May
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La morte di Vanessa Russo e i ripensamenti del “Corriere della Sera”

Come ha “coperto” il Corriere della Sera il caso di Vanessa Russo, la giovane uccisa per futili motivi da una coetanea rumena? In modo, a dir poco, irresponsabile. L’aggettivo è forte, ma giustificato dal fatto che si tratta di un grande organo di stampa, diffuso in tutta Italia e molto letto anche all’estero. Ma prima i fatti.

Il giorno successivo all’omicidio (sabato 28 aprile) il Corriere esce con un box in prima pagina (taglio alto), con la notizia e la foto della vittima: una giovane dolcissima, dagli occhi molto grandi e teneri. Nel titolo si parla di “Caccia alle due donne”. In cronaca (di Roma), nel sommario, si sottolinea che la ragazza “aveva reagito a un’aggressione in metrò”.

Nei giorni successivi i media danno il via al consueto rituale di degradazione simbolica e sociologica dei presunti colpevoli. E anche l’austero (?) Corriere decide di fare la sua parte.

Il giorno dopo (domenica 29), esce con la foto delle due donne rumene in fuga sulle scale della metropolitana, con il dettaglio dei volti. Il titolo insiste sulla “Polizia a caccia di queste due donne”. Nelle pagine di cronaca le due giovani sono definite senza mezzi termini “Le assassine” (titolo a tutta pagina). In cronaca (di Roma), nel titolo di apertura, si riportano le dichiarazioni di due vigilantes: “Le conosciamo, sono due ladre”.
Il giorno seguente (lunedì 30), il Corriere perde le staffe: “ Trovate le due ragazze - Sono prostitute romene” (prima pagina, taglio centrale). Il giorno successivo (martedì 1 maggio) il Corriere abbraccia decisamente la tesi dei pm: “E’ omicidio volontario” (prima pagina, taglio basso). Nelle pagine interne (due pagine intere), a corollario, viene messa in luce, quasi in termini lombrosiani, la deprivazione morale delle due romene. In che modo? Si dà ampio risalto (titolo a tutta pagina, taglio basso) alla dichiarazione della più giovane delle due, una minorenne: “Sulla strada guadagnavo 250 euro a notte. Li spendevo tutti in vestiti”. In cronaca (di Roma), si accredita la richiesta del fratello della vittima “che chiede ‘un processo rapido e pene severe’ “ ( in apertura, sommario, taglio centrale).

Fin qui il contributo mediatico del Corriere della Sera, soprattutto in termini di titoli, occhielli e sommari, che spesso sono le sole parti lette, è quello di alimentare un clima, molto americano, di psicopatica “caccia all’uomo” (alle donne in questo caso) e di accrescere l’odio razziale verso “due assassine”, “rumene” e “prostitute”. E di sostanziale appoggio alla richiesta di “pene severe” da parte della famiglia di Vanessa.

Ma all’improvviso il vento cambia. Il giorno successivo alle esequie (giovedì 3), segnate da momenti di tensione, il Corriere ci ripensa e prende le distanze. In che modo? Nel titolo di prima pagina (ma di taglio basso), dà spazio alla tesi della provocazione da parte di Vanessa, riportando (nel sommario del titolo) la dichiarazione di un testimone: “La ragazza uccisa ha spinto, l’altra ha reagito con l’ombrello”. Nelle pagine interne, si amplifica, ad arte, la presunta disumanità, della famiglia della giovane uccisa: “Tensione ai funerali di Vanessa: ‘Perdono? Mai’ [titolo a tutta pagina] - Contestati dalla folla politici e immigrati. La madre urla il suo no alla richiesta di pietà fatta dall’altare [sommario]”. Dopo di che, a un anonimo e saccente commentatore viene lasciato il compito di ricordare al lettore che “la guerra agli immigrati è troppo facile: E non ridà la vita a chi è stata assassinata. Si capisce la rabbia. Ma non quella che non conosce più la ragione”

Giustissimo. Molto edificante. Ma perché così tardi? E soprattutto dopo aver alimentato, per giorni, l’odio verso gli immigrati. Lasciando credere ai lettori più ingenui, suggestionabili e addolorati (si pensi alla tragedia vissuta dai familiari e dagli amici di Vanessa), che l’immigrazione porterà solo delitti e prostituzione? Perché?

