May
14

Family che? Ipocrisie incrociate

Quelli che fanno politica si dividono in due grandi categorie: chi non sa la storia e gli altri, che l’hanno fatta, ma non se la ricordano. Se, infatti, fossero più attenti alle cose del passato non si sarebbero lasciati sfuggire il parallelo tra il clima socio-cultural-politico-religioso di oggi e quello al tempo del divorzio.

Primi anni Settanta. Un abisso, tra allora ed oggi: per qualità del dibattito e per veemenza e volgarità della competizione. Fu allora che si trovò un’Italia spartita in due e non tra cattolici ed infedeli, ma tra civili e bigotti baciapile.

Una legge giusta e moderna vinse sull’ipocrisia e la conservazione. Questa la storia al 1974. Oltre trent’anni dopo la cronaca ci porta al qualunquismo delle parti e ad una presa di posizione di un settore ancora bacchettone della società che va in piazza a fingere di difendere la famiglia. È ovviamente diritto di ciascuno scendere in strada per gridare, tutelare, accusare o manifestare per quel che gli pare eppure i conti non tornano.

Il Family Day è stato organizzato dai laici cattolici con la benevola assistenza (leggi: benedizione) delle gerarchie ecclesiastiche. Più che una manifestazione di piazza si è trattato di un evento mediatico che per oltre un mese (prima) e chissà per quanto ancora (dopo) ha occupato e occuperà spazio nell’informazione. Non perché si sono mossi i “laici”, ma perché la Cei - a cascata - si è impegnata con tutto il prestigio e lo sfarfallio delle sue tonache porpora e perché la chiesa cattolica (ma quale?) ha messo la famiglia al centro della piazza anche se il riverbero era la condanna dei DICO. La provocazione tuttavia ha funzionato a metà. Il popolo cattolico non è più così ingenuo da lasciare il timone in mano a vescovi e preti proprio su una questione tanto delicata com’è la famiglia, istituzione civile da sempre. Molte sono le cose cambiate dal tempo del divorzio ed ogni buon praticante sa ben vedere coi propri occhi.

Gli è sufficiente andare a messa la domenica e guardarsi intorno: ci sono divorziati, concubini, malmaritati, separati, omosex, lesbiche, coppie di fatto. Tutto popolo cosiddetto di Dio che si confessa (forse no), che si comunica (senza confessarsi), che usa gli anticoncezionali, che abortisce e che – soprattutto – si mischia all’altra gente e con normalità. Lo sanno gli altri, lo sa il prete, lo sanno tutti. Non è più un problema. È una falla! Nel chiuso mondo dogmatico e scarsamente amorevole delle chiesa ufficiale dei “preti politici” questo atteggiamento rilassato e sereno del popolo cattolico preoccupa molto più di una blanda legge che regoli e autorizzi le coppie moderne, d’occasione o di fatto. Quel che conta è mantenere la finta normalità impastata alla solita ipocrisia. Davvero molto evangelico. Persa la battaglia per cancellare il divorzio la chiesa avrebbe dovuto capire che pur nella “maledetta evoluzione dei costumi” la famiglia non è mai stata così solida. Ci sono cambiamenti in corso d’opera, anche dolorosi, talvolta devastanti, ma sono – per quanto le gerarchie e certi politici possano cianciare – una minoranza; del resto lo confermano i dati: 50mila divorzi all’anno contro 500matrimoni, ma aumentano decisamente quelli civili. Gli affetti profondi, sinceri, duraturi la chiesa neppure li vede. Nota solo la trasgressione da quell’apparato dogmatico pazientemente costruito ascoltando più la “tradizione” che il Vangelo (dove Gesù spara a zero sulla famiglia).

Al Family Day ci sono andati in 500mila e che importa? Milioni sono rimasti a casa a vivere come sempre la loro vita normale di uomini e donne (e figli) magari credenti, magari dubbiosi, ma certamente convinti che Dio abbai altro da fare che occuparsi delle paure ecclesiastiche. Il mondo moderno, per fortuna, è capace di darsi regole anche senza ascoltare preti e porporati e – soprattutto – politici ipocriti (bigami e malmaritati!).

Gerardo Monizza

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  1. Bravo, Gerardo.
    Aggiungo due parole. Ieri ho pranzato con un’amica (divorziata da anni) e la figlia tredicenne la quale ci ha raccontato di una discussione avvenuta in classe venerdì. Scuola della periferia comasca, seconda media, docente di lettere cattolica. L’insegnante propone la lettura di un articolo tratto da AVVENIRE sul Family Day, il che fornisce lo spunto per una riflessione ad alta voce dell’”educatrice” sul valore del nucleo tradizionale formato da mamma e papà per una formazione umana e morale solida e serena. I ragazzi ascoltano e tacciono. Per un po’. Poi una tipetta intraprendente alza la mano e domanda alla docente quali terribili “limiti” personali dovrà patire lei e altri dieci compagni/e della classe (su un totale di ventitre) ai quali non è “dato” di vivere in un Contesto Ideale. E si è messa a piangere. Imbarazzata, l’insegnante ha deciso che era giunto il momento di fare grammatica.
    P.S. Ma quelli che hanno organizzato il Family Day si saranno interrogati almeno per un minuto su quale dolore possono avere indirettamente provocato a chi non vive nel film della MULINO BIANCO?

