March
23

Identità e Radici

Zappette per scavare.
Nel sempre più ampio giardino europeo anche le radici hanno la loro targhetta. Non solo gli alberi, dunque, saranno riconoscibili e riconosciuti (secondo quel principio di autonomia delle nazioni che rende l’Europa la meno unita delle Unioni), ma anche quel che affonda sotto terra e che, di solito, non appare o non viene nominato troverà una “identità”.

Dare un nome alle radici, secondo alcuni, è tanto importante quanto “nominare” piante, rami, boccioli, foglie e fiori e frutti. Essendo tuttavia le ramificazioni incontrollabili s’è pensato di scavare nell’arido terreno (sinora concimato con troppa economia, prodotto lordo e superficialità culturale) andando in profondità.

Lì sta l’origine. Ciò è vero e non solo botanicamente parlando; anche europeamente ragionando può essere un dato interessante. Ma è utile?
L’insistenza con la quale papa Giovanni Paoli II, poi i vescovi, poi qualche capo di Stato, ora la Merkel (protestante), ancora i vescovi e – da sempre – i partiti d’ispirazione (demo)cristiana cercano le “radici” è davvero encomiabile.

Radici cristiane, ovviamente, poi allargate a quelle “giudaico-cristiane” accortisi dello svarione storico e tanto per non rischiare di ficcarci anche altri (tipo l’Islam in Spagna e nei Balcani…). Messo nero su bianco nella Costituzione europea l’accenno alle radici “giudaico-cristiane” resterebbe fissato nei secoli e con le conseguenze che non è difficile immaginare.

Certo, l’Europa non si basa solo su carbone e moneta unica, ma - forse anche - sul concetto di libertà, eguaglianza, fratellanza, tolleranza, democrazia, giustizia insomma quel cosiddetti valori laici che – anche se oggi compresi dalle chiese cristiane – non hanno sempre fatto parte della loro storia. Il dominio delle Chiese europee sui popoli e stato spesso devastante (quante guerre in nome di un Dio?), frenante verso un omogeneo sviluppo sociale e culturale, distraente da una politica progressista ed efficace, turbativo di un ordine naturale delle cose che tanto faticosamente le diverse nazioni hanno condotto nei secoli. I duemila anni recenti della storia d’Europa stanno lì a provarlo. La fede, la grazia, la Verità, Dio, Gesù e la Madonna non c’entrano niente.

I cristiani sinceri e onesti di oggi (per fortuna numerosi) lo sanno bene ed hanno lasciato perdere la ricerca esasperata delle radici cercando di portare la loro esperienza, la loro sensibilità, la loro visione della società e della politica dentro il terreno dell’Unione per forza. Non servono frasette di circostanza, dettati costrittivi, richiami all’ordine antico; per coltivare bene un giardino moderno, così vasto e complesso, bastano e avanzano la Memoria e la Storia. Non le zappette devote del C.S.I.

Gerardo Monizza

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  1. Come fai opportunamente notare, i cristiani farebbero meglio a non svangare troppo alla ricerca delle loro radici, perchè potrebbero avere bruttissime sorprese.

    E sentire proposte che vorrebbero veder imporre addirittura all’intera Europa quelle radici, che hanno prodotto molte delle maggiori sventure del nostro continente e poi del mondo intero, fa sensazione.
    Per fortuna l’Europa non è l’Italia e a Bruxelles le veline del Vaticano non hanno la l’altissima probabilità di tramutarsi in leggi come avviene nel nostro paese.

    Perchè i “cristiani sinceri e onesti” che tu evochi non fanno sentire la propria voce ? Mezza Europa, mezzo millennio fa, si è già data un Cristianesimo riformato, molto più vicino allo spirito e al messaggio evangelico.
    Forse, per i fedeli di una chiesa così secolarizzata, così intrisa di interessi finanziari, così immischiata nella bassa politica, così disumana nella sua organizzazione interna è arrivato il momento per una nuova Riforma.

