April
14

Parallelismi

Ci sono elementi in comune tra Via Paolo Sarpi e Via Milano a Como?
Si ci sono eccome, uno in particolare la SPECULAZIONE EDILIZIA e questi elementi in comune li ha messi in chiaro un commento di Contromano… che ha aggiunto nuovi elementi:

Prendo e cito da discussione simile su altro forum

“Cosa è accaduto veramente a Milano nel quartiere cinese? Una prepotenza etnica dei cinesi o una prepotenza sbirresca dei vigili? Ovviamente si potrebbe dire che se a Milano non ci fossero stati i cinesi non si sarebbe stata neppure la rivolta. Certo. Come dire che se non ci fosse il calcio non ci sarebbero incidenti allo stadio.

Facendoci seri ecco gli antefatti (che non possono essere tutti provati per ovvie ragioni).

  1. Berlusconi e la giunta comunale milanese promuovono la liberalizzazione degli esercizi commerciali. Per aprire un negozio non serve più la licenza. I cinesi aprono negozi a tutto spiano nel quartiere dove sono sì cresciuti di numero in modo esponenziale nell’ultimo decennio, ma da dove i primi arrivarono già nell’800.
  2. L’amministrazione comunale non pone nessuna differenza tra semplice negozio ed emporio. Un emporio ha bisogno di essere alimentato continuamente di merce. Risultato: per le vie del quartiere cinese è un susseguirsi di furgoni e carrelli per trasporto merci, anche per alimentare i laboratori.
  3. Molti cinesi di quel quartiere votano (la stragrande maggioranza). Candidati di AN e F.I. sono andati a pesca di voti garantendo protezione… che è stata data.
  4. Nel 2015 a Milano ci sarà il grande Expo mondiale. La caccia al danaro e all’investimento è partita. PARE, sottolineo PARE (non ho prove ma vox populi), che Paolo Berlusconi abbia a gola il quartiere cinese che è strategico. Potrebbe essere trasformato in un quartiere molto simile a quello che comprende via Monte Napoleone… Negozi di grandi firme etc. etc. E PARE che siano state fatte offerte affinché i cinesi si acquistino le loro case e i loro esercizi a Lacchiarella (altro quartiere costruito dal solito Paolo Berlusconi).
  5. I cinesi di spostarsi da quel vecchio e caratteristico quartiere per andare in quello nuovo manco ci pensano. Ecco allora che la giunta milanese, provvidenzialmente, decide che il quartiere cinese diventerà zona pedonale, rendendo di fatto impossibile il traffico di merci. Contemporaneamente i vigili urbani diventano fiscali. Nel quartiere cinese, non dove imperversano le bande di sud americani o i rom. No, dove ci sono i cinesi.

Questi sono i fatti che stanno dietro e che lasciano presumere che gli incidenti si ripeteranno. Perché i cinesi di li se ne devono andare. Tutto questo c’entra con la nostra simpatia o antipatia per i cinesi? C’entra con l’immigrazione o non piuttosto con la logica liberista?
E non crediate che dietro a tanti altri fenomeni che coinvolgono gli immigrati non ci siano operazioni come questa. C’è anche di peggio.
Secondo voi chi alla fine riuscirà a strappare la foglia di fico all’amministrazione Moratti, la Destra Radicale o la Sinistra antagonista convincendo i milanesi che il marcio prima di arrivare dalla Cina era in casa e si chiama liberismo?”

Quali sono dunque gli elementi in comune: La Speculazione edilizia, la sicurezza dell’investimento per gli amici altro che la sicurezza dei cittadini.. infatti se Paolo Sarpi è interessante per l’EXPO, Via Milano Alta lo è perchè una volta realizzato il progettone quella zona diventa interessante e molto, anzi lo è già per chi investe… perchè è chiaro che già con l’abbattimento del vecchio manufatto quella zona è diventata appetibile…

 

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  1. Trovo osceno nei modi e nei termini l’accadimento di tali fatti, ma molto credibile.
    La società di oggi è sempre più fondata sul denaro che fa denaro, gli amministratori “capaci” o “galli” giuocano al giuoco dello storno come e più della sfavillosa epoca anni ‘80, calpestando il calpestabile pur di raggiungere lo scopo.
    Grave è che tale comportamento genera, o possa generare, effetti indesiderati quale il diritto di resistere ad un attacco così vergognoso.

