February
16

Su Vicenza

BREVE OPUSCOLO DI CONTROINFORMAZIONE:
la storia, le conseguenze e alcune considerazioni sull’ampliamento della base militare americana di Vicenza

materiale raccolto e link utili:
"l’espresso" - a vicenza comanda Bush - sett 06
Andrea Licata - una base per le nuove guerre del bushismo
Assemblea di Scienze Politiche, MI - opuscolo sul Dal Molin
www.altravicenza.it
nodalmolin.blogspot.com

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA - SAB 17 FEBBRAIO - PARTENZA DA COMO BORGHI ORE 8.00

CRONISTORIA,accordi, approvazioni, dichiarazioni La costruzione della nuova base militare parte da un accordo segreto tra il precedente governo Berlusconi e il Sindaco di Vicenza Hullweck, che senza renderne partecipi i suoi concittadini, né il consiglio comunale si rese disponibile ad accogliere nel
territorio vicentino una nuova base americana.

  • Un anno e mezzo fa, nel marzo 2005, il generale J.L. Jones, comandante delle forze armate Usa in Europa, ha già pronti tutti i piani per ristrutturare il Dal Molin, e infatti chiede al Senato Americano i fondi per attuarli. Una svista? Arroganza? No. L’allora premier Silvio Berlusconi ha dato il suo benestare, non si sa come, visto che nessuno ha fino a ora esibito protocolli sottoscritti da entrambi i paesi contraenti.
  • Solo nel marzo 2006 cominciano a uscire le prime notizie sulla prossima rivoluzione militare americana a Vicenza. E a formarsi i primi Comitati del No.
  • A maggio 2006 arrivano in Consiglio comunale tre colonnelli Usa e spiattellano un malloppo di trecento pagine con tutti i progetti delle nuove strutture previste al Dal Molin: c’è disegnato ogni muro, pilastro, pensilina [...] dalla caserma a otto palazzine di cinque piani alla mensa per 801-1.300 persone, più due autopark di sei piani, depositi, negozi, due ristoranti, fast food, barbiere, fino ai 14 mq per la pompa di benzina; hanno messo nero su bianco persino le modalità con cui selezionare i dentisti italiani in considerazione delle differenze tra i nostri e i loro medicinali. L’investimento Usa è pari a circa un miliardo di dollari: la tabella sta nella relazione del citato generale Jones alla Commissione Forze armate del Senato americano del 7 marzo scorso, dove si dettagliano anche 26 milioni per il Centro fitness, 52 per il mini-ospedale, 31 per la scuola elementare americana all’ Ederle.
    Il complesso dovrebbe operare a pieno regime nel 2010.
  • 27 settembre 2006, il Ministro degli interni Parisi afferma: "movendo dello spirito d’amicizia che contraddistingue il rapporto d’alleanza tra italia e stati
    uniti, il governo ritiene che la richiesta avanzata (dagli USA) sia coerente e compatibile con la linea politica e militare del paese"
  • 26 ottobre: in un consiglio comunale blindato arriva il si della maggioranza.
    Ora la decisione rimbalza a Parisi e a Prodi. Ma le loro dichiarazioni sono chiarissime, e favorevoli al Dal Molin. Dichiarazioni del resto conseguenti
    con le scelte degli ultimi mesi su Afghanistan, Iraq e Libano e con una legge finanziaria "di guerra" che aumenta dell’11%le spese militari per il 2007e peri prossimi anni.
  • Come volevasi dimostrare in data 1.2.2007 il Governo approva l’ampliamento della Base Americana

I COMITATI POPOLARI:la risposta di Vicenza la maggioranza dei vicentini è contraria alla costruzione della nuova base. La lotta popolare che è scaturita con la nascita dei Comitati No Dal Molin parte da due considerazioni di fondo:

  • il rifiuto di ospitare sul proprio territorio una vera e propria base di guerra, devastante dal punto
    ambientale sulla città e sulle persone.
  • il collegamento tra il Dal Molin e le politiche di guerra, che vedranno quest’avamposto d’attacco impegnato in prima linea nel Medioriente o in Africa.

