Mauro Guerra, Candidato Presidente Provincia di Com
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By Sir Percy Blakeney | 17 CommentsLeave a Comment
Last updated: Tuesday, April 3, 2007

Il candidato Mauro Guerra, candidato Presidente Provincia di Como, risponde alle domande fatte nel precedente post, invito quindi alla lettura e spero che cosi si possa instaraure un dialogo con il candidato, quindi reiterando l’invito a fare domande, ringrazio il candidato per la disponibilità dimostrata.
SPB
_____________________

Ringrazio chi ha letto la mia presentazione e naturalmente coloro che hanno ritenuto di fare commenti, domande, osservazioni, critiche. Vorrei rispondere per punti, visto che le cose da dire sono tante.

IL RUOLO DELLA PROVINCIA
Ritengo che la Provincia di Como possa assolvere ad almeno tre funzioni importanti:

  1. Rappresentare, difendere, organizzare politicamente il nostro territorio e i suoi interessi nel confronto con Regione, Stato, il livello europeo e le altre realtà provinciali vicine;
  2. programmare l’assetto di questo territorio e le condizioni del suo sviluppo: le infrastrutture ma anche le aree ecologicamente sensibili, la politica ambientale, della formazione e della cultura, un equilibrio urbanistico di larga maglia che sia riferimento per le programmazioni comunali, i poli di sviluppo nei diversi settori economici ma anche le reti dei servizi che interessano le imprese e che garantiscono diritti ai cittadini, in rapporto dialettico e costante con i Comuni;
  3. promuovere, con risorse finanziarie ma anche con supporto tecnico, processi di aggregazione e cooperazione tra i Comuni in ambiti territoriali a vocazione omogenea. Io una Unione l’ho promossa, quella della Tremezzina (che oggi presiedo), che gestisce in forma associata tanta parte dei servizi di 6 piccoli Comuni del lago;
  4. promuovere e guidare, come ente capofila e coordinatore, grandi campagne per obiettivi di interesse comune: un sistema pubblico del servizio idrico, che unifichi le società esistenti e le gestioni in economia; il Tavolo della salute e del sociale; l’organizzazione della filiera dell’istruzione; un nuovo sistema della mobilità; la balneabilità del lago; un piano per l’energia, e tanto altro ancora.

So anche quello che la Provincia non dovrebbe fare: quello che spetta ai Comuni, la gestione di quasi tutte le funzioni amministrative, evitando duplicazioni di spesa e apparati.

DONNE
Abbiamo necessità di aumentare fortemente la presenza delle donne in tutti gli organi delle nostre istituzioni. Le liste che mi sosterranno saranno formate dai partiti, salva una possibile lista civica territoriale: ho già sollecitato e continuerò a sollecitare una importante presenza femminile. Inoltre mi impegno a costruire una significativa presenza di donne in Giunta. Oggi non ve ne è nessuna!
Nel frattempo è quasi tutto al femminile lo staff più ristretto della mia campagna elettorale: sono donne le responsabili dell’organizzazione, dell’ufficio stampa, della comunicazione.

PROGRAMMA
Non ho presentato un programma; ho invece richiamato quella che è per me una necessità e indicato alcuni orientamenti di fondo. La necessità che ho esposto è però il cuore politico di ogni ragionamento programmatico. Ritengo essenziale che la Provincia di Como assuma un più forte peso politico nella capacità di programmazione e nelle relazioni con gli altri Enti. In questi anni abbiamo perso ruolo e peso. Contiamo meno di prima e governiamo meno.
Non è bastato in questi anni invocare federalismo e autonomismo. Nè avere per cinque anni un filotto di omogeneità politica Comune di Como, Provincia, Regione. Governo nazionale. Non è bastato fare filosofia su “Roma ladrona” mentre si governava anche a Roma. Non è bastato tutto questo per evitare una progressiva marginalizzazione del peso politico ma anche dell’attenzione verso gli interessi dei nostri territori.
Non si è riusciti a decidere cosa fare dell’Ospedale S. Anna in meno di 10 anni. E quello che si è deciso oggi non basta se non si mette in campo un Tavolo della salute, un piano vero del sistema ospedaliero provinciale, del rapporto pubblico-privato. E’ inoltre fondamentale il rapporto di questo sistema con le attività di prevenzione, di medicina di base sul territorio e la relazione di tutto questo con i servizi sociali gestiti dai Comuni, per garantire ai cittadini continuità assistenziale.
L’aver elencato tante opere e infrastrutture necessarie non significa aver costruito le condizioni per progettarle, finanziarle, realizzarle in modo utile per il territorio. Le ultime risorse per le varianti realizzate o in corso di realizzazione sulla Regina,ad esempio, sono venute dal primo Governo Prodi; ci ho lavorato direttamente come deputato. Negli anni del Governo Berlusconi non è venuto un euro su queste varianti, anzi si sono fatti mancare i fondi su Valsolda.
Stiamo lavorando a un programma che parta dal lavoro e dall’esperienza dei nostri consiglieri provinciali, sentendo i Sindaci, le associazioni. Ragionando sulle relazioni da mettere in moto, sugli accordi da stringere, sulle risorse da mobilitare. Torneremo su ogni singolo tema, settore e problema. Ma servono "pensieri lunghi", seri orientamenti di fondo e una politica forte; un altro passo politico per fare e fare bene le cose "concrete". Senza tutto questo non si fa programmazione ma liste della spesa.

