1
1 Maggio
Oggi è il Primo Maggio - Giorno della solidarietà internazionale dei lavoratori.
Una festa di Sinistra, anche se oramai sembra che l’essere di sinistra, in questa città , sia divenuto quasi come essere lebbrosi,una celebrazione dimentica anche dal disciogliendo partito dei democratici di Sinistra di Como che ha tolto dall’Agenda questa giornata,trasformatasi oramai da Festa dei Lavoratori a celebrazione di S.Giuseppe lavoratore.
Partiti di sinistra i cui esponenti stanno oramai perseguendo il cammino verso il centro e la strada verso la chiesa e la non laicità dello stato , oggi sono amici degli imprenditori che non applicano la 626 e che non volendo sembrare di parte, si danno appuntamento in Duomo… e non in piazza e poi di corsa vanno a fare la spesa alla catena.


Se a priori un partito rappresentasse come disvalore ogni azione dell’impresa sarebbe tacciato di essere ideologico. Io non ho rimosso dal mio essere il lavoro anche perchè credo ancora che il lavoro fondi un’identità personale e sociale.
E poi intendiamoci anche su cosa sia lavoro. Non è solo più quello della fabbrica, il lavoro si è spostato nel settore dei servizi in gran parte e qui troviamo le nuove e più vere contraddizioni dove “essere impiegati” vuol dire in molti casi alimentare un nuovo proletariato, tenuto sotto pressione e pagato male. Condizione comune di chi lavora nei servizi pubblici e svolge professioni che richiedono professionalità elevate (penso agli infermieri).
Oggi credo ci sia una strana condizione del lavoro che non può essere rimossa: difficoltà d’ingresso al lavoro (con offerte limitate a periodi e con contratti a maglie larghe) e difficoltà nel lavoro che demotivano chi sta nel mondo del lavoro da anni (e si sente svilito, spesso inutile, con mansioni ripetitive e poco gratificanti). Insomma giovani e anziani che non trovano più stimoli nel lavoro, che lo vedono come qualcosa di necessario e rispetto al quale l’impegno personale non è premiato. E tralascio cosa significa questo sul livello della produttività generale.
Spero che il Governo sciolga presto alcuni nodi, essenziali per capire quale sarà il futuro del lavoro nel nostro paese. Per esempio: quali sono i lavori usuranti? Implicazione importante anche per stabilire l’età del pensionamento. Oppure: la riforma Biagi. Già finito il dibattito se sia o no una riforma che premia il lavoro?
Già …”Premiare il lavoro” di Edmund S. Phelps. Per ritrovare una ragione d’impegno. http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8842082376/Premiare_il_lavoro__Come_dare_opportunita_a_chi_rischia_l_emarginazione.htm
Comment by Costa Loris — 05/1/2007 #
E’ necessario scegliere nella vita.
Non si può stare dalla parte dei titolari d’azienda (imprenditori è un termine eccessivo) che sfruttano il lavoro, occupano in nero le persone, non applicano le leggi anti-infortunistiche ecc.. e nello stesso tempo preoccuparsi della precarizzazione dei giovani e dello sfruttamento schiavistico degli immigrati.
Sono due classi sociali che hanno interessi contrapposti e non concigliabili.
Solo quelli della Margherita, e non tutti, lo credono possibile.
Questo è uno dei motivi per cui il Partito Democratico nasce senza una linea politica ed una vera missione nella società .
Il resto sono balle per giustificare un misero accordo di potere tra due ceti politici che vogliono garantirsi un futuro.
Di tutti noi elettori e militanti di centro-sinistra non gliene piò fregare di meno.
O si protesta con intensità dal basso o ci si avvia verso una definitiva desertificazione dei valori
Comment by S.Just — 05/1/2007 #
La festa die lavoratori non è una festa di sinistra. Al massimo è la sinistra che ritiene che la festa dei lavoratori, così come la condizione di lavoratore sia appannaggio suo e che chiunque non vada in piazza sia un padrone fascista e “mafioso”
@ S.just
In realtà conciliare (sì, senza la gl) necessità dei lavoratori e interessi degli imprenditori è lo scopo della legge Biagi.
Poi, che venga applicata a Cazzodicane® è un altro discorso.
Comment by Bobby Jean — 05/1/2007 #
1 MAGGIO…. Qui a Londra da anni non si vedeva una manifestazione cosi sostenuta … ance se molto pacata …striscioni di ogni sorta “Long life 1 May” “Unity is strengh”
“End of Cheap Labour” … .. Blair veniva raffigurato come una foca ? C’era anche L’arcobaleno italiano “PACE”
Comunque tutti stranieri … A Londra siamo tutti stranieri …
Gli Inglesi sono solo i pendolari della City.. loro hanno due o tre case a testa… + i soldi …
Ho notato tra i manifestanti una maggioranza proveniente dall’Est Europeo, non e’ un caso … a londra loro sono quelli che stanno peggio x salario per alloggio e per tutto…
Comment by Anonymous — 05/1/2007 #
OOOPS…anonymous sta x Speaker’s Corner
Comment by Anonymous — 05/1/2007 #
Solidarietà da Torino
Buon Primo Maggio
Ila
Comment by Ila — 05/1/2007 #
@Bobby Jean, uno che corregge l’italiano in una risposta al volo in un blog mi sembra un pò un cretino.
