March
23

La politica è misogena?

Ricevo e pubblico dal Consigliere del Verdi Elisibetta Patelli, la risposta all’articolo pubblicato dalla provincia sulle assenze in Consiglio Comunale, risposta che evidenzia come la politica  sia disponibile nei confronti delle donne, solo a parole , visto che devono seguire una famiglia, figli,  ma che nei fatti è maschilista e che non ne prende in considerazione le esigenze.. ma leggiamo:

Convinta che un buon consigliere comunale sia colui/lei che studia, approfondisce, propone mozioni, interventi e non solo chi  siede in consiglio comunale magari davanti ad un bel videogioco, come accade, ritengo di non voler replicare all’articolo in cui con superficialita’ e malizia si  classificano i consiglieri comunali in base alle loro presenze.

La collocazione mia e della consigliera Tessaro ai posti bassi della classifica mi induce invece a porre una questione di carattere piu’ generale per la motivazione che accomuna le nostre  assenze serali  negli ultimi mesi: in particolare si tratta  per me l’arrivo in famiglia nel 2006 di 2 bambini ancora piccoli, la lunga permanenza all’estero e ovviamente la necessita’ di essere al loro fianco sempre, ma soprattutto nei primissimi tempi.

Cio’ non ha per verita’ impedito che proseguissi nel mio impegno politico, tuttavia ha richiesto tempi e modi diversi e sicuramente ha comportato maggiori difficolta’ a partecipare a  riunioni in alcuni orari della giornata. La mia esperienza , come quella di Serena, come quella di migliaia di altre donne ,meriterebbe un po’ piu’ di attenzione, se non di rispetto anziche’ una superficiale strumentalizzazione.

Dovrebbe stimolare semmai una profonda riflessione   sul piu’ generale tema della presenza delle donne in politica o in altri settori altrettanto impegnativi, presenza tuttora irrilevante, al punto che l’Italia -che pure si gloria di appartenere al novero delle democrazie avanzate- occupa gli ultimi posti nelle graduatorie mondiali, preceduta da Paesi, come quelli dell’America latina, da noi considerati sempre come regni dell’instabilità e del populismo, lontani dal nostro progredito modello politico.

La complessità del problema è nota e fa riferimento alla necessita’ tuttora presente  di destreggiarsi  tra (e conciliare) mille ed una responsabilita’,  nello squilibrio di distribuzione dei ruoli maschile e femminile, ma anche  nella struttura stessa del nostro sistema politico  che pone le donne di fronte ad una scelta  ingiusta tra la famiglia e altro.

Infatti a fronte di un  maggiore esigenza da parte delle donne non solo di avere dei figli, ma anche di interrogarsi su quale mondo lasciamo loro in eredita’ e di impegnarsi attivamente per miglioralo, il sistema politico italiano tende a perpetuare se’ stesso consolidando  una   forte prevalenza maschile che relega le donne in posizione marginale. Un sistema  che è disposto a riconoscere formalmente la parità, ma è ben lontano dall’affrontare e risolvere seriamente il problema della rappresentanza femminile..

Cio’ accade  ad esempio nelle  regole di “selezione “, vedasi il meschino dibattito sulle quote rosa  e ancor di piu’ le straordinarie possibilita’ di esclusione  anche femminile offerte dalla  legge elettorale antidemocratica e illiberale in cui i nostri rappresentanti di fatto non sono eletti, ma semplicemente cooptati.

Ma ancor di piu’ cio’ accade anche in ogni momento  della rappresentazione politica,ad esempio attraverso riunioni che iniziano tardi e/o si protraggono fino a tardi , un impegno impensabile .per le donne che si sono assunte anche responsabilità familiari e  che dovrebbe esserlo anche per gli uomini.In Svezia hanno deciso che per una questione di qualità della vita sia degli uomini che delle donne, tutte le riunioni governative, amministrative e di partito, devono terminare entro le sette della sera.  Da noi  tale ipotesi  si scontra con le esigenze professionali del “politico maschio”, così accade che nonostante le  reiterate richieste di maggiore flessibilita’ oraria, a una  consigliera  che diventa madre  venga preclusa di fatto la  possibilita’ di continuare a partecipare  a conferenze di capigruppo, commissioni, consigli etc .

La speculazione  giornalistica  su questo tema diviene una meschinita’ di sapore populista, una campagna elettorale ingiusta  nei miei confronti per  tutto l’impegno profuso nei precedenti anni  e per quello attuale che ha tempi e modi diversi e piu’ in generale un  attacco becero e irriverente nei confronti di tutte le donne.

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  1. Pur concordando con il fatto che lo scandalismo della Provincia stia raggiungendo livelli veramente preoccupanti, e che ben aderiscono ad una società in cui tutti si affrettano a leggere di Corona, Sircana, e tristi individui vari, non posso concordare con la collega Patelli. Cara Elisabetta (e cara Serena), trovo che adottare od avere dei figli sia il più grande atto d’amore che un essere umano possa compiere, ma purtroppo fare politica è una scelta, non un obbligo, per nessuno . Voi donne (e ne sono ben lieto) avete avuto l’agognata parità, con lotte e sofferenze, però adesso che ce l’avete ve ne lamentate.. Non è colpa del maschilismo se la gente normalmente di giorno lavora (anche molte donne) e quindi i consigli comunali si tengono di sera . Quante donne fanno sacrifici mostruosi per mandare i figli al nido per potersi dedicare serenamente al proprio lavoro? Migliaia. Se vuoi continuare a fare politica con la serietà che ti ha fin qui contraddistinto devi essere tu a trovare una soluzione per il tuo problema . Con tutto il rispetto per la maternità e per le donne, suona infatti come una scusa un pò tirata quella di chiedere a 40 persone di adeguarsi alle scelte che hai fatto tu.
    Con tanti auguri.

    Comment by Andrea Bernasconi — 03/23/2007 #

  2. @Andrea Bernasconi: Non capisco perchè le adunanze siano fatte in notturna.. sicuramente è innegabile che dopo ci si può divertire vedasi birrificio / la darsena per alcuni consiglieri e magari discoteca dopo.. ma a me tutto questo da il sapore di circolo post lavorastico delle ferrovie.

    Vogliamo mettere i costi che aumentano per le persone del comune che sono li a far assistenza? (sono sempre straordinari). e che soluzioni proponi per le donne? al primo figlio a casa? Oppure le sterilizziamo prima di farle eleggere? :-)

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/23/2007 #

  3. Per come la penso io la parità deve essere parità davvero. Non una parità con tutele impari! Fare figli oggi è una scelta, cosi come la politica è una scelta . Se le due scelte sono incompatibili, ognuno deve scegliere quella che in quel momento della sua vita ritiene essere la più importante. Se le donne vogliono fare politica, non devono avere particolari tutele, perchè queste stesse finirebbero per svilire il loro impegno . Niente posti riservati in lista e niente quote vincolanti negli organi rappresentativi . Parità vuol dire parità!