LA PEDEMONTANA
Le risorse sono venute solo dall’ultima Finanziaria. E prima?
Ora occorre lavorare perché l’intervento serva al meglio il nostro territorio e non si limiti ad attraversarlo. Occorre anticipare le opere della tangenziale di Como e varare il piano d’area per l’asse della Novedratese, così come inserire il progetto Pedemontana, in modo sostenibile, al servizio della porzione del nostro territorio da essa interessato.

TRASPORTI
La Navigazione Lago di Como andava verso una secca riduzione (50%)dei servizi a pendolari, lavoratori e studenti. Dagli amministratori attuali abbiamo sentito solo imbarazzate parole di impegno (imbarazzate perché il taglio di 8 milioni di euro veniva dal Governo Berlusconi), mentre è stato questo Sindaco di Tremezzo a strappare al Vice ministro dei Trasporti l’impegno, attuato in finanziaria, di rifinanziare i servizi di navigazione.
L’Alp Transit ferroviario avanza in Svizzera, mentre l’Italia è sempre in ritardo. Quali forti e concrete iniziative ha assunto negli anni la Provincia per muoversi su questa strada? E oltre all’asse nord-sud, cosa si è messo in campo per dare efficacia a un asse di comunicazione su ferro anche est-ovest che è già presente ma derelitto sul nostro territorio? E per le metro-tramvie? E cosa si è fatto per consentire ai cittadini di utilizzare come un pezzo di servizio metropolitano integrato i tratti di Ferrovie dello Stato e FNM che attraversano l’area urbana di Como? Potrei facilmente continuare a lungo, ma mi interessa la "concretezza" e non la polemica facile.

INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Invierò questo intervento attraverso un pc collegato in modalità wireless e utilizzando un abbonamento al servizio a banda larga WI FI LARIO. Un servizio che viaggia su una rete wi-fì di proprietà dell’Unione dei Comuni della Tremezzina, che entro un mese offrirà anche la fonia e che consente di accedere alla larga banda su tutto il territorio dell’Unione, tra poco anche in movimento. Un servizio che, in partnership con la Comunità montana Alto Lario, consente di usufruire della banda larga anche in territori dove gli interessi di mercato non lo permetterebbero.
I Comuni dell’Unione e l’Unione hanno realizzato un progetto SISCOTEL (dati e fonia viaggiano tra noi attraverso la nostra rete wireless) e hanno omogeneizzato gli applicativi di tutte le funzioni e servizi che svolgono. Per ora solo un intoppo burocratico con il Ministero dell’Interno (che stiamo risolvendo) impedisce al cittadino di Tremezzo di rivolgersi per le sue necessità allo sportello di uno qualsiasi dei sei Comuni dell’Unione.
Abbiamo completato la realizzazione di un GIS territoriale che tra poche settimane sarà disponibile sul web, con utili funzionalità in campo turistico e informativo, ma che costituirà anche una importante base su cui far girare servizi amministrativi territoriali importanti.
Riporto questi esempi concreti per chiarire alcune cose.

