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Assenza?
Caro Sir Percy,
per una volta penso che la velina sia nel giusto. Ci ha informati, come ritengo doveroso da parte di un quotidiano locale, delle assenze dei nostri amati consiglieri comunali (e assessori) ai lavori istituzionali.
Mi interessa poco sapere che il consigliere X sia stato assente per 10 sedute o per 70. Dico "bravo" a chi ha garantito la presenza dando continuità ai lavori dell’assemblea e delle commissioni. Stare nelle istituzioni vuol dire viverle con assiduità in omaggio al mandato popolare ricevuto.
Però, inevitabilmente, devo fare un appunto agli assenti. A quelli troppo assenti per ragioni personali o di lavoro. Si vede è gente indaffarata, fuori dall’istituzione. Ebbene: siete stati eletti impegnandovi per dare voce a chi vi ha dato fiducia. Trovate scuse per le vostre assenze. Scuse puerili che fanno sorgere inevitabili dubbi sulla vostra correttezza. E sul metodo con cui corrispondete all’impegno assunto.
E’ senza senso arrivare sistematicamente tardi alle riunioni di consiglio. E’ ancor più scorretto pensare che la propria attività professionale venga prima del consiglio. Se non altro perchè a questo punto sorge il dubbio che abbiate approfondito le materie che il consiglio tratta.
In particolare dico al consigliere Faverio: ma vivere a New York o altrove per 10 mesi all’anno e voler fare l’eroe dei due mondi paga? Caro Faverio, forse non hai ancora trovato la ragazza come dici alla velina che ti interroga ma ho proprio la convinzione che tu voglia strafare: se vivi in America rimani lì e lascia che qui operi per il bene comune qualcuno che garantisca presenza e che dia continuità. A me non piace chi opera in modo raccogliticcio senza vivere una comunità. Oppure si può essere ubiqui?
Cordiali saluti, Ghino di Tacco.


Faverio è famoso per le interrogazioni presentate sulla stampa, ma in comune nn sono mai arrivate, d’altronde essendo altrove come può sapere cosa accade veramente in città ….
Comment by Anonymous — 03/17/2007 #