S’è costruito un movimento di cittadini, autonomo ed indipendente dai partiti, che coniuga difesa del territorio e no alla guerra. Questa comunione di obiettivi ha dato vita all’assemblea permanente dei cittadini per il NO Dal Molin, che unisce comitati, associazioni e semplici cittadini.

LA BASE E LA BRIGATA, flessibilità, potenza, attacco.
welcome to the official website of the 173rd airborne brigade at Caserma Ederle in Vicenza, Italy.WE ARE EUROPE’S QUICK RESPONSE FIGHTING TEAM.
Vicenza diverrebbe la più potente base americana in Europa. Qui verrebbe costruita la nuova 173esima brigata aerotrasportata, quella leggendaria impiegata in Vietnam, quella di "Apocalipse Now". Triplicheranno gli organici e gli armamenti di quella ora divisa tra qui e le basi tedesche di Bramberga e Schweinfurt.

Nessuno ha smentito che la 173esima sarà un’unità d’assalto, con caratteristiche esclusivamente offensive, e sarà la più potente unità americana fuori dai confini degli Stati Uniti. L’unica unità d’intervento rapido americano in Medio Oriente, Iran incluso.

Sfuggirà agli schemi perchè dovrà garantire il massimo della potenza nel minimo tempo.

Colonnello Preyslers "la 173esima coprirà in particolare l’area del Mediterraneo e dell’Africa. Ma non solo."

Vicenza, dunque, diverrebbe un nodo importantissimo per i nuovi assettimilitari mondiali.

LE CONSEGUENZE, effetti locali e globali, responsabilità politiche L’11 settembre 2001 è una data che segna una svolta all’interno della volontà imperialistica statunitense.

Da quel momento, infatti, la sua politica estera è divenuta esplicitamente aggressiva, se pur sbandierata come una "missione di giustizia".

Se fino a quella data l’intervento si era "limitato" ad un tentativo (pure a volte ottenuto) di controllo delle risorse economiche, a minacce di ritorsioni in caso di rottura dell’alleanza (che in realtà è sottomissione) e a sporadiche azioni dimostrative, ora la vera faccia di guerra degli USA si è mostrata in tutto il suo orrore.

Pochissimi mesi dopo l’11 settembre, gli Usa attaccano l’Afghanistan, ritenuto il luogo in cui si nasconde (e viene protetto) Osama Bin Laden, in realtà tra i primi produttori di petrolio. Dopo l’Afghanistan è la volta dell’Iraq, ufficialmente per scardinare la dittatura di Hussein, ufficiosamente per mettere le mani sulle ingenti risorse economiche del paese.

Oltre a queste due guerre esplicite, continua la politica filoisraeliana, volta a consolidare quell’importante punto strategico all’interno dello scacchiere mediorientale. L’imperialismo americano vuole acquisire il controllo di parte del prezioso mercato petrolifero mediorientale per ridurre i danni del prossimo sorpasso del Capitalismo cinese, che toglierà la leadership agli Stati Uniti.

Il progetto per l’ampliamento della base di Vicenza si propone come l’ideale proseguimento di questo intento.

Vicenza, infatti, sarà il ponte di lancio per un possibile attacco all’Iran. L’Italia, dal canto suo, con l’approvazione di questo progetto, mostra la sua sudditanza ed il suo servilismo verso l’ "alleato americano.

Sul nostro territorio avremo un’intera divisione di pazzi fanatici, votati al culto della guerra, senza contare tutti i disagi che avrà la popolazione vicentina.

I tanto decantati svantaggi economici (quelli che hanno spinto CISL e UIL a farsi promotori di un comitato per il sì) che arrecherebbe la non costruzione della base sono una pura finzione.

