April
13

La (dis)informazione omosessuale.

C’è chi parla di lobby gay, solitamente lo fa chi in TV ci sta sempre, chi dice che la chiesa ha il diritto di esprimere le proprie idee come fanno gli altri. Chi pensa che ormai gli omosessuali influenzino tutti i media.
Sarà poi vero che ormai ’sti gay infestano tutto?
Vi riporto uno stralcio di un articolo apparso su GayNews, un sito di informazione dell’on.Grillini. Certo esso è di parte ma la ricerca effettuata può essere fatta da chiunque perchè nell’articolo si spiega come hano fatto ad arrivare alle loro conclusioni.

Eccovi lo stralcio:

Orfani di Tiberio Timperi (mezzobusto dal sex appeal indiscutibile, che rendeva appetibile, almeno esteticamente, il Tg4) quale telegiornale dovrebbe scegliere la comunità gay italiana? In termini meramente quantitativi, quello de La7 che tra il gennaio 2006 e il marzo 2007 ha offerto 30 servizi sull’omosessualità, marcato a vista dal Tg1 con 27 contributi, su un totale di 133 videonotizie che nel periodo considerato parlano esplicitamente dell’universo gay sulle Tv nazionali. È pessimo invece il Tg4, ultimo classificato, con appena 8 servizi: è attraente soltanto per il carattere evidentemente omoerotico della relazione Fede-Berlusconi in onda, lacrime comprese, quotidianamente. Male anche la presunta voce "progressista" del Tg3, che non va oltre i 12 servizi, di cui 4 solo per ribadire il pensiero anti-pacs di Sua Santità. Nemmeno Studio Aperto (tanto gossip, una strizzata d’occhio al torbido, animalismo di bassa lega e veline scollacciate) è così parco, con i suoi 16 servizi. E non brillano neppure Tg2 e Tg5, con rispettivamente 18 e 22 servizi.
[...]
Perchè è così scarso lo spazio nei Tg per gli omosessuali? Ci aiuta a trovare una risposta l’ottimo Queer tv, omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, dei giovanissimi Andrea Jelardi e Giordano Bassetti per Fabio Croce editore. Il testo, fresco di stampa, ripercorre i primi cinquant’anni di televisione italiana, offrendo una miniera di indizi, chicche e storie dimenticate sulla lentissimo e difficoltoso cammino dell’omosessualità sugli schermi televisivi italiani. Si parte dai primi anni cinquanta, “in una Rai austera e morigerata”, con le Norme di autodisciplina per le trasmissioni televisive di un dirigente che estromette l’omosessuale Filogamo dalla conduzione di San Remo, per passare ad un’altra estromissione illustre, quella di Paolo Poli, e a mal sopportate trasgressioni americane con Don Lurio.
[...]
Oggi qualche passo in avanti, anche molto lungo, almeno nell’ambito dell’intrattenimento è compiuto se pensiamo (solo per addurre qualche esempio dal testo vera e propria miniera di informazioni), a Fabio Canino e il suo Cronache marziane, a Markette, ai serial americani come Will e Grace o a Il padre delle spose di Banfi. Sulla televisione italiana, però, sembra permanere l’ombra cupa di una diversità mal sopportata, se non insopportabile. Così i telegiornali di oggi, a differenza della tv europea e mondiale, sono solo figli di quella televisione che solo l’altro ieri, nel 1994, dopo un’apparizione a San Remo faceva scomparire dagli schermi il cantante Federico Salvatore, reo di aver musicato, con lo splendido Sulla porta ì, un coming out dal sacro palco dell’Ariston.

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  1. Del problema omosessuale in tv si parla tanto, così come ogni due settimane c’è il tormentone -poli, vallettopoli, calciopoli, vallettopoli parte II, sircana mastella etc.
    Perchè se parlassero, ad esmepio, di come nesusno di quelli in parlamento ha la minima idea di come risollevare le sorti del Paese, di sradicare il marcio nella società e nella classe dirigente…non avrebbero più la cadrega

    Comment by Anonymous — 04/13/2007 #

  2. Si è vero del problema omosessuale se ne parla, ma come? Fate un po’ di mente locale, quante volte in TV, per radio o sui giornali avete letto o sentito le dichiarazioni di qualche prelato sugli omosessuali, l’omosessualità, i DICO, i PACS e quante volte avete letto o sentito i comunicati stampa di Arcigay? Se io faccio sentire solo una parte senza permettere all’altra il diritto di replica è informazione?
    Pensate al servizio della RAI sul ragazzo suicidatosi a Torino dove si diceva che veniva schernito perchè era il primo della classe quando la madre invece ha detto chiaro e tondo che lo prendevano in giro perchè ritenuto omosessuale. Che razza di informazione è questa se si ha paura a dire le parole gay ed omosessuale e vi si gira intorno in mille arzigogoli?