Carlo Gambescia

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  1. il corriere della sera non e’ nuovo a dare “in pasto” all’opinione pubblica cronaca in formato “”pattumiera”" “”

    Comment by anonymous — 05/5/2007 #

  2. @gambescia, il fatto grave resta l’omicidio, ilresto è il solito lavoro da giornalisti… e a noi questo interessa molto meno. QUanto al fatto specifico, temo che si risolverà tutto con una piccola condanna per omicidio preterintenzionale: 18 anni (ad essere proprio proprio cattivi) - 6 per la provocazione - 4 per il rito abbreviato… credo si risolverà con 8 anni di reclusione: se poi la sentenza di cassazione arriverà tra 5 anni… sarà liberata alla lettura del dispositivo!!! Insomma ridatemi l’originale codice fascista che funzionava da Dio.:-w

    Comment by cittadino libero — 05/5/2007 #

  3. @ cittadino libero che poi tanto libero non è
    Ah aah t’ho bbecato io il codice stalinista nn lo rivoglio anzi lo ripudio….nn mi parlare mei più di democrazia la tua frase me la sono scritta…

    Che nn vogliate leggere giornali seri posso anche comprenderlo ma almeno imparate dall’esperienza: a Erba si era già pronti, sassi alla mano, a linciare il marito marocchino e poi… ops meglio l’erba del vicino che il vicino di erba…

    Altro appunto ma qua i cattolici bacchettoni dove sono? qua che si dovrebbe giustamente parlare di perdono cristiano… spariscono si eclissano, ammutoliscono… o sono troppo impegnati a ristudiarsi il latino e a prendere corsi di canto gregoriano…

    Comment by esilio volontario — 05/5/2007 #

  4. Concordo che l’informazione, parola grossa, prima la si urla per vender copie, poi a volte la si pondera, infine raramente la si corregge.
    La vita va a ondate, spesso portatrici di fatti gravi e luttuosi, l’informazione la cavalca, è il suo mestiere, però manca di tatto e professionalità.

    Comment by breva — 05/5/2007 #

  5. …………uccide piu’ la penna che la spada………….

    Comment by anonymous — 05/5/2007 #

  6. Prima di usare politicamente ogni fatto di cronaca magari è meglio che vi informiate.

    A Erba dagli all’islamico, poi risultato lontano 2500 km.
    A Roma dagli agli immigrati, quando i romeni sono cittadini europei. Non immigrati.
    E sono anche cattolicissimi, devoti alla Madonna come pochi.

    I più efferati crimini avvenuti nelle famiglie, con ammazzamenti di figli, genitori, coniugi, hanno avuto per protagonisti persone di italianissima stirpe.

    Tutti i preti responsabili di episodi di pedofilia in Italia avevano cromosomi nostrani.

    Nella vostra logica di generalizzazione perversa dovreste prendervela con la famiglia, con gli italiani, con il clero.

    Comment by Condorcet — 05/5/2007 #

  7. Si, però i giornali hanno il brutto vizio di saltar addosso CMQ al primo cenno di mezzo sospetto su chichessia, italiano o no, per fare lo scoop, e questo ormai si ripete da troppo tempo.
    La notizia ad ogni costo, non è giusto.

    Comment by breva — 05/5/2007 #

  8. Alla faccia della logica pervesa deglia altri! Sarà sana la tua!
    Con che piede sei sceso dal letto stamattina? RELAX

    Comment by Anonymous — 05/5/2007 #

  9. @esilio volontario, non c’è nulla di male a dire che il nostro codice penale (fascista) è stato totalmente snaturato dalla procedura: oggi di fronte ad un crimine del genere, un qualsiasi giudice avrebbe condannato a 18 anni, ma grazie ad attenuanti generiche (invenzione repubblicana) e rito abbreviato (invenzione dei politici della prima repubblica evidentmente interessati) le pene sono divenute ridicole:uno stato non deve perdonare, ma solo PUNIRE e tentare di RIEDUCARE. Le due cose viaggiano cmq insieme.
    Cmq confermo di essere libero, soprattutto nei pensieri e nelle scelte politiche: a maggio avrò modo di dimostrarlo.

    Vorrei un parere su quello che ho scritto. :(

    Comment by cittadino libero — 05/5/2007 #

  10. per me hai perfettamente ragione, PUNIRE SENZA SCONTI DI PENA, pene esemplari come deterrenti. Troppo garantismo per i colpevoli che diventa insulto per le vittime….

