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La piccola impotenza militare…
Alla fine si sono arrabiati,Stati Uniti, Gran Bretagna e Olanda hanno protestato con l’esecutivo guidato da Romano Prodi per le troppe concessioni fatte ai Talebani, infatti pare per prima cosa che non siano 5 ma il doppio almeno come sostenuto da fonti ben informate, inoltre emerge che gli Stati Uniti nonostante Massimo sbandieri la comprensione di Condi per i negoziati su Mastrogiacomo una volta finito il Consiglio di Sicurezza gli USA abbiano detto basta.
Basta di che? Ma in cosa consisteva la "comprensione"? In una sorta di collaborazione indiretta ,cioè non aver ostacolato le trattative con i talebani. O meglio il governo italiano aveva chiesto a Stati Uniti e Gran Bretagna di non compiere azioni di forza per non compromettere l’incolumità dell’ostaggio e così è stato, come confermato ufficialmente martedì mattina il governo nell’audizione alla Camera, per bocca del viceministro Franco Danieli.
Basta a questa maniera di condurre le trattative comunque non gradita, infatti secondo un Alto Funzionario anonimo del pentagono il modo in cui è stato liberato Mastrogiacomo «aumenta i rischi per le nostre forze, per quelle afghane e per quelle internazionali». Il funzionario anonimo ha osservato che i Taleban liberati andranno a rafforzare la lotta per riprendere il potere in Afghanistan, esattamente quello che le forze americane e le forze Nato stanno cercando di evitare.
Si perchè gli uomini liberati in cambio del giornalista sono «miliziani pericolosi» e con un discreto curriculum: Ustad Yasser era il titolare della Cultura sotto il regime dei talebani, ovvero l’uomo che ebbe anche voce in capitolo nella distruzione dei Buddha giganti a Bamyan; Mofti Latifollah Hakimi è uno dei portavoce del mullah Omar; Hamdullah e Abdol Ghaffar sono due comandanti militari di prima linea; Mansur Ahmad è il fratello del mullah Dadullah ovvero il comandante dei talebani nel Sud-Est dell’Afghanistan dove sono in corso da settimane duri combattimenti contro la Nato.
Ma non è tutto, Washington ritiene che la trattativa si sia chiusa in maniera dubbia perché l’autista di Mastrogiacomo è stato decapitato mentre l’interprete è disperso, se non ancora in ostaggio. L’impressione è stata che Roma ha trattato solo per il suo cittadino, senza curarsi degli afghani coinvolti. E’ stata questa la molla che ha fatto scattare a Kabul una manifestazione contro il rilascio dell’italiano vista con preoccupazione a Washington perché indebolisce il sostegno al governo Karzai. E ancora: facendo ricorso ad una buona dose di sarcasmo, si fa presente che Roma non è stata in grado di far arrivare un aereo a Laskarghah per via dei caveat imposti alle truppe, che impediscono di spostare uomini e mezzi in questa regione. E’ stato proprio questo corto circuito che ha obbligato l’Italia a ricorrere all’aereo di un’organizzazione non governativa.
Ulteriori chiarimenti comunque arriverano nei prossimi giorni anche perchè Gino Strada, il suo collaboratore Rahmatullah Hanefi, e l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, Ajmal Nashkband (di cui non si sa ancora la fine) saranno sentiti come persone informate sui fatti dai pm del pool antiterrorismo della procura di Roma che indagano sul rapimento dell’inviato di Repubblica. I magistrati Franco Ionta, Erminio Amelio, Pietro Saviotti e Giovanni Salvi, che martedì notte avevano sentito Mastrogiacomo, hanno aperto un fascicolo per ora contro ignoti per sequestro a scopo di terrorismo.
