April
13

Rendiamoci conto di chi siamo..

La situazione di Paolo Sarpi oltre che tragica è comica, specie per i commenti della gente.. anche se basterebbe leggere l‘intervista della Moratti.. che si appella al codice della strada per non dire che si arrampica sugli specchi.

Per prima cosa comunque si scoprono due tipi di integrazione: Quella Xenofoba (Modello Salviamo la razza) e Quella Intelligente. La prima non vorrebbe la creazione di "quartieri etnici" e con il motto "Dividi et Impera" rende insopportabile la vita ai migranti, cercando appunto di farli spargere in tutta la città. Un esperimento che si rivelerà fallimentare anche perchè come è noto gli immigrati tendono a stare uniti se non altro per nostalgia o per condividere le esperienze. (Little Italy dirà qualcosa no?)

Una politica, che vieta la creazione anche se a spese dei migranti dei luoghi di culto, una politica dirigistica che si muove contro la libera competizione  è noto che per esempio le merci nei negozi dei cinesi sono molto meno care.. (la scusa è  i famosi laboratori ed il lavoro nero… come se invece gli imprenditori padani.. non ne usufruiscono) quando invece è chiaro che tali negozi diano fastidio ai locali (cui dobbiamo dire grazie per il cambio 1000 lire 1 Euro ed il carovita) una politica che si mette anche a discettare su cosa o no si debba mangiare (vedasi kebbab).

Il tutto dimenticando che il Nord è sempre stato terra di emigrazione, basta ricordare i migranti degli anni 60… che si sono integrati e bene, che hanno creato le loro associazioni, che si ritrovano… voglio dire, nessuno dice niente contro il circolo dei calbresi o dei siciliani…  nessuno li accusa di niente… e poi siamo onesti oggi di lombardi in Lombardia quanti ne sono rimasti? penso pochissimi… siamo tutti dei bastardi.. cari amici…

Tornando al discorso integrazione, vi è poi quella saggia, intelligente e che conosce la storia: Quella del vivi e lascia vivere, che non si preoccupa se un cinese oppure un ghanese apre un negozio (e fa bene) che non pretende che io faccia amicizia con il mio vicino di casa anche se nigeriano.. o lariano, che appunto lascia che sia il tempo a far amalgamare la gente, non sarà oggi,pazienza,  sarà tra una generazione, tra due ma ci sarà… che richiede il rispetto delle regole (BASTA CHE SIANO INTELLIGENTI).

Quindi ora forse è bene che chi ci amministra si renda conto che oramai questo  è un processo ineluttabile, che oramai l’Italia è solamente una regione in Europa, che la lombardia è una piccola e grigia provincia.. e che il mercato domestico non è  la lombardia o l’Italia ma l’intera europa e che queste politiche xenofobe in atto sono frutto di un mero provincialismo, che ci costerà caro.

 

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  1. Credo che sul fenomeno dell’integrazione o non integrazione, abbia ragione Beppe Grillo.
    Il fenomeno della formazione di “ghetti” (brutta parola, lo so) è un po’ frutto di quello che si dice in questo post e cioè del fatto che gli immigarti tendono a riunirsi per nostalgia, per condividere esperienze, perchè parlano la stessa lingua ecc. Ma un po’ è frutto anche del fatto che lentamente gli abitanti, diciamo, autoctoni, si spostano. (come è successo per la chinatown milanese.
    Non credo che si voglia “sparpagliare” gli immigrati per qualche mania xenofoba, soprattutto, non vedo quale integrazione ci possa mai essere se non ci si mischia, ma ci si chiude ognuno nel proprio quartierino.

    Ciò che è da ostacolare con ogni mezzo è lo sfruttamento del lavoro nero, il giogo di contratti di locazione mai registrati perchè non sono forniti a condizioni legali (ma neanche umane) è da ostacolare la cultura della chiusura, quella che impedisce a molte donne immigrate di rivolgersi alla sanità pubblica per paura, vergona o semplice mancanza di denaro.

