February
9

Dico ma non FA

Si chiama DICO il nuovo disegno di legge del governo sulle coppie di fatto.
E’ un progetto al ribasso, della serie che meno di così c’è il nulla.

Prima di tutto niente dichiarazione congiunta, quindi niente ‘cerimonia’ ma solo dichiarazioni separate o anche individuali, in tal caso chi fa la dichiarazione deve avvisare il convivente tramite lettera raccomandata. Francamente a me viene da ridere dover spedire una raccomandata al mio compagno per avvertirlo che viviamo insieme.

Poi non sancisce il pieno diritto del convivente a far visita al compagno o alla compagna in ospedale ma lascia alla struttura sanitaria la facoltà di permetterlo o no.

Quindi se dovete ricoverarvi d’urgenza, magari per un infarto, abbiate l’accortezza non di farvi ricoverare nel più vicino nosocomio ma in quello più laico anche se magari più lontano, però cercate anche di non morire se non convivete da almeno nove anni altrimenti la persona che amate non potrà ereditare la sua quota del vostro patrimonio e dividerlo con il vostro odiato fratello che da sempre vi riempie di scherni perchè siete frocio.

E si, il vostro amore non potrà ereditare tutti i vostri averi ma dovrà dividerli con i vostri parenti, se penso che il mio (eventuale) amore dovrà spartire i miei beni con certi parenti che non vedo da secoli mi viene un attacco di bile.

Se finite in un ospedale consenziente l’amore della vostra vita potrà chiedere permessi lavorativi per accudirvi solo se siete insieme da tre anni altrimenti ciccia, sempre tre anni vi serviranno invece per subentrare nell’affitto della casa qualora rimaneste vedovi.

La reversibilità della pensione invece è rimandata sine die, nessuna decisione è stata presa perchè tutto è rimandato ad una (eventuale) riforma delle pensioni.

Ora io dico, a due che si sposano tutti questi diritti vengono concessi immediatamente, a chi convive no.

Va bene, visto che esiste il matrimonio, chi sceglie di convivere o mangia la minestra oppure … ma gli omosessuali sono COSTRETTI a mangiare questa minestra perchè per loro il matrimonio non esiste.

Date anche a loro questa opzione di scelta e forse allora dirò che i DICO sono una buona legge, fino ad allora invece io dico che i DICO sono una emerita presa in giro.

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  1. Insomma la legge “DICO” tenta di salvare “capra e cavoli” …il Vaticano e lo stato italiano ..
    il classico piede in due scarpe..

    Comment by speaker's corner — 02/10/2007 #

  2. la classica soluzione all’Italiana,fatta per non perdere la cadrega.

    Comment by alcar — 02/10/2007 #

  3. E’ un primo passo, non c’è un divieto di andare oltre.
    Per la legge da ancora troppi pochi diretti, ma penso che cmq la “barriera” dei tre anni sia giusta.

    Comment by Anonymous — 02/10/2007 #

  4. STUDENTI INDECISI !!!!! … Meditate! …. Questo e’ il momento di assicurarsi una bella laurea in legge…perche’ il cittadino normale avra’ molto bisogno di voi per sgarbugliare le faccende sulle convivenze… Vi pagheranno a peso d’oro.
    .. GOOD LUCK!!!!!

    Comment by speaker's corner — 02/10/2007 #

  5. Immaginate un/una convivente maleinformato/a in che fogna si va a mettere… se prima di pensare alla convivenza non pensasse a ingaggiare un dottore della legge ?

    Comment by speaker's corner — 02/10/2007 #

  6. @Anonymous: Un governo riformista fa le riforme.. non ha paura.. e non si consulta con la chiesa su come stilare una legge..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/10/2007 #

  7. E’ vero, questa legge è penosa, vergognosa etc etc ,ma ora si tratta di affermare la piena sovranità nazionale dell’Italia. Se il Parlamento dovesse bocciarla sarebbe proprio l’ammissione pubblica, di fronte al mondo, della dipendenza da uno Stato straniero. Solo per questo deve passare. Sarebbe il goal della bandiera nel “cappotto” inflittoci dal Vaticano: 9 a 1. Almeno spero si riesca a segnare quest’unica, misera rete.Per salvare la faccia.

