March
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Follia e discrezionalità al potere

Leggetevi l’articolo 8-sexies della legge 26 febbraio 2007, n. 17:

"Per l’anno 2007 agli enti che non abbiano rispettato per l’anno 2006 le regole del patto di stabilità interno non si applicano le disposizioni previste dall’articolo 1, comma 561, della legge 27 dicembre 2006, n. 296."

Dunque, gli amministratori maldestri che hanno mal gestito le finanze del proprio ente stiano tranquilli: le conseguenze previste dalle regole dello Stato non si applicheranno. La "serietà al governo" vi ha condonato la vostra violazione.

Un segnale pessimo: le regole non valgono, possono essere violate senza che le conseguenze che ne deriverebbero debbano essere subite; la stabilità dei conti, in virtù dellla quale è stata approvata una pesantissima finanziaria, non conta più.

Siccome le persone rispondono agli incentivi, il governo pensa bene di dimenticare le regole, usare la discrezionalità, condonare chi ha gestito male punendo, di fatto, chi ha gestito bene. Fregandosene se è colpa di chi mal gestisce il pubblico se il debito consolidato dello Stato italiano è il 107% del Pil del Paese.

Leggiamo anche l’articolo 8-octies:

"All’articolo 1, comma 687, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: "Il termine per l’applicazione delle regole del patto di stabilità interno agli enti istituiti nell’anno 2006 ed alle province della regione autonoma della Sardegna istituite ai sensi della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, e i cui organi sono stati eletti a seguito delle consultazioni amministrative dell’8 e 9 maggio 2005, e’ prorogato al 1o gennaio 2009, assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dell’esercizio 2007".

Dunque i nuovi enti con amministratori in carica da maggio 2005 (quasi due anni, ormai) avranno tre interi anni nei quali gestire in piena libertà ed indifferenza i propri conti, fregandosene del patto di stabilità.

Ma il rigore nel controllo della finanza pubblica dov’è finito? Dimenticato nello studio di Napolitano?

Lamiadestra

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  1. In Lombardia, ed anche in provincia di Como a partire dal capoluogo, molti saranno felici che passata la festa gabbato lu santo.
    Certamente con loro festeggeranno altri amministratori comunali (e non solo) di ogni colore e credo.
    Condivido la critica ad una deroga immotivata ed assimilabile, in quanto a gravità, agli anni di condonismo a tutti i costi da cui siamo appena usciti (a stento).
    Il messaggio, concordo, non può che essere negativo.
    Non parliamo di coloro che si sono impegnati, e si stanno impegnando, a far scorrere denaro pubblico per sostenere la prossima campagna elettorale delle amministrative.
    Andando a leggersi bene la norma (il famigerato ed abituale “multi-proroghe”) sono certo che emergeranno altri elementi scandalosi visto che, in questo paese, nessuno ritiene i termini previsti da una norma come qualcosa che non possa essere spostato all’anno successivo.

    Comment by S.Just — 03/9/2007 #

  2. Ma qualcuno si illude che in Italia possa cambiare qualcosa ?

    Comment by Condorcet — 03/10/2007 #

  3. che schifo…

    Comment by Anonymous — 03/10/2007 #

  4. Cane non mangia cane …

    Comment by Ulisse — 03/12/2007 #

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