    Comment by Bobby Jean — 04/13/2007 #

  2. Forse sono xenofobo, secondo la tua definizione, comunque:
    Un conto è essere favorevoli all’integrazione, a fare amicizia con il vicino nigeriano, favorire l’apertura di attività commerciali per cosi dire etniche.
    Un conto è giustificare ciò che è successo. perchè e cio che hai fatto! trovare un’alibi per una violenza così abilmente pianificata (in 5 minuti , dico soli 5 minuti 300 cinesi hanno attaccato le forze dell’ordine che stavano multando una signora in doppia fila, non perchè il gratta e sosta era scaduto da 12,35 secondi..) è giustificare tale violenza!
    Se esistono delle regole, sulla regolamentazione delle aperture commerciali, è giusto che vengano applicate per chiunque, sia esso italiano, nigeriano, marocchino, algerino, cinese, lombardo o siciliano. La libera competizione che tu citi mi sta bene, significa che se per aprire un negozio ci vogliono x milioni, ci vogliono x milioni per tutti.
    Ora fatti questa domanda: Io, italiano, secondo te avrò mai l’opportunità di aprire un’attività commerciale in un quartiere pieno di negozi cinesi? io dico di no… Figuriamoci poi libera concorrenza!! ma neanche a parlarne!! Perchè è questo che potrebbe succedere se un quartiere si trasforma in ghetto (concordo, brutta parola, ma rende bene l’idea). O stai alle regole del ghetto (che spesso non sono propriamente le stesse del paese in cui fioriscono) o non stai nel ghetto. semplice. Impedire una cosa del genere è da “Modello salviamo la razza” ?? . Tu vuoi una cosa del genere anche per como? dovresti provare a chiedere a tutti i commercianti che hanno venduto le loro attività in via sarpi il perchè lo hanno fatto. I supermercati ti soffocano? vero, ma a Milano i negozietti hanno sicuramente più chanche che a Como. Perchè ormai è ora di andare in pensione? fortunati loro che riescono ancora ad averla. Perchè non possiamo competere con un negozio di cinesi? anche e la storiella del laboratorio in nero è più che vera; altrimenti come si spiega che a parità di prodotto, di tasse, di affitto, un articolo costi meno da una parte e più dall’altra. Se il delta fra i due prezzi è poco è concorrenza, uno dei due sta riducendosi il margine per vendere. Se la differenza è molta c’è qualcosa di molto strano…E la domanda successiva che a me, xenofobo, bastardo e classista, viene in mente è : ma come fanno a viverci sopra? se devono pagarci anche le tasse..
    Ultima cosa: pensavo di non sentirle più le cavolate tipo “grazie al commerciante ora paghiamo un euro invece che millelire”. E’ infatti noto che i commercianti di vino, ad esempio, si coltivano, fermentano e imbottigliano da soli il vino, oppure i panettieri hanno il mulino nel giardino della loro lussosissima villa stile mulino bianco dove macinano la farina!! Più che a loro dico grazie a chi ci ha fatto entrare in Europa, chiedendoci anche una bella eurotassa, con un cmabio decisamente favorevole per noi.
    @bobby Jean
    Non credi che la formazione di ghetti o quartieri etnici possa favorire la crescita della “cultura della chiusura” come giustamente la chiami tu?

    Comment by GreatScott!! — 04/13/2007 #

  3. Col menare le mani gli amici gialli son cascati con entrambi i piedi nel torto.
    Se vado a fare una scemenza a Londra, il Bobby di turno mi prende per le orecchie e mi porta in guardina. Trovo giusto che di fronte ad un parcheggio sbarazzino gli abbiano appioppato la multa, non trovo giusto il bordello che han creato, non in quanto “ospiti”, in quanto in torto.
    La legge è uguale per tutti. Quasi tutti, per la stra gran maggioranza, tra cui noi e loro.
    Chiaro che, se risultasse invece che si tratta di un’abitudine andare a fargli le ronde con lo scopo di intimorirli, pressarli con la presenza di poliziotti, stargli costantemente col fiato sul collo, beh allora bisognerebbe capirne il perchè.
    E dato che ultimamente c’è un pò questo andazzo, questa assillante presenza di pattuglie di tutti i tipi, in giro con espressione cagnesca, che ti palettano fissandoti negli occhi come se già sapessero cos’hai nel bagagliaio, quest’atteggiamento arrogante da sceriffo di Figino Serenza, insomma, un pò di nervosismo lo crea.
    In ultimo, prima di allontanare qualche fratello “ospite”, non sarebbe il caso di allontanare qualche fratello “residente” intollerante?