  • Ritengo che le nuove tecnologie siano uno strumento straordinario da mettere al servizio trasversale delle diverse politiche. Dire innovazione della P.A. significa in tanta parte nuove tecnologie. Penso, ad esempio, alla Provincia che promuove un Programma pluriennale per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili di energia che, attivando una progettazione condivisa con i Comuni, sfruttando i possibili contributi e le agevolazioni previste in materia, attivi una straordinaria mole di investimenti e interventi su tutto il patrimonio immobiliare degli enti locali della Provincia;
  • Se si perde il nesso tra nuove tecnologie e politiche di settore si rischia solo di buttare soldi inutilmente o, nel migliore dei casi, di non sfruttare le potenzialità offerte dall’innovazione. Informatizzazione, connettività ecc. sono stati troppo spesso occasioni solo di investimenti hardware, che non hanno modificato le procedure e i servizi amministrativi, senza reali benefici per gli operatori e per cittadini. Occorre fare delle nuove tecnologie occasioni vere di innovazione nelle procedure, nell’organizzazione, nei servizi;
  • la Provincia potrebbe costruire, insieme ai Comuni, un Piano per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione locale comasca che infrastrutturi l’intero territorio provinciale. Un sistema integrato di questo tipo sarebbe prezioso per i Comuni, lo sarebbe ancor più per cittadini e imprese. Ci sono risorse statali, europee, regionali. Si può e si deve fare.

CULTURA
La cultura è occasione di benessere sociale e civile, per noi anche uno dei motori di uno sviluppo economico di qualità e sostenibile. La Provincia ha importanti competenze nel campo della formazione e potrebbe giocare un ruolo importante nella promozione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, nel miglioramento della sua fruibilità e accessibilità, nella realizzazione di reti tra le istituzioni e i soggetti attivi del panorama culturale comasco. Una società che riconosce il valore e il ruolo della cultura, è una società dove migliora la qualità del vivere. Si può e si deve lavorare sui Distretti culturali, su politiche permanenti e partecipate.

MIO PERCORSO POLITICO
Una sola precisazione personale. Non mi ritengo un politico che ha mutato "alcune casacche". Ho lasciato Rifondazione Comunista nel 1995 e ho poi aderito ai DS. Punto. L’ho fatto con metà dell’allora gruppo parlamentare con un atto politico collettivo che intendeva contribuire alla nascita dell’Ulivo. Non rinnego nulla della mia storia politica, ne sono fiero. Appartiene a uno dei diversi percorsi collettivi che hanno attraversato la sinistra italiana. Percorsi diversi che ho sempre rispettato e rispetto oggi.

Conto di proseguire questo dialogo. Per raccontare sempre più approfonditamente orientamenti e proposte: le mie ma soprattutto quelle che sono emerse e che emergeranno dal lavoro in corso sul programma. Per raccontare ma anche e soprattutto raccogliere stimoli, critiche, idee, proposte. Materiali per far crescere una seria e credibile proposta alternativa per il nuovo governo della Provincia di Como. Non so se sia vecchia politica. Io la chiamo passione civile.

Commenti

17 comments
  1. rosamunda l'ultima delle empiriche
    03/04/2007

    peccato che non hai i votanti
    saresti il migliore
    cosa faresti per la qualità della vita?

    quali compromessi per uno sviluppo,non proprio sostenibile?

    economia del lago , come disomogenietà non c’è male , cosa faresti?

    lo faresti un metadistetto turistico -culturale del lago ,con quali risorse?

    la faresti la perequazione strategica ,in area vasta?

    apriresti un osservatorio sul demanio lacuale ,per una politica della accoglenza e non del posteggio?

    vediamo

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  2. vittorio
    03/04/2007

    concordo. Stimo profondamente Mauro Guerra, uomo preparato ed intelligente e proprio per questo mi dispiace davvero che, perchè sostenuto da partiti dei quali non condivido pressochè nulla, non possa essere il mio candidato.