La tesi sostenuta, tra gli altri, dai sindacati è alquanto minatoria: si predice un trasferimento dei già presenti militari USA altrove, con il conseguente licenziamento di molti lavoratori. In realtà, tutto ciò è impossibile per reali impedimenti materiali.

Un pericolo reale, semmai, è la possibilità di ritorsioni in caso di attacco. A farne le spese, oltre i militari americani (e magari nemmeno loro) sarà la popolazione che vive nel territorio circostante, ma non solo. Sarebbe un rischio che nessuno tra la popolazione vuole, ma che, come al solito, qualcun altro gli ha imposto.

E’ inoltre disarmante la continuità della politica estera italiana, nonostante l’alternanza di governi. Almeno per chi ha ancora una fiducia nelle intenzioni della politica fatta da sedie e poltrone.

La sinistra attuale mostra come in effetti stia l’inganno della politica partitica e della democrazia occidentale: l’illusione che realmente qualcosa possa cambiare, semplicemente apponendo una crocetta sopra un pezzo di carta. La collusione che anche questo governo usa nei confronti degli USA non si discosta per nulla dalla posizione di quello precedente, nonostante le timide uscite di D’Alema.

L’aspetto più grave (e teoricamente contrario agli stessi ideali della Sinistra) è l’indifferenza mostrata di fronte alla volontà popolare, che si è mostrata compatta nel dissenso. Lo sforzo e la lotta dei comitati, formatisi spontaneamente, visti gli sbadigli della sinistra istituzionale, punta a contrastare l’insorgere del più grande distaccamento militare usa fuori dai suoi confini.

L’irriverenza verso la base popolare è dimostrata anche dall’aumento delle spese militari, previste dalla Finanziaria, e anche dalla politica di sudditanza di fronte al becero e lurido presidente americano. Resistere contro l’imperialismo americano e lottare contro l’ipocrisia della sinistra di governo è necessario.

STUDENTI AUTORGANIZZATI COMASCHI studautco@gmail.com

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  1. Tralasciamo le questioni di prncipio che hanno portato alla creazione dei comitati contro la base USA che sono legittime in democrazia.
    Il punto è un altro: organi democraticamente eletti come il Cons. Comunale di Vicenza e per questo rappresentanti di tutti i cittadini vicentini, nessuno escluso, hanno votato in un certo senso.
    Il Governo italiano espressione della maggioranza politica presente in Parlamento da Deputati e Senatori eletti liberamente dal popolo italiano hanno espresso una posizione sulla questione.
    Questi passaggi democratici e per niente illiberali vengono presentati dai manifestanti come se fossero una serie di imposizioni dittatoriali e unilaterali.
    Probabilmente a questi manifestanti così “democratici” , gli strumenti classici di rappresentanza democratica reale non vanno bene!
    Dimostrare la propria contrarietà con manifestazioni, raccolta di firme e quant’altro è più che legittimo e sempre auspicabile per il bene della democrazia.
    E’ anche vero che in un sistema rappresentativo andrebbero rispettati, però, anche i voti espressi dei nostri rappresentanti altrimenti a cosa può servire il voto?
    IL cittadino elettore ha un immenso e unico potere: quello del voto.
    O per voi conta solo il manifestare la propria contarietà la legittimazione della volontà popolare?

    Comment by coldax — 02/16/2007 #

  2. Guarda io sono per la Base a Vicenza, lo specifico e sono concorde con te coldax, ma manifestare il proprio dissenso mi sembra un’opzione giusta.Ritengo e spero poi che i famosi e sembra desiderati incidenti,non certo dai manifestanti, non ci saranno. Anzi potrebbe essere un’occasione per dimostrare come si possa dissentire in maniera democratica e pacifica.
    Vi è da dire però che certe scelte comunque dovevano coinvolgere la popolazione locale, non stiamo parlando di un autosilo, ma di una base militare questo avrebbe consentito comunque di evitare qualsiasi forma di protesta in caso di esito positivo del referendum.