    Comment by francamelia — 05/14/2007 #

  2. Purtroppo credo che, paradossalmente, i più strenui difensori della famiglia siano i divorziati, i separati in casa, i bigami, gli adulteri, le donne che hanno praticato l’aborto.
    Sembrerà una stupidaggine ma invece è così. Il meccanismo psicologico che c’è dietro è pazzesco e preoccupante, e credo che i preti lo sappiano e lo sfruttino a loro vantaggio. Uno dei paradossi che ha portato il mondo moderno è la netta separazione fra aspetto privato della propria vita e aspetto pubblico. Come disse Casini rispondendo all’obiezione di un giornalista che gli chiedeva come potesse tanto difendere il valore della famiglia quando lui è convivente a tutti gli effetti: “un conto è la vita privata, un conto è l’ideale politico”.

    Inoltre c’è anche un altro aspetto: il credente cattolico è uso alla mortificazione e al dolore anche autoinflitto (qualcuno parlerebbe di “masochismo” nel senso psichiatrico del termine), e fondamentalmente crede che sia giusto soffrire e pentirsi dei peccati che continuamente commette. Pensate a una donna cattolica che ha dovuto fare la dolorosa scelta di abortire: oltre alla difficoltà oggettiva della situazione si aggiunge il senso di vergogna e di colpevolezza che le viene direttamente dal suo credo. Vive un misto confuso di sensi di colpa, rabbia, di sentirsi “sporchi” e indegni; un mix di sentimenti che favorisce la predisposizione all’autoflagellazione e all’espiazione. Ho fatto una cosa che non dovevo fare, è stata necessaria, ma ormai mi sono macchiata di questo crimine, e chissà se Dio mi perdonerà mai. Si potrebbero portare altri esempi, anche più frequenti, di uomini che tradiscono le proprie mogli, che picchiano i figli, che vanno a puttane e che bestemmiano. Tutto è funzionale alla colpevolizzazione, ogni scusa è potenzialmente buona per provocare senso di inadeguatezza ai principi del “bene”. In alcuni casi è un circolo vizioso: si commette il peccato e ci si confessa, continuamente, a ripetizione, con la conseguenza ovvia di vivere uno stato d’animo ansioso.
    Ed ecco perché poi assistiamo a manifestazioni così ipocrite come quella del 12 maggio: questa gente scende in piazza per chiedere ai propri leader religiosi di stringere ancora di più la presa sulle loro coscienze, affiché l’espiazione dei loro peccati sia massima. E’ l’insicurezza personale a chiedere a chi sta in alto di essere una guida morale per la propria coscienza inadatta e sporca, costi quel che costi. E’ lo stesso sentimento che anima i seguaci di un dittatore, sempre chini al suo volere: il desiderio di essere dominati, di avere qualcuno che indichi la via per non avere l’oneroso compito di trovarla da soli, qualcuno che risparmi lo scomodo e pesante fardello di impegnarsi quotidianamente a scegliere cosa è bene per sé stessi e cosa invece non lo è, qualcuno che dia una verità preconfezionata da assumere senza fare domande e senza doversela cercare da soli.

    Comment by Lao Tzu — 05/14/2007 #

  3. facciamo così, per non turbare i meno fortunati, facciamo Platinette ministro della famiglia

    Comment by Amadeus — 05/14/2007 #

  4. Secondo me più che un Family Day è stato un Family Flop. Non una sola proposta è uscita da quella manifestazione ma solo paroloni e frasi ad effetto con l’unico intento di affossare i DICO che già erano affondati da soli, tantochè la prossima proposta di legge che verrà presentata alle Camere sarà tratta dalla proposta Biondi.
    Poteva essere una buona occasione per formulare serie proposte in difesa della famiglia ma niente è stato fatto. Ad esempio non ci si è chiesti come mai le scarpe per i bambini costano più di quelle degli adulti. Non si è fatta nessuna proposta per avere un aiuto psicologico nei momenti difficili, oppure come aumentare i ridicoli assegni familiari magari utilizzando in tutto o in parte i miliardi dell’8 per mille oppure installando sui PC statali solo software libero risparmiando così milioni di euro l’anno per le licenze proprietarie. Non si è parlato di potenziare i servizi sociali per non lasciare sole le famiglie in cui un componente abbia una grave e degenerativa malattia. Non si è parlato del caro vita o del caro casa, dei figli che non trovano lavoro o lo trovano precario. Non si è parlato del caro scuola. Non si è parlato di istituire centri che accolgano i figli quando sono a casa da scuola ed i genitori sono al lavoro, ah già ci sono i nonni per questo, ma chi i nonni non ce li ha oppure sono lontani?
    Ok sono tanti argomenti ma almeno due o tre potevano affrontarli e invece di che si è parlato? Dei DICO. Come se ad una famiglia che esistano oppure no cambi la vita. E Rutelli se ne vanta pure!