    Milioni di donne ogni giorno fanno i salti mortali per dividersi tra lavoro, carriera e famiglia, perchè mai solo quelle impegnate in politica dovrebbero avere delle facilitazioni? Tutte le altre donne che fanno sacrifici per mandare i figli al nido pur di non rinunciare alla propria indipendenza cosa dovrebbero dire?

    L’accesso alla politica è garantito pariteticamente a tutte le classi sociali, con particolari tutele differenti per lavoratori autonomi e dipendenti, quale che sia il loro genere di appartenenza . Non si può parlare di parità quando si chiedono delle facilitazioni per una parte sola.

    In Inghilterra c’è una legge che prevede il permesso dal lavoro per “Paternità”, del quale peraltro ha usufruito politicamente e fisicamente anche lo stesso Blair, questo è un esempio di parità.

    Non mi piace la allitterazione che viene sottintesa qui tra lavoro e politica. La politica è un qualcosa in più che una persona sceglie di fare, dichiarandosi pronta a sorbirsene i molti oneri e a goderne i piccoli onori, non è un lavoro, e come tale non deve essere recepito . Seguendo questo principio, quindi, non essendo necessario a tutti i costi fare politica, se esistono problemi la cui rimozione creerebbe delle disparità, è giusto che ognuno valuti i pro ed i contro del proprio impegno politico, e la possibilità di impegnarsi pienamente nello stesso .

    Comment by Andrea Bernasconi — 03/23/2007 #

  4. Si vero per questo i consigli possono essere fatti in diurna.. o comunque alle 17.00 finendo alle 21.00 non penso che per questo muoia nessuno..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/23/2007 #

  5. beh..per me l’orario migliore è certamente quello serale…poi che un consigliere non si giudichi solo dalle presenze in aula è vero…ma è anche vero che ognuno sceglie cosa fare della propria vita..politica o meno…e se ci sono consiglieri come me e cenetiempo che in 9 anni di consiglio comunale hanno fatto una sola assenza a testa un motivo ci sarà..non è che non avessimo altri impegni..o che in 9 anni non abbiamo avuto problematiche personali o altro da risolvere…

    Comment by claudio corengia — 03/23/2007 #

  6. poi in verità il consiglio alle 17.00 non divide uomini e donne..ma lavoratori dipendenti (che hanno il giorno libero quando c’è consiglio comunale) e lavoratori autonomi che invece a lavorare comunque ci devono andare

    Comment by claudio corengia — 03/23/2007 #

  7. caro Andrea, tu ben sai che nelle altre citta’ , ma anche in Provincia le adunanze cominciano un po’ prima e che io ho posto questo problema anche prima che arrivassero i 2 bambini, proprio perche’ lavoravo e avevo necessita’ di alzarmi molto presto il mattino seguente.
    Non riesco acapire ad esempio perche’ le riunioni della mia commissione(ambiente) che si sono sempre svolte nel primo pomeriggio , da un po’ di tempo, per l’esigenza probabilmente di uno o di 2 persone sono state spostate in tarda serata. Allora ci si adegua aseconda di chi pone il problema?
    Guarda, conoscendomi dovresti sapere che io non ho nessuna inclinazione a prevaricare ne’ tantomeno pretendo che 39 persone si adeguino a me, tuttavia ho posto un problema che oggi e’ mio, ma domani(o forse e’ gia’ adesso un motivo che preclude) potrebbe riguardare una, 2, tre 100 , 1000… donne e mi sarei aspettata una maggiore elasticita’,una maggiore sensibilita’,una disponibilita’ a venirsi incontro in qualche modo. non la solita retorica dell’avete voluto la bicicletta ..pedalate
    L’ordinaria attivita’ politica(quella dei partiti per intenderci) ha necessariammente tempi postlavorativi, perche’ deve conciliarsi con l’attivita’ lavorativa(che e’ quella che ti fa mettere il pane in tavola) di tutti, ma quella istituzionale deve essere svolta con impegno , non solo nei ritagli di tempo. Aggiungo che le attivita’ lavorative sono ampiamente tutelate dalla attivita’ istituzionale, non essendo possibile decurtazione dello stipendio per i lavoratori dipendenti. Per gli autonomi , credo non si un problema ritagliarsi un’ora prima della chiusura/apertura degli studi professionali- cosa che invece appare di nessun disturbo quando si tratta di parecipare ai” gratificanti “Cda( non e’ il caso di Andrea, ponevo un esempio)- proprio perche’ la partecipazione alla politica e’ come dici tu, una libera scelta. Ma affinche’ tale scelta possa essere veramente libera non bisogna creare condizioni di selezione preventiva, ma anzi creare le condizioni di massima accessibilita’.
    Emblematico e’ anche il fatto che , a parte una persona cara ad entrambi che ha avuto problemi di salute, i giustificati sono stati Faverio perche’ per un periodo ha lavorato molto a New York e Santangelo perche’ e’ medico della mutua(?) e tutti gli altri sono cretini o assenteisti. Seguendo la tua logica si doveva scrivere : Patelli e Tessaro non giustificate perche’ nel 2006 hanno voluto dei figli e quindi per la parita’…caxxi loro!
    Per quel che riguarda me, vedro’ come organizzarmi.. per fortuna(purtroppo?) son diventat madre a fine mandato,quello che mi interessa che venga alla luce il problema delle difficoltà della rappresentanza femminile, anche e soprattutto a Como.

    In Ultimo mi permetto di suggerire che forse , per una migliore qualita’ di tutti ANCHE DEGLI UOMINI non sarebbe male se pure loro avessero qualche ora in piu’ da passare in famiglia o se non fossero costretti a tornare a casa all’una(se nonseguono pizza e disco) di notte
    . Questa visione dell’uomo che se sta sempre fuori la sera fino a tardi e’ un figo non mi appartiene. Ti abbraccio , anche se siamo e restiamo su posizioni molto distanti.

    Comment by elisabetta patelli — 03/23/2007 #

  8. @andrea scrivi”Milioni di donne ogni giorno fanno i salti mortali per dividersi tra lavoro, carriera e famiglia, perchè mai solo quelle impegnate in politica dovrebbero avere delle facilitazioni? Tutte le altre donne che fanno sacrifici per mandare i figli al nido pur di non rinunciare alla propria indipendenza cosa dovrebbero dire? ”

    scusatemi… solo per chiarire , le donne oltre a fare i salti mortali per dividersi tra lavoro(carrier e’ uguale) e famiglia vorrebbe potersi ANCHE occupare di politica(spazio per altri salti mortali mi pare non ci sia). di quali facilitazini stiamo parlando: l’orario della commissione puo’ tornare aessere quello che era? Le capigruppo che si fanno una tantum posso no essere fatte in altro orario o prima dei consigli? I consigli per la prox consiliatura possono essere anticipati alle 5, alle 6 o no? per favore restiamo sul tema.