    Altro aspetto che chi fa parte del governo, va e marcia.. (dimostrando una scollatura nelle scelte di governo) oppure come nel caso di Bertinotti non va ma è d’accordo.. e questo crea confusione.. in chiunque.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/16/2007 #

  3. x coldax:va bene che la giunta è stata eletta,però magari poi dovrebbe ascoltare i propri cittadini,la maggior parte dei vicentini non la vuole questa base.e non penso che nel programma elettorale del sindaco ci fosse la costruzione della base americana.
    per il governo prodi c’erano dei punti del programma dell’unione che dicono:”ogni azione di grande impatto sul territorio sarà sempre intrapresa nel rispetto delle opinioni delle popolazioni locali”;”riduzioni delle servitù militari”.
    non mi sembrano che vengano rispettati e in politica estera l’unione sta facendo le stesse cose che faceva il governo precedente.non è possibile che non si possa avere un’alternativa,si dovrebbe poter scegliere tra due cose,invece te ne impongono una.ed inoltre che brutta figura a manifestare quando si è all’opposizione e comportarsi in un altro modo quando si è al governo,venduti!immagino che se c’era berlusconi al governo anche prodi andava a vicenza.
    spero anch’io che la manifestazione si svolga tranquillamente anche se questo terrorismo mediatico non sta facendo altro che creare tensione

    Comment by Anonymous — 02/16/2007 #

  4. ”ogni azione di grande impatto sul territorio sarà sempre intrapresa nel rispetto delle opinioni delle popolazioni locali”
    E’ evidente che questa frase è puro e semplice populismo, nel concreto assolutamente inapplicabile.
    E’ ovvio che nessuno vuole una base militare nel proprio comune, come nessuno vuole una linea ferroviaria ad alta velocità, o un impianto di rigassificazione, o un’autostrada, o una dogana commerciale, o una conceria, o un impianto chimico, e così via.
    Ma un governo nazionale esiste proprio perchè elementi come la politica internazionale e le grandi infrastrutture non possono essere delegati a sindaci ed amministrazioni comunali, in quanto scelte che riguardano non solo le popolazioni locali, ma l’intera nazione.
    Tanto per sfruttare lo spirito che anima il blog, vorreste che la politica di difesa nazionale fosse affidata all’assessore alla sicurezza di Como?
    Oppure, ai Comaschi è mai stato chiesto di decidere se tenere aperto il valico commerciale di Como-Chiasso, nonostante l’inquinamento ed i molteplici problemi che da esso derivano?
    Dal comunicato è chiaro come le critiche alla base non riguardano la “location” vicentina, considerato che l’unico accenno in proposito riguarda la presenza di “pazzi fanatici della guerra” (il che dimostra che non avete mai conosciuto di persona un soldato americano), ma la realizzazione della base in sè, che sarebbe stata contestata anche se costruita in qualche zona scarsamente popolata del friuli, dell’emilia, della puglia, della basilicata, o in qualsiasi altro luogo della nazione. La “minaccia” dei sindacati è molto più concreta di quel che pensate: basta leggere della disperazione dei baristi della Maddalena che accoglievano i militari in libera uscita e che ora restano desolantemente deserti.
    Vicenza è solo un pretesto per la solita manifestazione antiamericana.
    Spero che almeno, visti i recenti fatti di Catania, non ci siano i soliti idioti che inneggiano all’attentato di Nassyria per il gusto (becero) di insultare le forze dell’ordine; nel caso, sarebbe ora di insegnare loro che, per quanto discutibile dal punto di vista della dottrina del diritto, l’apologia di reato è anch’essa reato.