    Comment by Ulisse — 05/14/2007 #

  5. Le due manifestazioni hanno interessato solo una parte infinitesimale della popolazione e sono state programmate proprio per non parlare dei problemi della famiglia e della società. Il solito modo per differire il momento in cui dare risposte alle richieste di aiuto dei cittadini più bisognosi.
    I DiCo devono essere approvati per forza e anche presto, perché la UE così ha deciso. Ieri il governo ha guadagnato un pò di tempo.

    Comment by Alessandro Capece — 05/14/2007 #

  6. W il capecismo!!!!

    Comment by Gola lacustre — 05/14/2007 #

  7. Capece ha ragione, prima o poi l’Unione Europea ci obbligherà ad attuare leggi per legittimare le unioni di fatto e soprattutto quelle omosessuali. L’Europa va in questa direzione mentre noi andiamo nella direzione opposta e prima o poi un bello strattone per riavvicinarci ad essa ce lo darà. E saranno dolori. Poi andate da Ratzinger a farvi dare i milioni di euro di multa perchè io non intendo sborsare un solo centesimo.

    Comment by Ulisse — 05/14/2007 #

  8. Bella conquista!!! W l’Europa, sempre più lontana dalla realtà di ogni giorno!!!

    Comment by Gola lacustre — 05/14/2007 #

  9. Ma gola lucustre per te la realta e quella dei roghi.. purtroppo subiremo l’umiliazione di fare la solita figura dei ritardari leccapile…. e la UE mettera una pezza… anche perche pensa una coppia di gay o lesbiche viene in Italia a vivere e li cosa succede? Se l’Italia e in Europa bisogna esserne cittadini al 100 altrimenti si va in vatic-ANO

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/14/2007 #

  10. Ulisse
    che proposta vuoi che uscisse da quella manifestazione ?
    Fatta per qualcosa che nessuno ha mai negato loro.

    E’ come se domani qualcuno facessi una manifestazione a favore degli spaghetti, perchè qualcuno in giro dice che preferisce i maccheroni.
    Fin qui sarebbe solo ridicolo, se non fosse che quelli a cui piacciono gli spaghetti vogliono impedire a quelli che preferiscono i maccheroni di esercitare il diritto di mangiarseli.

    Non solo facciamo ridere l’Europa, ma anche la Turchia, dove un milione di persone hanno manifestato a favore della laicità dello stato.

    Il fanatismo ideologico, quando diventa di massa si trasforma in crociata e produce malanni per l’umanità maggiori di qualunque altro tipo di guerra.
    Il Vaticano ha avviato una guerra di conquista del nostro stato, che oggi trova ben pochi paladini a difenderlo. In questo destra e sinistra non si distinguono.
    Come ho già detto in altri post: lasciamo che l’onda monti.
    Qualunque grande sistema gestito come la Chiesa cattolica ha in se le cause della sua stessa rovina.
    Abbiamo visto crollare l’URSS sotto il peso di se stessa. Abbiamo visto crollare imperi e regimi irresistibili.
    Quando i destini di una nazione, di un grande sistema sono affidati a una sola o a pochissime persone è inevitabile che prima o poi questa o queste poche persone esagerino e commettano qualche errore irreparabile.
    La Chiesa cattolica pare molto bene avviata su quella strada.
    Quando si assiste a cambiamenti storici bisogna anche saper aspettare.

    Comment by Condorcet — 05/14/2007 #

  11. quoto Lao Tzu #2
    aggiungo che siamo il profondo sud dell’Europa
    l’Italia sta all’Europa come la Sicilia di Totò Cuffaro e Totò Riina (convinti familisti) sta l’Italia

    Comment by marco — 05/15/2007 #

  12. @9 SPB
    Sempre più fine e tollerante! Si vede che sei figlio dell’Europeismo e del Capecismo!!!
    Guarda che i roghi li sta accendendo qualcun altro.