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  3. rosso relativo
    03/04/2007

    cosa ne pensi?
    Attualmente non esiste un Ente che gestisca il
    lago nel suo insieme, con adeguate conoscenze
    : i Lavori Pubblici considerano il lago
    come una riserva d’acqua, le organizzazioni
    sanitarie si occupano solo dell’igiene della
    balneazione, i Comuni hanno competenze troppo
    limitate e frazionate, l’A.R.P.A è un ente di
    controllo e non di gestione. Occorrerebbe invece
    quello che in altri Paesi si chiama
    “Lake Management”
    ossia un ente, con qualificata
    competenza , che decida che cosa si
    può e che cosa si deve fare per la tutela del lago.
    creare sviluppo
    e Sono fiducioso che se vinci incaricherai l’Assessorato all’Ambiente,perchè
    chieda la certificazione EMAS, si
    impegnerà nel valutare l’opportunità, ed
    eventualmente promuovere, i provvedimenti
    necessari

    se possibile certificarlo non sarebbe un bel traino turistico

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  4. Sanguisuga
    03/04/2007

    Caro Mauro Guerra

    spiegaci un pò per uqale motivo dovremmo votare per te. In fin dei conti in cosa saresti diverso da carioni?

    Un cordiale saluto

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  5. triio
    03/04/2007

    Stiamo assistendo di giorno in giorno ad una forte delocalizzazione della produzione industriale, anche, per quanto concerne il territorio lariano, il fenomeno negativo è in forte crescita. Le faccio una domanda Sig. Guerra, pur non sapendo con esattezza, qualora Lei dovesse diventare Presidente della Provincia di Como, se tale materia sarà di sua competenza. Se non dovesse esserlo si ricordi comunque del suo passato comunista e, se può, faccia qualcosa di importante per i lavoratori e la produzione di lavoro in generale!

    Cosa potrebbe o vorrebbe fare per salvaguardare il lavoro nel territorio lariano e con esso i suoi lavoratori, nonchè aiutare i giovani in cerca di una prima occupazione, sempre più rara?
    Aiutinooo! Dialogare con gli imprenditori per mezzo dei sindacati?

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  6. Sir Percy Blakeney
    03/04/2007

    Scusa Sanguisuga, Io Guerra non lo conosco, ma so una cosa non ha! La camicia verde nel guardaroba e questo per me basta e avanza per dire che è meglio di Carioni..
    Se non ti bastasse leggiti il post poco sotto Leo ci è costato 200.000 euro di pubblicità elettorale, dico CI perchè sono soldi della provincia, a questo aggiungiamo la prova provata dell’inefficenza di Carioni nella gestione della crisi di Campione, del disinteresse mostrato per il Lago (Laglio, Carate ed altro) e tutti i problemi della provincia a cominciare anche dalla navigazione lario.. vedasi quel mostro dell’Orione…

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  7. Comitato Rive di Laglio
    03/04/2007

    Il ruolo che lei dichiara nei primi quattro punti sono musica per le nostre orecchie.
    Il lago di Como e’ entrato in guerra e nessuno se ne e’ ancora accorto.
    Speculazioni legalizzate , private e in nome di un futuro turistico stanno distruggendo un polmone verde e un bacino idrico che e’ il bene prezioso dei comaschi.
    Siamo piccoli paesi, e dico siamo perche’ mai come in questi ultimi mesi mi sono accorta di come sia generalizzato sul territorio del lago, attaccati da una ferma , arrogante e cieca decisione di facile speculazione.
    Territori lasciati senza protezione , alla merce’ del primo affarista che approda, magari travestito da politico.
    Mi chiedo come mai non sia gia’ diventato un parco protetto ma non solo ai fini naturalistici , morfologici , ma anche a difesa dei nostri beni culturali e paesaggistici.
    Il lago di Como sta’ perdendo la sua personalita’ , le sue bellezze , la sua austerita’ e ci si sente impotenti , anche se si fa’ di tutto per lottare con i pochi mezzi a disposizione e le proprie risorse personali.
    Fosse vero , poter vedere una politica di territorio intelligente , colta , sicuramente potra’ portare benefici e risorse non effimere ma durature.

    Presidente Comitato Rive di laglio
    Manuela Nuti

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  8. rroland
    04/04/2007

    salve,
    anch’io per postare il commento sto usando il servizio wifi-lario, e ti ricordo che un grosso contributo all’innovazione tecnologica viene dal “software libero”, continuare a promuoverne l’adozione e l’introduzione nel mondo della PA e’ l’impegno che ti chiederei.

