March
5

Legge porcella

Caro Sir Percy,

dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi di ieri apprendo che la riforma della legge elettorale (di Camera e Senato) non è una priorità per il paese perchè la "legge porcella" non è male e necessita solo di qualche piccola correzione.

Vorrei ricordare all’ex premier che la legge in questione è oggetto di referendum. Unisco di rimando le osservazioni già fatte in un precedente post .

Mi preme però svolgere alcune doverose considerazioni che spero tacitino una volta per tutte le polemiche pretestuose a cui anche Berlusconi sembra incline.

La legge elettorale (la porcella appunto) ha sottratto di fatto la possibilità al cittadino-elettore di designare con scelta i suoi rappresentanti in parlamento. Ciò rappresenta a mio avviso un vulnus grave per la democrazia, ferita oggi non sottaciuta neanche dalla maggioranza emersa dal voto che parla di deputati nominati (dalla segreterie di partito) e non eletti (se non in senso formale). Direi una rivincita esplicita dei partiti dopo le stagioni antipartitocratiche succedutesi dal 1992.

La critica maggiore però io credo vada rivolta ai quei partiti, organizzati sul territorio, che pur non riconoscendosi nello spirito della legge non hanno svolto al loro interno primarie di partito: avrebbero comunque potuto evitare un danno tanto grave all’immagine e alla sostanza dell’agire politico.

Chi ha detto che la legge è una schifezza? Lo disse lo stesso Calderoli padre ignobile di una legge votata e non ripudiata dalla precedente maggioranza politica (la Cdl: Fi, Udc, Lega e An).

Ma sia ben chiaro: quella legge ha il grave difetto di non consentire la governabilità che se dipendesse al Senato, come di fatto avviene alla Camera, dal premio di maggioranza sarebbe garantita. E qui inizia un’altra discussione che ci porterebbe lontani ma che ha un pregio intrinseco alle istituzioni e alla loro autonomia gestione.

Di certo, caro Percy, non ti saranno sfuggiti i sapienti rilievi di Leopoldo Elia, emerito presidente della Corte Costituzionale, sulla questione del voto dei senatori a vita. Che hanno meritoriamente consentito di far nascere il Governo Prodi. A contrario, ti ricordo, che se un Governo non può nascere con il voto dei Senatori a vita neanche dovrebbe morire per il loro voto come di fatto è accaduto. E se la devo dire tutta il passaggio è ancora più delicato: se i senatori a vita non fanno la maggioranza politica…perchè mai il loro numero alza il quorum per ottenere la maggioranza in Senato?

Basta! Adesso chiedo che l’opposizione del paese sia responsabile. La legge Calderoli non consente la stabilità. Ne prendiamo atto?

Un saluto, Ghino di Tacco

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