    Comment by Gola lacustre — 05/15/2007 #

  13. Lo ammetto: sono un inguaribile orrimista. Poi vedo i risultati delle amministrative in Sicilia e mi vien da piangere. Come si fa a parlar di progresso e di modernità, di famiglia nuova e variegata quando i voti finiscono in quella maniera?
    E non si dica che è democrazia.
    Il Family Day romano e le elezioni in Sicilia sono due “pezzi” del gioco delle tre tavolette. Il 27 scopriremo la terza carta.

    Comment by Gerardo — 05/15/2007 #

  14. DICO? NO GRAZIE!!
    PERCHE’ LA MIA FAMIGLIA ( VEDI CODICE CIVILE) DEVE AVERE GLI STESSI DIRITTI DI DUE CONVIVENTI? NON FACCIO IL DISTINGUO TRA MATRIMONIO RELIGIOSO E CIVILE. PER ME LA DIFFERENZA E’ TRA UN IMPEGNO E UNA SITUAZIONE DI COMODO. COPPIE OMOSESSUALI NO GRAZIE!

    Comment by gandalf — 05/15/2007 #

  15. @14
    Entrando nel dettaglio: non sono in disaccordo. Il CC regola l’istituto della famiglia e, di conseguenza, il rapporto tra i coniugi. Sembra sufficinete ed è comunque facilmente migliorabile.
    Il divorzio consente - oggi - di sanare situazioni imbrogliate fino al 1974. Da quasi 40 anni ci si sposa, si vive, ci si divide.
    Vedo anch’io le cosiddette coppie di fatto (ne conosco decine) come una scelta di libertà dalle leggi sulla famiglia, pagata (volontariamente) con qualche limite (mutuo, casa, assistenza reciproca, pensione…) ma ciascuno fa scelte che sa di dover portare sino in fondo.
    La legge non tiene conto delle coppie omosessuali. Bastava un ritocchino ed era fatta.
    Ma qui si entra in questioni religiose sociali e politiche (ovvero: pruriti mentali) che in Italia non passano facilmente.
    La legge sui Dico è solo un grimaldello (rivelatosi non sufficiente) per aprire la porta alle unioni omosessuali. Come sempre il fumo politico e culturale ha coperto la sostanza della questione. Ed il risultato è questo…

    Comment by Gerardo — 05/15/2007 #

  16. chiedo scusa se vi do dei cazzari, ma proprio non riuscivo a tenermi

    Comment by Amadeus — 05/15/2007 #

  17. @16
    Non era una battuta? (che del resto non ho capito…)

    Comment by Gerardo — 05/15/2007 #

  18. la parola che non hai capito é probabilmente la seguente:
    cazzari = persone che sparano cazzate (cazzaroni = persone che sparano grosse cazzate)

    Comment by marco — 05/15/2007 #

  19. Gola Lacustre: Guarda Io i beni della chiesa li nazionalizzerei quindi..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/15/2007 #

  20. @19
    Lo hanno già fatto i piemontesi, Napoleone e tutti quelli che dovevano far quadrare i conti… con la forza!!!

    Poi una volta in mano a loro che ne hanno fatto??? Guarda il Quirinale…

    Comment by Gola lacustre — 05/16/2007 #

  21. Cara Gola Lacustre, bhe meglio cosi che in mano ad un uomo vestito con la gonna non sposato e senza figli che pretende di insegnarci morale e su come gestire una famiglia… per non parlar del sesso..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/16/2007 #

  22. Sono un reduce del Family Day, sabato scorso ero in piazza San Giovanni e ne sono fiero. Poi ho avuto qualche problema personale e questo mi ha impedito di vedere telegiornali o leggere giornali da domenica a mercoledì. Una amica, decisamente gentile ma assai sadica, si è però presa la briga di ritagliarmi alcuni articoli relativi alla manifestazione di sabato e tratti da varie testate: “Il Giornale” o “Libero” per farmi restare aggiornato a quanto accaduto, “Corriere” e “Repubblica” apposta per farmi incazzare. Grazie. Molte sono le cose di cui vorrei parlare, ma poco è lo spazio a disposizione.

    Tralascerò perciò di approfondire la sempre più esasperata cattofobia e l’assurda partigianeria di gran parte della stampa italiana. Al direttore de”L’Occidentale” non piacciono molto i miei articoli, quando sono troppo “pepati”. Meglio dargli ascolto stavolta, perché con quello che ho letto in merito al Family Day su molti giornali, potrei farmi prendere la mano. Però io ero in piazza, e so che non esagero se parlo di una chiara e puntuale distorsione della realtà. Questa non può essere classificata come informazione, è pura propaganda. I guru del giornalismo italiano, pagati evidentemente dalle banche amiche del governo in carica, non riescono ad ammettere l’evidenza nemmeno davanti ad una così imponente manifestazione di civiltà, ed anziché dare il giusto risalto ad una pacifica richiesta di salvaguardia e tutela da parte della classe politica di un istituto che da secoli sta a fondamento della nostra società, preferiscono analizzare inutili aspetti secondari o cercare il pelo nell’uovo. A questo punto, meglio davvero che si occupino a tempo pieno di recensire con petali di rose i racconti a sfondo gay del nostro più grande scrittore vivente: Walter Veltroni, in arte sindaco.

