.
Comment by cloro — 01/11/2007 #
Atroce e feroce fallimento storico. Lo si dice da così tanti anni ormai.. come per dire di aver vinto una guerra anche quando non è vero. Il mondo “libero” ha combattuto una con le armi e con gli slogan questa diddatura personificata nel blocco sovietico, e ora che quel blocco non esiste più continua a ripetere che il comunismo è atroce, feroce e fallito. Perchè? Se ne deve convincere? Deve convincere? Perchè si ostina quel certo mondo e modo pensante a dire a tutti e a tutto che il comunismo è fallito? Perchè? I maestri direbbero “esorcizza”. Di sicuro il comunismo è una religione, una religione laica senza Dio, con l’eccessivo culto della persona e dell’ordine e delle regole. Come i Fascismi. Ma i fascismi si fermano lì, il comunismo va oltre, e allora va a finire che con tutti i suoi limiti storici, ideologici e pragmatici, il comunismo funziona. E funziona quando non vuole imporsi come unica strada di salvezza, propria delle religioni, ma quando si instaura come modello economico e sociale in una comunità , senza teorie espansionistiche militarizzate. Al contrario di un certo mondo “libero” che vuole esportarsi con le armi pesnati e gli slogan esaltanti. Tanto più che quel mondo “libero” fatto di mercati è una oligarchia multinazionale, sovraterritoriale e sovragovernativa, che tira i fili e detta le leggi, nascosta da immense pareti di petroldollari, tanto nascosta da essere invisibile, tanto invisibile da credere che non esiste. O da farci credere. Io alle bugie preferisco sempre le verità . E quel potere oligarchico e lobbistico così ben instaurato e ingrassato può aver paura solo di una cosa, del comunismo che funziona. Il comunismo è una teoria economica e sociale, ma dove funziona meglio è proprio nell’economia. Non ci si crede? Il mondo “libero” nel suo santo intento di abbattere il blocco sovietico si è perso la Cina. Il blocco sovietico nel suo intento di colonizzare il mondo “libero” si è perso per strada. Conclusione, attualmente la più grande potenza economica planetaria e demografica è comunista. E il mondo “libero” cosa fa? Quello che facevano i gerarchi sovietici: vuole colonizzare il mondo.
Comment by Marquez De Savedra — 01/11/2007 #
“Conclusione, attualmente la più grande potenza economica planetaria e demografica è comunista. ” Mi segnerò la data dell’11 gennaio 2007 per una fondamentale scoperta: l’economia americana è comunista.
Forse fraintendo, e intendeva la Cina, che comunque non è la più grande potenza economica attualmente: l’economia cinese è comunista? No. Non serve altro.
Comment by Anonymous — 01/11/2007 #
ciao cadavrexquis
dici cose che a me sembrano così vere, evidenti, basate sulla esperienza storica.
ma un “attorno al 10%” non ha messo via gli eskimo della cultura alternativa.
mi dò due spiegazioni :
- la coazione a ripetere. è una nevrosi già descritta mirabilmente da freud. solo che è collettiva
- il bisogno di identità : guardarsi allo specchio e dirsi “sono diverso”, non sono come tuti gli altri, sono comunista
coazione a ripetere e bisogno di identità . e negazione delle esperienze storiche. non solo il passato del secolo breve (e la storia insegna che c’è un “secolo breve” dl nazismo 1933-1945 e un secolo breve più lungo - 1917-1989 che è stato il comunismo) ma il comunismo di mercato dei cinesi e il comunismo terzomondista di fidel castro che imprigiona le altre diffrenze, come gli omosessuali.
anch’io, quando sono stato un militante del pci, mi sentivo “diverso”
ricordo che un democristiano (allora il “nemico”) mi disse: guarda che pisciamo tutti allo stesso modo
chiaro ed efficace
Comment by amalteo — 01/11/2007 #
Oltre che pisciare defechiamo anche tutti allo stesso modo. Solo che la quantità e la qualità di quello che espelli molte volte dipendono da quanto riesci a procurarti da mangiare.Ed in questo siamo diversi.
Il comunismo è morto? ed il capitalismo vive di buona salute e produce mirabili valori (oltre che merci)?
Io preferisco pensare ad un uomo che abbia il coraggio di rimettersi in discussione, sempre.
E poi l’eskimo è bellissimo così come il non sentirsi omologati.
Comment by Mario — 01/11/2007 #
Fatico a comprendere certe affermazioni che leggo. Il vero comunismo non va confuso con la sua degenerazione, legata alla debolezza dell’uomo. Sarebbe come dire che anche il cristianesimo e’ un fascismo, dal momento che poche persone in Vaticano pretendono di dettare la linea di pensiero dei credenti di tutto il mondo. E invece, pensiamo quanto sarebbe positivo se il messaggio francescano fosse universalmente accettato.
In maniera analoga, il principio del lavoro per la collettivita’, con la tutela dei deboli, sarebbe a mio parere un fatto estremamente innovativo. Ma e’ difficile superare la piccolezza delle nostre pulsioni. Preferiamo vivere in un mondo di squali, perche’ ognuno di noi vorrebbe essere uno squalo. Pero’ ci sono anche i pesci piccoli.
Il comunismo e’ fallito, d’accordo. Credo che la ragione sia evidente: certe idee sono sempre minoritarie (come il messaggio cristiano profondo), mentre sono facili le propagande con la forza (come l’evangelizzazione delle Americhe). L’uomo e’ definitivamente un animale sanguinario, e questo e’ tutto. Ma non dovremmo andarne troppo fieri.
Comment by S. — 01/11/2007 #
w il comunismo e la libertÃ
Comment by luciano — 01/11/2007 #
Il comunismo è fallito perchè nessun regime comunista si è dotato di quei minimi meccanismi di autocontrollo su cui si basano le democrazie nate dall’Illuminismo inglese e francese, quei meccanismi che oggi sono alla base delle constituzioni dei paesi civili.
Fare funzionare una società e uno stato secondo questi principi di democrazia è difficile, per cui si comprende la frenesia dei “rivoluzionari” di creare una “società nuova” attraverso scorciatoie.
La storia ha mostrato che non ci sono scorciatoie verso una società nuova, più egualitaria e migliore, nella democrazia.
E ha mostrato che i mostri politici, i più conservatori dei conservatori, sono proprio quei leader e i membri degli apparati di governo dei regimi-scorciatoia e totalitari verso una società “migliore”.
La Cina oggi sta cercando una diversa scorciatoia, in questo caso verso una società capitalista. Malgrado l’estrema capacità e lungimiranza dei governanti, che non a caso hanno alle spalle millenni di civiltà , gli squilibri sono evidenti e probabilmente presto emergeranno. Difficile far convivere capitalismo sfrenato e povertà . Auguri alla Cina di saper superare gli inevitabili scossoni del processo che hanno avviato senza dover ritornare al totalitarismo del regime comunista precedente.
Comment by Condorcet — 01/11/2007 #