    Comment by breva — 04/14/2007 #

  2. Quando una intera comunità si ribella c’è sotto qualcosa che va oltre le solite apparenze.
    E’ facile dire via gli immigrati ecc. ma i cinesi non sono quelli che lavorano come formiche?
    A me sembra che gli italiani abbiano perso la bussola e non riescono a mettersi in testa che un imprenditore pensa prima di tutto ai suoi interessi e dopo, forse, a quelli della comunità.
    La ricchezza non è mai stata sinonimo di onestà, in nessuna epoca da qui alla preistoria, forse ci sarà un perchè!

    Comment by Ulisse — 04/14/2007 #

  3. Mi sembra molto interessante come punto di partenza per una discussione più ampia sulle prossime speculazioni edilizie che si avranno sul nostro territorio.
    Le vicende di Via Sarpi vanno divise in più punti: da un lato il problema generale del rispetto delle regole da parte di tutti i cittadini, immigrati e non.
    Dall’altro le sotterranee politiche di distruzione dei tessuti urbani e la creazione artificiale di ghetti o quartieri difficili dove i prezzi delle case crollano e società immobiliari che le riacquistano a prezzi irrisori e ristrutturate ne fanno appartamenti prestigiosi a prezzi folli. Tutto questo grazie anche a banche pronte a finanziare queste politiche visto che mal che vada ottengono lo stabile. Altro che elargire soldi alle attività imprenditoriali giovanili o alle giovani famiglie…
    Da quello che si sente anche a Como sta succedendo la stessa cosa, si parla di Via Milano alta magari fra qualche anno riguarderà il centro storico.
    E’ successo vent’anni fa negli USA e poi in Gran Bretagna e adesso, con il solito ritardo, anche in Italia.
    La rivolta di Via Sarpi non va giustificata, non voglio avallare le rivolte altrimenti tutti sono legittimati a sollevarsi; le regole ci sono e vanno rispettate anche se c’è un progetto segreto come quello descritto nel testo del post.
    Altra cosa è combattere queste malefiche politiche speculatorie, ma questo riguarad la sensibilità di chi entra in politica e degli amministratori sostenuti da una vera missione politica.
    Purtroppo il legame tra politici e imprenditori, la volontà di inserire candidati-imprenditori porta la’ambito politico a sottomettersi a quello economico e del mercato che ha regole ben precise ed un unico obiettivo quello del profitto.

    Comment by coldax — 04/14/2007 #

  4. Purtroppo nell’edilizia vige il mercato libero, pertanto il “borsino immobiliare” può andare tranquillamente in pattumiera.
    L’unica resistenza da opporre all’assalto, è non vendere, oppure sparare il prezzo alle stelle, in quel caso si rimette alla singola coscienza.
    E ovviamente sopportare.
    Mica detto che si porti a casa un’area, se i proprietari fan muro.
    Questo è un sistema semplice ed efficace.

    Comment by breva — 04/14/2007 #

  5. No, non credo siano situazioni paragonabili, a parte per il fatto che sono due vie ad alta concentrazione di stranieri, e che di questo interesse speculativo non vi sono prove nè a Milano nè a Como.
    A Milano i disagi sono iniziati per l’intasamento puntuale del traffico e il rischio, per i commercianti cinesi, di vedersi pedonalizzata l’intera via, a via Milano non c’è nulla di tutto questo, in via Sarpi la comunità cinese è molto radicata e omogenea, a Como, per l’esperienza che ne ho, la “coesione” non è ancora così forte.
    Se il tentativo del comune di bloccare sul nascere una forte concentrazione di immigrati in via Milano -e in qualsiais altra via- avrà successo, a Como non ci saranno episodi come a Milano in questi giorni…oltre ad avere una situazione, riguardo l’immigrazione, più equa.

    Comment by Anonymous — 04/14/2007 #

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