    Comment by breva — 04/13/2007 #

  4. @Breva
    Infatti il problema non è che siano o meno stranieri, ma che fossero in torto. Se fossero stati Italiani li avrei probabilmente colpevolizzati maggiormente perchè se vogliamo che la nostra nazione sia cosmopolita e tollerante dobbiamo essere i primi a dare l’esempio. purtroppo non siamo sempre così, anzi quasi mai.
    In ogni caso non ho parlato di allontanare nessuno, se per residente intollerante intendevi me. Non mi sento tale per aver espresso un pensiero contrario al nostro buon Sir. Io non sono così permessivista (si può dire..?) come lui e questo a prescindere che uno sia “ospite” o “residente”. Nella fattispecie il mio commento si riferiva ai fatti di cronaca di Milano ma puoi applicarlo anche ai bigoli che bruciano (o hanno gia fatto) i campi nomadi e via dicendo.. Vuoi essere cittadino italiano?le regole sono queste e le rispetti. Non che se sei italiano sei un razzista ma se sei straniero, beh poverino….cattiva polizia…cattiva!!
    Semplice no?

    Comment by GreatScott!! — 04/13/2007 #

  5. Trovo giusto e piacevole la mescolanza di popoli, però tutti in fila indiana, composti e bravini. Italiani inclusi, ovviamente. Convivenza, ed un po d’ordine.
    Mi urta però constatare che a parole, apriamo all’ingresso col sorriso e le braccia aperte, poi giù leggi BoxiFixi a non finire, picchetti ovunque come se fossero solo i taleb ad entrare in Italia, mica gente nera normale, gialla e verdina. Li si mette in condizioni a dir poco imbarazzanti. Non bastasse, da quando “sono loro” i terroristi, dimenticandoci dei nostri, questa menata di stargli addosso, di sfiancarli a furia di additarli per ogni motivo.
    Ecchecavolo. Un tema, due facce.
    Forse è stato preso un po alla leggera sul nascere questo ingresso sensibile di stranieri, forse adesso si esagera nell’ordine, non son mica pedine su una scacchiera. Manca la via di mezzo, si genera così insofferenza, quindi nervosismo, poi intolleranza, e poi le botte, più o meno verbali.
    Non siamo capaci di ospitare, si fa entrare e si abbandona immediatamente il soggetto, la famiglia, che son qui perchè in difficoltà in altre parti meno fortunate, e cosa trovano? Un cazzo, o BoxiFixi, poveretti!!
    Se chi è preposto a normare circa l’integrazione di questi esseri umani, in modo civile e rispettoso, (bon-ton) non riesce, perchè non cede il posto a qualcunaltro?

    Comment by breva — 04/13/2007 #

  6. infatti ora non ci sono più Bossi e Fini, ci sono i sinistroidi a normare e mi sembra che le cose non vadano meglio, visto che son tutti buoni a star sul cadreghino, aggrappati con le unghie a farsi gli interessi propri…. 2 anni 6 mesi 1 giorno e poi un bel v…………o a tutti stranieri e non!