    Comment by elisabetta patelli — 03/23/2007 #

  9. Trovo che la posizione di Elisabetta Patelli sia assolutamente legittima e che debba essere visto il problema al contrario di come ho letto nei commenti a seguire.
    L’assunzione di una rappresentanza politica e l’elezione ad una carica elettiva deve essere consentito a tutti i cittadini ed a tutte le cittadine, non solo a professionisti ed imprenditori che possono liberare l’agenda della mattina seguente i consigli comunali.
    In molte città le riunioni si tengono alle 17,00/17,30 e penso che non sia certo una tragedia per chi ha deciso di impegnarsi in un consiglio comunale essere presenti una volta alla settimana a quest’ora della giornata.
    In questo caso le riunioni potrebbero, ragionevolmente, concludersi entro le 21,00 e consentire di andare a cena e di poter dormire un numero di ore sufficiente anche per coloro che alla mattina debbono accompagnare i figli a scuola, per esempio, e si devono necessariamente svegliare alle sette.
    Qualche donna di più in questo consiglio così maschilista (viste le considerazioni) non può che essere un bene.

    Comment by S.Just — 03/23/2007 #

  10. Scusa S.Just ma gente che si sveglia presto il giorno dopo i consigli anche se ha fatto notte fonda c’è! A che ora si svegliano Pastore, Bruni, Rallo per essere in Duomo alle 6.50 per la confessione e relativa SS. Messa?

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/23/2007 #

  11. Loro hanno l’esenzione per il martedì mattina.
    Riprendono il giro al mercoledì.

    Comment by S.Just — 03/23/2007 #

  12. Per quanto riguarda i lavori di commissione non mi esprimo, ad esempio a me, claudio, e altri componenti sarebbe più comodo il mantenimento dell’attuale orario nel tardo pomeriggio . Per chi fa parte del mondo del lavoro autonomo, e magari lavora fuori como (come me) è difficile essere presente alle due del pomeriggio, poichè significa matematicamente rinunciare ad una intera giornata di lavoro. Altrettanti problemi prevede l’altro orartio nel tardo pomeriggio . Risultato, seppur con amarezza mi trovo a poter partecipare solo alle riunioni con argomenti più importanti . E’ una mia scelta, e la seguo .

    A me farebbe piacere di avere molte colleghe donne all’interno delle PA, ma queste stesse devono essere rappresentanti della volontà popolare e non inserite per obbligo di legge ogni tot uomini . Altrimenti partirebbero zoppe . Ed altrettanto queste stesse devono assumersi gli oneri che conseguono alla loro scelta politica .

    La volta scorsa io sono risultato il più assente dell’anno nella farlocca classifica della Provincia, perchè avevo accumulato 11 assenze nel periodo di ospedalizzazione derivato da un grave incidente in macchina, fu proprio quello che oggi accoglie la tesi di maschilismo della politica (definizione che avrà trovato nel fascicolo 25 del dizionario di italiano della Hobby & Work), a dirmi che avrei dovuto dimettermi perchè per un periodo di tempo la mia salute mi avrebbe costretto all’assenza . Come cambiano le banderuole, sconvolgente!!

    Comment by Andrea Bernasconi — 03/23/2007 #

  13. @andrea dici “A me farebbe piacere di avere molte colleghe donne all’interno delle PA, ma queste stesse devono essere rappresentanti della volontà popolare e non inserite per obbligo di legge ogni tot uomini .”

    ll problema di cui stamo discutendo non sono le quote rosa. restiamo sul tema. Il tema e’ che le donne non si candidano perche’ le condizioni poste dagli uomini sono per loro insostenibili ..Andrea.. chiedi in giro.. senti la gente..io ho il privilegio di conoscere molte donne meravigliose che sicuramente potrebbero dare un buon contributo alla citta’.. eppure non si mettono in gioco perche le condizioni , a Comoin particolare,sono proibitive.

    epoi continui”Altrimenti partirebbero zoppe . Ed altrettanto queste stesse devono assumersi gli oneri che conseguono alla loro scelta politica . ”

    Gli oneri , intesi come doveri,della politica sono altri e cioe’ tutto cio’ che consegue dall’impegno e dalla responsabilita’ verso gli elettori e i cittadini tutti: cioe’ studiare, documentarsi, andare per Uffici, preparare gli argomenti, rappresentare un mandato elettorale, comunicare con le personee confrontarsi con i cittadini ,essere disponibili ad ascoltare e a parlare con tutti , attivarsi ogni qualvolta un cittadino avanza una istanza, fare da catena di trasmissione con gli organismi di governo regionale e nazionale et etc.E quindi sacrificare tempo, interessi.. ma questo le donne lo farebbero e forse meglio di tanti uomini , abituate come sono agestire contemporaneamente piu’ situazioni anche complesse.

    gli orari delle adunanze sono un altra questione credo

    Comment by elisabetta patelli — 03/23/2007 #

  14. @ 13 ho capito in Italia le donne impegnate in un campo che non sia quello della famiglia .. sono delle PECORE NERE … dunque a rischio di essere eliminitae…

    Comment by speaker's corner — 03/23/2007 #

  15. Bah, cara Elisabetta, forse, come è giusto che sia, le nostre posizioni sono inconciliabili . Sulla capacità potenziale delle donne di fare meglio di molti uomini, non ho alcun dubbio, mentre respingo il maschilismo che tu vedi soggiacere alla calendarizzazione dei lavori..

    Comment by Andrea Bernasconi — 03/23/2007 #

  16. Finche’ in Italia ce’ quel nomignolo in voga : “QUOTE ROSA” x indicare una persona di sesso femminile utile alla societa?…

    Scusate, ma chi si fida di un nomignolo cosi discriminante ?? e patetico
    “LE QUOTE ROSA ” x che cosa?
    A me suonerebbe meglio : ” CREATIVE POWER”…. E dire che non sono femminista….. Pero’ non sopporto l’accondiscenza maschile, la pacca sulla spalla nei confronti dell’intelligenza femminile …. nel 2007 ?

    Il clero e’ rimasto all’idea della donna angelo del focolare o diavolo con settecorna … ma se e’ vero che l’italia e’ un paese laico, penso che l’intelligenza femminile meriterebbe un po’ piu’ di rispetto…. non la pacca sualla spalla.

    Comment by speaker's corner — 03/23/2007 #

  17. Acida?? Chiedo venia…

    Comment by speaker's corner — 03/23/2007 #

  18. Cara Elisabetta,
    ti regalo ciò che ha scritto la grande Yourcenar. Far politica è dura per una donna, anche il nostro quotidiano perchè e fatto di lavoro e famiglia per questo quando vogliamo esercitare il nostro diritto a partecipare alle scelte che coinvolgono la comunità dove viviamo la difficoltà aumentano. Ma bisogna tener duro e fare in modo che altre donne stringano i denti con noi. Prima o poi tra i quaranta consiglieri di Como riusciranno ad esserci 20 donne e a quel punto altri dovranno adeguarsi. Per raggiungere questo bisogna far squadra, ma purtroppo molte volte siamo sole. Questa solitudine è data anche da una rigidità tutta femminile che porta a non ragionare con strategia ma solo ed attraverso convinzioni ferree che non trovano realizzazione proprio perchè non le inseriamo in un piano per crescere tutte insieme. Potremmo provarci, con i nostri tempi, cosa ne pensi?
    Un abbraccio
    giulia

    “Credo che l’importante, per la donna sia di partecipare il più possibile a tutte le cause utili, e di imporre questa partecipazione con la sua competenza.

