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Il partito degli omofobi…
Articolo di Maria Laura Rodotà pienamente condivisibile sul Corriere della Sera,di ieri, un articolo che descrive impietosamente ma giustamente la pericolosa e patetica deriva omofoba e bigotta che sta investendo il paese, guidata in maniera trasversale dai politici sia destra che di sinistra.. capeggiata da Andreotti, Mastella, Binetti, Volontè.. e compagnia delle opere cantante..:
Politica e Sesso
E Giulio «usa» i contadini e guida il partito degli omofobi
Ei contadini gay? Non ci pensa nessuno ai contadini gay? Giulio Andreotti è uomo all’ antica, si addolora perché ai suoi tempi si lavorava alla riforma agraria per dare la terra ai contadini mentre ora «vogliono dare il contadino al contadino».
Escludiamo che il pluripremier pluriassolto sogni di andare a combattere nel Chiapas, dove la terra ai contadini è ancora un problema; diamo per scontato che i nuovi diritti non lo interessino per motivi anagrafici e religiosi; diamo per sicuro che non abbia visto il bacio tra cowboy in «Brokeback Mountain». Dato tutto questo, qualche agricoltore omosessuale potrebbe offendersi.
Però non gli si darebbe granché retta: Andreotti, si sa, è spiritoso, e da noi battute che altrove costringerebbero un politico a scuse pubbliche o dimissioni vengono accettate allegramente.
Anzi, la polemica sui Pacs poi Dico ha silenziosamente legittimato considerazioni di ogni genere sui cittadini gay. Simpaticamente patrocinati da Sandra Mastella, presidente del consiglio regionale campano e moglie di Clemente; il suo parrucchiere gaio di Ceppaloni lo ha invitato addirittura a pranzo, «ma che metta su famiglia proprio no».
Oscuramente temuti dal capogruppo Udc alla Camera Luca Volontè; accusa le lobby gay di voler «piegare il diritto in funzione di desideri insaziabili (wow, ndr) e contrari alla natura».
Mazzolati dalla deputata berlusconiana Mara Carfagna, che li boccia in quanto «costituzionalmente sterili». Condannati a lunghe cure e a psicoterapie persino «Alle falde del Kilimangiaro», su Raitre: Licia Colò, in genere dedita a bradipi e opossum, ha ospitato una sessuologa egiziana che ha spiegato quanto i gay siano malati e quanti ne ha guariti; Colò ha coraggiosamente difeso il suo punto di vista nonostante molte telefonate indignate. E in effetti. Su quotidiani prestigiosi escono interviste degne di un bollettino dell’ ultradestra cristiana, con racconti di giovani ex gay guariti dall’ Opus Dei a suon di rosari (e Dio sa che altro, conoscendo le cruente pratiche di mortificazione opusdeesche) e ora fidanzati con femmine.
In città governate da sindaci buonisti e in eccellenti rapporti coi cattolici come Roma parte dell’ opposizione si infuria perché il Comune dà il patrocinio a una manifestazione dell’ Arcigay (e pensare che Veltroni nel 2001 era andato al Gay Pride, se pure per poco, all’ inizio di viale Aventino aveva svicolato scavalcando una transenna). E pazienza se ricerche su ricerche indicano come l’ Italia sia in alta classifica nel primo mondo in fatto di discriminazioni, bullismo antigay a scuola, ecc., e forse un po’ di educazione al reciproco rispetto potrebbe servire.
La sola ipotesi di una proposta di legge che consenta patti civili ai gay ha scatenato - ancor prima delle elezioni - gli oppositori più brillanti. Come Roberto Calderoli della Lega; già nel gennaio 2006 denunciava «le assurde pretese di privilegi dei culattoni». Ripetendo felice il termine in una successiva e profonda analisi socioculturale: «La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni», e son problemi.
La stessa definizione era stata usata da Mirko Tremaglia, allora ministro per gli Italiani all’ estero, quando il Parlamento europeo votò contro la nomina di Rocco Buttiglione a commissario Ue. L’ Europa non è l’ Italia, e l’ insistenza di Buttiglione nel definire gli omosessuali «peccatori» (disse anche che le mamme singole erano «madri non molto buone» e altre amenità che oggi da noi sembrano tacitamente condivise da molti, forse era un precursore) furono giudicate inaccettabili.
Tremaglia commentò «povera Europa! I culattoni sono in maggioranza». In Italia no, pare, e si ride piamente a certe battute. Ridono anche gli oggetti delle battute, ogni tanto: «Ce l’ hanno messa al centro», si leggeva ieri sul sito gay.tv; e magari non ne sentivano un «desiderio insaziabile», per dirla alla Volontè. * * *
Rodota’ Maria Laura


E’ fin troppo facile prendersela con i ‘culattoni’, sono un bersaglio che si presta benissimo alle battute più scurrili, meno facile invece capirne il disagio.
Per taluni, come credo anche per Andreotti, i ‘culattoni’ non sono persone, bensì una razza inferiore dedita al sesso sfrenato ed avida di qualsiasi mazza gli capiti a tiro; ne ho sentiti tanti di etero dire ai ‘culattoni’ fammi un pomp…
Perchè secondo loro noi siamo così, ci basta una mazza e non importa quello che c’è attorno.
A pensarci bene più o meno è la stessa considerazione che i sudisti americani avevano per i loro schiavi, non erano persone ma solo animali da fatica, tanto che si potrebbe benissimo prendere i discorsi di questi signori del sud e sostiuire la parola negro con ‘culattone’; provateci e vedrete che i discorsi sono gli stessi.
Siamo caduti in basso, senza offesa per i democristiani di adesso ma De Gasperi non si sarebbe mai rivolto così a dei cittadini italiani.
Per questi signori così moralmente integerrimi qual’è il prossimo passo, il triangolo rosa?
Comment by Ulisse — 03/3/2007 #
Secondo me è l’inizio prima no ad un diritto e poi inizieranno a ridiscutere gli altri il divorzio, per finire con l’aborto.. cosi mammane e sacra rota torneranno a fatturare…
Comment by Sir Percy Blakeney — 03/3/2007 #
Sir Percy, hai ragione, è la stessa cosa che penso anche io… finirà malissimo.
Comment by Lao Tzu — 03/4/2007 #
Perché Giulio Cesare poteva liberamente e dichiaratamente usare ogni sua parte del corpo per provare piacere e noi invece abbiamo bisogno di qualcuno che ci dice che parti del corpo possiamo usare e che parti no, per lo stesso scopo ?
La risposta è ovvia: perchè Giulio Cesare viveva in una società culturalmente più avanzata della nostra. Beato lui.
Intanto, finchè non avremo le telecamere sotto le lenzuola (l’amministrazione comunale di Como ci starà sicuramente pensando) godiamoci quegli sprazzi di libertà che ancora la nostra Costituzione ci offre.
Comment by Condorcet — 03/4/2007 #
Mah! Cosa si pretende da uno che nella sua gobba nasconde una miriade di misteri democristiani. É in piena demenza senile.
Comment by triio — 03/4/2007 #