    Tralascerò anche di chiedere una cortesia a Kiko Arguello, seppure gli debba un “grazie” per aver rimpolpato la piazza di sabato con almeno trecentomila dei suoi seguaci. Avrei voluto chiedergli di spiegare ai suoi ragazzi che il Papa, nell’esortazione “Sacramentum Caritatis” spiega chiaramente di riporre nello sgabuzzino chitarre, tamburelli e danze modello Apache; per rispolverare invece qualche silenzio e qualche adorazione eucaristica in più. Dopo averli avuti al fianco per diverse ore, confesso che avrei volentieri sfondato la chitarra o il tamburello in testa a qualche ragazzotto neocatecumenale. Purtroppo, come diceva un mio amico, sono le conseguenze di una Chiesa dove sempre più preti vogliono fare i laici e sempre più laici vogliono fare i preti. Vero Kiko?

    Tralascerò con gran fatica di chiedere lumi sul perché il Family Day sia già scomparso dalle pagine dei media e dall’agenda politica. Ma come? Sabato scorso si era tutti (politici compresi…) così euforici: gli sgravi fiscali, i mutui bancari agevolati, gli assegni famigliari, gli asili nido, la genitorialità condivisa, nuove politiche del lavoro per le donne, bioetica, adozioni e affido… Per un pomeriggio mi era parso di vivere in un Paese serio in cui si parlava seriamente di cose importanti e terribilmente necessarie davvero per tante persone. Oggi invece apro la mia finestra sul mondo e la cosa più eccitante è la maggioranza che non ha altra preoccupazione per la testa che Berlusconi ed il suo presunto conflitto di interessi. Siamo davvero alla politica circense. Vorrei dare le dimissioni da italiano, come si fa? Spero che il nostro “Occidentale” voglia pressare con assiduità e costanza i politici presenti a San Giovanni in merito al rispetto di quanto promesso sabato davanti a così tante persone (…ma anche elettori, non scordatelo…).

    Tralascerò infine di porre l’accento sul fatto che si è trattato di una manifestazione che ha avuto un afflusso alla piazza ed un deflusso davvero ordinatissimi ed esemplari nonostante il milione e più di partecipanti, che la gente rideva e chiacchierava coi carabinieri (pochissimi) del servizio d’ordine, che non ho visto auto o cassonetti bruciare, che non ho sentito nemmeno un “Rosy Bindi vaffanculo” sull’aria del londinese Big Ben che, vivaddio, ci poteva pure stare anche per la metrica.

    Una cosa però non posso tralasciare: i bambini. Non posso evitare l’argomento perché questo era il tema più importante dell’incontro di Piazza San Giovanni. Tutte le tematiche affrontate (politiche fiscali, lavorative, sociali…) erano finalizzate ad una migliore crescita dei figli e ad un aumento del loro numero. Dire famiglia è per forza dire figli. Una standing ovation infatti se l’è meritata il bravissimo Povia, che ha sfidato l’establishment canoro tutto orientato a sinistra e non ha avuto timore di improvvisare uno splendido pezzo tutto incentrato sul nostro futuro: i nostri figli. Proprio quelli che più mandano in bestia gli oppositori del “Family Day”. Ma è logico: altro che i preti di Vauro sui bimbi ci possono mettere le mani solo loro. E non sto certo parlando di pedofilia, ma di ottundimento mentale.

    I figli sono il vero scopo di una famiglia, e tanto per iniziare, due omosessuali (ormai i paladini di ogni battaglia laicista che si rispetti) un figlio non lo possono fare così facilmente come due etero. Prima ragione per rosicare. Potrebbero adottarli se un domani la futura società avallerà una tale distorsione della natura. E questo sarà possibile solo se, piano piano, riusciranno ad introdurre nella società stessa una cultura che non prevede necessariamente un padre ed una madre, ambedue con uguali diritti e doveri. Per questo i figli di oggi sono cruciali: saranno gli adulti che decideranno un domani. Eugenia Roccella, nel suo splendido intervento, ha ricordato che “Siamo qui perché abbiamo nel cuore un’esperienza fondamentale, che ci unisce: siamo tutti nati nel grembo di una donna, generati da un atto d’amore tra un uomo e una donna. Siamo tutti figli: laici e cattolici, credenti e non credenti, islamici ed ebrei, omosessuali ed eterosessuali. E’ su questo che si fonda l’unicità della famiglia: sulla capacità di tessere un filo di continuità tra le generazioni, padri, madri, nonni, nipoti, antenati, di collegare passato e futuro dell’uomo, di dargli speranza nel domani…