    Comment by Condorcet — 03/24/2007 #

  2. Siamo in una fase di Pre-Controriforma. Una cosa mai vista; un tentativo di precedere la storia? Forse.
    Anch’io domando spesso ai miei amici credenti, cattolici, praticanti perché non si liberano della sovrastruttura a favore della sostanza.
    Immagino sia difficile tranciare un sistema che ti entra nell’intimo, fin da piccolo.
    Io, pur non rinnegando niente del mio passato dentro la chiesa cattolica, non ho avuto difficoltà a passare oltre.
    Per altri è impossibile.

    Comment by Gerardo — 03/24/2007 #

  3. Certo che un cristianesimo come quello cattolico lascia un immenso pascolo di anime agli altri cristianesimi.
    Che tuttavia non ne approfittano, perchè sono scarsamente propensi al proselitismo, salvo note frange marginali come i Testimoni di Geova.

    Diciamo anche che la scarsa attenzione dei fedeli cattolici ai cristianesimi alternativi a quello-Moloch che formalmente professano rivela anche il bassissimo grado di partecipazione di quei fedeli alla vita religiosa e agli ideali della loro stessa Chiesa..
    La cosa non è che dispiaccia alle gerarchie cattoliche, certo a caccia di soldi e voti più che di fedi forti e purezza di valori evangelici.
    Se il popolo cattolico fosse più attento ai fatti di fede si verificherebbe probabilmente un esodo verso i cristianesimi evangelici, cosa oltremodo sgradita al Vaticano.
    Dunque meglio fedi deboli e ignoranza del messaggio evangelico, ma adesione formale ai dettami della Chiesa romana.

    La debolezza della proposta cristiana cattolica la si è vista tutta nella questione dei valori giudaico-cristiani nelle carte dell’Europa, su cui solo solo 2 paesi su 27 si sono impuntati e che oggi - “Grazie a Dio”, dico ironicamente - è definitivamente accantonata.

    L’Europa moderna si basa ormai da secoli sul principio-cardine della separazione tra stato e chiese (in ottemperanza - se vogliamo - anche al dettato evangelico “Date a Cesare qual che è di Cesare, …”).
    Mi chiedo che cosa spinga le frange degli integralisti cattolici a voler rinnegare queste fondamentali radici della nostra cultura europea.
    Il tutto per andare a scoprire radici diverse che in molti casi sarebbe meglio lasciare sottoterra, tanto sarebbero sconcertanti per gli stessi cattolici che vivono nel nostro mondo moderno.

    Comment by Condorcet — 03/25/2007 #

  4. Mah.
    Ripenso ai druidi celtici, alla cultura megalitica e a quanti misteri ancora oggi non conosciamo sulla nostra stessa storia e che forse non conosceremo mai. Gli stessi cattolici usano simboli la cui origine si perde nelle nebbie delle culture pre-pagane parecchi secoli prima di Roma, e si richiamano a rituali nati quando l’Europa era quasi interamente fatta di prati incolti e paludi sterminate, e le popolazioni vivevano ancora in tribù.
    Alcune tradizioni popolari che oggi sopravvivono nelle feste di paese non sono altro che la riedizione di quelli che una volta erano rituali religiosi in piena regola. Ad esempio in alcuni paesi del nord Italia si celebra ancora il rito in onore di Belthane, cioè la primavera celtica, sotto forma di festa di paese, dove le ragazze del villaggio saltano dentro a cerchi di fuoco tracciati per terra (esattamente come facevano i celti secoli or sono per salutare l’arrivo della primavera). Ora non si chiama più festa di Belthane, chiaramente, ma porta il nome di qualche santo cristiano - questo giusto per dimostrare come il cristianesimo abbia fatto man bassa di culture e rituali che non gli appartenevano. Di esempi così ne esistono a migliaia. Pensate in Calabria ad esempio quanti modi di dire e quante credenze popolari derivano direttamente dalla colonizzazione greca. E che dire dell’influenza araba in Sicilia… questo solo per rimanere limitati in Italia. Estendendo lo sguardo altrove, più andiamo verso il nord-europa più l’influenza cristiana si fa più debole e le culture hanno influenze che di cristiano non hanno nemmeno l’ombra.
    Io ci penserei sopra prima di sparare fandonie su queste famose “radici cristiane” perché è un falso storico bello e buono, a cui solo pochi indottrinati coi paraocchi (leggi “ignoranti”) posso dar credito. Ma d’altra parte è la specialità della Chiesa quella di mistificare la storia, è il suo mestiere da sempre. In più aggiungiamo il diffuso preconcetto secondo cui tutto ciò che è “buono” è da attribuire per forza ai valori cristiani, come se altre culture e altre credenze siano per forza peggiori o siano dotate di minor capacità di discernimento…