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  9. rosamunda l'ultima delle empiriche
    04/04/2007

    queste università
    restituiscono ameno in filiera
    o sono un ghetto

    sarebbe utile un osservatorio un po di grande livello

    e un controllo incrociato no alle involuzioni

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  10. rosso relativo
    04/04/2007

    ho dato un occhio al pgtp

    ingessato

    un autoscontro di paradigmi

    ci vuole una marcia in più

    tutti che tirano a campare

    ei il coraggio dei magistri comacini

    un po di coraggio nelle scelte almeno sulla grande programmazione

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  11. Nicodemo
    04/04/2007

    Ho visto ieri sera su Etv il confronto Guerra-Carioni. Tutti e due un po’ fumosi e troppo compassati. Ma ai punti, meglio Guerra.

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  12. Anonymous
    05/04/2007

    Credo che ormai ci sia una certa stanchezza nei confronti della politica.
    Il clientelismo forzato, la faccia di palta dei politici, la continua presa x i fondelli di promesse mai mantenute .
    Ti guardi intorno e vedi che tutto va’ a catafascio.
    Ti chiedi, ma come mai “gli altri ” quelli che hanno le mani in pasta non vedono ? Non si rendono conto?
    Ormai le parole non hanno piu’ significato, ne diciamo troppe e non manteniamo nessuna promessa , non siamo neppure coerenti.
    Ci piace guadagnare possibilmente facilmente, avere amici potenti perche’ ti servono per fare qualsiasi cosa si voglia ed avere il piacere di essere potenti, ognuno nella propria sfera.
    D’altra parte iniziamo con il bullismo scolastico e finiamo nei comuni a fare i nostri interessi.
    Di Guerra ho sentito parlare bene, ho sentito dire che e’ capace e sopratutto onesto e chiaro, deve pero’ capire che noi siamo stanchi, siamo stanchi poi di scoprire il peggio di un personaggio che avevamo appoggiato con il nostro voto.
    Io votero’ Guerra e come tanti preghero’ che possa fare qualche cosa per Laglio , per Blevio e per tutto il nostro lago che in questo momento e’ un boccone goloso per un sacco di squali.

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  13. rosamunda l'ultima delle empiriche
    05/04/2007

    caro mauro

    resumeresti in vecchio progetto di fare la ferrovia a mezza costa sopra la regina seminterrata ambientata con le fermate tipo metropolitana dove finalmente far salire i camion e i pulman e far scendere i turisti in ascensore a san fedele tremezzo a menaggio
    con raccordo verso alptransit e che continua verso bergamo prima che si arrini arrivi in valtellina e magari coleggasse i due laghi internazionali

    faresti uno studio per far decollare l’unico AB europeo per aviosuperfici con un colegamento tra i laghi
    e gli altri areoporti e facendo un nuovo AB a bellagio

    FARESTI IL PIANO DI ALIMENTARE IL BACINO DEL LAGO E LA BRIANZA ATTRAVERO LA DORSALE DI ACQUA POTABILE E INDUSTRALE SEMPRE A MEZZA COSTA COSI FINALMENTE L’ATO AVREBBE QUALCOSA A CUI PENSARE E DARESTI UNA MONETA DI SCAMBIO AI PAESI DI MONTAGNA

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  14. Tremezzino
    13/04/2007

    caro sig. Guerra, intanto che lei pensa alla politica la “cacca” della fogna davanti al suo paese va nel lago. Spero se ne sia accorto perchè i turisti che ridono dalle finestre del Bazzoni saprebbero per chi votare.

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  15. dù de pìk
    11/05/2007

    Motivazioni del progetto:

    agorà della sostenibilità
    I giovani vivono in un’epoca di grandi cambiamenti sociali, culturali, economici, tecnologici, ambientali dei quali non riescono ad essere soggetti attivi a causa dell’alto tasso di disoccupazione (giovanile, intellettuale, femminile) e della difficoltà di attrarre investimenti pubblici su progetti e idee innovative che non richiedano capitali iniziali ed ingenti oneri di avviamento.
    D’altra parte, l’alto tasso di associazionismo, così come pure la significativa adesione ai progetti di servizio civile volontario testimoniano, sul territorio, il fermento e la volontà dei giovani di rendersi protagonisti delle scelte politiche in materie che determinano le condizioni di accesso alle risorse per le generazioni presenti e future.
    In questo quadro,propongo di fondare una l’associazione per sviluppare un algora di coordinamento in rete per alimentare un laboratorio di idee al servizio dei giovani e del territorio, con particolare attenzione alla prospettiva di genere, attraverso una rete di associazioni e di partner istituzionali che supporti la diffusione dei valori propri della sostenibilità sociale ed ambientale.
    In particolare, si intendono fornire ai giovani attraverso l’organizzazione di corsi e iniziative gratuite gli strumenti formativi, informativi e strutturali idonei ad attrarre finanziamenti pubblici volti a supportare idee progettuali innovative che contribuiscano alla costruzione di un futuro sostenibile.
    Le linee guida dell’intervento si basano sull’idea che i giovani e le donne, sottorappresentati nei processi decisionali, possano fornire un significativo valore aggiunto allo studio, alla analisi ed alla gestione dei cambiamenti in atto, tra cui i processi di integrazione interculturali, la promozione di nuovi modelli di produzione e consumo, il progresso tecnologico e culturale in funzione della salvaguardia ambientale.

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  16. rosamunda l'ultima delle empiriche
    12/05/2007

    ti ho ascoltato volentieri
    hai il tocco
    hai la chiave per il territorio
    sei uno dei pochi, che viaggiano in simbiosi con i tempi e con la gente

    peccato ,che la parte che ti sostiene ,sia fuori contesto,e quasi ti sottragga quanche cosa
    chiedi il permesso di parlare a tutto il popolo ,e vinci.
    le cariatidi,oggi non ti servono.

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  17. pinco pallino
    14/05/2007

    presidente
    E’ di questi giorni la notizia che con un investimento di 10 miliardi di dirhams (circa 2,72 miliardi di dollari) gli Emirati Arabi Uniti creeranno una scuola di formazione alberghiera per supportare il boom ricettivo e lo sviluppo turistico della destinazione. Mentre in Italia gli fa eco la lettera scritta da un insegnante napoletano al Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, affinché vi sia maggiore attenzione al sostegno e alla valorizzazione della scuola alberghiera italiana.
    Due realtà e due visioni ben distinte del ruolo della formazione turistica, e di quelli che dovrebbero essere gli investimenti a supporto di un settore del quale tutti, in Italia, affermano il ruolo strategico per la nostra economia attuale e futura, ma di cui forse alle tante parole non seguono interventi concreti.
    Dubai, che prevede di non poter più contare sulle entrate petrolifere tra 25 anni, ha da tempo avviato progetti per lo sviluppo del comparto turistico con piani multimilionari e ai quali affianca, oggi, la volontà di incidere nella crescita qualitativa professionale delle risorse umane. In Italia, invece, al di là delle buone intenzioni e delle ingenti risorse assegnate senza alcun piano, o per piani fini a se stessi o che non producono alcun concreto risultato se non quello della dispersione e dello spreco, anche la formazione turistico-alberghiera è in decadenza. Lo è la Scuola Alberghiera, ma lo è anche tutta la formazione extra-scuola: si pensi solo alle innumerevoli iniziative e risorse attribuite dal Fse, milioni di euro messi insieme sui quali nessuno verifica – al di là della forma – l’efficacia qualitativa, la presenza di docenti specialisti del settore e gli esiti. Ma lo sono anche le neonate facoltà per il turismo delle università che solo oggi si domandano realmente per quali professioni formare al di là dei contenuti teorici di conoscenza sul settore turistico (come dire d’aver prima creato un “reparto ospedaliero” e accorgersi dopo di non sapere esattamente quale destinazione darne e quali patologie curare).
    E non si può pensare che siano soltanto i master o i corsi di specializzazione a pagamento, alcuni erogati dalle stesse università, le uniche alternative di offerta formativa adeguate alle esigenze di mercato. Anche perché il mercato del lavoro ha sicuramente bisogno di alcuni profili professionali di management, ma ha molto più bisogno di figure intermedie e tecnico-esecutive.
    “In questi anni, Signor candidato presidente, la Scuola Professionale Alberghiera ha vissuto anni di incertezze senza una riforma che desse valore ad un Istruzione Professionale Alberghiera che è stata sempre bistrattata relegandola ad un ruolo secondario. L’Italia paese a vocazione turistica richiede operatori che hanno una cultura dell’ospitalità e delle tecniche turistiche alberghiere che possono soddisfare i potenziali clienti.