La considerazione sulla legge Biagi direi che me lo conferma.
Probabilmente vivi molto lontano dal mondo del lavoro e, forse, anche dalla realtà .
Continua nel tuo sogno per un futuro migliore ed affidati a Rutelli come nocchiero.
Comment by S.Just — 05/1/2007 #
Oggi solo sull’Araldo c’era un piccolo trafiletto sul concerto in piazza Cavour organizzato, in qualche modo, dai sindacati locali.
Sui siti dei partiti di centro-sinistra non v’era traccia di questo concerto nè, tanto meno, ho visto nessuno dei candidati alle amministrative parteciparvi.
In effetti il candidato di centro che saluta la poca folla dal palco dopo essere stato a pranzo al Rotary non è che sia troppo convincente.
La tristezza vera la mettevano le persone che si avvicinavano, capivano cos’era e se ne andavano.
A parte alcuni ragazzi giovani, pochi, che rimanevano ad assistere con una certa partecipazione.
Una piccola speranza in un quadro desolante.
Comment by S.Just — 05/1/2007 #
Io non credo che ci sia da festeggiare.
La festa è sinonimo di gioia, allegria, il riconoscimento, gioioso appunto, di un qualcosa che ci appartiene e che ci sostenta moralmente nell’andare avanti.
Quanti di noi hanno la fortuna di poter, effettivamente, festeggiare?
Comment by breva — 05/1/2007 #
Il primo maggio, in una contingenza come quella attuale, serve anche a ricordare ai presunti riformisti al governo che attendiamo, da subito, leggi sul lavoro che non vengono neppure ipotizzate ed azioni durissime verso coloro che mettono a rischio la salute dei lavoratori.
La drammaticità del lavoro giovanile a Milano, con conseguente sfruttamento ed instabilità , sono certo meglio rappresentati dal corteo dei precari che si svolge da sette anni fuori dell’ambito dei sindacati “istituzionali”.
Ma se non si rinnovano i sindacati, iniziando con l’obbligarli ogni anno a convincere gli iscritti che sia opportuno sottoscrivere la tessera, facendogli fare bilanci trasparenti e certificati e disboscando il residuo di persone che sono a libro paga senza svolgere un’attività a favore dei lavoratori, difficilmente le persone che stanno sul mercato del lavoro potranno avere un’adeguata tutela.
Anche oggi è difficile, senza sindacato è impossibile.
In ogni caso la festa del lavoro ha senso anche festeggiarla se si è riusciti a superare un altro anno senza essere licenziati.
Accontentiamoci, per ora, di fare tanti piccoli passi.
Comment by S.Just — 05/1/2007 #
Signor S.Just io ero in piazza Cavour ieri pomeriggio. E ho parlato con diverse persone conosciute che potranno testimoniarle la cosa.
Sa cosa mi spiace davvero? Che in questi anni si è andato affievolendo il senso del 25 aprile come il valore “non meramente celebrativo” del 1° maggio. Segno evidente che si sta perdendo il significato di una tradizione e non si comprende appieno quanto accade nel paese reale. Posso peraltro concordare con lei che ci sia distanza vera tra il mondo del lavoro e quanto rappresenta la politica.
Ma a maggior ragione non capisco l’assenza dei lavoratori dalla manifestazione pubblica e mi giustifico il tutto con la perdita di memoria. E forse non basta: temo che anche un diffuso torpore sociale alimenti il qualunquismo che si trasmette al lavoro e alla politica.
Recentemente mi è capitato di proporre - sulla scorta di modelli simili proposti in Svizzera - di riportare (con corsi di formazione ad hoc) la politica nelle scuole facendo conoscere agli studenti le forze politiche del paese, le posizioni sui temi del dibatto sociale e i candidati alla rappresentanza. Lo studio sui libri e l’apprendimento dalle parole degli insegnanti non basta più: serve che i veri protagonisti di fatti e situazioni reali parlino direttamente a chi deve apprendere nozioni e formarsi uno spirito critico con strumenti selettivi del grado d’importanza degli eventi. Vale per la politica, vale per dare l’idea di come si entra nel mondo del lavoro e di come lo si vive e vale anche per come si costruisce un tessuto sociale che impegni attivamente le forze sociali e il volontariato.
Comment by Costa Loris — 05/2/2007 #
@ S. Just: Scusa, è che io di illuminanti considerazioni come “è necessario scegliere nella vita” non sono proprio capace. Che scuola è? la Nuova Scuola di Demagogia di Jorg Haider?
Non vivo più lontanto dal mondo del lavoro di chinque altro vada al lavoro tutti giorni, dal lunedì al venerdì…
Semplicemente, vedo la bontà di un’idea iniziata da Treu e portata avanti da Biagi che viene continuamente bistrattata.
La considerazione sulla grammatica è, come dici tu, stupida. L’ho scritto allo scopo di irritarti perchè lo ero io stessa. In quanto a Rutelli, lo lascio ai suoi giochini di potere, per quanto mi riguarda, è una persona di nessun interesse.
Comment by Bobby Jean — 05/2/2007 #