    Comment by Anonymous — 04/13/2007 #

  7. @Anonymous: :-@ Veramente a Milano c’è la CDL con la giunta Moratti..
    Discorso piccole Town, ci sono in tutto il mondo ovunque, Chinatown, Little Italy ecc ecc sono dei piccoli mondi, dove ci si va quando si arriva in terra straniera, questo non significa chiudersi.. significa che li un migrante si sente a casa, il che non significa che puo delinquere.
    Certo è che la politica miope di queste giunte alla Bruni per fare nomi,cosa fanno?
    Identificano l’area, poi mandano polizia giorno e notte a pattugliare per la questione “sicurezza” ora a me andare in una via presidiata da fastidio, mi sembra dover dar di conto a quello che faccio e come a me tanti.. e quindi al logico calo di clienti aggiungiamo le multe per i carrelli… a quel punto cosa vuoi che succeda.. dai e dai uno si incazza.. nomale.
    Avrei voluto gli stessi presidi nei bar e nei negozi il giorno dopo l’ingresso dell’euro..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/13/2007 #

  8. e sicuro che si incazza, e quindi se sei incazzato fai una sommossa e attacchi le forze dell’ordine.. esiste la parola sai? O forse hanno difficoltà a farsi capire. Non farmi ridere anch’io mi incazzo sul lavoro, in famiglia, quando vado in un ufficio pubblico, mi incazzo tutti i giorni per un motivo o l’altro ma non vado in giro a pestare a destra e a manca. Non giustifichiamo sempre e a priori.

    Comment by Anonymous — 04/13/2007 #

  9. Ma sai caro anonimo questa vessazione dei migranti fatte in queste città del nord mi ricordano molto quelle subite dagli italiani in svizzera a te no?

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/13/2007 #

  10. Caro siamo tutti vivi e vegeti, benestanti e felici in terra straniera, ma non abbiamo subito vessazioni, perchè lavoriamo, abbiamo rispettato e rispettiamo le regole quindi nessuno ci prende a manganellate te lo assicuro!

    Comment by Anonymous — 04/13/2007 #

  11. A me la storia dice altro… negli anni 60 e anche piu recentemente… certo che si ragiona da svizzeri.. si vive da svizzeri in svizzera venire a criticare il governo sinostroso e rimpiagere i calderoli… è quasi patetico:-w

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/13/2007 #

  12. a te dice sempre qulcos’altro…possibile che hai sempre da ridire, e impara a fidarti di ciò che ti dicono i tui connazionali, qualche volta, non dico sempre. Poi gli svizzeri li hai tirati in ballo tu …o sbaglio? Grazie comunque per avermi dato della svizzera, e anche se fosse? Denoto una nota di razzismo verso gli svizzeri, e no no non si fa! Per tua informazione ultima io sono italiano quanto te, fino a prova contraria, voto anch’io quando voti tu e come te posso fare tutti i commenti che mi pare sul governo italiano.

