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Margherita e Baciapilismo..
Ho mandato una e-mail ad Andrea Luppi (Margherita) per sapere cosa ne pensava di questa deriva da parte di alcuni membri dell’Unione verso il Vaticano (secondo me la Margherita vedasi Rutelli & Binetti) e che comunque questa dipendenza in base a quanto riportato dai vari attori (vedasi posizioni dei Giovani Socialisti, le ultime dichiarazioni del Sen. D’Amico…) che partecipano, porta ad una spaccatura critica particolarmente ora nel momento della costituzione del PD, Luppi ha risposto, esponendo il suo punto di vista personale, che qui pubblico:
Caro Sir Percy, grazie per la sollecitazione, che mi ha anche preoccupato. Nel senso che creare complicazioni dove non ce ne sono mi sembra essere una costante della storia del centrosinistra, e anche nel senso che ho creduto di non saper più leggere i documenti, quando mi hai giustamente evidenziato l’angoscia del senatore dell’Ulivo Natale D’Amico che "il nuovo partito Democratico dovrebbe nascere escludendo coloro che si ispirano alle tradizioni liberali, ma anche azioniste, repubblicane, socialiste", dato che il suo Manifesto si fonderebbe sulla scelta concordataria, di cui viene invocata la rimozione.
Premetto che parlo a titolo personale. Non pretendo che la mia posizione sia condivisa da tutta la Margherita, pur immaginando che in molti la sottoscriverebbero, visto che il partito, diversamente da quanto molti all’esterno credono (e magari all’interno alcuni ritengono di praticare) è nato con una precisa posizione di laicità e di rispetto delle differenze. È nato per unire, favorire la comprensione e l’integrazione di uomini con provenienze politiche diverse, certo non tutte radicate nel cattolicesimo democratico. È nato appunto per guidare una transizione verso il partito democratico (anche se alcuni lungo il cammino sembravano dimenticarsene), obiettivo che oggi è ben in vista nonostante il "gufare" di non poche Cassandre. Per me, personalmente, è il compimento di una scelta in cui ho creduto fin dal primo istante, essendo uno di quei cretini che alla politica si è avvicinato chiedendo "unità" con tutto quel che ne consegue.
Perché questa premessa? Perché provo una strana sensazione quando vengono a farmi lezioni di laicità. A meno che il fatto di essere credenti non comporti ipso facto fanatismo, subordinazione al clero, baciapilismo, mi chiedo perché un anticlericale dovrebbe avere titoli maggiori per parlare da laico più del sottoscritto. A meno che (a pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca) non avendo migliori argomenti da trattare, si pensi di giustificare la propria esistenza politica in base anzitutto a patenti di "primato laicale" (o laicista, non ho passione per le disquisizioni terminologiche).
La vicenda D’Amico è una conferma clamorosa della mia sensazione. Lo so che la gatta frettolosa partorisce gattini ciechi, ma qui siamo andati oltre il limite del buonsenso, e vi è da chiedersi se lo zelo anticlericale (non uso il termine "laico" appunto per il rispetto che gli porto) non appanni la vista tanto quanto il fanatismo religioso. Infatti (vengo finalmente al punto) si può sapere dove mai D’Amico ha letto i paventati riferimenti concordatari? Io ho letto e riletto il manifesto senza trovarne traccia. Anzi, i termini della questione sono impostati in maniera del tutto condivisa dal sottoscritto, e li riporto per beneficio comune:
"Noi concepiamo la laicità non come un’ideologia antireligiosa e neppure come il luogo di una presunta e illusoria neutralità, ma come rispetto e valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali e dei convincimenti morali, come riconoscimento della piena cittadinanza - dunque della rilevanza nella sfera pubblica, non solo privata - delle religioni. Le energie morali che scaturiscono dall’esperienza religiosa, quando riconoscono il valore del pluralismo, secondo noi rappresentano infatti un elemento vitale della democrazia. E la laicità dello Stato, così come sancita dalla Costituzione, è garanzia che ogni persona sia rispettata nelle sue convinzioni più profonde e al tempo stesso si possa pienamente integrare nella comunità nazionale. In questo quadro, riteniamo che i rapporti fra lo Stato e la Chiesa cattolica siano stati validamente definiti dalla Costituzione e che ogni sviluppo di quei rapporti debba muoversi nel solco fissato dalla stessa Carta costituzionale."