    Comment by Anonymous — 02/16/2007 #

  5. le basi di guerra americane non è che non le voglio nel mio comune,non le voglio proprio in italia.
    è populismo il programma dell’unione,sono d’accordo e infatti ci lamentiamo.
    comunque se il problema sta che nei bar non ci saranno più americani che si ubriacheranno,che gran problema,meglio. comunque sono successi molti casi di violenze sessuali,da questi individui che tornan a vicenza dopo la guerra e se non mi sbaglio 10 anni fa in una rissa hanno ucciso un vicentino.
    senza poi considerare il rumore che fanno gli aerei militari,che partiranno da pochi km dal centro.

    Comment by Anonymous — 02/16/2007 #

  6. Caro Sir e anonymous, non ho criticato la manifestazione come qualcosa di illegittimo, pur non essendo d’accordo sulle motivazioni,il mio dissenso è, rispetto al documento iniziale, il mettere in secondo piano gli organi rappresentativi.
    Una amministrazione locale o un Governo nazionale non può lavorare solo ed esclusivamente su ciò che è scritto nel programma elettorale!
    Se così fosse prima di votare dovremmo leggerci dei tomi infiniti proposti dalle varie coalizioni.
    Noi diamo un voto,e solo quello, perchè crediamo in un progetto generale di governo ,poi ci possono essere delle eventualità che vanno affrontate secondo le diverse sensibilità politiche, poi è alla scadenza del mandato che dovremmo valutare se ciò che fu promesso è stato realizzato e in che modo.
    Seguendo il ragionamento che la questione dell’allargamento della base non era prevista nel programma elettorale della maggioranza che governa Vicenza, quest’ultima o non decide oppure si dimette e si torna a votare. Ma allora su ogni questione si potrebbe cavillare sulla mancata presenza nel programma elettorale.
    Non vorrei che dalla democrazia rappresentativa passassimo a quella programmatica!

    Comment by coldax — 02/16/2007 #

  7. @Coldax, Allora: Il problema Base è stato gestito con i piedi.
    Ripeto io sono favorevole alla Base, per ovvi motivi, primi fra i quali l’economia locale, gli investimenti, e tutto quanto farà girare l’economia locale, ma non è un autosilo oppure un parcheggio al quale gli cambi destino con il cambio di giunta.
    Una volta fatta è fatta! Cosa fai mandi lo sfratto?
    L’uso dei referendum presso i cittadini per sapere o meno l’accettazione sarebbe stata un’ottima cosa, del resto per decisioni strategiche ed impattanti per il territorio mi sembra la soluzione migliore e quella che mette a tacere tutto e tutti.. e senza strascichi polemici sia in caso di vittoria del SI che del NO… solo questo.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/16/2007 #

  8. x coldax:si ma il progetto generale di governo speravo che in politica estera fosse almeno un po’ diverso dal governo precedente,visto che quando c’era berlusconi i partiti si lamentavano.ma soprattutto cosa dovevo votare se non la volevo?meglio non votare a questo punto.

    Comment by Anonymous — 02/16/2007 #

  9. se noti, nel documento alla voce:conseguenze è precisato il fatto che queste riguardano sia il territorio locale, sia quello nazionale e persino quello globale…

    le problematiche di tipo ambientale e sociale che andranno a colpire la città di Vicenza non servono a nascondere le altre motivazioni più “politiche” quali l’anti-imperialismo e la lotta contro decisioni prese dall’alto che non rispecchiano la volontà popolare.
    si è parlato anche di questo nel documento.

    la base militare non mi sta bene a vicenza come non mi starebbe bene nel resto dell’italia…

    Comment by antifà — 02/16/2007 #

  10. @Antifà: Leggere Anti-imperialismo è veramente anacronistico.. sapendo poi che siamo su un server americano, che utlizziamo PC progettati in america e fatti in Cina e che fanno girare software progettati in america e fatti in India e che comunque viviamo in mondo globale.. e non in qualche città stato, inoltre fa perdere valenza alle motivazioni reali dei cittadini di Vicenza.