    Ogni conquista ottenuta dalla donna nella causa dei diritti civili, dell’urbanistica, dell’ambiente, della protezione degli animali, dei bambini e delle minoranze, ogni vittoria conseguita contro la guerra, contro la mostruosa utilizzazione della scienza a favore della avidità e della violenza,

    è una vittoria della donna.

    E credo anzi che la donna sia forse in grado di farsi carico di queste cose più dell’uomo, per via del suo quotidiano contatto con le realtà della vita, realtà alle quali l’uomo è spesso più estraneo”

    Da “ Ad occhi aperti” M. Yourcenar

    Comment by giulia parini bruno — 03/24/2007 #

  19. Sembrerebbe che accudire i figli, fare i 100 mestieri in casa, fare la spesa, preparare la cena, controllare i compiti dei figli, ecc, sia per la donna come la forfora per l’uomo.
    Se non si vuole ammettere che l’arco della giornata di un maschietto è diverso da quello della femminuccia, è una discussione sterile, quando con un pò di sensibilità e di “sacrificio” si potrebbe stilare un calendario più elastico.
    Le cose si fanno se se ne si ha la voglia e l’intento.
    Elisabetta, auguri per i bimbi, ma non t’aspettare gentilezze dai maschietti, soprattutto quelli giaccacravattavaligetta in zona Comune, che a levarsi dai piedi una come te, stappano il Cartizze.

    Comment by breva — 03/24/2007 #

  20. Le sedute del Consiglio si potrebbero fare a qualsiasi ora con preavviso. La Provincia si riunisce alle 17…

    Se di scelta si tratta…il discorso è diverso. Concordo con chi sostiene che bisogna fare un lavoro fatto bene, avendo la possibilità di documentarsi; avendo anche qualche strumento che rimuove l’impossibilità di partecipare alle sedute.

    Avere delle adozioni è bello ma se si vuole strafare…poi non si raccolgono neanche le firme per le primarie. La dice lunga sul volerci stare a tutti i costi. SOTTOLINEO: senza nulla voler togliere all’impegno profuso per dare un contributo (che non si porta solo stando dentro il Consiglio).

    Per la Signora giulia parini bruno (minuscola?): il mito delle 20 o delle 30 o delle 41 donne mi pare la forma senza la sostanza. Vada avanti chi è bravo/a, capace, meritevole…se uno/a vuole impegnarsi non servono asticelle da saltare ma riconoscere i meriti.

    La parità è sempre meno un dato formale ma sostanziale. Nella vita si sceglie, come si può scegliere il/la compagna che ti farà star bene, che darà una mano…questo è rimuovere gli ostacoli. Se però tutto è convenienza allora adattarsi risolve solo l’adesso.

    Io riconosco che ci sono tante brave donne e farmi rappresentare da loro mi arricchisce del loro contributo. Ma come sempre…mai per legge, selezionando e premiando.

    Comment by Ghino di Tacco — 03/24/2007 #

  21. Ghino di Tacco

    Selezionando e premiando..????

    La parità a noi donne è costata cara…..non solo famiglia…lavoro…figli…mariti…ma se vogliamo ritagliarci una parte del ns. tempo per dedicarci ad altro…diventa un’impresa titanica…

    Io ritengo che quelle poche donne che si occupano di politica sono da premiare….altro che selezione….

    L’abitudine di voi uomini di scaricare sulle ns. spalle la gestione della famiglia…è risaputa…
    e non mi venire a dire…”no ..ti sbagli…Io do una mano…ecc…”….

    E’ anche vero che un impegno pubblico va onorato….ma visto che si tratta di donne valide…il loro tempo è “POCO MA BUONO!”

    Consigliere del Verdi Elisibetta Patelli …la mia stima. Morgana

    Comment by Morgana — 03/24/2007 #

  22. @Ghino di Tacco. Il numero delle donne nelle istituzioni non è forma ma sostanza e anche tanta. Perchè solo così si potrà ragionare alla pari sui problemi quotidiani di una città e di una comunità. Nei primi anni ‘80 sull’ Avanti, che non so se lei l’ha mai letto nonostante lo pseudonimo, scrivevo che le quote erano un abominio, che le donne dovevano farcela solo per bravura etc etc. Bene a quasi cinquant’anni, dopo aver visto il numero delle donne in parlamento e nei consigli comunali diminuire drasticamente, ho dovuto rivedere ciò che affermavo con assoluta convinzione a poco più di vent’anni. Ho capito anche perchè ho cambiato idea. Primo con l’arrivo della preferenza unica per le donne è diventato più difficile, anche perchè difficilmente buttano in una campagna elettorale gli stessi soldi che spendono gli uomini. Nei collegi uninominali vengono messe solitamente in quelli più scarsi. Inoltre le donne hanno un carico famigliare che un uomo si scorda, mitica la battuta della Littizzetto: “dietro un grande uomo c’è una grande donna. Dietro una grande donna c’è una grande colf”. Per cui o facilitiamo l’ingresso delle donne in politica o ci sarà sempre uno squilibrio che incide anche sulla democrazia in questo paese. Certo le donne non sono indenni da critiche, se non imparano a ragionare strategicamente e di conseguenza a votare le donne la strada sarà sempre più impervia, ma dobbiamo riuscirci soprattutto per le giovani donne, per quanto mi riguarda faccio politica da quando avevo 14 anni e posso dire di aver avuto le mie belle soddisfazioni.

    Comment by giulia parini bruno — 03/24/2007 #

  23. Penso che il centro-sinistra a Como si debba mettere nelle condizioni di proporre candidature alternate (un uomo, una donna) e, quanto meno, potrebbe esserlo la lista del candidato sindaco Gaffuri che, auspico fortemente, voglio immaginare guidata da una donna di valore umano e professionale.

