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Morte ai fagiolini africani!
Prima ce la menano con il sud del mondo che sarebbe tanto povero per colpa dell’egoismo dei paesi industrializzati - il che, per loro, equivale a dire che la miseria dell’universo intero è colpa del capitalismo e, quindi, del liberismo, che per definizione è sempre e comunque ultraliberismo -, ora invece si battono eroicamente perché i fagiolini equi e solidali del Burkina Faso non vengano venduti nelle Coop italiane.
Proprio loro, che dell’equo e solidale hanno fatto una bandiera, anche quando, più che aiutare, alla lunga danneggia gli agricoltori del terzo mondo, favorendo lo sfruttamento intensivo delle monoculture. E vabbe’.
Se fossero davvero onesti e se avessero davvero a cuore il miglioramento delle condizioni di quei paesi di cui si considerano paladini chiederebbero invece a gran voce più liberismo - e non meno -, ovvero la libertà, per gli africani e gli asiatici, di vendere a noi "ricchi occidentali" i loro prodotti agricoli senza doversi scontrare con quelle barriere all’ingresso che sono i sussidi statali elargiti a piene mani ai nostri agricoltori.Tutti i prodotti agricoli - e non soltanto i "fagiolini equi e solidali" del Burkina Faso.
E invece no: eccoli qui, i difensori dei poveri, dei derelitti, degli afflitti, tutti schierati a battersi per il protezionismo a favore degli ipersovvenzionati agricoltori europei, perché si sa che la maggior parte del budget dell’Unione Europea viene speso per sovvenzionare l’agricoltura e così tenere artificialmente bassi i prezzi dei nostri prodotti agricoli. Se qualcuno vuole trovare un socialismo che immiserisce i poveri e un liberismo che li arricchirebbe, questo è un esempio da manuale. E invece no, meglio restare aggrappati alla propria ideologia: falce, martello, sussidi statali al nord del mondo e un calcio nei coglioni al sud del mondo. Salvo poi, naturalmente, continuare a predicare dal pulpito delle buone intenzioni e smentirle coi fatti.


Io non trovo il commercio equo tanto giusto!..perchè ve bene che aiutiamo i paesi poveri a risollevarsi.. ma in questo modo, saranno i nostri agricoltori ad essere dei disoccupati!e cosa faremo?creeremo L’ITALIANequoMARKET?..io trovo sciocco spendere energie per aiutare gli altri quando noi siamo i primi ad averne bisogno!..finiremo per essere un paese disoccupato&altruista nello stesso tempo!..ma l’altruismo non porta il pane in tavola!
$mau$
Comment by $mau$ — 03/26/2007 #
“io trovo sciocco spendere energie per aiutare gli altri quando noi siamo i primi ad averne bisogno” vai a dirlo a qualcuno che muore di fame!
non so come gli è venuto in mente a sti rifondaroli questa cosa.secondo me è giusto importare dai paesi più poveri,basta che questo avvenga solo a favore delle popolazioni,come dovrebbe avvenire col commercio equosolidale.
forse sarebbe anche giusto mettere delle quote di importazioni perchè comunque anche gli agricoltori che vivono qui e che ancora resistono a questa industrializzazione devono sopravvivere.
Comment by Anonymous — 03/26/2007 #
accade anche negli stati uniti.
il liberismo è una tecnica che crea le sue controindicazioni, va superato, è piu antico del socialismo e nacque nel 700 quando nopn si pensava alle risorse limitate , all’inquinamento e a tutti i problemi e tutte le cause del mondo di oggi.
chi vuol capire capisca, chi non vuol capire…si tenga le multinazionali.
p.s.: questo blog con kilombo sinceramente c’entra ben poco…
Comment by rigitans — 03/26/2007 #
@Rigitans: A proposito di libertà e di sinistra “questo blog con kilombo sinceramente c’entra ben poco” cosa vuol dire, criticare Rifondazione Comunista è vietato? La sinistra ha diverse sfaccettature.. pensa ci trova spazio persino Mastella.. scusami.. per non parlar di Ciriaco De Mita nei DS.. se loro stanno seduti negli scranni della sinistra in parlamento … con uno e non solo io penso che le opinioni espresse da questo Blog possano stare benissimo su Kilombo.
Comment by Sir Percy Blakeney — 03/26/2007 #
Rigitans:
L’economia liberale è più antica dell’epoca in cui fu riadottata e poi fatta evolvere e teoricamente istituzionalizzata nell’Europa settecentesca.
$mau$ e anonimo:
1 - Non dimentichiamo che le economie disastrate del Terzo Mondo sono tali anche in conseguenza dello sfruttamento selvaggio di cui furono oggetto per quattro secoli e mezzo da parte di noi Europei.