    Quindi, la Scuola Professionale Alberghiera ha una sua tipicità che non può essere snaturata, occorre, anzi rafforzare le tematiche di studio non sempre sono in linea con il mercato turistico alberghiero. Occorre, credo, creare un liceo tecnologico alberghiera che possa formare i futuri operatori turistici alberghieri.
    La figura del Maitre del Sommelier e del Barman che all’estero forse sono un po’ sbiadite non trovano riscontro con quelle italiane che hanno un retaggio storico e culturale. Possiamo con orgoglio affermare che il concetto di ristorazione, inteso come momento significativo nasce soprattutto in Italia. I banchetti iniziano nella Roma dei Cesari 1489 (un esempio su tanti), in occasione delle nozze di Giangaleazzo Visconti e Isabella d’Aragona, si affida, l’allestimento del banchetti nuziale al genio di Leonardo DA Vinci.
    Il mondo del lavoro nel settore della ristorazione richiede polivalenza culturale e linguistica, profonda conoscenza delle tradizioni del proprio territorio e alta professionalità, basata su qualità personali, acquisizioni di sapere, e abilità tecnica. Il mondo della ristorazione si presenta variegato con un ampio ventaglio di offerte che va aldilà della semplice ristorazione ma comprende tutte le diverse sfaccettature del gusto a 360 gradi: dalla scelta dei colori a quella del tema stabilito dal cliente, dagli addobbi floreali, dall’intrattenimento alla conduzione dell’evento, dalla cucina tipica regionale alla gastronomia internazionale.
    I banchetti oggi sono sempre più personalizzati, si preferisce per alcuni un’atmosfera da primo 900 dove storia e leggenda si fondono in un’ambiente che fa della sobrietà il suo credo: per altri un tuffo nel passato in una celebre residenza della regina Carolina e di Gioacchino Murat, fregiato dei dipinti di Luca Giordano (Cenacolo – Belvedere – Napoli).
    La scuola alberghiera ha un ruolo importante nella crescita formativa e professionale dei futuri operatori del settore turistico alberghiero. In questi anni le tante riforme hanno cancellato la tipicità della scuola alberghiera dandogli un ruolo secondario con la difficoltà di competere con un mercato del lavoro che richiede competenza e professionalità. Gli Istituti di Formazione Alberghiera sono diretti da un dirigente scolastico, un team di insegnanti preparati e professionali, non solo sulle materie tecnico-pratiche, ma anche culturali e tutto ciò che riguarda questo entusiasmante lavoro.
    Occorre avere fiducia e determinazione nel perseguire quel credo professionale e costruire nei discenti una forma mentis che sa coniugare il saper e il saper fare.
    Il reclutamento del personale extra e non avviene tramite gli Istituti Professionali Alberghieri che forniscono agli allievi una preparazione di base sufficiente per svolgere le mansioni di commis di sala.
    L’Istruzione Professionale Alberghiera costruisce il percorso di studio basandosi su una preparazione culturale – tecnica flessibile e polivalente in linea con le richieste del mercato turistico alberghiero.
    Il personale di contatto non solo è un fondamentale elemento della qualità del servizio, ma contribuisce anche a identificare il servizio stesso agli occhi dei clienti. Gestisce l’immagine e la credibilità dell’impresa che rappresenta. Per questo una calda accoglienza, un sorriso per rompere il ghiaccio, un gesto cortese, la cura dei particolari fa sentire la persona “importante”, in gergo di marketing sì dice che si vende sempre prima l’uomo, poi il prodotto o servizio.
    Infine, la Scuola Alberghiera ha un ruolo primario e non secondario nel tracciare un primo solco nel vasto panorama ristorativo dove i protagonisti sono i nostri discenti formati da un team di docenti che grazie alla passione per la professione e al loro know how sanno trasmettere la cultura dell’ospitalità.
    Ci sarà un futuro per l’Istruzione Professionale Alberghiera
    Ora senza investimenti sarà difficile
    Ma con un po di voglia di dimostrare , tra passato e futuro . un sano presente di programmi

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