    Comment by Lao Tzu — 03/27/2007 #

  5. Massì, nasciamo oggi, muoriamo domani!
    Chissenefrega di chi sono stati i nostri padri e il perchè delle loro decisioni.

    Una su tutte: perchè non possiamo dirci maomettani? Grazie a Vienna, 12 settembre 1683. Che vi piaccia o no, anche per questo non possiamo non dirci cristiani…

    Ah già, i valori laici che fanno da fondamento all’Europa moderna… libertà, eguaglianza, fratellanza, che di morti ne han fatti pochini… e di guerre pochine pure loro… quante guerre in nome di questo dio???

    Io svango nelle mie radici cristiane e ci vado pure a fondo!!! Scusami, caro Condrocet, quali sono quelle radici che dovrei lasciare per benino sotto terra???

    Comment by gola lacustra — 03/27/2007 #

  6. Gola lacustre, elenco a braccio, un po’ a caso e non esaustivamente le tue “radici”:
    - Tutta l’invenzione, a partire dalla geniale intuizione di Paolo di Tarso, della mitologia cristiana, di cui non c’è traccia nella storia.
    - La distruzione sistematica di tutti i documenti delle culture precedenti (fortunatamente conservatici dalla civiltà araba, allora - a differenza di oggi - la più avanzata di questa parte di mondo).
    - La spartizione del mondo e la sua assegnazione alle potenze cristiane di Spagna e Portogallo, con l’avvio del più grandioso fenomeno di schiavitù della storia umana in un continente e del più grandioso genocidio della storia umana in un altro continente.
    - La Santa Inquisizione, con i suoi orrendi crimini.
    - La persecuzione di qualunque oppositore, in particolare se filosofo o scienziato.
    - La negazione della libertà di pensiero ed espressione, represse con la pena capitale.
    - Il sostegno attivo ai regimi nazista e fascista.
    - Il sostegno di tutti i regimi di ultradestra postbellici.
    - L’abuso di credulità popolare per tutte le fandonie in seguito smentite dalla stessa Chiesa quando non erano più sostenibili, come i miracoli, le apparizioni, tutti i fenomeni del paranormale religioso, fino alle macchie di umidità che appaiono sui muri fatte passare e venerate come immagini del volto di Cristo, ecc.
    - La circonvenzione di migliaia di creduloni, spogliati dei loro bani con la promessa di vite o speciali ricompense dopo la morte.
    - Il completo miscuglio di fede, interessi, politica, da sempre essenza della pratica della Chiesa cattolica.

    Tutte queste “radici” ritengo sarebbe meglio non disseppellirle, se non per farne un’analisi critica e comunque mai con fini apologetici.

    Al di là delle citate “radici”, che sono storia, vi sono ben più nobili “radici” che toccano l’animo di molti fedeli e che sono rappresentate dal messaggio diretto delle Sacre Scritture.
    Questi fedeli, persone oneste e dedite al bene, usano il messaggio evangelico per edificare se stessi, si astengono dall’imporlo a terzi, ma sovente non si rendono conto che chi è più lontano da quel messaggio è proprio il sistema ecclesiastico a cui fanno riferimento, che è la Chiesa cattolica.