    Comment by Anonymous — 04/13/2007 #

  13. Prendo e cito da discussione simile su altro forum

    “Cosa è accaduto veramente a Milano nel quartiere cinese? Una prepotenza etnica dei cinesi o una prepotenza sbirresca dei vigili? Ovviamente si potrebbe dire che se a Milano non ci fossero stati i cinesi non si sarebbe stata neppure la rivolta. Certo. Come dire che se non ci fosse il calcio non ci sarebbero incidenti allo stadio.
    Facendoci seri ecco gli antefatti (che non possono essere tutti provati per ovvie ragioni).
    1) - Berlusconi e la giunta comunale milanese promuovono la liberalizzazione degli esercizi commerciali. Per aprire un negozio non serve più la licenza. I cinesi aprono negozi a tutto spiano nel quartiere dove sono sì cresciuti di numero in modo esponenziale nell’ultimo decennio, ma da dove i primi arrivarono già nell’800.
    2) L’amministrazione comunale non pone nessuna differenza tra semplice negozio ed emporio. Un emporio ha bisogno di essere alimentato continuamente di merce. Risultato: per le vie del quartiere cinese è un susseguirsi di furgoni e carrelli per trasporto merci, anche per alimentare i laboratori.
    3) Molti cinesi di quel quartiere votano (la stragrande maggioranza). Candidati di AN e F.I. sono andati a pesca di voti garantendo protezione… che è stata data.
    4) Nel 2015 a Milano ci sarà il grande Expo mondiale. La caccia al danaro e all’investimento è partita. PARE, sottolineo PARE (non ho prove ma vox populi), che Paolo Berlusconi abbia a gola il quartiere cinese che è strategico. Potrebbe essere trasformato in un quartiere molto simile a quello che comprende via Monte Napoleone… Negozi di grandi firme etc. etc. E PARE che siano state fatte offerte affinché i cinesi si acquistino le loro case e i loro esercizi a Lacchiarella (altro quartiere costruito dal solito Paolo Berlusconi).
    5) I cinesi di spostarsi da quel vecchio e caratteristico quartiere per andare in quello nuovo manco ci pensano. Ecco allora che la giunta milanese, provvidenzialmente, decide che il quartiere cinese diventerà zona pedonale, rendendo di fatto impossibile il traffico di merci. Contemporaneamente i vigili urbani diventano fiscali. Nel quartiere cinese, non dove imperversano le bande di sud americani o i rom. No, dove ci sono i cinesi.
    Questi sono i fatti che stanno dietro e che lasciano presumere che gli incidenti si ripeteranno. Perché i cinesi di li se ne devono andare. Tutto questo c’entra con la nostra simpatia o antipatia per i cinesi? C’entra con l’immigrazione o non piuttosto con la logica liberista?
    E non crediate che dietro a tanti altri fenomeni che coinvolgono gli immigrati non ci siano operazioni come questa. C’è anche di peggio.
    Secondo voi chi alla fine riuscirà a strappare la foglia di fico all’amministrazione Moratti, la Destra Radicale o la Sinistra antagonista convincendo i milanesi che il marcio prima di arrivare dalla Cina era in casa e si chiama liberismo?”

    Comment by contromano — 04/13/2007 #

  14. Caro Contromano ti quoto in tutto

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/13/2007 #

  15. E’ questo quello che volevo dire nei post precedenti. Milano (io ci sono nata e ci vivo) è un posto dove in alcuni quartieri i vigili lasciano fare di tutto e di piu (non solo come commercio abusivo) mentre altri vengono, da un certo momento in poi presi di mira.
    Il tutto in un quadro di logica di potere che ha in gioco interessi enormi, di spartizione della città a livello proprio di “torta”, perchè i pubblici amministratori, alla fine, quelli servono e non il cittadino.

    Comment by cloroalclero — 04/13/2007 #

  16. Il ragionamento non fa una grinza…certo che i gialli hanno fama di non farsi mettere i piedi in testa tanto facilmente, aggiungo che hanno una forza economica spaventosa, esiste la mafia italiana, la russa, la cinese, questa poi con i ristoranti sono una potenza, la porta d’ingresso in un territorio…
    Sfida fra nani a china town
    :d

    Comment by breva — 04/13/2007 #

  17. 1 Sì, little italy richiama mafia e criminalità. E’ semmai un esmepio di come i “quartieri etnici” come li chiami tu sono una minaccia per la legalità. E non per la razza

    2 perchè la competizione sia libera occorre che tutti i concorrenti gareggino in condizioni di parità. IMpiego in nero, saltare tutti i controlli sanitari etc NON sono condizioni di parità

    3 il Nord è stato per buona parte della sua storia terra di emigrazione, ma il periodo a cui ti rifai tu, credo, sia piuttsto di immigrazione no?E cmq non è affatto vero che sia stato rosa e fiori, anche perchè l’imponente fenomeno fu molto mal gestito dalla classe dirigente di allora, ceando immensi palazzoni in cui prima veneti, poi meridionali, andavano a stare.

    4 guarda che qua non si tratta di vivi e lascia vivere, nel caso ti sia sfuggito, ad una multa perfettamente in linea con una legge, un certo numero di persone sì è messo non a fare ricorso per vie giurisdizionali o amministrative, non ha manifestato in un pacifico corteo, non ha esposto le sue critiche al Comune di Milano, non ha posto un quesito di legittimità costituzionale alla Corte Costituzionale o al Tribunale europeo, non ha posto ine ssere una disubbbedienza civile stile Ghandi, no, ha pestato degli esponenti delle forze dell’ordine che non hanno fatto altro che applicare una legge, ribaltato auto etc etc.