    Comment by ser — 02/10/2007 #

  8. Ma secondo me non deve passare questa vergognosa legge, io gente cosi che governa non la voglio, come non voglio quelli di prima, che si togliessero dalle palle e andassero a Casa e poi in Chiesa, di questo passo il divorzio rischia di essere soggetto a revisione.

    NON BISOGNA ACCONTENTARSI SE SONO DIRITTI!!!

    In fin dei conti i PACS erano parte del programma no? Se non ci riescono cazzi loro, la prossima volta ci penseranno quando vanno in fabbrica a scriverlo…

    Dove vogliamo andare se si spaventano per queste cose? Queste non saranno riforme? Questa è una presa per il culo!

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/10/2007 #

  9. La politica, come qualsiasi arte, dovrebbe mirare in alto, puntare addirittura alla perfezione per poi scendere piano piano a compromessi con la realtà senza però adeguarvisi completamente. L’obiettivo deve sempre restare “un po’ più elevato” altrimenti non c’è crescita. I PACS sono partiti fin dall’inizio rasoterra e ogni compromesso era un colpo al ribasso, una vangata alla voragine in cui hanno trovato collocazione i DICO. Decisamente sottoterra, espressione di un pensare più basso della stessa opinione pubblica che, almeno nella maggoranza, quotidianamente esprime sull’argomento una mentalità molto più aperta e avanti. Si sarebbe dovuto azzerare tutto fin dall’inizio, gli stessi movimenti che rappresentano il popolo omosessuale avrebbe dovuto rifiutare, anzichè appoggiare, un’idea nata già come meschino compromesso. Il guaio della politica italiana sono i politici. Mancano leaders con idee, troppo preoccupati di arrivare al potere, costantemente in campagna elettorale grazie forse al sistema elettorale partorito con ben altre intenzioni. Solo gregari. Il precedente Governo era dipendente dagli USA al punto da decidere persino di entrare in guerra al loro fianco, convinto che un impegno di pochi mesi avrebbe consentito la spartizione del petroliobottino. Era già accaduto qualche anno prima, con un altro cavaliere come premier, ma la storia, a quanto pare, insegna poco… L’attuale Governo, succube dell’ansia da consenso, punta alla mediocrità per non scontentare il Vaticano che muove voti esattamente e più delle mafie. Che fare ora dei DICO? Ormai si deve ripartire da lì, azzerare ora sarebbe una sconfitta talmente grave da impedire per molti anni a venire la conquista dei diritti elementari. Si riparte dai DICO con un percorso tutto in salita, sempre che la buca non venga prontamente ricoperta di terra affossando definitivamente ogni speranza di recuperare la luce.

    Comment by ser — 02/11/2007 #

  10. Ricapitolando su questa legge che mi sono letto per bene…

    Il comma 3 dell’art. 1 della suddetta legge, infatti, dice che, se i conviventi non si recano insieme all’anagrafe per registrarsi, può andare anche solo uno dei due, che deve poi comunicare all’altro la registrazione avvenuta, mandandogli una raccomandata con ricevuta di ritorno.
    Già l’idea di affidare alle coppie di fatto ad una raccomandata è cosa da brivido nel migliore dei casi, va per le lunghe.
    Visto che all’anagrafe ci può andare anche un solo convivente, che poi “ha l’onere di darne comunicazione mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’altro convivente; la mancata comunicazione preclude la possibilità di utilizzare le risultanze anagrafiche a fini probatori ai sensi della presente legge”, e visto che la ricevuta di ritorno, se convivono, la manda al suo stesso indirizzo, e visto che la ricevuta di ritorno la può firmare chiunque, anche la donna delle pulizie, può benissimo succedere che uno dei due conviventi dichiari la convivenza senza che l’altro lo sappia.
    Cioè Tizio e Caia vivono insieme. Caia va all’anagrafe, manda a Tizio la raccomandata, che arriva quando Tizio è al lavoro, a casa c’è lei - perchè convive - e firma la ricevuta, oppure a casa c’è la donna delle pulizie, che dà la raccomandata a lei, e Tizio non sa che ha fatto un DICO.