    Diciamolo altrimenti. Le “radici” cristiane possono anche andare bene, ma se quelle “radici” hanno prodotto quella chiesa: CHRISTIAN ROOTS NO THANKS.

    Comment by Condorcet — 03/28/2007 #

  7. Tu pensa, caro Condorcet, che Cristo affidò la guida della Chiesa a Pietro, uno stranopersonaggiopescatore che lo rinnegò per ben tre volte.
    Non vorrei annoiarti sul fatto che, me ne voglia Lao Tzu, “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam”, e sotto il Vaticano ci sta proprio la tomba di Pietro. E continua ad essere lì (simbolismo, certo, ma anche altro…)
    Non vedo quindi di cosa la Chiesa debba tanto avere onta, vergogna, delle sue debolezze ed errori tipici dell’essere umano. L’uomo è libero, no?
    Ma la Storia sta proprio ad insegnare che tutto passa, ma la Chiesa Cattolica, il suo magistero, la fede in Cristo, resta!!!

    Il disegno di Dio sulla Storia va oltre il nostro pensare e prevedere… La Storia sta ad insegnare questo. Cosa ne sai tu, caro Condorcet… oggi ce l’hai contro la Chiesa Cattolica e domani, per caso, potresti salvare il Papa Romano!!! VEdi come Dio può servirsi di te a tua insaputa e piacimento???

    Sui miracoli vacci piano, perchè anche la Chiesa ci va con i piedi di piombo. Ma quelli appurati, tali sono e tali restano manifestazione del divino nel terreno. Tu sei libero di non crederci (non so quale posizione da evangelico hai verso Maria, ma con Fatima come la mettiamo???).

    Ma il post era sulle radici cristiane.
    Io ribadisco una data per cui non possiamo non dirci cristiani: 12 settembre 1683. E anche voglio ricordarti la Lega Santa del 1684. tra cattolici e protestanti.

    Che Marco da Aviano ci protegga!!!

    Comment by gola lacustre — 03/28/2007 #

  8. A me sembra patetica questa questione delle radici cristiane, ZEUS e/o GIOVE allora? lo dimentichiamo? c’è da piu tempo… in Europa. Le radici cristiane che restino in Città Del Vaticano affianco al tempio di Minerva.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/28/2007 #

  9. «Non vedo quindi di cosa la Chiesa debba tanto avere onta, vergogna, delle sue debolezze ed errori tipici dell’essere umano. L’uomo è libero, no?»

    Non ho parole. Spero ti accorga da solo della gravità di un’affermazione simile.
    Giustificare così 2000 anni di barbarie è ridicolo, ma fa ancora più ridere la seconda parte, quella che dice che l’uomo è libero. Strano. La Chiesa ha bruciato e torturato milioni di persone perchè dicevano cose che differivano di poche virgole dai loro diktat, oggi si scatena contro omosessuali e coppie non sposate, contro malati terminali che decidono di porre fine alla loro agonia, contro donne costrette ad abortire, PERÃ’ l’uomo è libero… Bè, evidentemente da come la dici tu è libero solo se l’”uomo” in questione è un papa o un prete, altrimenti se è un povero coglione qalunque la sua libertà la deve pagare a caro prezzo…