    Tornando al discorso integrazione, guarda che il metodo di creare agglomerati “etnici” è criticato da chiunque abbia un po’ di sale in zucca (Motanelli, ad esemo).
    Come lo chiami tu, il divide et impera, ha dato come risultato un grande impero cosmopolita, dirie che abbiamo un illustre esempio di come possa essere un buon metodo.
    Little Italy, Chinatown, ti rendi conto benissimo anche tu che in quei quartieri non c’è integrazione, semmai una contrapposizione di culture, e non c’è nemmeno legalità.
    Un esempio “cromatico”, con le piccole town si creano solo due colori vicini, magari, ma distinti. Sfavorendo invece questo tipo di concentrazione, si ottiene una fusione.

    Senza poi contare di come l’articolo sembra giustificare la rivolta, come se ad ogni legge ritenuta illegittima fosse legittimo, al contrario, usare la violenza. Aberrante.

    Comment by Anonymous — 04/13/2007 #

  18. http://www.fiammatricolore.net

    Disordini di Milano

    Padova, 13 aprile 2007

    I disordini scatenati nella giornata di ieri nel pieno centro di Milano dalla comunità cinese rappresentano il drammatico e preoccupante risultato di suicide politiche immigratorie portate avanti fino ad ora da gran parte della classe politica italiana, comunisti in testa. La guerriglia urbana sviluppatasi per un episodio legato ad una banale multa è la cartina al tornasole di una presenza ‘sommersa’ sul territorio italiano di etnie sempre più numerose che spesso privilegiano la loro appartenenza comunitaria ed identitaria rispetto alla loro assimilazione al modello di vita italiano, andando a rappresentare, così come manifestatosi a Milano, un serio e grave problema di ‘convivenza civile’ che va poi a sfociare in veri e propri ‘scontri sociali’; a maggior ragione quando si parla della comunità cinese, particolarmente dedita all’incremento delle attività illecite a livello nazionale ed internazionale. Di fronte a chi continua a minimizzare o a far finta di non vedere quanto sta succedendo, innanzi ad un ipocrita buonismo di facciata ed alla moralina dell’accoglienza propagandata dalle sinistre, istituzionali e non, alla luce del solito pietismo che ricorda che anche noi siamo stati un popolo di emigranti, dimenticando però che i nostri emigranti mai hanno beneficiato dei molteplici privilegi riservati a queste orde di disperati, come la precedenza nell’assegnazione degli alloggi popolari e dell’elargizione degli assegni familiari; il Ms-Ft chiede a gran voce, come provvedimento d’urgenza, l’espulsione immediata degli immigrati clandestini, di smantellare i ghetti etnici e di controllare e regolamentare le attività economiche delle associazioni straniere. Augurandoci l’adozione di questi provvedimenti, auspichiamo inoltre che la magistratura milanese, invece di impegnare le proprie forze nel perseguire reati riconducibili a specifiche forme di saluto, come verificatosi in merito all’ultima manifestazione tenuta dal nostro partito a Milano, si adoperi per vagliare la regolarità e la condotta dei rappresentanti delle comunità extracomunitarie.

    Piero Puschiavo
    Segreteria Nazionale
    Responsabile Linea Politica

    Comment by Nazionalpopolare — 04/13/2007 #

  19. Dategli una mano, piantatela di alzare il braccio o fatelo nella vostra camerata, e non per strada , così possono dedicarsi a problemi seri e non a cialtroni come voi

    Comment by breva — 04/13/2007 #

  20. breva, ma bravo… continua con i tuoi latriti. Cialtrone!