    La base Americana: secondo me qualsiasi amministratore farebbe ponti d’oro per averla, ricordo che la Merkel è andata pure in America per non perdere le sue, la questione è economica e di arrichimento del territorio, il che visto la situazione in cui versa il paese.. non dovrebbe fare schifo (parlo di posti di lavoro nel vicentino).

    Ripeto l’errore è stato quello di non fare un referendum,solo questo.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/16/2007 #

  11. non penso proprio che imperialismo è un termine anacronistico,non so cosa intendi tu con questo termine.io intendo la volontà di mantener la sovranità sul mondo da parte degli americani;il fatto che cerchi di conquistare i punti strategici per il petrolio;il fatto che siccome verrà superata presto da altre potenze stia azzardando le ultime manovre con metodi forti per cercar di scongiurare il declino.
    quello di cui parli tu è la globalizzazione,ma all’interno di questa l’imperialismo è voler mantener il dominio a tutti costi e con tutti i mezzi.

    Comment by Anonymous — 02/16/2007 #

  12. Scusa anonymous tu vedi cosi negativamente il voler che la propria nazione sia Leader e quindi se ne difendano fermamente le posizioni ? Io no.
    Oppure preferisci la via è quella Italiana, dove ieri un governo di csx faceva i suoi interessi, poi un governo cdx seguiva con lo stesso programma e oggi un governo di csx prosegue a prendere in giro i cittadini…

    Ed alla fine cortei e manifestazioni per una base americana, che ripeto porta soldi almeno a Vicenza, mentre silenzio rispetto alle favelas occulte e la gente che non arriva a fine mese… e la morte definitiva della nostra economia (del resto dopo tanti anni di buon governo) li vorrei vedere i vari Cento.. e Bertinotti battere … ed anche i manifestanti…

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/16/2007 #

  13. gli esempi riportati sarebbero calzanti nel discorso globalizzazione…non anti-imperialista
    anti-imperialismo per me significa rifiutare la sottomissione politica ed economica ad un altro stato…in questo caso gli USA, i quali pensano di avere determinati diritti sul territorio europeo…in particolare quello italiano…ormai si sono accorti anche loro che i “politici” italiani -sia di destra che di sinistra- non sanno dire no alle loro richieste…

    non stiamo parlando della costruzione della solita fabbrica con marchio multinazionale (che è pur sempre grave)…
    parliamo della futura base di ATTACCO degli usa….la più grande d’europa…e in territorio italiano…

    gli usa non difendono le loro pozioni, le impongono…
    e l’italia, che si sente in debito con gli americani, concede tutto senza aprir bocca..
    ma fortunatamente l’italia non è formata solo da chi sta comodamente seduto in parlamento….

    Comment by antifà — 02/17/2007 #

  14. @Antifa: Una base militare è chiaro che non viene fatta per scopi pacifici (sarebbe un ossimoro), l’Italia ha degli scambi e dei trattati con gli USA ed i suoi alleati, inoltre da li partono anche le misure difensive e/o attacco della Nato, che utilizza basi USA.

    Ed infine l’aspetto economico, la Merkel sta ancora piangendo per aver perso le basi.. parte di cui vanno a Vicenza.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/17/2007 #

  15. i trattati e gli scambi tra le nazioni non implicano la più completa subordinazione di alcuni stati ad altri….
    Ogni stato ha il diritto e la capacità di dire di no ad alcune proposte…
    Quando si parla di usa, l’Italia non è in grado di schierarsi, di prendere posizioni ben definite e definitive.

    Per quanto riguarda l’aspetto economico…
    Andrea Licata, ricercatore dell’università di Trieste, ha elaborato piani di riconversioni delle basi militari che sarebbero in ogni caso fonti di entrate economiche e che favorirebbero l’occupazione della popolazione…
    L’aspetto economico viene usato come “captatio benevolentiae” dagli americani…
    ma non è tutto oro quel che luccica…

    Comment by antifà — 02/17/2007 #

  16. Ma sai in un periodo nero (economicamente) come questo.. ogni cosa è buona.. e purtroppo io avrei visto bene una manifestazione sull’occupazione, sugli stipendi che non bastano più, sulle pensioni che non consentono di avere una vita dignitosa e sul costo della vita che ci sta ammazzando e di come ci stiamo lentamente (ma mica tanto) riducendo… altro che debito pubblico e basi, qui c’è gente che al 15 non sa come mangiare (non cosa) e le fila si stanno ingrossando…. questo grazie alla Monarchia alternata degli ultimi anni (prodi,berlusconi,prodi..)