    Comment by S.Just — 03/24/2007 #

  24. caro ghino, se stiamo ancora sul piano dello” strafare” allora non ci siamo.
    in merito alle firme delle primarie .. non so a chi ti rferisci , ma certo non a me che ho depositato le firme ai Ds , firme certificate da un consigliere comunale che non sono io(per correttezza visto che ero candidata)
    . questo luogo e’ bello perche’ e’ libero , cio’ non significa che ciascuno puo’ aprire bocca e sparare quello che gli passa per la mente, soprattutto non legittima menzogne emancanza di rispetto.
    in quanto alla parita’ sostanziale , non centra niente con la inopportunita’ di sedute notturne se al mattino ti alzi alle sette perche’ devi andare a lavoro e magari preparare i figli e portarli a scuola. Resto dell’idea che il ruolo istituzionale non puo’ essere relegato ai ritagli di tempo, io sono in Comune quasi tutti i giorni, in un orario variabile entro le 17, lo facevo anche prima di avere i figli senza il limite delle 17.
    comunque…

    Comment by elisabetta patelli — 03/24/2007 #

  25. A me sembra semplice: un’assemblea che si deve tenere regolarmente sempre tra le stesse persone aventi i medesimi diritti si deve svolgere in orari che le stesse persone, a maggioranza, decidono.
    Non riesco a immaginare un sistema diverso, perchè vorrebbe dire che, dichiaratamente o no, le persone implicate hanno (o pensano di avere) diritti diversi. Cosa che mi pare non sia il caso di un’assemblea come un Consiglio comunale.

    Comment by Condorcet — 03/25/2007 #

  26. @22: “che non se se lei l’ha mai letto”…ecco, visto l’italiano…qualche scusante posso averla.
    La stampa che finanziavo (!) e finanzio con i miei soldi non me la ri-compro. Ma non avendo avuto il piacere non so che risponderle sull’allora…mi sembrano considerazioni che non rispondono in nulla a ciò che ho osservato sopra.

    @24: che le dico signora patelli…lei mi sta simpatica ma le motivazioni che fornisce non hanno trovato riscontro (non mi risultano sue firme sufficienti per la candidatura, per i dati di cui dispongo, lieto di sbagliarmi se così non fosse). Gradirei solo che lei ri-leggesse quanto ho scritto senza “piccarsi”: sull’orario ho detto il resto sono sue considerazioni che non sposo e quindi va a vuoto. Sulla mancanza di rispetto sarei cauto: guardi io so tutto quello che succede a Como e se mi sfugge con 2 telefonate al massimo recupero tutto (e dico tutto). Inoltre nel campo delle opinioni è proprio lei che manca di rispetto: chi legge i miei interventi sa che fatti e anticipazioni che ho dato hanno sempre trovato riscontri oggettivi. Io non le contesto l’orario…ma se da questo vuole aprire un dibattito sulla questione femminile…

    L’unica che salvo è Morgana. Il metodo mi piace. La sostanza andrebbe discussa…

    Per tutte: ne riparliamo (qui sul blog e non su Avanti o veline)

    Comment by Ghino di Tacco — 03/25/2007 #

  27. @22: frase incriminata :”Avanti, che non so se lei l’ha mai letto”…mi scuso per il refuso (doppio mio SE).

    Comment by Ghino di Tacco — 03/25/2007 #

  28. @22: a proposito…anche in questo suo intervento noto questo suo IO…ecco durante la commissione cultura de “LA FABBRICA….” ha dato molto fastidio a diversi. Comprese le interruzioni con cui non lasciava parlare…Sono prevenuto? Ecco chi dice IO IO IO non mi ispira fiducia…

    Sa, l’IO di Schelling ha causato parecchi problemi…

    Comment by Ghino di Tacco — 03/25/2007 #

  29. Ghino di Tacco

    La mia era un osservazione…non un attacco…

    Ti ringrazio di avermi Salvato…poi se vuoi discutere sulla sostanza…disposta…

    Ribadisco che le donne che si assumono impegni pubblici vanno considerate e rispettate….poi se siano simpatiche … carine…egocentriche… arroganti…ecc.
    Trovami un politico… uomo che mi ispiri….???

    (Uno che voterei volentieri senza tapparmi il naso…c’è…ma per ora fa altro…il Sig. Enrico Mentana…che stimo e apprezzo…)

    Comment by Morgana — 03/25/2007 #

  30. @30: non guardare troppe “illusioni” barbariche…:-)

    Comment by Ghino di Tacco — 03/25/2007 #

  31. Ghino di Tacco

    Hai fatto centro!

    Comment by Morgana — 03/25/2007 #

  32. egregio Ghino , nonstante la sua sicumera, lei sulle firme ha fatto flop ed ha fornito una informazione falsa e scorretta ovvero e’ in malafede. le firme sono state portate ai ds, regolarmente certificate da un consigliere e ritirate causa ritiro candidatura. Sono state mostrate ai giornalisti in conferenza stampa e sono tuttora conservate in modo sicuro per tutela della privacy. . Se si trovasse un modo per tutelare i sottoscrittori , non ho problemi a mostrarle, anche se mi spiace mettermi su un piano sterile e sgradevole della discussione. Il tema posto era altro, ma si sa in campagna elettorale c’e’ chi porta acqua al suo mulino anche in modo scorretto. In merito al tema proposto ognuno a diritto a pensarla come crede, legittimo, ma non fingiamo di voler agevolare l’ingresso delle donne in politica o di chi semplicemnet non ha un attivita’ professionale che gli consente di alzarsi piu’ tardi al mattino. resta il dubbio di come mai alcuni che difendono strenuamente gli orari notturni si prendono poi la giornata di permesso retribuita. In ultimo aggiungerei che le capigruppo almeno, che non hanno data e orari fissi, magari soloper cortesia, una tantum, possa essere calendarizzate diversamente.
    e soprattutto non facciamo passare per assenteiste senza diritto di replica( concesso invero solo ad alcuni) donne che entrano in ” maternita’ a fine mandato. Almeno questo.

    Comment by elisabetta patelli — 03/25/2007 #

  33. @breva: posto nel topic specifico la novita’ riguardo Laglio. La nostra interrogazione e’ arrivata al demanio comasco ed e’ oggetto di indagine locale.ho gia’ avvisato gli interessati atraverso una mail

    Comment by elisabetta patelli — 03/25/2007 #

  34. @ Ghino di Tacco.
    alcune veloci considerazioni:

    mi scuso per l’errore imperdonabile (che … lo …., doppio oggetto). Unica attenuante, il blog invita a scrivere veloci, come se si parlasse, e non sempre si rilegge con cura quel che si è scritto (vedi il doppio SE di Ghino di Tacco)

    So che per molti chi dice “io” manifesta individualismo deteriore. egoismo, mancanza di solidarietà, ecc. E’ ragionando così che la sinistra italiana si è fatta una solida reputazione illiberale. I comunisti dicevano sempre “noi”, e intendevano dire “io che appartengo e rappresento la classe operaia, il partito guida, il sol dell’avvenir”. Per questo sono solita dire “io”, perchè non pretendo di rappresentare chissà chi, quando parlo mi assumo la responsabilità di quel che dico e di quel che faccio (e se dico una sciocchezza è una mia sciocchezza, non l’attribuisco alla sinistra tutta).

    Per questo La inviterei a dire ogni tanto “io”. Per esempio, ora che Lei ha dichiarato di essere uno dei partecipanti alla fabbrica del programma, correttezza vorrebbe che alla prossima riunione ripetesse le sue critiche a viso aperto. Altrimenti una polemica non più generica, se espressa in forma anonima sul blog, finisce per negare sia il “noi” (parliamone nel collettivo) sia l’”io” (esprimo una opinione di cui mi assumo la responsabilità) e scade nella viltà (tiro il sasso e nascondo la mano).