    Comment by Nazionalpopolare — 04/13/2007 #

  21. Prima permettono ai cinesi di aprirsi la partita Iva perchè in tal modo contribuiscono a versar tasse per le sole camere di commercio, poi, si lamentano se portano via il lavoro agli italiani e mettono in moto un’economia occulta alla nostra. E in seguito nasce il sentimento razzisto-invidioso nei loro confronti. Mah! …ridicolo e disonesto

    Comment by corso Buenos Aires — 04/13/2007 #

  22. Fino a prova del contrario chiunque può aprire un’attività, dov’è il problema? ci sono fior fiore di attività che lavorano onestamente, e ci sono i soliti furbi, di qua e di la, italiani e non.
    Hanno sbagliato a reagire con violenza, è sempre sbagliato fare così.
    Perfortuna siamo un paese libero e moderno, c’è posto per tutti.
    Chiaro, i disonesti ed i violenti, se intercettati, vanno isolati.
    Meglio così, che tutti alti, tutti biondi e con gli occhi chiari, per fortuna non sento l’esigenza di una razza superiore, quella l’avrà Nazi’pop… e i vari rasati che alzano il braccio anche alle partite di calcetto a 5.

    Comment by breva — 04/13/2007 #

  23. divertente nelle tue idiozie

    Comment by Nazionalpopolare — 04/13/2007 #

  24. Fidati Breva, se alziamo l’ascella è peggio…

    88

    Comment by Ragazzo ribelle — 04/13/2007 #

  25. Copio e incollo il commento fatto sul precedente post sul tema.


    Il solito richiamo ad attenersi ai fatti e alle regole scritte nella Costituzione.

    I cinesi con regolare permesso di soggiorno hanno tutto il diritto di vivere dove gli pare ed è razzista definire un’area in cui ve ne è una discreta concentrazione “ghetto”.
    Vogliamo parlare del “getto” dei Brunatesi o degli alto-laghéé ? Non mi parrebbe il caso. Così non facciamolo anche con un gruppo di residenti nel nostro paese che parla un’altra lingua (contare anche che per noi due parlanti dell’Alta Val Seriana è come se fossero cinesi, ma non è che parliamo del “ghetto” quando pensiamo agli abitanti di Ardesio).

    Si dice che commettano illeciti di vario genere. Bene, invece che punzecchiarli con la storia dei carrelli (ricordiamo che li usano per trasportare le merci che vendono, ovvero per lavorare), che le autorità indaghino e colpiscano i veri eventuali crimini, come le sostituzioni di identità, la coercizione al lavoro, il lavoro minorile, ecc. Chi glielo impedisce ? Anzi, è loro dovere farlo.

    Le immagini della manifestazione pubblicate sui giornali facevano veramente tenerezza: moltissime donne, striscioni improvvisati e bandiere, nessuna arma.
    Ma vi ricordate le manifestazioni con spranghe, molotov e poi le P38 dei nostri liceali ?
    Io mi ricordo poliziotti della Celere colti isolati presi a sprangate sui testicoli.
    E quella dei cinesi sarebbe una sommossa??? “Ma mi faccia il piacere!” direbbe Totò.

    Sì, va bene, l’educazione richiederebbe un comportamento più composto, ma in 50 anni di China Town milanese possiamo veramente lamentarci di serie problematiche di ordine pubblico ? Non mi pare proprio.

    Mia reazione alla “sommossa”: una bella minestra di wan tong.

    AGGIUNGO:
    Nessuna legge o articolo costituzionale impone l’ “integrazione” tra gruppi etnici o l’obbligo di residenza vicino o lontano da altre persone con cui si condividono lingua e paese d’origine. Sono scelte rigorosamente individuali e insindacabili.
    Chi cazzo sei tu per dire chi deve integrarsi con che cosa ?
    Se ti dicessero che ti devi integrare in una società che per te fa cose aberranti tu lo faresti ? O forse non cercheresti di vivere in una piccola società di persone con cui condividi esperienze di vita, lingua, magari parenti ?
    L’unica imposizione, che vale per tutti, è l’osservanza delle leggi. Contiamo che in Italia abbiamo anche la possibilità e gli strumenti per cambiare leggi che ci paiono ingiuste. Il processo è lungo, magari, ma le cose sbagliate possiamo sempre pensare di correggerle.