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/17/2007 #

  17. Senza dubbio l’economia italiana non sta attraversando un periodo florido, ma questo non significa dover adattarsi a tutto….
    Le soluzioni alternative ci sono, è solo una questione di servilismo e di paura degli usa…paura soprattutto di “ritorsioni” a livello economico…

    Maledetta economia…. :)

    Comment by antifà — 02/17/2007 #

  18. Quali sono? Io nel breve non ne vedo per una città come Vicenza.. per esempio dove gli USA investiranno solo per la base 1 MLD di USD..
    Vedi il problema è questo lo stato non investe,non crea economia e/o stimola per far nascere e quindi svende, territori, aziende..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/17/2007 #

  19. se il governo non investe non significa che sia legittimato a svendere il territorio italiano agli americani, sopratutto sapendo che vi costruiranno una base militare…e non avendo neppure il consenso popolare..
    tra l’altro a me non pare un grosso investimento…

    [….]
    base richiederà alti consumi energetici
    (acqua, energia elettrica) a basso costo (privi di accise, iva, … a
    carico dei contribuenti). Secondo alcune stime accreditate i consumi
    della nuova base sarebbero pari agli attuali consumi di circa
    30 mila vicentini! In particolare ci sarà un fortissimo aggravio per
    la falda idrica vicentina.
    DAL COMUNICATO DEI COMITATI SULL’IMPATTO AMBIENTALE DELLA NUOVA BASE

    sono costi da affrontare…e non sono neppure indifferenti..
    ricordiamoci che l’opposizione a questo progetto non è solo di tipo economico, ma anche, e soprattutto politico.

    questa volta la battaglia non si fermerà alla manifestazione di oggi, continueremo ad opporci a questa (come ad altre) decisione prese dai piani alti della gerarchia dello stato.

    Comment by antifà — 02/17/2007 #

  20. @Antifa: la base paga i consumi.. e scusami se 1 miliardo di dollari di investimento ti sembrano pochi.. a me no :-D per il resto Vicenza mi sembra spaccata ma una volta installata ed una volta che inizia a girare $$$ vedrai come cambiano idea..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 02/17/2007 #

  21. non penso che le entrate che vicenza avrà serviranno a far cambiare idea ai vicentini…e a noi…
    la questione è anche politica….

    l’ italia o meglio, il governo italiano, sta dicendo sì alla base da cui gli americani colpiranno i civili degli stati con i quali sono in guerra…
    questa è una motivazione che non farà cambiare idea a tutti i pacifisti che erano ieri in manifestazione.

    i danni a livello ambientale saranno ingenti, sopratutto a livello acustico.
    l’area sulla quale verrà costruita la base è una vasta area verde, circondata dalla città.
    queste sono motivazioni che non fermeranno gli ambientalisti.

    l’america avrà, per l’ennesime volta, imposto la sua politica in italia, che non è stata capace di dire no…
    ecco un’altra motivazione che non fermerà gli anti-imperialisti contrari alla base…

    nessuna di queste motivazioni ha a che fare con l’economia…e pacifisti, ambientalisti e anti-imperialisti non se ne faranno nulla delle entrate economiche..

    l’ennesima sottomissione dell’italia agli usa legittimerà gli americani a chiedere altro tra qualche anno e l’italia, che si sentirà in debito per le (eventuali) entrate economiche, concederà a testa bassa…

    Comment by antifà — 02/18/2007 #

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