    Qualcuno mi spieghi se ho capito male.

    Perchè se ho capito bene, potete immaginare da soli cosa significa tutto questo.
    Insomma: se i due non vanno a registrarsi all’anagrafe, insieme o separatamente, come fanno all’anagrafe ad essere sicuri che quei due vogliono dichiararsi come coppia di fatto?

    La cosa è ancora più riDICOla se si legge l’art. 6
    “1. Il cittadino straniero extracomunitario o apolide, convivente con un cittadino italiano e comunitario, che non ha un autonomo diritto di soggiorno, può chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per convivenza.”
    In pratica, Adamo fa venire Eva come badante, dalle Filippine. Adamo non la mette in regola, ma fa un DICO: va all’anagrafe, le manda una raccomandata - rigorosamente in italiano - con ricevuta di ritorno, e il gioco è fatto. Non le pagherà mai i contributi, ma lei è regolare.
    Oppure Tizio, dallo Yemen, viene in Italia a lavorare, e fa venire Caia, dal Pakistan, e fa un DICO. Dopo due anni la manda via, e fa venire Sempronia, e fa un altro DICO. E così via. Tizio deve solo mandare raccomandate - rigorosamente in italiano, a casa sua, a donne pakistane, magari pure analfabete : siamo certi di non coprire una situazione di sfruttamento? siamo certi che la nostra anagrafe potrà controllare che Tizio, Caia, Sempronia, non siano sposati nei loro paesi?

    E poi c’è un problema: la legge non spiega come si chiudono, i DICO. Non c’è scritto.
    Ma come, tutta questa canea, e poi neanche si possono lasciare? Coppie di fatto indissolubili? Ma gliel’hanno detto al Vaticano?
    Probabilmente si deve dedurre che i due si separano così come si sono messi insieme. Di nuovo con una raccomandata? Ancora con ricevuta di ritorno? Quella che può mandare solo uno dei due, quella che la ricevuta la firma la donna delle pulizie e l’altro non lo sa che si sono lasciati? Come all’inizio, insomma? E se basta solo uno dei due, per lasciarsi, che si fa, il ripudio? Per lettera? E come saranno, i moduli delle ricevute di ritorno, listati a lutto?

    E poi è colpa del Vaticano…

    Comment by gola lacustre — 02/12/2007 #

  11. E comunque, al posto di fare pasticci inequivocabili, perchè non fare una legge ad hoc per gli omosessuali? Perchè sono loro i veri discriminati in fatto di unioni.
    Non potendosi sposare nemmeno civilmente, è a loro che devono essere riconosciuti dei diritti!

    Comment by gola lacustre — 02/12/2007 #

  12. Ma qualcuno mi spiega perchè queste leggi non si sono fatte su misura solo per gli omosessuali?
    Per gli eterosessuali che non vogliono sposarsi in chiesa c’è il comune. Con i “dico” cos’è cambiato per loro? Devono comunque rendere conto allo stato per godere dei diritti

    Comment by sara — 02/12/2007 #

  13. @12 sara
    Bene, brava Sara!!!
    E poi per regolarsi tra eterosessuali non c’è bisogno di una legge, perchè esistonopo da sempre gli atti privati.

    Ma lo sapete che con la nuova legge praticamente viene ammesso l’incesto???

    Comment by gola lacustre — 02/12/2007 #

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