    Non siamo qui a esibire le nostre famiglie, a ritenerci superiori a qualcuno o a giudicare gli altri. Le nostre famiglie sono come tutte le altre: belle, brutte, così così: famiglie in cui si litiga, in cui si soffre, magari non ci si capisce, e che qualche volta si rompono. Ma sono preziose in ogni caso, perché proteggono gli individui dall’invadenza dello stato e del mercato e creano quel senso profondo di appartenenza, di consapevolezza delle origini, così necessario allo sviluppo dell’identità individuale, della personalità. Attraverso la famiglia non si trasmette solo il patrimonio, ma soprattutto cultura, fede religiosa, tradizioni, lingua, esperienza….Grazie per il coraggio delle madri, i loro equilibrismi, i piccoli eroismi quotidiani; e grazie anche ai padri, perché noi vogliamo che la paternità resti un modello importante per gli uomini, perché vogliamo responsabilità genitoriali condivise, e non madri sole, come accade nei paesi del Nord Europa che ci vengono sempre proposti come modello di civiltà.”

    Ecco il filo della continuità tra le generazioni che si vuole spezzare, finché il dono di sé potrà essere rimpiazzato dall’inalienabile diritto individuale. Non c’è bisogno che la famiglia ci trasmetta qualcosa: ognuno deve essere capace di decidere da sé e per sé, magari con qualche aiuto dello stato e di mamma tv. Questi sono gli attacchi dai quali dobbiamo difenderci: farci pensare che siamo “esseri” e non “figli” di qualcuno. Farci pensare che possiamo avere un “genitore A” ed un “genitore B” anziché un padre ed una madre. Farci pensare che se uno nasce col pisello non importa, ma è quello che si sentirà nel cuore un giorno che rivelerà in lui un uomo o una donna. Farci pensare che avere un solo genitore o tutti e due non cambia poi di molto la questione.

    Per questo la sinistra è così arrabbiata che nella piazza ci fossero tanti bambini. Perché sono bambini che hanno un riferimento vero, concreto. Bambini meno manipolabili, che probabilmente un domani avranno a loro volta le idee chiare sul loro futuro e perciò saranno una preda più difficile per quella deriva relativista che attraversa la nostra società. I bambini sono importanti. Per questo li vogliono educare solo come dicono loro. Infatti a sinistra si scandalizzano per una loro presunta strumentalizzazione al Family Day, quando invece furono loro i precursori (e per fini meramente utili agli adulti) dell’utilizzo di plotoni di bambini in prima fila alle manifestazioni rosse: per chi avesse memoria corta, ricordo le sollevazioni contro la riforma dell’allora ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti.

    E la stampa è dalla loro parte. “L’Unità” carica di livore espressioni come “hanno caricato i bambini sui treni e li hanno esposti a telecamere ed interviste” E dove starebbe il problema? Vanno bene davanti alle telecamere solo i bimbi del terzo mondo che sono così vicini a Walter (sempre in arte sindaco)? O magari i bimbi intervistati fra le loro due mamme, giusto per far vedere che “si può” anche senza il papà?

    Io, purtroppo, me ne intendo. Sono separato ed ho un figlio di 16 mesi: in una settimana ci sono 168 ore. Per 160 ore lui sta con la madre, per le restanti 8 con me. Potenzialmente, è una futura preda dei quattro gatti che erano in Piazza Navona. Anche per questo ero al Family Day: Giovanni non mollare, papà e con te!

    Comment by Carlo Meroni — 05/19/2007 #

  23. Caro Carlo Meroni: un genitore adulto che scrive “I figli sono il vero scopo di una famiglia, e tanto per iniziare, due omosessuali (ormai i paladini di ogni battaglia laicista che si rispetti) un figlio non lo possono fare così facilmente come due etero. Prima ragione per rosicare.” mi fa capire molte cose di + del suo lunghissimo ed inutile post..
    PS: Faccia il DNA per vedere se Giovanni e suo figlio..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/19/2007 #

  24. Come al solito, rispetto e attenzione per le altrui opinioni… Bello vedere che qualcuno perda il suo tempo a intervenire e venga così ben accolto…

    O SPB, ma va a ciapà i ratt anca ti…

    Comment by Anonymous — 05/19/2007 #

  25. E tu SPB, ai tuoi figli lo hai fatto???

    Comment by Anonymous — 05/19/2007 #

  26. si ha dato il risultato di quelli tuoi, sono tutti miei.=))=))=))

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/19/2007 #

  27. No, vedi che non capisci come al solito, forse è il contrario…

    Comment by Anonymous — 05/19/2007 #

  28. Boh tua moglie mi dice che la capisco molto bene, comunque ora direi di finir di trollare.
    PS: Quando vai a casa, per favore abbassa la testa che cosi tua moglie stende il bucato e non rompi la porta d’ingresso.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/19/2007 #

  29. Bello il commento… in linea con il blog.:(

    Comment by Anonymous — 05/19/2007 #

  30. ultimamente Sir Percy ha molte difficoltà ad accettare opinioni di chi non la pensa come lui.
    Ha definito iil commento di Carlo Meroni “inutile”. Lui si che è democratico ed aperto al dibattito.