    La saluto con tutto il rispetto che Ella si merita (o saprà meritarsi)

    Comment by giulia parini bruno — 03/25/2007 #

  35. @ giulia parini bruno, la sua teoria mi piace molto.

    “Sputtanarsi” non e’ un crimine! , e’ esporsi, assumendosi le proprie responsabilita’, con il rischio di diventare “impopolari”, ci hanno detto che Individualita’ significa protagonismo e arroganza, egoismo wannabe… … non e’ vero…

    Comment by speaker's corner — 03/25/2007 #

  36. Anche gli estremisti fondamentalisti religiosi dicono “NOI” “brothers” “gregge” “popolo di dio” …. inquietante!! se si pensa che ogni persona possiede una mente propria… e un proprio DNA .

    Comment by speaker's corner — 03/25/2007 #

  37. Riportando i commenti sui giusti binari, visto che purtroppo come al solito noto che il virus di Tafazzi colpisce il centro sinistra, la discussione è:
    E’ giusto fare i consigli e/o le riunioni delle varie commissioni
    SEMPRE in orario e clima dopolavoristico?

    Risposta: NO, Anche se si è uomini e non solo per le donne, io se fossi consigliere, per esempio le preferirei prima e non solo in notturna,anche perchè che io sappia nessun consigliere rappresentante della minoranza etnica aventi origine in transilvania, allergica all’aglio ed al crocefisso che dorme nelle bare è stato eletto.

    Perchè sarebbe giusto anticipare?

    1)Perchè se ci si trova 1 volta la settimana, non muore nessuno se un dipendente e/o consulente e/o imprenditore che fa parte del consiglio esce dall’ufficio alle 17.00 e si presenta in comune alle 18.00 e finisce alle 21.00, poi chi desidera eventualmente puo procedere verso i locali desiderati essendo gli stessi gia aperti.
    2)Perchè alla sera costa di più la struttura pubblica, gli impiegati lavorando la sera, non essendo lucciole e/o altro ricevono uno straordinario

    3)Perchè non si va in consiglio solo per poi andare al birrificio e/o la darsena ed a seguire discoteca

    Le donne in politica: Ci vogliono, in fin dei conti sono cittadini ed anche seguendo i precetti del Concilio di Trento hanno pure un’anima quindi la rappresentazione deve essere sostenuta e resa possibile, anche questa è democrazia, aiutare chi ne ha bisogno,rappresentare tutti, altrimenti eleggiamo solo chi è miliardario.. e che non ha particolari bisogni..che magari fa meglio… ah è gia stato fatto scusate..

    Infine last but not least: La presenza in consiglio viene remunerata, mi si dirà una miseria, bene che la si alzi e che si lavori però, ad orari decenti, tanto costa meno aumentare un gettone, che pagare un’intera struttura di dipendenti comunali che lavora alla sera… (chiamasi straordinari)

    Il resto della discussione neanche la commento perchè è offtopic, e non mi interessa, commentarla. Invito quindi a rimanere sull’argomento.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/25/2007 #

  38. @34: non ho detto di far parte della “Fabbrica”. Si vede che oltre che scrivere male mi vuol dimostrare di leggere male. Contenta Lei…;-)

    Comment by Ghino di Tacco — 03/25/2007 #

  39. visto l’argomento le donne in politica, che mi interessa
    @Ghino sei Off-Topic, qui si parla di : La politica è misogena? il resto non mi frega niente.
    @Altri/e: Come riportato sopra per favore, NON inviare commenti off-topic, mandatemi una mail, con un post che sarà pubblicato.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/25/2007 #

  40. @Sir Percy-

    L’elezione di una donna costringe a dividere i bagni consiliari tra uomini e donne. L’elezione di dieci donne con figli piccoli costringe a predisporre un asilo nido vicino all’aula consiliare. L’elezione di venti donne imporrebbe di cambiare l’OdG (meno consigli comunali che deliberano suì massimi sistemi, più consigli comunali che discutono i problemi quotidiani).

    L’elezione di sole donne provocherebbe la nascita di un movimento maschile per le pari opportunità (dei maschietti, ovviamente), puntualmente irriso dalla sindaca di turno.

    Facezie a parte, se le donne in politica sono così poche, non è solo questione di orari. La politica è un “club maschile”, le cui regole tendono a tagliare fuori le donne. Solo portando più donne nel club, possiamo cambiarne le regole.

    Le donne elette debbono essere più brave, più astute, più agguerrite dei loro colleghi maschi (ed in questo caso fanno molta paura). Altrimenti debbono comportarsi come “maschi di complemento”, essere più gregarie dei gregari, più fedeli dei fedeli, ecc.
    E soprattutto debbono confondersi con la tapezzeria.

    Quando una donna normale potrà essere eletta al posto di un uomo normale, allora avremo la parità tra sessi e a quel punto potremo prescindere dai numeri.

    Comment by giulia parini bruno — 03/26/2007 #

  41. @Giulia Parini Bruno: Non so ci sono state donne elette che hanno fatto e ricoperto cariche importanti sia nella politica nazionale che nella vita normale ricoprendo incarichi importanti. Certo è richiesto maggiore impegno. Il problema forse tornando alla politica locale ed anche delle vicine elezioni è nella stesura della lista e nelle nomine dell’esecutivo. Vedremo cosa propongono i vari partiti…. anche se si sa, più o meno.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/26/2007 #

  42. Come sappiamo tutti non basta il numero di donne in lista a farle eleggere.
    E’ necessario che siano nella testa di lista e che siano “sponsorizzate” vivamente dal candidato sindaco.
    In pratica : se hanno una loro presenza personale e professionale nella società, in modo autonomo da marito o compagno che sia, ha senso che si candidino e facciano anche la relativa campagna elettorale.
    In caso contrario non vorrei vedere il centro-sinistra che fa come la destra e candida dei cognomi o, peggio, l’amichetta del cuore di qualcuno.
    Almeno questo vediamo di evitarcelo.
    Il consiglio comunale conta sempre di meno, ma ci sono anche le commissioni consigliari.
    Auspico che esse siano convocate con preferenza al lunedì pomeriggio alle 14,300 con il consiglio comunale a seguire alle 17,30.
    Penso che sia meglio per chi vuole fare il consigliere comunale “cancellare” dalla propria agenda un pomeriggio alla settimana.
    Sarebbe preferibile che un consigliere comunale partecipasse ad una sola commissione consigliare, specializzandosi sui temi, e che ci fosse un reale coordinamento politico per consentirlo.
    Mi rendo conto che ci sono consiglieri che hanno più impegni di commissione e, quindi, sarebbe necessario almeno un altro pomeriggio da dedicare per evitare eccessive sovrapposizioni. Oppure che fosse consentita la partecipazione di “delegati” del consigliere comunale (magari specialisti dei temi trattati) alle riunioni preparatorie riservando la presenza del politico ai momenti conclusivi ed, ovviamente, alle votazioni.
    Probabilmente si offrirebbe anche un maggior contributo di idee alle commissioni consigliari stesse.