Capito che si parla di Costituzione e non di Concordato? Se non piace che la Costituzione all’art. 7 fotografi la situazione vigente all’epoca (Patti Lateranensi) e lasci mano libera, com’è stato del resto per quel baciapile di Bettino Craxi, al governo di rivedere tali accordi senza bisogno di un procedimento di revisione costituzionale, si abbia l’onestà intellettuale di chiedere revisioni, abolizioni e tutto ciò che si reputa giusto, sottoponendolo però al giudizio degli Italiani. I quali non mi sembra che in grande maggioranza soffrano delle medesime angosce di D’Amico, e non ne facciano una priorità (ma si può sempre provare a convincerli del contrario…). Naturalmente, ritagliarsi il proprio spazio di visibilità, marcare le proprie differenze dai "cattivi" del centrosinistra rende di più (?) politicamente che non affrontare una discussione pacata con i propri compagni di strada, che anzi sono lì per il piacere di essere messi in difficoltà su ogni mediazione impegnativa (dico proprio i Dico), dando così ulteriore corda agli allegri ipocriti del centrodestra. Che divertimento…
Libero di non crederlo, ma provo un senso di rispetto profondo per l’ateismo contemporaneo, come per ogni fede consapevolmente assunta e vissuta. Credo di capire abbastanza anche le radici di molto anticlericalismo, che è in fondo una reazione di segno contrario al clericalismo, quello storico e quello a tratti riaffiorante anche nel dibattito attuale. Non capisco però e non approvo le strumentalizzazioni, più o meno in buona fede, che vanno in direzione contraria al dialogo tra le parti. Magari sono io che sottovaluto il terribile pericolo rappresentato dall’ingerenza vaticana, ma confesso che i Crociati non mi sono mai piaciuti, neppure a parti invertite.
Un caro saluto,
Andrea Luppi


La riflessione è apprezzabile.
Quindi siamo tutti d’accordo che i diritti delle coppie di fatto vadano tutelati, in un paese civile, ignorando il richiamo della chiesa cattolica a considerare impraticabile ciò che lei ritiene, in dottrina, peccato.
Lo stesso vale per le coppie omosessuali che non possono essere discriminate in un paese dove la legislazione non abbia aspirazioni di tipo “teocratico”.
Questa è la posizione di tutto il socialismo europeo, oltre che di tutti i liberali europei.
Il nascente partito democratico appartiene a questa famiglia di pensiero ?
Quello che leggo lo fa dubitare moltissimo.
Mi sembra che si cerchi, infatti, di conciliare posizioni che hanno punti di partenza molto, ma molto, lontane tra di loro.
Sui temi inerenti ai diritti civili sono molto più vicini alcuni esponenti della destra che non molti che si riconoscono nella Margherita.
Come è possibile parlare di unità politica ?
Ma vista la laicità “adulta” della Margherita comasca invito tutto il direttivo a firmare per invitare il governo, nella persona del Ministro Fioroni, ad intervenire per rimovuore una sgradevole discriminazione.
La questione di cui chiedo di occuparsi trae la propria origine dalla incontestabile circostanza che soltanto gli insegnanti di religione precari (con contratto a tempo determinato) maturano scatti stipendiali e di anzianità che conservano anche dopo l’eventuale passaggio nei ruoli della scuola (assunzione a tempo indeterminato).
Tale diritto è invece negato a tutti gli altri insegnanti che, da precari, non maturano né scatti stipendiali né di anzianità e quindi non conservano nulla al momento del loro eventuale passaggio nei ruoli della scuola (assunzione a tempo indeterminato).
Esiste un’iniziativa dello Sdi potete unirvi per far sapere agli elettori del nascente Partito Democratico che non prendete lezioni di “laicità ” da nessuno.
Comment by S.Just — 02/20/2007 #
Non potevo leggere risposta migliore di quella di Andrea
Comment by Marco — 02/20/2007 #
Concludo il commento di prima ringraziando, senza alcuna ironia, Andrea Luppi per aver formulato una pubblica riflessione su un tema difficile che, viveversa, tutti gli altri promotori del Partito Democratico a livello comasco cercano, con impegno, di ignorare.
Comment by S.Just — 02/20/2007 #
Io concordo con Marco, Luppi se non altro ha preso una posizione, ma vorrei veramente sapere le posizioni rispetto a quanto scritto da Saint Just anche perchè la Margherita secondo me ha un problema non indifferente chiamasi “Paola Binetti”.
Comment by Sir Percy Blakeney — 02/20/2007 #
Caro Sir, credo che considerare la Binetti un problema rientri semplicemente in ciò che Andrea riassume nel ‘creare complicazioni dove non ce ne sono mi sembra essere una costante della storia del centrosinistra’.
Potrebbe essere un problema per il Governo, vista l’esigua maggioranza nella camera alta, ma non all’interno di un partito dove vige la democrazia e dove non credo proprio che la sua posizione sia maggioritaria
Comment by Marco — 02/20/2007 #
Ma sai Marco Paola “Pesa” in Senato e tu mi insegni che in politica che tale peso per essere alleggerito richiede contropartite magari democraticate all’interno del partito stesso… come magari altro (parlo di scelte a livello politico altrimenti non passano…) e comunque visto questo collo di Bottiglia, la Margherita deve tener conto anche di Lei..
Comment by Sir Percy Blakeney — 02/20/2007 #
Mah a me sembrano solo belle parole non supportate dai fatti. Chi sostiene che la Chiesa non ha oltrepassato il limite nella sua ingerenza riguardo le coppie di fatto o è cieco e sordo o si volta volutamente dall’altra parte. Persino l’ex Presidente Scalfaro se ne è accorto!!!
Comment by Ulisse — 02/20/2007 #
E qui si arriva ai crociati che non ci piacciono neppure a parti inverse.
Comment by Marco — 02/21/2007 #