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Carne da macello
L’ingenuità punita.
Bassa forza e grandi strategie oramai non vanno più d’accordo; anche il soldato semplice non accetta supinamente di ricevere ordini dall’alto e cerca di elaborare una propria tattica. Si capisce che i colonnelli non gradiscono; in quanto ai generali… son troppo lontani dalle avanguardie per potersene o volersene occupare. Che crepino! E poi, aggiungono: si potrà sempre dire che i soldati non hanno ubbidito.
In questo senso il caso “Andrea Bernasconi” è esemplare. Figlio d’arte di quel Felice che fu sindaco di Como di suo ha messo molto impegno nell’indirizzarsi sulla strada della politica locale: Presidente di circoscrizione (giovanissimo) e poi Consigliere comunale per cinque anni nelle file di An.
Andrea Bernasconi è uno di quei consiglieri comunali che non frenano; corre all’impazzata laddove una buona metà dei suoi colleghi innescano marce al ribasso. Favorito o sfavorito o caratterizzato da una mole possente (su cui volentieri autoironizza) sembra il gigante buono delle favole capace di arrampicarsi per niente su un pianta di fagiolo. È ingenuo, ma sembra sincero; sta a destra, ma non sembra né fascista né razzista; professa un’ideologia conservatrice avanzata (o avanzata retrograda?) come tutti quelli che credono nei fantasmi del passato.
In quanto ne ha l’età conosce i giovani che apprezzano il suo impegno politico e la sua dedizione alle vaghe cause. È uno di loro che una ne pensa e mille ne fa, ma che importa?
Il successo non gli manca.
Ha, come si dice, del suo e ciò lo pone tra quelli che si buttano in politica senza salvagente; ha sensibilità umana (basta vederlo seguire per strada affettuosamente il padre malato); ha fiuto. Non è tuttavia un “politico” e perciò, assieme ad un paio d’amici, s’era messo in testa di scardinare il cosiddetto potere locale dei colonnelli. Che idea. Cercavano, i tre ribelli, una via nuova per arrivare alla destra democratica e sociale la quale, fino a prova contraria, era e rimane una contraddizione in termini.
Difatti, i colonnelli, strateghi sopraffini son stati “velocissimi” e con una bella croce sul nome è sparito dalla lista l’Andrea Bernasconi aspirante candidato. Una cosa normale in quasi tutti i partiti che non sono – come si sa – triangoli equilateri, ma isosceli. Dove il vertice è molto molto stretto e, come insegna la geometria politica, sta molto molto molto lontano dalla base. Anche dai presunti candidati. Agli elettori non resta che l’ardua sentenza.
Ps. Non conosco Andrea Bernasconi; ignoro le ragioni personali o politiche della cancellazione dalla lista; la manovra non sembra essere stata granché limpida e può anche essere che il giovanotto sia stato troppo avventato anticipando in proprio una personale campagna elettorale. Non l’ha tuttavia fatto di nascosto. Era già in piazza anche domenica (vedi foto scattata in piazza Duomo sabato 21 aprile 2007). Dov’erano i colonnelli? Perché hanno impiegato tanto? Non devono certo rendere conto a me che non li voto, ma la figuraccia rimane. Per questo spero che il malcapitato abbia modo di riflettere su quello che pensa dei suoi compagni (pardon: amici? colleghi? partner?…) e metta la sua foga in qualche altra migliore compagnia.


ciao,
scusa vorrei farti una domanda: perchè dici che la destra democratica e sociale è una contraddizione in termini? ti riferisci alla destra democratica, alla destra sociale, o alla destra democratica e sociale? ciao grazie
Comment by Anonymous — 05/1/2007 #
Mi riferisco semplicemente al concetto che la destra (non liberale) realizza con fatica il progetto di una democrazia veramente partecipata e, di seguito, non sviluppa coerentemente il concetto di comunità capace di applicare un piano d’intervento sociale.
Semmai realizza (come avviene in alcuni stati e in alcuni periodi storici) più facilmente un’idea dello stato assistenziale a favore dei più deboli, mantenendo tuttavia i privilegi della classi forti.
“Destra-sociale-democratica” sono dunque una contraddizione in termini.
Comunque era una battuta…
Comment by Gerardo — 05/1/2007 #
Ti ringrazio per le belle parole. Non appena il livello centrale di An si sarà espresso sulla questione, prometto di rilasciare le mie dichiarazioni sulla vicenda, anche su questo blog. Io credo in Alleanza Nazionale, nonostante tutto, se le persone sono sbagliate non è colpa del partito in sè!
Comment by Andrea Bernasconi — 05/2/2007 #
… Come un espresso è partito il partito di Bernasconi dopo essersi espresso! ora, con ansia e trepidazione aspettiamo quanto promesso il stamane all’alba all’ora 0:14;
Credi ancora nel partito :-? (vedi commento sopra)? obbedisci ^:)^? o combatti b-(?
C’è sempre FN8-}
Comment by Il partito si è espresso ed è partito... — 05/2/2007 #
Se alla politica, (come a tutto il resto d’altronde) togli i rapproti umani resta ben poco. Niente. Quelli che chiami in maniera eccessiva colonnelli (forse caporali, visto che i colonnelli del partito hanno già fatto almeno i ministri) sono dove sono solo perchè li ha voluti li il vecchio Bernasconi (padre). Erano dei piccoli dipendendi della sua televisione intorno alla quale razzolavano …
ma si sa la gratitudine non è di questo mondo.:-@
Comment by ...già visto — 05/2/2007 #
OK ora e’ partita la santificazione del Bernasconi, che si estende alle generazioni precedenti (vedi il quadretto idiliaco della Maria Castelli sul padre e dintorni)
Calma e gesso! L’esculsione del Bernasconi e’ un fatto interno ad AN che potra’ avere anche ricadute elettorali ma che fa parte della dialiettica interna di un partito.
I partiti hanno bisogno di questa democrazia interena fattuale che si basa sulla accettazione delle regole interne (il ricorso alla magistratura in questi casi e’ la morte della politica) sulla dialettica e anche sulla forzatura , pesando e facendo contare i rapporti di forza. I non inscritti NON si devono mettere il becco nele questioni interne dei partiti, il dissenso e consenso lo esprimano col voto,giudicando il singolo fatto o personaggio o il complesso del partito e del suo programma, in alternativa si iscrivono oppure fondano un partito a loro immagine e somiglianza e raccattano voti. Altrimenti e’ inutile poi pretendere partiti capaci nelle istituzioni di decedere e governare e autorevoli nella capacita’ di gestire la delega avuta dal voto e di esercitare la mediazione politica fra esigenze diverse di una comunità o società .
Grottesco l’ex deputato FI Tabiorelli che stigmatizza il verticismo deri partiti e la decisione in mano a pochi. Lui che di questo sistema per oltre 10 anni si e’ fatto interprete e portatore con designazioni verticistiche da lui godute nelle elezioni e nomine verticistiche da lui decise nel corso degli anni di gestione del partito. Volevo vederlo in campagna elettorale ad andare a prendersi le preferenze.
Comment by Von Bulow — 05/4/2007 #