    Comment by Anonymous — 05/5/2007 #

  11. Ci vorrebbe molta più prudenza e professionalità…ma quale é la differenza tra i programmi trast alla TV e i giornali di oggi che devono aumentare le vendite? Forse nessuna!:d

    http://www.lucianobove.blogspot.com/

    Grazie per una vostra visita!

    Comment by Luciano — 05/5/2007 #

  12. Voi pensate che la punzione sia il miglior mezzo possibile per la prevenzione beh io vi rispondo che se depenalizzassero l’omicidio io non ammazzerei cmq nessuno.. è una questione di principi non di punizioni.
    A me sta cosa di rendere le pene sempre più dure mi sembra voglia significare piuttosto levare dalla circolazione quelli che non ci piacciono piuttosto che cercare di reinserilrli, più tempo stanno lontano da me più io mi sento sicuro…
    In più c’è la questione della soggettività della colpa, io darei l’ergastolo ai padroni degli operai che muoiono perchè devono lavorare in nero, a cottimo, senza protezioni… ma a voi i padroni non fanno paura quindi possono continuare a circolare…

    Comment by esilio volontario — 05/5/2007 #

  13. Ci vorrebbe una giustizia più veloce, non 5 anni per grado di giudizio, tant’è che si gioca con la prescrizione, silvio docet, pene certe, galere meno schifose. Per cominciare.

    Comment by breva — 05/5/2007 #

  14. Breva… lei mi e’ simpatico>

    Comment by speaker's corner — 05/5/2007 #

  15. breva……qualcuno molto acuto con coraggio scrisse …….la legge si interpreta per gli amici e si applica ai nemici…….dipende dal momento e da chi e’ al potere !! I “”non ci sto”" di un illustre la dice lunga su molti argomenti sul quale e’ stato calato un velo…..non ho scritto veto !! quanto ai tempi della giustizia si conoscono processi con tempi biblici, condizionati pilotati da chi era al potere, sette/otto gradi di giudizio, quasi un ventennio per la parola fine, per cui e’ tutto relativo…….

    Comment by anonymous — 05/5/2007 #

  16. Quoto, cio non toglie che si possa e si debba iniziare un processo di rinnovamento, e deputati a farlo sono le persone per bene, non i politici.
    Non quelli attuali, figli di una politica sporca, lavatisi alla bell’e meglio, pur di rimanere avvinghiati allo scranno. Da loro portiamo a casa chiacchere, è sotto gli occhi di tutti. Basti guardare la magistratura presa a pesci in faccia e pedate nel culo.
    Abbiamo oggi un settantenne arrapato, che ha dribblato la galera grazie alla sua furbizia ed ad un sistema che glie lo ha consentito, poi peraltro da lui perfezionato, e dall’altra parte un assemblaggio di vuoti spinti spaesati e senza mira. Da loro non cavi un ragno.
    La leva nuova, giovane e nuova, e l’eliminazione dei privilegi, sarebbe un inizio.
    E la revisione moderna dei codici. Condivisa, non imposta.

    Comment by breva — 05/5/2007 #

  17. Discorsi stranoti:
    - la pena serve principalmente non per punire, ma come deterrente
    - come deterrente serve se è certa; se non è certa non funziona, per quanto sia severa
    - scopo principale del carcere è la rieducazione

    Oggi in Italia c’è gente che invoca pene severissime, ma:
    - la pena è tutt’altro che certa per l’inadeguatezza del sistema della giustizia, che è bloccato
    - il sistema della giustizia è, inoltre, notevolmente infuenzato dalla politica
    - in carcere non vanno moltissimi colpevoli, per una serie di ragioni
    - chi va in carcere non solo non viene rieducato, ma viene avviato sulla via del crimine

    In Italia avvengono ingiustizie come l’indulto, per ovviare a situazioni insostenibili e ugualmente ingiuste, che sono le condizioni di detenzione.
    In Italia i potenti godono di immunità, salvo quando diventano nemici di uno ancora più potente.

    In queste condizioni, filosofeggiare “dei delitti e delle pene” è un interessante esercizio, che merita comunque di essere fatto, ma ha poco a che fare con la realtà.