Il tutto mentre ci stiamo avvicinando al voto di fiducia per il rifinanziamento delle missioni, voto che spero si concluda con un esito negativo per il governo perchè è inutile mantenere truppe in un’area cosi pericolosa, truppe che hanno unico scopo le attività di ricostruzione in Afghanistan o di vigili urbani in Libano, che non possono essere di supporto agli alleati e che in sintesi sono solo un bersaglio per i Talebani o per gli Hezbollah , divenendo di fatto un peso per la coalizione.


Distinguerei tra Afghanistan e Libano. In Libano siamo lì a seguito di un’iniziativa politica che una qualche logica ce l’ha (ne ho parlato con un consigliere di legazione che si conosce bene la questione) anche se io personalmente ho delle forti perplessità . In Afghanistan gradirei sapere a che accidente serviamo.
Comment by falecius — 03/22/2007 #
Irresponsabile, colluso con la criminalità politica internazionale, affossatore dell’alleanza di cui fa parte e noncurante della vita di soldati e civili nel teatro di guerra.
Questo ha dimostrato di essere il nostro governo di sinistra.
Se il nostro paese non è all’altezza di affrontare una missione internazionale con l’ONU, molto meglio che si ritiri. Almeno non mette a repentaglio la vita di altri.
Una bella delusione per molti che, alle ultime elezioni, hanno prestato con riserva il proprio voto alla sinistra.
Alle prossime esezioni (forse molto prossime) quei voti la sinistra se li sogna.
Comment by Condorcet — 03/22/2007 #
Gli Usa protestino pure…ma inizino a consegnarci Lozano…magari qualcuno vorrebbe sapere una verità scomoda! Oppure a rispolverare una serie di dossier scomodi…da Ustica al Cermis se stiamo per aria, certo perchè talvolta le proteste verso gli “alleati” sono campate per aria!
Però cerchiamo di non perdere aderenza al terreno se siamo seri. Chi davvero può credere che la Rice non sapesse dell’accordo per Mastrogiacomo quando ha incontrato D’Alema?
Se fosse vero che non sapeva la Rice dovrebbe dimettersi. Perchè l’operazione per Afghana è iniziata per volere Usa; e se dopo 6 anni di guerra gli Usa non conoscono, se ancora sono “impantanati” in Iraq, se la Somalia è un incubo eterno è proprio per questa supponenza, una maledetta supponenza che insegna a dire come ci si dovrebbe comportare. Senza conoscere. Senza sapere cosa davvero avviene dove si opera. Come, tristemente, non si sapeva di Mastrogiacomo.
Comment by Ghino di Tacco — 03/23/2007 #
Non condivido il modus operandi e il “costo” politico dell’operazione “gioenalista italiano libero”. Pero!
1) Il Dip di Stato Usa o altra fonte del Governo Americano si esprimano attraverso canali ufficiali. Cosa significa FONTE ANONIMA ma autorevole? Puo’ essere il portatore di posizioni personali o di gruppo in funzione di guerre di bande nell’ambito dell’Amministrazione Americana stessa.
2) Se e’ vero che l’operazione e’ stata condotta dall’Italia all’insaputa e cogliendo di sorpresa gli Americani, E’ VERAMENTE GROSSA. Che ci stanno a fare i servizi Usa, e se non controllano il Governo di quel paese come pretendono di battere i talebani? E poi bastava comperare la Repubblica x capire che la trattativa era in corso. Dai amici Americani siate piu’ seri quando dovete criticarci.
Comment by Von Bulow — 03/23/2007 #
Alla fine era il dipartimento USA e la stessa condi Rice si è arrabbiata ed è seguita telefonata di D’alema: Ecco il testo, con traduzione simultanea, della cordiale telefonata avvenuta ieri tra D’Alema e la Rice. D’Alema: «Dear Condi, how are you? I’m very sorry for the misunderstanding between us about Mastrogiacomo’s release» (Cara Condi, come stai? Sono molto dispiaciuto per l’equivoco tra noi due sulla liberazione di Mastrogiacomo).
Condi: «Clic» (clic).
Comment by Sir Percy Blakeney — 03/23/2007 #