    Comment by S.Just — 03/26/2007 #

  43. Brrrrr
    le donne in politica?
    Magari!!!
    Ma le donne aiutano le donne o si danneggiano tra loro?
    Le locali “esperte” in politica mi pare si comportino con la stessa logica dei loro colleghi, non trovo interessanti novità di metodo nell’attuale assetto di potere.
    Auguri !!!

    Comment by sean penn — 03/26/2007 #

  44. @Sean Penn: Non capisco una cosa, cosa intendi sulle differenze compartimentali tra uomo e donna .. se è per le novità la Tessaro è al primo ed ora ultimo mandato.. non mi sembra sia stata un’habitue del consiglio, la Patelli rappresenta i verdi a Como e non essendo in germania, dove hanno seggi.. almeno piu di uno.. non so che alternative abbiano anche perchè se si è da soli occorre conoscere le cosidette dinamiche comunali… onestamente mi sembra un sasso buttato cosi.. cita esempi per farmi capire.. o fai proposte.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/26/2007 #

  45. @Sir Percy
    meglio evitare…potresti convenire con me che il mondo di questa politica non quella alta ,non quella nobile , spesso lascia
    spadroneggiare chi sia uso alla menzogna o alla prepotenza donna o uomo che sia ecco cosa intendo per “esperti/e”.
    Posso solo proporre di diffidare da coloro che parlano tanto di donne in politica ma che poi all’atto pratico si dimostrano i peggiori sostenitori .
    Meditate gente meditate.
    Seguo questo Blog e ho potuto leggere gli interventi della consigliera Tessaro apprezzando il suo stile preciso ,veritiero e ricco dell’umiltà che deriva dalla sua personale purezza d’animo.

    Comment by sean penn — 03/26/2007 #

  46. Si concordo, non tutti quelli che a parole sono pro poi nei fatti mantengono gli impegni.. purtroppo è cosi. Ma su tutto.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/26/2007 #

  47. piccola nota per chi come al solito parla per niente :
    Presso qualsiasi comune di più di quindicimila abitanti, per legge, esistono solo commissioni consiliari . Ovvero composte da soli consiglieri comunali . Questa modifica, voluta dall’allora ministro Bassanini, è volta ad accelerare il lavoro consultivo, tecnico e preparatorio necessario ad istruire le deliberazioni consiliari . Ognuno dei quaranta consiglieri comunali è membro di una sola commissione, e si specializza negli argomenti trattati . Io e la Patelli ad esempio siamo membri della Seconda Commissione Permanente “Assetto del Territorio” competente in materia di Urbanistica, Edilizia Pubblica e Privata, Viabilità, Traffico, Parcheggi, Acque, Ambiente, Commercio e Attività Produttive .
    L’idea di assecondare la propria attività lavorativa a quella politica è assurda, in quanto non sempre è possibile far valere i propri diritti sul posto di lavoro . E’ certamente vero che la legge obbliga il datore di lavoro a rispettare l’impegno politico del dipendente/collaboratore/dipendente, ma chi vive nel mondo reale sa che questo accade realmente solo nei grandi enti pubblici, e mai nel privato . Ragionare prendendo come presupposto un mondo chimerico è un grave errore, che blocca ogni possibilità di discussione .

    @giulia
    Ciao, credo che la prima cosa che le donne politiche dovrebbero fare, sia quella di conquistarsi la fiducia delle donne elettrici, che invece conti nuano imperterrite a votare candidati uomini . Ribadisco ogni concetto tra quelli sopra descritti, e ti ricordo che non è l’istituzione ad assecondarsi alle necessità del singolo amministratore, ma casomai il contrario . L’amministratore coscienzioso che si rende conto di non potere più, per lungo tempo, partecipare ai lavori dell’istituzione di cui è parte, si dimette, e lascia il posto a chi meglio di lui può operare per il bene della comunità . La politica deve essere una missione, non un ruolo, o una professione .
    Un saluto affettuoso..

    Comment by Andrea Bernasconi — 03/27/2007 #

  48. @ La politica è l’arte del possibile, partendo da questo presupposto penso che per le donne non debba essere impossibile impegnarsi in politica. E’ vero anche, che ci sono situazioni oggettive per cui per le donne è più faticoso perchè si combatte su più fronti. Dispiacendo qualcuno, vorrei portare quella che è un’esperienza personale. Come mestiere sono giornalista e come tale mi occupo di uffici stampa. Ho un impegno sindacale in Associazione Lombarda dei giornalisti. Ho due figli, un marito (sempre a Milano) i miei gentori a Torino. In questo momento, i miei gentori hanno problemi di salute per cui tutti i miei week end li trascorro tra la casa di cura dove c’è la mia mamma e tra il mio papà che dovrà essere ricoverato a breve. Il mio lavoro in questo momento è più impegnativo del solito visto che svolgo il ruolo di addetto stampa di Gaffuri. Bene il mio è un carico da novanta, se fossi un uomo molto meno verrebbe preteso da me, ma per fortuna sono nata di sesso femminile per cui il mio carico è questo e lo porto avanti non dico con allegria ma cercando di fronteggiare ogni situazione. Ciò che racconto della mia vita è simile a quello che vivono molte anzi tante donne. E come loro non getto la spugna, anzi mi organizzo in modo da poter rispondere di tutto ciò che faccio e penso. E’ vero che mi porta ad avere un carattere poco simpatico e poco indulgente con chi si diletta dei massimi sistemi. Per tutto questo sono sempre più convinta che una presenza femminile in politica è necessaria, perchè ciò che dice la Yourcenar è terribilmente vero, la vita vista con gli occhi di una donna ha molte sfaccettature che danno la giusta misura dei problemi di una città. Dopo di che si va al punto dolente, perchè le donne non si cimentano in politica? Perchè come dicevo in un altro commento è un “club maschile” con regole non scritte ma ferree dentro cui bisogna entrare per poterle scardinare. Per scardinarle le donne devono avere più coraggio e non aver paura della loro intelligenza e soprattutto non devono essere accondiscendenti. Molte volte mi trovo di fronte a donne che si fanno usare, che accettano passivamente le logiche maschili oppure pensano che usando l’arma della seduzione possano ottenere tutto ciò che vogliono. Bene le donne in politica devono essere meno timide, non credere ai falsi profeti e saper fare gruppo. Fare gruppo significa uscire dalla logica del “meglio nessuna che quella” e attuare quella lezione fondamentale del femminismo di raggiungere la parità nella diversità anche fra di loro. Un’ultima considerazione, sono daccordo con i complimenti a Serena Tessaro, ricordo ancora con gioia il lavoro che abbiamo fatto durante la sua campagna elettorale, purtroppo si è poi trovata sola.