    A questa confusa e arretratissima situazione si aggiunge lo sciacallaggio dei media, campo in cui, per la verità, non siamo i peggiori del mondo. Solo abbiamo una stampa poco indipendente cha complica le cose più che in altri paesi.

    Un cocktail esplosivo.

    Per quanto detto, l’invito è alla serenità e all’estrema pacatezza quando leggiamo una notizia su un giornale. Sentire molte fonti, attendere l’esito di indagini serie. Non usare il fatto - e quindi le persone implicate - per dimostrare una propria tesi politico-ideologica.
    Sembra facile, ma spesso i mezzi di informazione e noi stessi, nei momenti di debolezza, facciamo tutto il contrario.

    Comment by Condorcet — 05/5/2007 #

  18. Noti, stranoti, ma che restino vivi.
    Gherardo Colombo, già postato poco tempo fa, ha fatto una scelta interessante. Dedicarsi ai giovani, comunicargli le sue esperienze affinchè vi sia un colpo di reni.
    Uno c’è. e l’idea è ottima, certo che se ci si deve dimettere dalla magistratura, è preoccupante, ma i docenti in facoltà, che fanno?

    Comment by breva — 05/5/2007 #

  19. @tutti voi, permettetemi due o tre punti.

    1) i soggetti come esilio volontario (anarchici puri) sono quelli che mi fanno imbestialire con i loro discorsetti sui principi: vai a raccontare alla madre dell’assassinata che è pura questione di principio il non uccidere e che la pena non serve a nulla. Non capisco come nessuno abbia contestato la sua esternazione buonistico-qualunquista;

    2) non sevre inasprire le pene, ma dovete capire che quelle del codice del 1930 erano già molto severe, dopodichè il nostro legislatore (anche per prevenire i suoi guai futuri con la giustizia) si è sistemato inserendo norme e normettine: oggi si danno attenuanti di tutti i tipi ed i giudici di primo grado hanno ormai eliminato l’ergastolo dalle loro decisioni!

    3) processi brevi, ottima idea, ma come realizzarla: io un progettino l’avrei:solo due gradi di giudizio per il civile, più magistrati a disposizione per il penale, eliminazione del giudizio abbreviato e patteggiamenti a disposizione del pm (sentite le vittime in caso di loro presenza)… Vedrete che risultati: ma in tale caso temo che il parlamento si svuoterebbe.

    4) la pena deve avere sempre un fine di deterrente: è inaccettabile che chi viola le leggi resti impunito! Solo una mente ottusa come quel soggetto che si definisce in esilio volontario può pensare che alle regole si obbedisca solo per principio: i poteri coercitivi dello stato sono uno degli strumenti che ci consentono di vivere abbastanza in pace, non dimentichiamocelo.

    Comment by cittadino libero — 05/5/2007 #

  20. @ breva, ti assicuro che nelle università discutiamo giorno e notte di questi problemi, pur individuando soluzioni differenti: vorrei, sinceramente, farvi leggere un testo di diritto penale per capire a cosa ci siamo ridotti! I politici fanno vomitare, 1 su 10 ha problemi giudiziari sul groppone e fosse per noi studenti la prescrizione sarebbe eliminata domani mattina, nel senso che una volta rinviati a giudizio non dovrebbe esserci più nessun termine di estinzione della pena: ma perchè mai i nostri politici sovente collusi con le mafie dovrebbero votare una regola del genere? Perchè mai i tacchini dovrebbero chiedere di anticipare natale?

    Comment by cittadino libero — 05/5/2007 #

  21. Questi politici, se Dio vuole, e lo vuole, prima o poi li richiamerà a sè.
    Nel frattempo, ragazzi, lavorate, di giorno, di notte, di festa sempre e cmq affinchè questo puzzo svanisca, anche lentamente.
    Preparatevi al peggio, ovviamente. Ma la tenacia son le gambe delle idee.
    E l’entusiasmo in un’idea giusta non vi abbandonerà mai.
    Forza, forza, forza.

    Comment by breva — 05/5/2007 #

  22. Io sono ottimista… forse da grandi potremo veramente cambiare le cose…

    Comment by cittadino libero — 05/6/2007 #

  23. Personalmente, sono anarchica. Dal punto di vista della pena, non dico di fare come in certi paesi islamici dove il colpevole viene chiuso in una stanza con i parenti della vittima, però, decisamente, depenalizzerei la vendetta personale, fossi al governo.

