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Sicurezza a tutti i costi
Telecamere invasive.
Le telecamere sopra tutto e tutti. La nuova idea della sicurezza passa solo dall’obbiettivo elettronico. È una soluzione tanto voluta dall’Assessore alla Sicurezza del Comune di Como il quale - finalmente - è riuscito a piazzarne ovunque. Alla gente piacciono persino perché “danno sicurezza”. Sette in centro e già sistemate, una in via Foscolo attiva da tempo; una quarantina all’autosilo (di via Auguadri) altre quattro agli angoli del Monumento ai caduti sono in arrivo e, sogno finale: coprire tutta l’area dei Giardini pubblici.
Si potrebbe suggerire di metterne in Duomo (alla messa di mezzogiorno della domenica c’è un sospetto chiacchiericcio) oppure alle bancarelle del mercato (dove c’è un certo borseggio) o anche sui battelli. In funicolare ci sono già, ma guardano a monte e a lago. Mancano – chissà perché – in Consiglio comunale luogo davvero perfetto dove sperimentare i controlli a 360gradi.
La concezione esasperata di una sicurezza totale (idea, diciamolo, un po’ di destra) trova parecchi sostenitori anche tra gli insospettabili. Perché ai magistrati fornisce prove (peraltro solo indiziarie); alle donne una protezione immaginaria; ai genitori una vaga tutela ed ai cittadini dà l’illusione di essere tranquilli. I delinquenti – tuttavia – sanno dove passa il micidiale raggio d’azione e per agire si spostano di un centimetro ed è fatta. Come del resto i vandali: giovinastri nottambuli e spesso impulsivi, stupidi ma non scemi. Sanno riconoscere una telecamera da un lampione ed è sufficiente che si nascondano sotto il cappuccio o il berretto.
La sicurezza garantita dalle telecamere non serve (o serve a poco) perché – soprattutto - non è educativa. Pretendere di coprire tutto il territorio comunale è un’idea bislacca, inutile, irrealizzabile e costosa. Illudere i cittadini è politicamente scorretto. Oramai esasperati chiedono di piazzarle ovunque: in via Milano alta (appena entrano in fibrillazione razzista), in via Cantù (appena rovesciano i vasi), in via Ballerini (appena i giovani alzano la voce). È sufficiente un sospetto, un rumore o che succeda davvero qualcosa che arriva la richiesta di garantire la sicurezza con un bell’occhio elettronico.
Ecco: la sicurezza.
Parola oramai nel gergo politico comune e nei programmi dei partiti. Non se ne era mai sentito parlare, neanche da sinistra, nemmeno quando i tempi non erano tranquilli. Sono i vantaggi del progresso tecnologico? E così “sicurezza” (e se incominciassimo a parlare di prevenzione, precauzione, formazione…) oramai ha sostituito completamente “educazione” e “civiltà”. Parole difficili e prive di modernità.


Purtroppo chi pensa che basti una telecamera a risolvere tutti i problemi di una città si sbaglia.
Comment by Periferico — 03/22/2007 #
Gli occhi elettronici vengono adibiti più per la cattura delle prove che nella funzione di deterrente per chi ha intenzioni vandaliche o criminose in genere. Sempre che uno non premediti il compimento del gesto criminoso, ed esca di casa, lasciando il cellulare spento e si presenti davanti all’occhio elettronico con il volto coperto da un passamontagna. In questo caso le telecamere sono inutili.
Comment by Hannibal — 03/23/2007 #
vogliono solo il controllo sociale,sapere sempre dove siamo e cosa facciamo,riempire i loro archivi.il loro scopo è omologarci e in questo modo possono controllare chi ha dei comportamenti diversi.diverso diventerà ben presto cosa illegale e criminale. lobotomia……………….
Comment by Anonymous — 03/23/2007 #
Orwell è qui!
Comment by Ulisse — 03/23/2007 #
eh…e te pareva i soliti scenari catastrofici.
Io non credo che le telecamere siano l’arma letale per la criminalità -ma non credo nemmeno che qualcuno lo pensi nella nostra amministrazione.
E da qua a trasformare Como in una specie di 1984 ne passa di acqua sotto i ponti.
Che poi, se qualcuno proprio sente questo viscerale sensazione di essere spiato, può giustamente tirarsi su un cappuccio ed è fatta.
Lo trovo cmq uno strumente inefficiente per garantire l’ordine, am è sempre meglio che niente. Non mi sembra del resto che al varo degli occhi elettronici Bruni abbia proclamato lo sciogliemento di ogni forza di polizia (e già , con cosa altrimenti manterebbe la sua tirannide?), o l’abbandono di ogni programma di educazione civica.
Comment by Anonymous — 03/25/2007 #
caro Anonymous, riprendi ulisse di aver citato scenari catastrofici ma a me sembra che anche tu non vedi la cosa in positivo.. (..)per riempire i loro archivi.il loro scopo è omologarci e in questo modo possono controllare chi ha dei comportamenti diversi(..)!
Io trovo che le telecamere non siano la soluzione, ma almeno è qualcosa!..insomma, vogliamo più sicurezza, ..ma nessuno vuole più tasse per pagare più forze dell’ordine per le strade,..vogliamo i poliziotti di quartiere,..ma c’è già chi dice che violano la ns privacy,..vogliamo più sicurezza nelle strade,..ma critichiamo anche delle insignificanti telecamere!Ora basta!si sa, che le telecamere servono a poco, ma almeno fanno qualcosa!..e poi di fastidi non ne danno!..ma cos’è, tutti hanno l’amante da nascondere?!?!?!?!?
..il fatto è che tutti sanno criticare me NESSUNO sa PROPORRE!
$mau$
Comment by $mau$ — 03/29/2007 #