    Comment by Ulisse — 04/14/2007 #

  3. GLI ORRORI CHE VENGONO ATTUATI IN ITALIA ELUDENDO IL DIRITTO POSITIVO E DI LEGGE
    di Giacomo Montana

    Nessuno sa quanti cittadini sono stati uccisi di nascosto a cominciare da quelli accaduti nel mondo del lavoro. Si sanno solo brevemente di volta in volta le notizie di omicidi sul lavoro per omissione dei mezzi di protezione e poco più. Tuttavia per quelli che vengono torturati e uccisi dal mobbing estremo, viene preferito non parlarne a sufficienza e fare i mascalzoni alleati con la linea politica più marcia che abbiamo. Qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti, restano perennemente impuniti sino a farli divertire in quanto oltre a procurare danni alla persona, viene concesso loro anche di assistere alle beffe a causa della loro impunità.

    Nel corso degli anni questi martiri della società e più in particolare della corrotta politica, sono stati vilipesi e dimenticati. La storiografia, lo Stato italiano, la politica nazionale e la scuola si comportano, come se queste vittime non fossero mai esistite, colpevoli solo di essere anch’essi nati e italiani. Questi italiani martiri sono anch’essi degli eroi perché vittime innocenti della violenza e insipienza altrui e a causa di coloro che non sanno assolutamente fare salvaguardare la salute e la vita del cittadino!

    Negare o insabbiare l’esistenza delle discriminazioni si potrebbe chiamare complicità, comunque questa basta ad evitare la prigione agli aguzzini e ai politici perversi di turno. Essi qualunque male facciano alla società, credo debbano portarsi fino alla morte il peso enormemente crescente dei loro rimorsi per le loro barbarie, mantenute nascoste e accumulate nel tempo.

    E andiamo allora ai fatti che accadono con la cassa di risonanza ad alto volume oggi: 12 maggio 2007.

    Noti personaggi politici per rimettersi definitivamente in marcia, dopo inerzie a non finire sui problemi del Paese, hanno pensato bene di avere la possibilità di contrapporre cittadini di serie “A” ai cittadini classificati di serie “B”, mettendo loro davanti dei principi, ove i primi devono ricevere più riguardi da parte del governo, mentre i secondi devono solo subire il discredito col danno e la beffa prodotto della disuguaglianza e dal travisamento del diritto. Si vede minare così la libertà d’intesa e la libertà di essere ciò che si preferisce.

    A tal punto quella parte dei cittadini che sentono parlare di diritti speciali ai danni degli altri, si ringalluzziscono e vanno alla Capitale alla manifestazione di piazza per festeggiare, laddove contestualmente, e a mio avviso a ragione, anche i cittadini più penalizzati, in un’altra piazza della stessa Roma organizzano un altro raduno nazionale.

    Dai cittadini discriminati ci si aspetterebbe una reazione da “fratelli” che sacrificano i loro diritti di parità per manifestare così una vera fede cristiana?

    Si pretende così una sottomissione di carattere religioso come se si volesse loro dire sottovoce: “E’ meglio una umiliazione onorevole che una battaglia sul campo della carta stampata?

    Qui non si tratta certo di affidare le sorti al Signore per la difesa della fede e della chiesa, qui si tratta di capire se i maggiori diritti di sopravvivenza e di umanità, concessi ad una parte dei cittadini del Paese, sono direttamente proporzionali alle imposte e tasse fatte pagare loro dallo Stato, o piuttosto per potere offrire quei diritti, si deve attingere da una parte dei proventi fiscali, che provengono dagli esborsi sostenuti dai discriminati cittadini di serie “B”. Se vogliamo essere davvero imparziali dobbiamo riconoscere che viene accesa una guerra tra “poveri”, mentre i “CENTURIONI-ATTORI” della politica si coprono sino all’incredibile di ricchezza, prendendosi gioco di tutti cittadini!

    Oggi come abbiamo visto la politica italiana, purtroppo in tante realtà, si regge con i raggiri della finta imparzialità e della cieca giustizia. Chi ha la sfortuna di non fare parte della gente classificata di serie “A” può solo pregare Dio di riuscire a superare sfruttamento, umiliazione, frodi, eccessi di potere, travisamento dei fatti e distruzione impunita della salute e della vita anche sui posti di lavoro. Paese libero non significa potere fare liberamente questo orrore, sino a distruggere una parte dei cittadini!

    La politica della cagionevole morale in Italia E’ MORTA! Vive solo un surrogato di essa: Il cammino del Paese verso la chiarezza, la verità, la lealtà, la luce si frantuma così come un’onda del mare contro un grosso scoglio. Pertanto la civiltà e l’onestà restano incagliate a un altro scoglio: l’ipocrisia. Viva l’Italia! Ma abbasso la delinquenza, specialmente quella occulta che ho visto proteggere per oltre un decennio col silenzio assenso delle istituzioni!!

    Comment by Giacomo Montana — 05/12/2007 #

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