    Tuttavia l’articolo di Carlo riguardava la modalità di presentazione mediatica dell’evento. Mi sembrava interessante perchè, se vediamo per esempio i fatti di Rignano Flaminio, dove più passano i giorni, piu’ la storia si sta manifestando come una grossa psicosi collettiva senza fondamento,notiamo che i giornali decidono preventivamente sulla colpevolezza del “mostro” e se quelle persone saranno trovate estranee ai fatti, ad esse non resterà che il suicidio o il trasferimento in località sconosciuta. E questo per ributtanti motivi di audience.

    Comment by Cloro — 05/6/2007 #

  24. Togliere il forse?:d
    E’ una rete, una nuova, che coinvolga un certo tipo di sensibilità, che risiede dentro molti di noi, che se toccata si smuove, quella che deve nascere.
    Una persona, poi due, poi tre e via così, nella vostra facoltà, in quelle vicine, in quelle lontane, nella superiori, la SQUOLA è senz’altro terreno fertile, lo è sempre stato, chissà come mai, forse perchè ci sono cranii freschi non inquinati??
    Se c’è passione, non si sbaglia, a me i vari ragazzi del sud d’Italia che si stanno ribellando ad alta voce e con la prima visibilità contro omertà e mafie varie, piace un sacco, un link ideologico possibile.

    Comment by breva — 05/6/2007 #

  25. @Cloro
    I media fan cascare le braccia, ormai la carta stampata, in buona parte, è come un rivenditore d’automobili, dove occasionalmente c’è n’è una funzionante…. idem il tubo catodico, unto bisunto di superfluo, e anche lì, alle 3 del mattino, passa Report o Guzzanti o qualcosa d’interessante….finchè non vengono oscurati.
    Poveri noi, se stiamo sulle balle ad un vicino, questo t’addita d’essere un pedofilo, arriva l’araldo et voilà, sei cotto vita natural durante, questo succede, stronzo il vicino, pazzesco l’araldo, & C.

    Comment by breva — 05/6/2007 #

  26. @cloro, depenalizzare la vendetta mi sembra eccessivo: magari sarei favorevole con te nei confronti dei giornalisti che scrivono idiozie: Rignano Flaminio è l’esempio perfetto: si era parlato distupri e succhiamenti di sangue “certificati dai medici”: ebbene nulla di tutto ciò rientra nelle prove a disposizione dei pm:l’unica cosa che c’è veramente sono dei comportamenti ambigui che non ci hanno voluto descrivere e una perizia psichiatrica che a mio parere non ha alcun valore (gli psichiatri sono per loro stessa natura inattendibili e spesso contraddittori… quando poi fanno le perizie di parte nei processi divengono folcloristici). Vedete, quando tra un annetto gli imputati (o la maggioranza di loro) andranno assolti, chi pagherà per la mer…a buttatagli addosso? A brescia poche settimane fa i pm avevano chiesto per un caso identico quasi 150 anni di carcere e sono stati tutti assolti perchè il fatto NON SUSSISTE!
    In questi casi cosi delicati occorrerebbe vietare la pubblicazione delle notizie e dei nomi finchè non si abbia qualcosa di serio in mano (es.richiesta invio a giudizio). E non mi vengano a raccontare balle sulla libertà di stampa: quella è pura e semplice libertà di stupro mediatico degli innocenti (per presunzione fino al 3°grado). I giornalisti (al 90%) sono persone che amano il loro cadreghino e scrivono sempre le stesse cose sugli incidenti stradali (”fatalità”, “non si conoscono le dinamiche”), lanciano assalti ad innocenti (”caccia ad azouz”), non sfiorano mai il politico di turno fedele all’editore: prendete il corrierino: da quanto sta picchiando il soldato anti comunione e liberazione De Santis? E’ una vergogna! In conclusione sono d’accordo con l’anarchica cloro: le psicosi le fanno i giornali in cominato disposto con certi pm che sono discreti come un pugno in un occhio e che in paesi seri (Francia, Germania) verrebbero mandati a casa a pedate nel giro di 24 ore…

    Comment by cittadino libero — 05/6/2007 #

  27. Il problema è che il pessimo lavoro di giornalisti e magistrati senza scrupoli che vogliono andare in televisione e far carriera, bruciando la vita della gente, indipendentemente che siano brave persone, o meno, agevola la volontà del potere di rafforzare censura & repressione.
    La scusa di “tutelare” questi “casi umani” porta al progetto e al varo di leggi che poi nascondono all’opinione pubblica i fatti (soprattutto se riguardano i poveracci: vedasi caso Sircana e relativa levata di scudi politica contro i media che avrebbero divulgato questa “vergogna”) e che legano le mani al potere giudiziario. Aumentando l’esecutivo, da sempre , il nucleo delle derive autoritarie della democrazia (come adesso) .