    @andrea bernasconi. Non sono del tutto d’accordo con te ma ricambio i tuoi affettuosi saluti

    Comment by giulia parini bruno — 03/27/2007 #

  49. @a chi di potere…
    Da queste parti si dice togli a chi “piange” e dona a chi “ride”.
    Il potere non logora chi lo possiede
    meditate meditate

    Comment by sean penn — 03/27/2007 #

  50. Ringrazio Sir Percy per aver accolto la mia proposta di un sondaggio, ora chiuso, sulla percentuale del 50% di donne nelle liste elettorali.
    devo constatare che non c’è stato gran dibattito in merito, mentre constato con piacere che questo post ha miglior sorte, forse perchè la domanda è più articolata. Di fatto , politica misogena e numero di candidate nelle liste sono temi correlati.
    Al momento le donne sono cooptate, quando va bene, usate quando va male.
    Non mi dimenticherò mai cosa disse tutta raggiante l’allora poco conosciuta Finocchiaro, quando diventò ministro: ” mi ha chiamato D’Alema e mi ha detto:”sei ministro!”
    Ecco finchè saranno gli uomini a candidare le donne non andremo lontano.
    Per questo, al momento, in attesa che cambi la società( tempi e relazioni tra i gener) mi accontenterei di una presenza imposta ope legis.
    Una mia amica soleva portare ad esempio, a chi obiettava sulle quote, l’introduzione dell’obbligo scolastico; coloro che non ne volevano l’introduzione sostenevano che chi voleva studiare era libero di farlo… se si fosse atteso che cambiassero le condizioni sociali, avremmo ancora ora l’abbandono scolastico dei più, soprattutto tra le classi meno abbienti; la maggior scolarizzazione ha cambiato la società, soprattutto ha emancipato le donne, perchè ai tempi, continuava eventualmente a strudiare preferibilmente il figlio maschio.
    Il calcolo delle probabilità vuole che se più donne si candidano più donne verranno elette.
    Andrea Bernasconi pensa che così non sia, per dirlo con certezza occorrerebbe poterne fare esperienza: lo proponga al suo partito, così come esperimento, per avere un dato da cui partire.
    Molti uomini hanno iniziato floride carriere politiche proprio con l’elezione, senza essersi prima particolarmente distinti.
    Alla Signora Giulia, chiederei: ” che aria tira” a riguardo nell’Unione?
    Non ho controllato se Mauro Guerra ha risposto alle domande del post che lo riguarda, sono curiosa di conoscere la sua opinione alla domanda circa il numero di donne candidatepresenti nella sua coalizione.

    Comment by Lady Peacock — 03/28/2007 #

  51. @saint just. complimenti pe le tue opinioni e per il modo grabato. faccio come berlusca: ” se non fossi gia0 sposata ti sposerei” E se tu fossi un uomo” . cosa di cui non ho certezza.mi pare interessante la tua osservazione seguente,( al di la’ della precisazione gia’ data da Andrea su 1consigliere = 1 commissione)
    dici”: Oppure che fosse consentita la partecipazione di “delegati” del consigliere comunale (magari specialisti dei temi trattati) alle riunioni preparatorie riservando la presenza del politico ai momenti conclusivi ed, ovviamente, alle votazioni.
    Probabilmente si offrirebbe anche un maggior contributo di idee alle commissioni consigliari stesse.” Sottoscrivo quanto dici, anche perche’ alcuni anni fa era cosi e io credo che sarebbe una scelta importante a vantaggio di tutta la citta’. se l’ostacolo e’ il gettone di prenza, 37(8)? euro lordi, io propongo che le sedute di commissione siano senza gettone. ne vale la pena

    Comment by elisabetta patelli — 03/28/2007 #

  52. @giulia
    le tue preoccupazioni sono troppo legate ai meccanismi di selezione interna ai partiti, che e’ UN problema-come ho detto nella lettera- ma non e’ il solo, e poi ad esempio e’ un tuo problema ma non e’ il mio.
    Noi stiamo formando le liste, come sempre sono liste “aperte” anche agli indipendenti che condividono alcune posizioni ambientaliste, laiche e libertarie. Prima ancora che agli iscritti abbiamo fatto la proposta - nell’ordine- a donne straordinarie che si sono impegnate in alcune battaglie e/oche avrebbero dato un contributo importante alla citta’ e in seguito piu’ in generale arappresentanti di gruppi , associazioni rappresentative sul territorio . Le donne che pure ci appoggiano e ci sono vicine o condividono almeno in parte il nostro lavoro hanno quasi tutte dato forfait, per i motivi che ho resi pubblici. Sono sincera, ai Verdi si puo’ tentare di muover molte critihe, ma non che non ci sia spazio per le donne. purtroppo sono esse stesse che non pensano di potercela fare a sostenere gli impegni cosi strutturati.
    Approfitto dell’occasione per annunciare che siamo contattabili da chiunque, anche qui ,in questa fase dipreparazione delle liste, sia comunale che provinciale, ci piacerebbe farlo nel modo piu’ chiaro e trasparente possibile.
    Siamo disponibili ad ospitare chi ha le cartteristiche di cui sopra e ,dopo questa fase di fuoco, spero di riuscire ad aprire una finestra qui per confronti sul programma(abbiamo gia’ anche degli incontri sul territorio con gruppi, associazioni). nel frattempo chiunque volesse contattarmi per qualsiasi cosa. come sempre( e comefanno molti) sono raggiungibile o attraverso la segreteria Consiglio del Comune ( centralino 031 252111) oppure anche tramite percy che ha la mia email personale.saluti verdi

    Comment by elisabetta patelli — 03/28/2007 #

  53. @Cara Elisabetta,

    le mie argomentazioni non sono legate alle esigenze di questo di quel partito, ma valgono in generale.

    Parlando di “politica come club maschile” penso anche alla situazione comasca, che tu conosci bene: al tavolo dei segretari politici, dove si “decidono” programmi e liste, credo tu sia l’unica donna (ma a Roma per i Verdi ci va un uomo, Pecoraro Scanio). In consiglio comunale siete quattro donne su quaranta. E via dicendo.

    Quindi sono lieta di sapere che i Verdi candidano le donne, non sono i soli. ma candidare non vuol dire eleggere, ed io continuo a pensare che la soluzione stia nella acapacità di “fare squadra” al femminile.

    Con affetto.

    Comment by giulia parini bruno — 03/28/2007 #

  54. 53) Giulia Bruno Parini
    lei ha ragione, oltre a candidare bisogna riuscire a far eleggere.
    Quando lo vogliono i partiti ci riescono, persino a dispetto delle donne.
    Quale suo addetto stampa, chiederebbe a Gaffuri, quanto si sta attivando perchè questo possa avvenire?
    Tra gli eventuali candidati della lista civica del candidato-sindaco, oltre ad inserire nomi riconducibili alla destra, quali altri criteri pensa di adottare?

    Comment by Olympe de Gouges — 03/31/2007 #

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