2 - Quando c’è una sproporzione gigantesca tra due economie, come tra quella italiana e quella del Burkina Faso, metterle in concorrenza è un’operazione profondamente ingiusta.
Con i soldi di un giro di aperitivi a un bar di Como c’è gente che vive tre mesi; ci sono bambini che potrebbero essere curati da gravi malattie.
Con investimenti modestissimi si può gestire l’acqua in un’area che oggi non riesce a sostenere la popolazione che ci vive.
Stiamo parlando di bisogni di persone che vivono molto, ma molto sotto la soglia di umana dignità .
Dunque avversare azioni poco più che dimostrative quali un’importazione di cornetti dal Burkina Faso è un’operazione odiosamente incivile e indegna.
Te lo dice un liberale che sostiene la superiorità del libero mercato rispetto a qualunque altro sistema. Ma un liberale che sa che non possiamo invocare, a nostro vantaggio, il libero mercato in nazioni ove noi stessi il libero mercato lo abbiamo distrutto o negato, facendo i nostri porci comodi e interessi per secoli.
Inoltre il liberalismo avanzato e consapevole prova un fortissimo senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati, ai quali magari non riconosce il diritto di chiedere, ma ai quali sente il forte dovere di dare.
Comment by Condorcet — 03/27/2007 #
@ Cadavrexquis
Il commercio equo serve a pagare uno giusto salario a un lavoratore, sia agricoltore artigiano o altro, giusto salario che naturalmente il liberismo non vuole pagare, serve a permettere allo stesso lavoratore di essere indipendente e permettergli di lavorare quando le multinazionali importano nel suo paese gli stock che sono rimasti invenduti nei paesi del nord e che distruggono l’economia locale in quanto possono essere venduti a prezzi irrisori, esempio il latte in polvere della Nestlè in Africa.
Il liberismo è sato applicato in africa e America Latina da 50 anni a questa parte attraverso i finanziamenti della Banca Mondiale e del FMI e oggi vediamo i risultati che sta dando…
Non capisco la tua critica sulle monoculture, le united fruit cosa ha fatto fino a oggi in centroamerica, e cosa continua a fare? Il commercio equo va accompagnato con una politica d’istruzione agricola che permetta di impedire le monoculture, istruzione che le multinazionali hanno tutto l’interesse a impedire.
Il problema del commercio equo è che secondo me deve restare un contatto diretto tra una persona del nord e una persona del sud, incompatiblile con la sua presenza nei grandi supermercati, permettere alla persona del nord di conoscere la vita di quella del sud e di rendersi conto che il suo modo di vita è violento nei confronti della persona del sud, che lo stile di vita consumistico dei paesi “avanzati” puo essere portato avanti solo grazie alle vite che gli vengono offerte nel sud del mondo e secondo me è perfettamente compatibile con la promozione delle colture locali nei paesi del Nord.
Ti consiglio qualche lettura sulla Decroissance, S. Latouche
Comment by Esilio Volontario — 03/27/2007 #
carissimi accusatori,
..forse avete ragione anche voi, il commercio equo è giusto che ci sia, ma (come del resto tutti) io penso prima a me e poi agli altri(chi non lo fa?).. ritengo solamente che il commercio equo solidale, grazie ai rimorsi di coscienza che ci fa venire, riuscirà a ingrandirsi tanto da “sottrarre” lavoro ai nostri agricoltori(e attività collegate ad essi) e cosa faremo allora?..io penso al futuro.. lo so, forse ingrandisco un po’ le cose.. comunque questa è la mia opinione!
$mau$
Comment by $mau$ — 03/27/2007 #
Il punto non è il commercio “equo e solidale”, che tale non è. Il punto è questo: abbattere le barriere d’ingresso a TUTTI i prodotti dei paesi del terzo mondo e abolire le sovvenzioni statali ai nostri produttori agricoli (che sono, di fatto, barriere). Questo è libero mercato. I produttori africani potrebbero vendere da noi e migliorare le loro condizioni. Questo è liberismo e ce ne vorrebbe di più. Informati tu, Esilio Volontario, invece di replicare il dogma rifondarolo.
Comment by stefano — 03/27/2007 #
se tolgono le sovvenzioni agli agricoltori,in italia non ci sarebbe più nessun agricoltore e lascerebbero tutta la superficie agraria in mano a speculatori che cementificheranno tutto.
si potrebbe far pagar di più i prodotti importati quando sono equosolidali,così da aiutare i paesi del terzo mondo e parificare i costi
Comment by Anonymous — 03/30/2007 #
io credo k sia invece giusto dare una mano a ki ne a più bisogno di noi….
in africa moltissima gente muore ogni giorno…in italia pochissime
non dobbiamo per forza essere egoisti k condivide la mia opinione”’????rispondete così mi confroto by
Comment by African — 05/8/2007 #