    Comment by Anonymous — 05/19/2007 #

  31. A tutti:
    mi pare che le argomentazioni siano - come dire - un tantinello sopra le righe. Sbaglio?

    Comment by Gerardo — 05/19/2007 #

  32. Caro Anonymus, faccio un bel commento in linea con il post.
    Vedi com’e la vita buffa, sposato in comune da 9 anni , causa inesistenza PACS (3 anni di convivenza anteriore) ho tre figli.. tutti miei ti basta?
    Non sono sposato in chiesa, non lo faro.
    I miei figli non sono battezzati se vorranno lo faranno loro alla maggiore eta, come se vorranno potrano adorare odino, per il resto la vita prosegue.
    Sono per i matrimoni gay, e per le adozioni di bambini da parte dei gay, meglio in una famiglia particolare che in istituto.
    Sul commento di Meroni ritengo che usare il termine Rosicare da parte sua sia sintomo di omofobia ed ignoranza, per cui capisco certe cose… che onestamente mi stufano

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/20/2007 #

  33. …bello questo dibattito. Equilibrato, serio e democratico. Evviva il blog libero di Como!

    Comment by Antonio Bosco — 05/20/2007 #

  34. Curiosamente ho lo stesso percorso famigliare di Sir Percy.
    E sono perfettamente d’accordo con lui su tutti i punti.
    La nostra famiglia è particolarmente coesa e felice.
    I nostri figli non si sentono diversi da nessuno (nè migliori nè peggiori).
    Sotto il profilo dell’educazione morale non conta nulla il percorso della catechesi che porta alla prima comunione se poi, come possono constatare, le famiglie dei loro compagni di scuola li educano al razzismo ed all’emarginare i diversi da loro.
    Il concetto di “farsi prossimo” loro lo interpretano come un dovere di aiuto verso i compagni di scuola che ne hanno bisogno (mussulmani, buddisti o valdesi che essi siano) e come un dovere di non emarginare nessuno in modo evidente ma neppure con false auto-giustificazioni.
    Sono solo altri due o tre i bambini che si comportano così ma sono in 25 quelli che hanno seguito il catechismo per due anni.
    Loro non capiscono e neppure io lo so spiegare.
    Se non dicendo loro che la famiglia, in quanto tale, non necessariamente sa educare i propri figli e questa è sola una piccola, ma importante, dimostrazione.
    In ogni caso a Milano i matrimoni civili hanno largamente superato quelli religiosi e questo spiega un pò di nervosismo sul tema.
    Il business ed il controllo sociale diminuiscono.
    Tutto qui.

    Comment by S.Just — 05/20/2007 #

  35. Io conosco tre famiglie che hanno adottato dei figli e che hanno subito un calvario (morale ed economico) per percorrere questa strada.
    Curiosamente sono tutte formate da non credenti, ma questo può derivare dal fatto che non frequento ciellini visto che la mia religione me lo impedisce.
    L’idea che una coppia omosessuale non possa adottare non li sfiora neppure lontanamente dopo tutto quello che hanno visto negli istituti dove sono stati.
    E neppure che un single non possa adottare.
    Probabilmente girando il mondo e conoscendo di persona le situazioni uno riesce a formarsi un’opinione informata.
    Parlare partendo da presupposti ideologici o, peggio, religiosi, certo non aiuta a trovare soluzioni per le legislazioni positive di una nazione.
    E su questi aspetti non si è di destra o di sinistra, se ci si informa prima di decidere.
    Se si viaggia sereni sull’autostrada dell’ipocrisia e dell’autoreferenzialità allora tutto può certamente rimanere come oggi.
    E nei secoli dei secoli a venire.

    Comment by S.Just — 05/20/2007 #

  36. “sposato in comune da 9 anni , causa inesistenza PACS”
    qual è il senso di questa affermazione?!?!?

    Comment by Anonymous — 05/20/2007 #

  37. @36
    Non ha senso, come i pacs!

    Comment by Gola lacustre — 05/20/2007 #

  38. Meglio 1000 coppie gay che mezza famiglia neo-catecumenale.
    Meglio un figlio in mano a una coppia gay che 12 figli in mano a una famiglia neo-catecumenale.

    (Se non sapete cosa sono i neo-catecumenali vi consiglio vivamente di informarvi).