    Dunque tutte queste discussioni in cui si parla tanto di “valori”, “radici”, “integrazione”, “ghetti” ecc. sono pura espressione di volontà di prevaricazione sul diverso, di xenofobia, di razzismo.

    Comment by Condorcet — 04/13/2007 #

  26. Stasera ho visto il servizio di Studio Aperto sui fatti di via Sarpi, un esempio perfetto di come si criminalizza una intera comunità.
    Io sono per la legge e per chi la fa rispettare e se vedo due poliziotti che portano via un delinquente gli faccio l’applauso, però se una intera comunità è insorta forse qualche valido motivo, almeno uno, c’è.
    La storia comunque si ripete sempre, prima i cattivi erano gli ebrei, poi i comunisti, dopo gli omosessuali e adesso i cinesi.
    I primi sono stati sterminati, i secondi sono morti di morte naturale, i terzi sono stati rimandati nell’ombra e dei cinesi che ne facciamo?

    Comment by Ulisse — 04/14/2007 #

  27. Oggi via Milano e p.zza San Rocco, Borgovico Vecchia, Ponte Chiasso, ieri via Di Vittorio, Albate, Rebbio, i Bronx nella testa del comasco insofferente ci sono sempre stati.
    Se si limita alla sensazione di fastidio che provano i soliti borghesi, non fa testo, ma se si evolve e diventa una sistematica pressione, camuffata da riordino per quiete, come se ci fosse chissà quale pericolo strisciante da debellare, quando invece il fine vero risulta essere altro, ad esempio l’acquisizione a basso costo di un’area della città, è inquietante nel metodo e rischioso negli effetti.
    Poche regole, rispettate e rispettabili, ed in questa terra nessuno è straniero.
    Una legislazione semplice, chiara, applicata e controllata, dovrebbe essere la chiave di volta per sistemare la questione. Per cominciare bisogna avere un’idea giusta e condivisa, i mezzi per accedervi non impossibili, ed una buona legge verrà da sè. Poi chi sgarra, paga.

    Comment by breva — 04/14/2007 #

  28. Oh, ma l’avete sentito il telegiornale ?

    Guarda che caso !!! Proprio nelle due ore dell’intervento dei vigili nel quartiere cinese tutte le telecamere installate nel quartiere per garantire la sicurezza sono andate soggette a un black-out.
    Ma che combinazione.

    Embè, dirà qualcuno, i black-out possono anche capitare.
    E’ vero, anzi ne succedono spesso. Io mi ricordo il black out di tutti i radar del centro- e sud-Italia da poco prima a poco dopo la “scomparsa” del DC-9 dell’Itavia dai cieli di Ustica, per esempio.
    In quel caso le pagine dei registri su cui erano segnati gli eventi dei centri di controllo erano poi risultate strappate, i nastri di radar più distanti che avevano registrato le tracce degli aerei sono risultati incredibilmente cancellati, le registrazioni dei radar delle portaerei americane non sono mai state consegnate agli italiani, la scatola nera era incredibilmente assente tra i resti dell’aereo recuperati e i controllori di volo testimoni oculari di quel che avvenne si sono suicidati.
    Ma guarda quante belle combinazioni.

    1mo pensiero:
    Insomma ’sti “ghisa”… noi qui a Como in fondo non lamentiamoci troppo…

    2ndo pensiero
    Io sono tendenzialmente contrario agli impianti di videosorveglianza perchè rappresentano un ulteriore passo verso una società del tipo descritto da Orwell, anche se bisogna riconoscerne una certa funzione quale deterrente anticrimine.
    Ma mi sa che presto i Vigili Urbani saranno molto più contrari di me, visto che rischiano sempre più spesso di essere loro i sorvegliati.

    Comment by Condorcet — 04/15/2007 #

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