    Se la Chiesa è imperfetta e incline all’umano errore perché si auto-definisce “Santa”? È presunzione bella e buona. Si chiamasse in un altro modo, così almeno quando fa qualche fesseria ci fa meno brutta figura.
    E poi: lascia da parte la disquisizione su San Pietro, sul fatto che abbia rinnegato Cristo e tutte quelle cose là… parliamo di fatti storici concreti, non di quello che c’è scritto su 4 libricini che si contraddicono fra loro, scritti per mano di chissà chi e datati non prima del 100 d.C. Parliamo di cose storiche e concrete. Entra in qualsiasi museo di storia medievale e dai un occhiata agli arnesi che la Santa Inquisizione (…”santa”…) usava per punire ed eliminare i liberi pensatori. Una tale perversa e macabra fantasia applicata nel dare maggior tormento possibile ai condannati ti sembra almeno lontanamente attribuibile alle tipiche “debolezze umane”? A me sembra anzi frutto di riflessione e giudizio razionale, mi sembrano cose studiate a tavolino, che prendono spunto dal dogma secondo cui il peccatore deve espiare con il massimo dolore i propri peccati: il dolore è catartico, il bagno di sangue è purificatore dei propri peccati (concezione che ancora oggi in qualche modo sopravvive, sebbene nascosta fra le pieghe del comune sentire). “Debolezza ed errori tipici dell’essere umano…” ma con quale coraggio, da cattolico, da persona civile, dici questo? Guarda che qua non stiamo parlando di uno o due politici incapaci che sbagliano, qui parliamo di 2 millenni di sistematiche persecuzioni contro scienziati, uomini di cultura, letterati, persino musicisti che usavano intervalli armonici “non consentiti” perché considerati “satanici”. Ogni campo del sapere umano è stato filtrato dall’autorità ecclesiastica ed epurato di contenuti “scomodi” che potessero minare alla base la legittimità del potere papale.
    Tu mi ricordi la Santa Lega del 1684 come motivo per cui dobbiamo sentirci cristiani, e io ti ricordo il rogo di Giordano Bruno e l’abiura di Galileo come motivi per NON sentirci tali. Se oggi viviamo in un mondo “libero” lo devi a gente come loro, non certo agli uomini di Chiesa.

    Comment by Lao Tzu — 03/28/2007 #

  10. @Lao Tzu
    Studia e ripara…

    Comment by gola lacustre — 03/28/2007 #

  11. Beh, Gola Lacustre, dopo la mia mail tu mi ripeti:
    “Non vedo quindi di cosa la Chiesa debba tanto avere onta”

    A volte le parole sono come pietre e nella mia mail precedenti di pietre ne ho lanciate non poche.
    Dunque la tua successiva, citata affermazione, onestamente, potrebbe essere fatta solo se tu contestassi la veridicità o il valore delle mie affermazioni, se offrissi delle dimostrazioni che ho detto il falso.
    Se io fossi un cristiano convinto non potrei permettere che venissero fatte affermazioni letteralmente distruttive sulla mia chiesa, solo adducendo la scusa che è stato fatto qualche piccolo “errore umano”. Mi sentirei in dovere di oppormi con argomenti forti.
    Questa tua arrendevolezza fa sorgere l’interrogativo: può una fede essere così cieca da far assopire la ragione, da far negare o non considerare l’evidenza storica ?
    E se è così, di che aiuto potrà mai essere una fede di quel genere ?

    Sulle “manifestazioni del divino nel terreno”, ogni popolo inventa le sue, ma qualsiasi antropologo culturale dilettante non fa fatica a riconoscere, sotto queste manifestazioni, sempre le stesse necessità umane: il bisogno di mito, il bisogno di sicurezze, la ricerca di appoggio psicologico nel momento di massimo sconforto, l’esorcizzazione o una migliore accettazione della morte, la necessità di propiziare eventi fausti ecc. ecc.
    Tutte necessità molto umane, abbiamo detto, alle quali il marketing religioso sa dare da sempre - e anche ben prima del cristianesimo - magnifiche risposte (anche se oggi vi trovate dei bei concorrenti !).
    Tutto bene quando lo scopo è quello di portare conforto a uno sfortunato.
    Male, anzi malissimo, quando le sfortune altrui sono usate (se non addirittura create) per accumulare denaro e potere.

    Comment by Condorcet — 03/28/2007 #

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