    Comment by Cloro — 05/6/2007 #

  28. report ……fazioso……politicamente condizionato……..e scoop fuori controllo ……dilettanti allo sbaraglio !!

    Comment by anonymous — 05/8/2007 #

  29. Report é forse l’unica trasmissione televisiva d’informazione guardabile (considerando tutti i canali televisivi).

    Comment by marco — 05/8/2007 #

  30. @28
    Come si fa a definire fazioso un programma che mette in evidenza fatti reali e verificati?
    Ah, già, se il verbo è Mediaset, allora capisco…:d
    Facile che una sistematina Gentiloni l’assesti, ed era ora, aggiungo, è vergognoso che un politico, addirittura presidente del consiglio, ora ex, comandi l’informazione tv e cartacea, se adesso lo troncano E’ UN ATTO DOVUTO ALLA DEMOCRAZIA, meglio tardi che mai.

    Comment by breva — 05/8/2007 #

  31. ………….reali e verificati ?…………no breva non lo fa

    Comment by anonymous — 05/8/2007 #

  32. ognuno guarda il programma che si merita
    le masse anonimes continueranno a vedere vespa
    io preferisco di gran lunga Report!

    Comment by marco — 05/8/2007 #

  33. Concordo pienamente con Marco, ad averne programmi come Report, che danno un minimo di bagliore di informazione seria,puntuale,veritiera e di inchiesta; il resto è quasi tutto emilio fido, tette , culi, studio aperto, porta a porta e il caso cogne……
    SVEGLIA !!!:-?

    Comment by Antonio — 05/8/2007 #

  34. quello che e succeso nella metropolitana romana e stato solo un tragicco incidente…non una cosa voluta…ma il vostro grande difetto e di accusare i stranieri solo perche sono stranieri !!! i vostri italiani hanno fatto errori molto piu gravi in romania e il stato rumeno non ha messo la stessa etiquete x tutti i italiani…ma solo per quelli che hanno comesso il reato…se vanessa veniva accidentata di un italiano vostro…scometto che i articoli dei giornali e i vostri giudizzi eranno molto …ma molto diversi…non eravate cosi pienni di oddio…meno male pero che ce un dio che vede e giudichera tutto…”UNA RUMENA”….

    Comment by Anonymous — 05/14/2007 #

  35. Quello che dici ,e cioe che la notizia nei giorni seguenti all omicidio ,sia stata data in maniera da presentare la colpevole come la solita prostituta rumena di dubbua moralita e quindi capace di uccidere, è vero,ma dubito che cio sia dovuto a un pensiero politico ben preciso di stampo razzista. il problema è che ora anche la vittima, che tu dici essere stata presentata come “dolce ragazza” (e non è detto che non lo fosse) viene descritta come una tossicomane e non si capisce cosa possa entrarci col fatto di essere stata uccisa, un precedente uso di droghe.il problema grosso del corriere e di altri giornali è l aura di perbenismo e ipocrisia di cui vorrebbero vestirsi ,e in questo rientra anche la presa di distanza dal razzismo poi manifestata piu perche “non si fa e non si dice” che per convinzione. questi finti perbenisti fingono di non vedere che il consumo di cocaina è la normalita tra le persone di tutte le eta sesso o strato sociale e fingono di stupirsi cadendo dalle nuvole se si scopre che una persona ne faccia uso.l argomento droga dovrebbe essere trattato da persone competenti e non da pennivendoli solo interessati a passare sulla vita delle pesone per vendere qualche copia in piu.il trans ,il tossico .la prostituta ,ecc
    stuzzicano le fantasie dei lettori e quindi chi se ne frega se dietro ci sono persone salvo poi
    presentarli come casi umani e vendere un altro po,nel momento in cui l ondata di indignazione è finita.

    Comment by maddog — 06/5/2007 #

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