    Se proprio tenete al futuro dei vostri figli battetevi perché sia cancellato dalla terra il fondamentalismo religioso di stampo cattolico. Il resto verrà da sé.

    Comment by Lao Tzu — 05/20/2007 #

  39. Mmmhhh… meno malke che ci sarà qualcuno che perdonerà loro perchè non sanno quello che dicono…

    Comment by Gola lacustre — 05/20/2007 #

  40. Meno male che le persone che vivono nella realtà non ascoltano gli evangelisti da bar che oggi affliggono scuole, politica e luoghi di aggregazione giovanile (ed anche internet).
    Il problema è solo che sopportano, silenti, questi intolleranti per evitare di essere messi all’indice come pericolosi atei relativisti.
    E’ necessario chiarire a più persone possibile che gli atei/agnostici non sono contagiosi e non diffondono nessuna grave malattia.
    Al limite, cercando di far usare la testa alle persone, e suggerendo di utilizzare i preservativi aiutano a non diffondere malattie e dolore nel mondo.
    Cosa che gli esaltati para-credenti viceversa si guardano bene dal fare rimanendo fermi ad assistere al genocidio di massa che si svolge sotto gli occhi indifferenti dell’occidente in Africa ed in Asia, in particolare.
    Poi arrivano loro con le iniziative caritatevoli che assistono gli orfani.
    Evitare che lo diventino sembra troppo progressista, o forse si può ritenere che dio voglia una strage di innocenti ?
    Neppure il Cardinal Martini crede che esista un dio che davanti ad un male tanto grande insista tanto colpevolmente nell’affermare che i preservativi non possono essere utilizzati.

    Comment by S.Just — 05/20/2007 #

  41. S. Just

    è tempo sprecato. E’ come parlare a un muro.

    Ovunque il cattolicesimo abbia ficcato il naso, ha portato morte e distruzione. E’ storia. Pensate ad esempio ai popoli africani “cristianizzati” che vivevano lieti e spensierati a contatto con la natura, ai quali i coloni hanno insegnato sentimenti per loro sconosciuti come colpa e vergogna affinché potessero poi trovare in Dio (e nei preti) consolazione per la loro anima peccatrice: un vero genocidio spirituale.
    Ciononostante, milioni di persone ancora si ostinano a credere che “cattolico=buono” al di là di ogni evidenza empirica, e la gravità di episodi come questo non viene nemmeno considerata, perché qualsiasi cosa fatta dalla chiesa in nome di Dio “deve” essere giusta e buona a tutti i costi, e chi dice il contrario è solo un detrattore. Quando si tratta di Dio, il fine sembra giustificare ogni mezzo.
    Non so, forse per un innato sentimento umano di cercare punti di riferimento esterni, o forse per un’ancestrale insicurezza nei confronti di sé stessi, molta gente ha bisogno di credere in qualcosa che sia puro, sacro, inviolabile.
    C’è chi trova questa sacralità in un ideale, chi la trova dentro di sé, e chi purtroppo la trova nelle autorità religiose. Per questo motivo un credente può mettere in dubbio più facilmente che domani sorga il sole, piuttosto che le sue convinzioni religiose. Indagare a fondo dentro sé stessi e avere il coraggio di affrontare dubbi e insicurezze è una cosa che solo poche persone accettano di fare (quelle che non si accontentano delle risposte prefabbricate), mentre per molti il sentire medio condiviso e unanimamente accettato è più che sufficiente.
    E’ per questo che screditare preti e vescovi non funziona. Possiamo star qui a ripetere mille volte che i papi sono stati conniventi coi criminali, possiamo ricordare i funerali negati a Welby, possiamo ripercorrere le pagine nere della storia italiana attuale evidenziando i movimenti di denaro del vaticano verso destinazioni e finalità oscure, possiamo ricordare a tutti il silenzio sul genocidio ebraico, possiamo dare dati e cifre sul fenomeno della pedofilia nelle parrocchie, ma tanto non cambierà mai nulla: tanta gente vuole che preti e papi rimangano intoccabili, altrimenti tutte le certezze di una vita crollerebbero.
    Tramite gli scandali sono crollati imperi e governi potenti, ma la Chiesa non seguirà questa logica: qualsiasi verità scandalosa venga fuori che dimostri nero su bianco l’ipocrisia delle autorità ecclesiastiche, i cattolici troverebbero il modo di minimizzare, forzando la realtà ad obbedire ai loro schemi.

    Ciononostante sono fiducioso: le nuove generazioni non vanno tanto per il sottile e dei dogmi se ne fregano altamente. Speriamo che il trend continui e che parrocchie, oratori e seminari si svuotino del tutto. Ormai è solo questione di tempo.

    Comment by Lao Tzu — 05/20/2007 #

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