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Impegni per il governo della città . 1 – Ascolto
Vorrei prendere spunto dall’episodio recentissimo del manifesto firmato (si fa per dire) dai dipendenti comunali per avviare una serie di interventi che possano contribuire a rendere espliciti gli impegni che la coalizione di centrosinistra a Como, e il suo candidato sindaco Luca Gaffuri, devono assumersi nei confronti della città .
Sia chiaro che non ho nessuna intenzione di scavalcare la Fabbrica del Programma, alla quale del resto collaboro, dunque almeno in una fase iniziale credo opportuno concentrarsi su temi di fondo riguardanti lo stile di governo e le prospettive della relazione con i cittadini e il territorio, in parte già espressi dal candidato ma che vanno comunque focalizzati meglio.
Credo sia opportuno anche riprendere questioni ed esigenze di diversi post del periodo delle Primarie, che non vanno assolutamente dimenticati nelle loro richieste di trasparenza e correttezza amministrativa.
Sullo specifico del manifesto è già stato detto praticamente tutto nei post relativi, che condivido.Io sono rimasto stupito dalla volontà evidente di nascondersi dietro le firme dei dipendenti, ma stento ancora a capirne le ragioni. Dietro questo paravento posticcio – subito crollato – si legge peraltro una continuità negli stili della comunicazione, che in questa amministrazione è sempre stata monodirezionale e calata dall’alto, vedi le conversazioni televisive abbinate all’inesistente ascolto delle circoscrizioni.
Di fronte a qualsiasi contestazione, indipendentemente dalla validità del merito, le risposte oltretutto si fanno sprezzanti (ci sono alcuni assessori specialisti in questo, e il sindaco non sembra da meno, avendo potuto plasmare una giunta a sua immagine e somiglianza). Non vado oltre perché è sotto gli occhi di tutti.
La politica del centrosinistra deve invece caratterizzarsi per l’attenzione alla città e alle persone che la abitano. A parole può sembrare scontato che si operi nella consapevolezza del bene comune e dell’interesse pubblico, al di sopra di personalismi, di convenienze private e di consorterie. Non ci sarà volantino elettorale che non lo affermi.
Il punto è: con quale credibilità ? La capacità di ascolto, e gli impegni in questa direzione, mi sembrano una efficace cartina di tornasole per valutare se l’interesse vero sia quello comune o quello di una parte.
- Per questo la programmazione deve essere il più possibile aperta e partecipata: non basta avere buone idee, occorre anche saperle spiegare e condividere, e ascoltare i rilievi dei cittadini prima di porle in atto;
- Bisogna avere fiducia (non la sistematica diffidenza, il disdegno di questi anni) nel valore del decentramento, potenziando soprattutto la consultazione regolare delle circoscrizioni (per il territorio) e delle associazioni (tramite consulte per i diversi settori della vita cittadina)
- Tra gli impegni concreti per il futuro Sindaco e il consiglio vi deve essere l’incontro diretto e regolare con le persone in carne e ossa, i loro problemi e le loro istanze; può anche essere ridotto il monologo televisivo, ma sulle scelte impegnative vanno consultati i rappresentanti dei quartieri nelle Circoscrizioni. Sulle scelte meno impegnative (gli ormai famosi cestini per le immondizie…) le circoscrizioni devono poter deliberare ed essere operative da subito, con una sufficiente autonomia finanziaria. Altrimenti è una presa in giro.
- A proposito di televisione, non andrebbe escluso di riprendere la diretta con il consiglio comunale, sospesa da molti anni (questo ovviamente non dipende solo dalla volontà politica, ma dalle scelte dell’emittente). È vero, lo spettacolo potrebbe risultare deprimente e determinare il crollo degli ascolti, i bambini andrebbero tenuti lontani per precauzione, ma almeno gli eletti (parlanti e muti) dovrebbero rendere conto di quanto fanno o non fanno a chi ha incautamente espresso la preferenza nell’urna. Forse migliorerebbe la qualità del dibattito, e soprattutto la giunta renderebbe meglio ragione delle proprie scelte.
Un dialogo autentico ovviamente è qualcosa di non semplice, di impegnativo: occorre saper vincere i timori che sono connessi alla disponibilità nei confronti dell’altro, per potersi aprire in maniera non sbrigativa e non superficiale. È vero che l’altro, proprio in quanto è diverso da me, può contribuire a mettere in crisi qualcuna delle mie certezze: questo è il rischio che devo correre. Ma, a parte che sottoporre a verifica le proprie convinzioni può solo essere salutare (a meno di non voler vivere nel pregiudizio), è proprio l’esperienza dell’incontro quella che è capace di trasformare gli uomini: e non pensiamo a chissà quali novità straordinarie, ma agli incontri di tutti i giorni, e all’occasione di crescita che essi ci offrono, almeno potenzialmente. Fare l’amministratore con questo spirito, tra l’altro, mi sembrerebbe anche meno gravoso e meno triste (fine della tirata idealistica J).
Andrea Luppi


come mai i nostri amministratori non hanno rispetto per la cittadinanza che è l’invenzione più interessante dell’Occidente: essa ha degli uomini un’idea altissima, dal momento che chiede loro di saper governare se stessi, sottraendosi a due opposte derive, quella del totalitarismo, che ne fa dei sudditi, e quella del mercato, che ne fa dei clienti. A queste due forme di eterodirezione essa contrappone la via di una comunità costruita a partire dalla libertà , un equilibrio delicato e prezioso tra diritti e doveri, attenzione e passione, emozioni e progetti, ambizioni private e pubbliche virtù.
E agiscono a nome loro senza informarli sul futuro che condizionerà la qualità della vita
Senza riscontro sulla ricaduta
Lontani dal progetto
Distanza abissale sul percepito il quotidiano
dibattersi
Comment by pantegana selvaggia — 03/19/2007 #
“The power of money” ha spazzato via il sogno della comunita’ . Non c’e’ piu’ neanche quel modello anni ‘80 vi ricordate ? L” ossessione x l’ ‘ apparenza, l’ansia xl’ immagine, le belle etichette senza contenuto ” (questo e’ un bene)
Ma allora perche’ non possiamo studiare un nuovo modello di societa’ che salvi l’individuo da questa vecchia e sporca idea : ….. “WINNERS E LOSERS ” ….
NON CI SONO “VINCITORI E PERDENTI”. SOLO ESSERI UMANI.. Mi sono allargata troppo!!!…. pardon! .. non ho studiato …
Penso che l’ignoranza OGGI non sia nociva per niente … … le cattive informazioni fanno molti piu’ danni.
Un po’ come riempire il nostro cervello di chimici e pillole sbagliate che annullano la voglia e la capacita’ di pensare individualmente.
Sara ‘ L’ARANCIA MECCANICA il nostro ultimo sogno di “liberta”? ….. Non mi pare un gran che
Ho deragliato? OT? No.. Non credo.
Comment by speaker's corner — 03/19/2007 #