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Impegni per il governo della città . 3 - Competenza
Competenza… e spettanze, naturalmente. Anche qualcuno in Forza Italia, sui giornali, si era accorto che i Consigli di Amministrazione delle società partecipate sono in sostanza un modo per garantirsi un ben remunerato posto di “lavoro”. Il problema è già stato sollevato con precisione varie volte in questo blog, e parecchi spunti credo possano trovare accoglimento anche all’interno di un programma che pure è frutto di mediazioni tra sensibilità diverse.
In primo luogo, non si può continuare a creare Società allo scopo di dare posti nei CDA anziché risolvere problemi e fornire servizi. Vanno pertanto monitorate e liquidate tutte le Società inutili, e istituite Società solo in relazioni a obblighi di legge o di reale necessità. Tra l’altro in luogo di vari CDA potrebbe essere più efficiente l’operato di un Amministratore Unico di documentata capacità, scelto attraverso un bando ad evidenza pubblica.
Quindi le cariche di nomina politica devono essere ridotte numericamente, in modo sensibile: e i criteri di nomina? Quelli attuali, di tipo clientelare, vanno decisamente superati, e si puntare su nomine caratterizzate da moralità e competenza attivando consultazioni con i principali ordini professionali, le associazioni di categoria, l’università. Spoils system, come è stato detto, ma con giudizio. Soprattutto senza l’arroganza dimostrata in questi anni da chi confonde il mandato elettorale con una sorta di “diritto a spadroneggiare”. In particolare, alle minoranze va riconosciuto un ruolo di controllo sul funzionamento delle partecipate, a garanzia dell’interesse pubblico (vedi discorso sulla trasparenza).
Competenza anzitutto, però. Facendone mere cariche politiche, ricoperte (come teorizza l’attuale centrodestra) da “persone che controllino gli input lanciati dalle istituzioni”, il rischio è la riproduzione delle situazioni così vividamente descritte nel “Portaborse” di Luchetti. Si impone quindi una revisione, unita all’opportunità diciamo “educativa” (per le generazioni presenti e future di giovani politici) di sfrondare un poco il sottobosco politico dai famelici cercatori di prebende…
Vi immaginate il sottoscritto, che ha studiato e insegna filosofia e poco altro, in un consiglio di amministrazione tipo Acsm? Certo, tutto si impara, e poi come ho detto c’è chi postula il ruolo “politico” della direzione aziendale, ma, semplicemente, non sarebbe una cosa seria.
Digressione semiseria: affermo invece che il Casinò di Campione è un caso a parte. Infatti le implicazioni filosofiche di questa gestione sono molte ed evidenti: in primo luogo vi sarebbe da riflettere sul senso complessivo dell’istituzione (che il pubblico, cioè, gestisca un’attività finalizzata a spennare gli sprovveduti), nonché sul ricco indotto che fiorisce a suo contorno sia entro i limiti della legalità, sia, e soprattutto, fuori. Problemi etici che farebbero tremare le vene ai polsi di un Platone o di un Aristotele. Con ciò, è chiaro, ho posto sul tappeto la mia candidatura al CDA :-)
Meglio tornare a Como.
Come è stato detto, fare il Presidente di una municipalizzata deve essere considerato in primo luogo un servizio, l’indennità può anche essere cospicua, ma va parametrata a quella di un dirigente comunale e/o finalizzata a precisi obiettivi. Non necessariamente di bilancio, di utile (che potrebbero in certi casi introdurre elementi distorsivi), ma appunto del servizio alla collettività nei termini che il Comune stabilisce. Questo è appunto il compito di una direzione “politica”, non quello di piazzare incapaci fedelissimi.
Ovvio che, per i consiglieri, non si può sognare di far lavorare gratis le persone, ancorché sia sensato nella grande maggioranza dei casi ritornare al sistema degli emolumenti simbolici, tipo i gettoni di presenza dei consiglieri comunali (legata perciò all’effettiva partecipazione e non alla nomina).
Si impone poi, come è stato chiesto, una revisione accurata di tutti i contratti di consulenza. Una cosa che mi ha sempre colpito negativamente per la sua chiara assurdità è che in svariati casi il Comune possedeva o possiede tuttora al suo interno competenze tecniche adeguate ai bisogni. Domanda retorica: perché incrementare le consulenze? Solo per imitazione del modello governativo romano di questi ultimi anni berlusconiani? A spese nostre? Tutti i professionisti esterni che svolgono attività in sostituzione del personale comunale senza alcuna necessità vanno cortesemente congedati seduta stante. Troveranno certo altre occupazioni soddisfacenti e remunerative, magari adattandosi una volta tanto alle leggi del mercato e della concorrenza…
Per analogia, qualche considerazione si può fare sul CONSIGLIO COMUNALE. Se non altro il centrosinistra ha saputo opporsi con fermezza al tentativo di introdurre lo “stipendio” ai consiglieri; va comunque ribadito che:
- deve essere mantenuta la formula del gettone di presenza, strettamente legata all’effettiva partecipazione;
- si deve escludere un aumento della misura del gettone rispetto a quello attuale. Il segnale deve essere chiaro: la politica deve dimostrare di essere svolta per spirito di servizio, se non per passione. E non capire che perdere la faccia di fronte ai cittadini per qualche euro è pura dabbenaggine politica, anche se non tutti lo comprendono – beh, capisco che qualcuno vorrà rientrare di spese per la campagna elettorale che neanche un senatore USA sosterrebbe, anche gli spiccioli contano… :-)
Occorre porre mano ad un nuovo regolamento comunale che disciplini rigorosamente il valore massimo (poche decine di euro) di regali e affini per gli amministratori, traendo spunto anche dalle innovazioni di questa recente gestione per individuare limiti precisi anche per tipologie “sfuggenti” (beni in comodato gratuito, ad esempio). Ribadisco il concetto: se qualcuno porta una responsabilità pubblica, ha il dovere di adeguarsi a questa condizione anche negli aspetti secondari della propria condotta. Basterebbe la trasparenza, ma sappiamo che in altri paesi, si ottengono senza difficoltà le dimissioni di chi compie anche errori veniali. Da noi, al contrario, al di là delle cortine fumogene, questi sembrano essere titolo di vanto per chi vive il potere con spirito arrogante (in gradi diversi, politici di entrambi gli schieramenti. Cfr. a livello nazionale quella lettura doverosa e desolante che è “Onorevoli Wanted” di Gomez e Travaglio).
Va da sé che – per non essere mortificato – il consiglio comunale deve riprendere quel potere di indirizzo che le giunte Bruni e Botta gli hanno completamente negato, degradandolo a mera cassa di risonanza di quanto preordinato ai livelli superiori. Perché eleggere quaranta rappresentanti, se questi devono semplicemente alzare la manina a comando? In effetti ho la sensazione che i predetti sindaci, potendo, avrebbero fatto volentieri a meno anche di questa noiosa formalità.
Su Gaffuri almeno sono certo di una cosa, che possiede una sensibilità agli antipodi di quella appena descritta. Un impegno preciso è dunque quello di valorizzare il ruolo del consiglio. Visto che lo abbiamo eletto, facciamolo lavorare seriamente…


Non posso, ovviamente, che condividere.
Mi pongo, però, una domanda : “un programma che pure è frutto di mediazioni tra sensibilità diverse” ?
Esiste qualcuno nel centro-sinistra che non si rende conto dell’assoluta necessità dell’etica in politica e del fatto che una persona deve avere un altro lavoro nella vita (per non correre il rischio di diventare casi umani rattristanti come quello di Sofia, e delle sue cambiali in protesto) ?
Sull’autocandidatura per il Cda della casa da gioco ti invito ad una riflessione.
Lì è necessario avere la disponibilità di almeno un guarda spalle visto l’ambiente che si è creato. E non credo, di conseguenza, che tu abbia le skills necessarie.
L’unica cosa intelligente sarebbe vendere tutta Campione alla Svizzera e smettere di patrocinare il gioco d’azzardo che solo delinquenza, ed amoralità , porta con sè.
Last but not least.
Quando ci degneremo di rendere pubblico questo fantomatico programma (mi auguro un pò prima del 25 maggio) sul tema etica in politica è necessario porre un obiettivo chiaro e comprensibile a tutti.
Una cosa del tipo : ci impegnamo col bilancio preventivo del 2008 a tagliare del 50% il costo per i consigli d’amministrazione delle società controllate e partecipate e del 50% il costo per le consulenze.
Semplice, chiaro, un contratto di cui si possono cambiare le percentuali (per me sarebbe anche sufficiente il 33% il primo anno, per arrivare al 50% il secondo anno).
Se il centro-sinistra vince è un impegno che marca la sua discontinuità .
Se non vince è un impegno che un’altra maggioranza politica farebbe abbastanza fatica ad ignorare.
Visto che i cittadini di Como sono un pò innervositi da questa “mano rampante nel portafoglio altrui” (simbolo araldico della destra locale).
Inoltre, non ci sono da “individuare limiti precisi anche per tipologie “sfuggenti†(beni in comodato gratuito, ad esempio)” visto che in questo caso non si tratta di una tipologia “sfuggente” ma di una sollecitazione che rasenta moltissimo (e direi anche travalica) quanto disposto dall’art.317 c.p. (concussione) e che, di conseguenza, a qualsiasi pubblico ufficiale (dipendente od amminsitratore che sia) è già vietato ope legis.
Va solo rammentato.
Magari con un esposto alla Magistratura ordinaria.
Se per finanziare la campagna elettorale volete fare delle magliette “Not wit my money - Minga coi me danè” vi autorizzo ad appropriarvi dello slogan.
Tenetemi almeno un paio di magliette da parte.
Sono disposto a dare 10 €uro al pezzo.
Comment by S.Just — 04/13/2007 #
Una considerazione.
Il programma di Carcano è molto ben presentato.
Pochi punti ma piuttosto chiari e con delle proposte sufficientemente circostanziate.
Non entro nel merito dei temi trattati.
Il modo di proporre un tema politico andrebbe però studiato con attenzione evitando di scrivere prose lunghe ed incomprensibili persino agli addetti ai lavori.
Vediamo di stringere che siamo già fuori tempo massimo.
Comment by S.Just — 04/13/2007 #